polonia corte costituzionale tusk nawrocki

LO SCAZZO ISTITUZIONALE IN POLONIA È L’OCCASIONE PERFETTA PER LE DESTRE EUROPEE PER SCAGLIARSI CONTRO BRUXELLES – È ESCALATION NELLO SCONTRO SUI POTERI DELLA CORTE COSTITUZIONALE POLACCA, DOPO CHE IL PREMIER FILO-EUROPEISTA TUSK HA DECISO DI NOMINARE UN NUOVO GRUPPO DI GIUDICI, PER ANDARE INCONTRO ALLA SENTENZA DELLA CORTE DI GIUSTIZIA UE, SECONDO CUI IL TRIBUNALE SUPREMO DI VARSAVIA “NON È NÉ INDIPENDENTE NÉ IMPARZIALE” – IL PRESIDENTE SOVRANISTA, KAROL NAWROCKI, ATTACCA IL GOVERNO: “È STATO VIOLATO L’ORDINE REPUBBLICANO, SIAMO UNO STATO DI POLIZIA” – TUSK PARLA ALLA NAZIONE: “LA CORTE SARÀ INDIPENDENTE DA ME. I CONSERVATORI TROVANO SOSTEGNO IN TUTTO IL MONDO TRA LE FORZE FILORUSSE E USANO UN ESERCITO DI BOT RUSSI...”

Estratto dell’articolo di Lucia Malatesta per “Domani”

 

proteste davanti alla corte costituzionale in polonia 11

Assedio al palazzo: quello dell'Alta corte costituzionale di Varsavia. Al presidente polacco Karol Nawrocki, la notizia è giunta mentre era ancora in volo: immediatamente rinuncia a portare a termine la sua missione ufficiale in Senegal, ordina al suo aereo di invertire la rotta e tornare in Polonia. Appena atterrato, raggiunge l'edificio e lo trova trincerato da schieramenti di polizia antisommossa che impediscono l'accesso a migliaia di manifestanti. [...] 

 

«Sono certo che la Corte costituzionale inizierà a funzionare come dovrebbe», la crisi tra poteri dello Stato è tale che Tusk in serata decide di rivolgersi alla nazione. E promette: «La corte sarà indipendente da me».

 

karol nawrocki giura come presidente polacco 2

Ma l’indice lo punta dritto contro il Pis che ha di nuovo «violato lo stato di diritto»: l’attacco al tribunale non è altro che un altro passo verso il «processo di distruzione dello Stato». Non è un caso che i conservatori, ha aggiunto, «trovino sostegno in tutto il mondo tra le forze filorusse e che oggi, in questo conflitto, stiano usando un esercito di bot russi su internet. Di fatto, hanno persino ricevuto elogi pubblici dal principale ideologo del Cremlino».

 

[...] Nawrocki, da sempre vicino alle posizioni del Pis, decide di denunciare la «violazione dell'ordine costituzionale della Repubblica di Polonia» perché «un organo costituzionale dello Stato è stato preso con la forza»: c'è «una minaccia alla sicurezza interna», bisogna convocare subito le forze parlamentari.

 

Karol Nawrocki E Donald Tusk

L'escalation per il controllo dell'organo è iniziata quando il presidente della Corte, Bogdan Swieczkowski, anche lui vicino ai conservatori del Pis, ha impedito l'insediamento di cinque nuovi giudici nominati dalla maggioranza di Tusk; questi togati, a loro volta, lo hanno sospeso insieme al suo vice, Bartlomiej Sochanski. (le due fazioni di giudici, in sostanza, si tacciano a vicenda di irregolarità e contestano le rispettive nomine).

 

La reazione dell'opposizione non si è fatta attendere: il Pis ha gridato subito al golpe; per il leader Jaroslaw Kaczynski «la Polonia è diventata uno Stato di polizia, e da qui la strada verso l’autoritarismo e poi il totalitarismo è diretta».

 

proteste davanti alla corte costituzionale in polonia 6

La Corte polacca – saturata di togati vicini alle istanze del Pis – finora, si è pronunciata sempre e ripetutamente a favore del diritto nazionale a discapito di quello europeo, rimanendo sempre allineata ai nazionalisti che hanno perso però le elezioni nel 2023.

 

Per questo Tusk, ormai da settimane, provava a costringere alle dimissioni quei giudici da tempo contestati dall'Unione europea e dal Consiglio d'Europa. In realtà, la battaglia per il controllo della Corte è iniziata ancora molto prima di qualche notte fa: è da quando è diventato presidente, nel 2025, che Nawrocki si rifiuta di far prestare giuramento a tre dei sei giudici nominati dal Parlamento.

 

donald tusk giorgia meloni foto lapresse

La Corte è l'ultima roccaforte del Pis a Varsavia. E se migliaia di sostenitori dei conservatori sono scesi in strada per radunarsi intorno al suo palazzo non è certo perché padroneggiano complessi meccanismi giuridici e cavilli che regolano le nomine: a mobilitarli è stata la guerra sempre più aperta tra Tusk e Kaczynski, al cui fianco è sempre schierato Nawrocki.

 

Se la sede della Corte costituzionale è diventata il punto più caldo di tutta la Polonia è proprio per questo: è solo l'ultimo campo di battaglia dei due blocchi contrapposti, l'ala europeista guidata dal premier e quella conservatrice dell'opposizione – che si contenderanno presto il potere alle parlamentari del 2027.

 

proteste davanti alla corte costituzionale in polonia 4

Lo scontro politico che si sta consumando ha però adesso messo a rischio la legittimità stessa del massimo organo di garanzia costituzionale e soprattutto per questo, adesso, dal Sejm, la Camera bassa, esortano le due teste del paese, il primo ministro e il presidente, a raggiungere urgentemente un'intesa, un accordo che consenta di ripristinare il funzionamento della Corte: il protrarsi di questo scontro istituzionale rischia di paralizzare non solo il massimo organo di garanzia, ma di trascinare in un'impasse l'intero apparato statale.

 

La crisi, intanto, si sta allargando a macchia d'olio ed è arrivata fino alle ambasciate: i massimi diplomatici di Pechino e Bucarest hanno annunciato le loro dimissioni in segno di protesta contro la scelta del governo, motivando la decisione con quello che hanno definito «il tentativo di assumere illegalmente il controllo della Corte costituzionale». E alzano le voce anche le destre europee: «Ciò che sta accadendo in Polonia è di una gravità inaudita».

 

KAROL NAWROCKI - DONALD TRUMP - FOTO LAPRESSE

Per Carlo Fidanza, capo delegazione di Fratelli d’Italia al Parlamento europeo, è in corso «una specie di colpo di Stato light» che va avanti nel «silenzio di Bruxelles». Le destre europee sono tutte schierate a difesa del blocco conservatore in questa diatriba giuridica a cui Tusk aveva promesso di mettere fine per appianare i rapporti con la scontenta Bruxelles.

 

Non è la prima volta che il premier si trova al centro di uno scontro istituzionale: già nel dicembre 2023, a pochi giorni dall'insediamento, quando ha disposto la sostituzione dei vertici delle emittenti televisive pubbliche, è stato contestato dall'allora presidente Duda. Il risultato, questa volta, potrebbe essere diverso: l'esecutivo di Tusk traballa, è esposto a nuove instabilità e l'assedio politico intorno al palazzo della Corte rischia di trasferirsi direttamente a quello del suo governo.

proteste davanti alla corte costituzionale in polonia 1

 

Il tentativo di resettare la Corte sta già aprendo la strada al reset dell'esecutivo: l'ex premier Mateusz Morawiecki, di Sviluppo più, ha annunciato una mozione di sfiducia al governo proponendo un governo tecnico sotto la guida di Marek Jurek, l'ex presidente della Camera. Potrebbe guidare il paese fino alle elezioni che poi «determineranno una nuova maggioranza parlamentare».

donald tusk - volodymyr zelensky karol nawrocki volodymyr zelensky donald tusk giorgia meloni foto lapresse proteste davanti alla corte costituzionale in polonia 2proteste davanti alla corte costituzionale in polonia 3proteste davanti alla corte costituzionale in polonia 5

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