schlein prodi assemblea sindaci

ELLY NELLA MORSA! LA SCHLEIN RISCHIA DI FINIRE STRITOLATA DAI GIOCHI DI POTERE INTERNI DEL PD (DAI RIFORMISTI DI GUERINI AL CORRENTONE FRANCESCHINI-SPERANZA-OLRANDO) E PER ROMPERE L’ASSEDIO INCONTRA PRODI (CHE NON AVEVA LESINATO CRITICHE ALLA LINEA DELLA SEGRETARIA DEM) E CERCA SPONDE FUORI DAL NAZARENO ALL’ASSEMBLEA DEI SINDACI E AMMINISTRATORI LOCALI DEMOCRATICI A CUI LISCIA IL PELO PARLANDO DI SICUREZZA– IL SINDACO DI MILANO SALA IN PRESSING: “ELLY, FAI UNO SFORZO ULTERIORE, APRI IL PD A CHI HA DIMOSTRATO DI SAPER FARE” – IL CANDIDATO DEL CENTROSINISTRA ALLA REGIONE VENETO MANILDO SPARA A ZERO SU PRODI: “LA VITA OGNI TANTO LASCIA DEGLI STRASCICHI...”

 

 

(ANSA) - "Io ascolto sempre con grande attenzione il professor Prodi, lo leggo con attenzione. Oggi sono andato a trovarlo, dopo l'iniziativa con i sindaci e gli amministratori Pd" a Bologna. Lo ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein a In altre parole, su La 7. "I sindaci stanno già facendo cose importanti per migliorare la vita delle persone.

schlein assemblea sindaci dem

 

Al centro c'è il costo della vita, ma pure gli asili nido gratis, il trasporto pubblico locale gratuito. Sono cose che i nostri amministratori stanno già facendo nella loro concretezza. Queste sono proposte che parlano dei problemi concreti delle persone. Quando la sinistra mette al centro i problemi concreti delle persone torna la fiducia e torna a vincere. E' quello che il Pd sta provando a fare". (ANSA).

 

MANILDO, PRODI?LA VITA OGNI TANTO LASCIA DEGLI STRASCICHI...

(ANSA) Critiche esagerate da Romano Prodi al Pd? "Ognuno risente della propria esperienza, penso che la vita personale ogni tanto lascia sempre degli strascichi, anche in grandi uomini come Romano Prodi". Lo ha detto oggi a Verona Giovanni Manildo, candidato del centrosinistra alla presidenza del Veneto, parlando con i giornalisti a margine di un evento elettorale.

 

"Io sono molto felice - ha aggiunto - dell'aspetto plurale della mia coalizione, è un momento fondativo, è un'alleanza per per dare una nuova visione al Veneto e vista anche l'armonia, come stiamo conducendo questa campagna elettorale, i temi che stiamo trattando dalla sanità pubblica allo sviluppo economico, al lavoro, i giovani, gli anziani, i medici di base, l'attenzione al all'ambiente, a uno sviluppo sostenibile, siamo molto compatti, stiamo parlando di temi, stiamo parlando di temi in modo armonico, quindi sono molto fiducioso", ha concluso. (ANSA).

schlein assemblea sindaci dem

 

SCHLEIN SI BLINDA CON I SINDACI

Giovanna Vitale per La Repubblica - Estratti

 

Spezzare l’assedio. Allargare il Pd, prima che la coalizione. Trovare nuovi alleati, fuori dal palazzo, per resistere alla pressione delle correnti che, con l’approssimarsi delle politiche e della sua scadenza alla cloche del Nazareno, hanno ricominciato a manovrare, sopra e sotto banco.

 

Organizzando eventi, ristrutturazioni interne, caminetti. Per mandare un messaggio chiaro alla segretaria, riassumibile più o meno così: non puoi decidere sempre tutto da sola, insieme a una ristrettissima cerchia di fedeli, fino a ieri manco iscritti al partito. E avvertirla che, per loro, la stagione del “tortellino magico” è chiusa.

 

Tanto lo ha capito, Elly Schlein, da risolversi a passare al contrattacco. Convocando l’assemblea nazionale delle città democratiche e progressiste a Bologna, in coda alla convention annuale dell’Anci: pronta da almeno sei mesi, su spinta del torinese Stefano Lo Russo, ma lasciata a bagnomaria per mancanza di tempo, di interesse, reale convenienza.

elly schlein roberto fico.

 

Ma ora che Lorenzo Guerini ha rotto gli indugi, resuscitando l’area riformista in modalità combat, e Dario Franceschini ha riarticolato le componenti che l’avevano sostenuta al congresso (salvo poi rimanere deluse), tocca individuare delle sponde solide cui aggrapparsi. Per non finire come la classica rana nel pentolone: bollita a fuoco lento, come altri prima di lei, senza lasciarle via di scampo.

 

E allora cosa c’è di meglio dei sindaci e degli amministratori locali - spesso civici, vicini ai cittadini, popolari - per dotarsi di quell’ossatura in grado di sorreggerla nei marosi che si scorgono all’orizzonte? D’altro canto l’ha detto in apertura di assemblea e in chiusura lo ha ribadito: “L’alternativa esiste già. Siete voi la migliore espressione della nostra cultura di governo: voi che vi prendete cura delle nostre comunità, che quotidianamente siete chiamati a dare risposte, ad assumere decisioni. Dimostrando di saperlo fare”. A Roma, Milano, Napoli, Firenze, Bari, Perugia e nelle centinaia di contrade guidate dal centrosinistra e qui rappresentate in massa. Una prova di forza non da poco. Utile anche per affrontare la battaglia per la leadership del campo largo che non si preannuncia meno cruenta di quella dentro il Pd.

romano prodi elly schlein

 

 

Alle tattiche politiciste di alleati e compagni di partito Schlein ribatte con la politica che prova a offrire soluzioni ai problemi veri delle persone. Partendo dalla sicurezza, “che è di sinistra, non lasciamola alla destra” esorta il barese Vito Leccese.

 

E poi lavoro, emergenza casa, mobilità. Temi affrontati ai sette tavoli riuniti il giorno prima e restituiti sotto forma di proposte concrete, rilanciate dalla segretaria nel suo intervento conclusivo. Con Roberto Gualtieri, Gaetano Manfredi e Beppe Sala a fornirle gli assist decisivi. “La vera infrastruttura democratica del Paese sono i comuni e i sindaci, come ha ricordato giustamente il presidente Mattarella”, rivendica il primo cittadino di Napoli.

 

“Abbiamo messo a punto un elenco di temi per stanare le loro contraddizioni, specie quando parlano di sicurezza e poi non finanziano le volanti sul territorio”, fa eco quello di Roma: “Bisogna dire al Paese che noi siamo una forza di governo e ve lo stiamo facendo vedere con i fatti come può essere un’Italia più giusta, sostenibile, migliore di quella che la destra sta demolendo”.

sala schlein 3

 

Perché in Italia “esiste una rete di amministratori di centrosinistra, civici, che vogliono dare il loro contributo”, avverte quello di Milano, prima di lanciare un appello: “Elly, fai uno sforzo ulteriore, apri il Pd a chi ha dimostrato di saper fare, a chi ha voglia di vincere. Fai questo e batteremo la destra alle prossime elezioni”. Messaggio ricevuto.

 

(…)

Ultimi Dagoreport

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - MPS, LA PARTITA È PIÙ APERTA CHE MAI - A MILANO SUSSURRANO UN’IPOTESI CHE AI PIÙ PARE PIUTTOSTO AZZARDATA: UN IMBUFALITO LOVAGLIO STAREBBE LAVORANDO PER PRESENTARE UNA SUA LISTA - I FONDI NON APPREZZEREBBERO POI L’ECCESSIVA “IMPRONTA” DI CALTAGIRONE SU FABRIZIO PALERMO, CHE POTREBBE ESSERE SUPERATO DA VIVALDI COME AD - NEMMENO LA CONFERMA DI MAIONE È COSÌ SCONTATA. E SI RAFFORZA L’IPOTESI, CALDEGGIATA DA MILLERI, DI CORRADO PASSERA COME PRESIDENTE - LOVAGLIO MOLTO INCAZZATO ANCHE CON GIORGETTI…

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….

crosetto meloni mantovano mattarella caravelli

DAGOREPORT - SUL CAOS DEL VIAGGIO DI CROSETTO A DUBAI, SOLO TRE QUESTIONI SONO CERTE: LA PRIMA È CHE NON SI DIMETTERÀ DA MINISTRO, PENA LA CADUTA DEL GOVERNO (CROSETTO HA INCASSATO ANCHE LA SOLIDARIETÀ DI MATTARELLA, CHE OGGI L’HA RICEVUTO AL QUIRINALE) – LA SECONDA È LA GRAVE IDIOSINCRASIA DELLO “SHREK” DI CUNEO PER LA SCORTA: COME A DUBAI, ANCHE QUANDO È A ROMA VA SPESSO IN GIRO DA SOLO. LA TERZA, LA PIÙ “SENSIBILE”, RIGUARDA LA NOSTRA INTELLIGENCE: GLI 007 DELL’AISE, INVECE DI TRASTULLARSI CON GLI SPYWARE E ASPETTARE DI ESSERE AVVISATI DA CIA E MOSSAD, AVREBBERO DOVUTO AVVERTIRE CROSETTO, E GLI ALTRI TURISTI ITALIANI NEGLI EMIRATI, CONSIGLIANDO DI NON SVACANZARE TRA I GRATTACIELI DI DUBAI. E INVECE NISBA: SUL SITO DELLA FARNESINA, NON ERANO SEGNALATI RISCHI...

giorgia meloni trump iran

DAGOREPORT – GLI ITALIANI NON SOPPORTANO PIÙ IL BULLISMO DI TRUMP E SONO TERRORIZZATI DALLE POSSIBILI RIPERCUSSIONI DELLA GUERRA NEL GOLFO, TRA AUMENTO DELL’ENERGIA E L’ALLARGAMENTO DEL CONFLITTO. QUESTA INSOFFERENZA PUÒ FARE MALE A GIORGIA MELONI, CHE DI TRUMP È LA CHEERLEADER NUMERO UNO IN EUROPA, GIÀ CON IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO – LA DUCETTA SOGNAVA UNA CAMPAGNA ELETTORALE NON POLITICIZZATA, MA NORDIO E MANTOVANO HANNO SBRACATO TRA “MERCATO DELLE VACCHE”, “SISTEMA PARA-MAFIOSO”, “CATTOLICI CHE VOTANO SÌ”. ORA È COSTRETTA A METTERCI LA FACCIA, MA CON MODERAZIONE: UN SOLO COMIZIO, IL 12 MARZO, AL TEATRO PARENTI DI MILANO…