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SE SALTA LA SARTI, SALTA CASALINO - DIETRO LA PELOSA SOLIDARIETA' A PARTITI UNIFICATI PER GIULIA SARTI SBUCA LA CIAMBELLA DI SALVATAGGIO PER LA GRILLINA: ARCHIVIATE LE ROBOANTI DICHIARAZIONI INIZIALI BY GIGGINO, I PROBIVIRI, TUTTI DI STRETTA OSSERVANZA DIMAIANA, FANNO SAPERE CHE L'ESPULSIONE "NON E' SCONTATA", E SERVE ANCORA TEMPO PER VALUTARE IL CASO. MA DE CHE? IN REALTA' IN TRANSATLANTICO GIRA QUESTA BATTUTA… - LE ''IENE'' RISPONDONO DOPO IL SERVIZIO SUI VIDEO (SIA HARD CHE POLITICI? GIRATI A CASA DELLA DEPUTATA. E AVVERTONO MIELI

GIULIA SARTI LE IENE

DAGONOTA: ''Se salta la Sarti, salta Casalino''. Questa la battuta che gira in Transatlantico…

 

 

 (AdnKronos) - Nonostante i vertici M5S abbiano ribadito a più riprese la volontà di procedere con l'espulsione di Giulia Sarti dalle file del Movimento per via del caso rimborsopoli che ha visto coinvolta la deputata riminese, dal collegio dei probiviri chiamato a decidere sul futuro dell'ex presidente della Commissione Giustizia emergono dubbi sul 'cartellino rosso' finora dato per scontato.

 

GIULIA SARTI LE IENE

I 'giudici' grillini stanno valutando il caso, che rischia di far slittare anche altri provvedimenti disciplinari all'ordine del giorno: sono infatti scaduti i termini -non perentori, viene rimarcato- per decidere eventuali sanzioni per le senatrici 'ribelli' Elena Fattori e Paola Nugnes, in odore di espulsione. Ma i probiviri, viene spiegato all'Adnkronos da autorevoli fonti, sarebbero concentrati sulla vicenda Sarti, gli altri casi sarebbero stati messi al momento in stand by. E dietro i tempi dilatati, viene assicurato, non ci sarebbero i numeri 'risicati' del M5S in Senato.

 

La vicenda Sarti, viene spiegato, è estremamente complessa, i probiviri chiamati a fare il punto su un dossier corposo, comprensivo anche delle carte processuali. E i dubbi su Andrea Bogdan Tibusche, l'ex fidanzato di Giulia Sarti che ha visto il Tribunale di Rimini archiviare il fascicolo sul suo conto, si sarebbero fatti strada tra i probiviri: "un personaggio complicato - così viene descritto Tibusche - di sicuro estremamente complesso".

 

 

Il verdetto sulla deputata riminese, viene dunque riferito, "non è così scontato" per i probiviri: "la vicenda è complessa, ci prenderemo tutto il tempo necessario per far luce e dare un giudizio che sia il più equilibrato possibile".

 

 

 

2. SARTI, INTERVIENE IL GARANTE: 'MEDIA RISPETTINO PRIVACY' - FI E LEGA: 'SOLIDARIETÀ'. PD: 'FICO VERIFICHI SE SONO STATI RIPRESI ANCHE INCONTRI POLITICI'

Da www.ansa.it

 

Continua a far discutere la vicenda di Giulia Sarti, ex presidente della commissione Giustizia della Camera M5s, nella polemica per la vicenda di alcuni rimborsi elettorali non restituiti dopo l'archiviazione dell'ex fidanzato Bogdan Tibusche da lei accusato dei mancati versamenti. Secondo quanto riferito alle 'Iene' da Tibusche nella casa della Sarti sarebbe stato installato un impianto di videosorveglianza. E  alcune di tali immagini starebbero circolando tra i mezzi d'informazione, secondo quanto ha detto ieri sera Lilli Gruber a Otto e mezzo.

 

Sulla vicenda interviene il Garante. 'Con riferimento a notizie relative alla possibile circolazione di immagini molto personali della deputata M5s Giulia Sarti, il Garante per la privacy richiama l'attenzione dei mezzi di informazione al rispetto della normativa in materia di protezione dei dati personali e del codice deontologico dei giornalisti'. 'Tali regole - ricorda il Garante nella nota - impongono al giornalista di astenersi dal diffondere dati riguardanti la sfera intima di una persona per il solo fatto che si tratti di un personaggio noto o che eserciti funzioni pubbliche, richiedendo invece il pieno rispetto della sua vita privata quando le notizie o i dati non hanno rilievo sul suo ruolo e sulla sua vita pubblica'.

 

'Voglio manifestare con forza la mia solidarietà a Giulia Sarti per il vergognoso atto di cyber-bullismo ai suoi danni. Non ho parole per esprimere il mio totale disprezzo per chi ha organizzato un attacco così infame', scrive su twitter Mara Carfagna. E solidarietà alla Sarti arriva anche dalla leghista Barbara Saltamartini.

 

Intanto il Pd con Ubaldo Pagano chiede di intervenire al presidente della Camera Roberto Fico:  "E' vero - scrive su Facebook Ubaldo Pagano - che a casa dell'ex presidente della commissione Giustizia della Camera Giulia Sarti venivano effettuate riprese video di incontri politici? Nell'abitazione privata della deputata M5s si svolgevano anche incontri di carattere istituzionale? Ci sono parlamentari coinvolti? Su questi aspetti sarebbe opportuno che il presidente della Camera Fico chiedesse immediati chiarimenti ed effettuasse verifiche".

 

 

 

3. GIULIA SARTI, LE IENE INDAGANO SU RIMBORSOPOLI. DA CONDANNARE CHI DIFFONDE FOTO OSÉ

https://www.iene.mediaset.it/2019/news/giulia-sarti-iene-rimborsopoli-foto-ose-_341915.shtml

 

 

“Le foto sono arrivate anche a me eh! Io le ho qua nel telefonino. Però sono arrivate indirettamente da amici che l’avevano avuto. Oggi è una giornata impazzita per queste foto nel senso che mi aspetto che, se non è stanotte sarà domani o dopodomani, qualcosa di queste foto, magari castigate, uscirà”. L’ex direttore del Corriere della Sera, Paolo Mieli, è intervenuto ieri, martedì 12 marzo, nel corso della puntata di Otto e Mezzo su La7 sul tema delle foto osé della parlamentare del Movimento 5 Stelle, Giulia Sarti.

 

In questi giorni, nelle chat WhatsApp di giornalisti, politici e non solo, starebbero girando foto hot della parlamentare. E noi ci teniamo a ricordare che diffondere queste foto è un reato e una violenza nei suoi confronti. Per chi dovesse riceverle: una volta aperto e visualizzato il contenuto, le foto vanno cancellate e non possono essere conservate sul proprio telefono, altrimenti si compie un reato. Per questo consigliamo anche a Paolo Mieli di disfarsene il prima possibile. Ribadiamo che queste foto non c’entrano niente con l’inchiesta delle Iene e risalgono a molti anni fa.

 

Noi de Le Iene abbiamo affrontato questo tema, anche nella puntata di ieri nel servizio che vi riproponiamo qui sopra, in relazione all’inchiesta di Filippo Roma e Marco Occhipinti ribattezzata la Rimborsopoli M5S, cioè lo scandalo scoperto da Le Iene delle false restituzioni dello stipendio di 14 parlamentari grillini al fondo per il Microcredito per aggirare la rinuncia volontaria prevista dalle regole del Movimento. I 14 parlamentari pentastellati utilizzavano un trucco tanto semplice quanto geniale: ordinare i bonifici, pubblicare le ricevute sull’apposito sito e poi revocarli (qui sotto potete vedere tutti i servizi e gli articoli sul caso).

 

Con questo sistema anche Giulia Sarti avrebbe evitato di restituire 23.500 euro, 4mila dei quali sarebbero andati a coprire le spese degli ormai famigerati “video controlli di Dedo e Luca”. Una denominazione, come risulta da una chat di Telegram tra Andrea Bogdan Tibusche, l’ex fidanzato e collaboratore della parlamentare Cinque Stelle, e la Sarti, acquisita agli atti, che trova riscontri in dei messaggi privati di Bogdan scovati in esclusiva dalle Iene, che alluderebbero a un sistema di videosorveglianza nella casa della deputata, per la realizzazione di filmini intimi e in generale per registrare tutti gli incontri che avvenivano in quella casa, di qualsiasi natura fossero, 24 ore su 24.

 

Le domande che con la nostra inchiesta stiamo portando avanti sono esclusivamente legate a temi di interesse pubblico, che non riguardano quindi le foto o video hard in sé, cose che riguardano esclusivamente la vita privata di Giulia Sarti e che, ripetiamo, è un reato far circolare e conservare.

 

Le domande che ci poniamo sono innanzitutto su come sono stati spesi i soldi che Giulia Sarti ha dichiarato di aver restituito alle piccole imprese. Secondo: affrontiamo il problema dei video che sarebbero stati registrati a casa di Giulia Sarti esclusivamente perché è una questione di pubblico interesse se, come ha sostenuto Bogdan, un onorevole, per di più con un ruolo delicato prima in Commissione Antimafia, poi in Commissione Giustizia, abbia o meno registrato tutte le persone che entravano a casa sua, a maggior ragione se a loro insaputa.

 

E’ vero che Giulia Sarti ne era conoscenza? O è stata ancora una volta vittima di qualcuno tecnologicamente più esperto di lei. Infine, la questione diventa ancora più rilevante nel caso in cui, come raccontato dall’ex Bogdan, se questi video fossero veramente finiti nelle mani di una terza persona, che dichiara di essere in possesso di una copia di tutti i filmati e che però nulla ha a che fare con i soggetti ripresi e non ha alcun diritto su quelle immagini.

 

La nostra inchiesta si basa su queste domande, che nulla c’entrano certo con il “revenge porn” o con la diffusione di materiale privato dell’onorevole. Sono temi delicatissimi, che come sappiamo in alcuni casi hanno portato addirittura alla morte di chi ne è stato vittima, come nel caso di Tiziana Cantone, di cui anche noi ci siamo occupati.

 

Nell’ultimo capitolo dell’inchiesta, abbiamo approfondito la vicenda dei presunti filmini hard andando a sentire lo stesso ex fidanzato e collaboratore della Sarti. Ma le sue risposte non fanno che infittire il mistero. L’uomo infatti ai nostri microfoni ha parlato di “una videosorveglianza in ambito, insomma, privato, per filmare l’interno dell’abitazione”. Bogdan ha spiegato che “si trattava telecamere collegate in tutte le camere, anche in quelle da letto”. Telecamere che secondo Bogdan erano in vista, salvo poi ammettere che erano "telecamere molto piccole, con un obiettivo delle dimensioni di una moneta da due euro”. Tanto che a domanda precisa risponde che non sa se chi frequentava quella casa sapeva di essere video registrato.

 

Sull’uso di quelle telecamere Bogdan ha precisato che riguardo al contenuto delle registrazioni “cosa, quando, quanto e chi, è la proprietaria che vi può rispondere, non io”. Ma che Bogdan non ne fosse a conoscenza sembra smentito da un’altra chat di cui siamo entrati in possesso, dove Bogdan dice che lei “registrava tutto e ci sono i filmati”. Alla domanda di Filippo Roma se Bogdan fosse certo che Giulia Sarti sapesse del sistema di videosorveglianza, l’ex risponde sicuro: “Assolutamente al 100%, tanto che ha copia di quello che veniva registrato, nel senso che aveva accesso al sistema di videosorveglianza”.

 

Sarebbe importante scoprire il prima possibile come stanno veramente le cose, anche perché lo ripetiamo, la domanda che fa Bogdan a Giulia Sarti, prima che lei depositi la denuncia per appropriazione indebita suona molto come una minaccia: “Bogdan: prima di depositare la denuncia credo sarebbe meglio che ci parlassimo io, te e il tuo avvocato… Ci sono molte cose di cui parlare prima di scriverla una denuncia. Ma nei 20.000 euro che ti avrei rubato hai conteggiato anche i 4.000 euro che abbiamo speso per i video controlli di Dedo e Luca? Così so cosa scrivere. Giulia: non c’entrano nulla le stronzate che vedi sui siti. Bogdan: per me c’entrano ora. Tu hai preso una posizione di guerra e io mi devo difendere. Ora chiamo i giornali pure io”.

 

Ripetiamo qui le nostre domande ancora rimaste senza risposta: quei soldi sono stati veramente spesi così? Si trattava di “video controlli” legali e autorizzati? Dedo e Luca ne erano a conoscenza? E l’onorevole lo era? Perché quei “video controlli” sarebbero dovuti essere qualcosa di cui era conveniente parlare con Bogdan e un avvocato prima che l’onorevole presentasse la sua denuncia? Oltre Dedo e Luca quante altre persone sono state video registrate? A loro insaputa?

 

 

 

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