giuseppe conte coronavirus fase due

LA POLITICA AL TEMPO DEI PARACULI: SE IL VIRUS CALA, È MERITO DEL GOVERNO. SE RIPARTE, È COLPA DEI CITTADINI INDISCIPLINATI. IN REALTÀ GLI ITALIANI HANNO DATO PROVA DI GRANDISSIMA RESPONSABILITÀ PER OLTRE DUE MESI, MENTRE IL GOVERNO CONTE IN QUESTO PERIODO NON È STATO IN GRADO DI PREDISPORRE L'APP, I TEST SIEROLOGICI, NÉ UNA CRESCITA ESPONENZIALE DEI TAMPONI O UNO SVILUPPO ADEGUATO DEGLI OSPEDALI COVID, SOPRATTUTTO AL SUD

 

Michele Arnese per www.startmag.it

 

“Se gli italiani continuano così, il contagio non risale”.

Questo il titolo del Fatto Quotidiano all’intervista che il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha concesso al giornale diretto da Marco Travaglio.

informativa di giuseppe conte sull'emergenza coronavirus

Il concetto è stato espresso ancor più chiaramente dal ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese: “Se continuiamo a rispettare le regole in maniera ordinata possiamo immaginare di riacquistare gradualmente nuovi spazi di movimento”, ha detto il titolare del Viminale al quotidiano La Stampa.

 

Dunque se ci sarà la fase 3 dipende da come e quanto gli italiani rispetteranno regole e indicazioni nella fase 2 (come hanno fatto con diligenza nella fase 1).

È così? Vediamo.

Walter Ricciardi, massimo consulente del ministro della Salute, Roberto Speranza, due giorni fa ha detto che la fase 2 parte solo “per motivi economici e psicologici”. Come dire: noi esperti eravamo contrari.

 

walter ricciardi

Cosa manca dunque?, ha chiesto Repubblica.

Ha risposto il super consulente del governo: “Ad esempio la app non è pronta e non sono stati ancora rafforzati i dipartimenti di prevenzione. Si tratta dei due strumenti necessari per fare il tracing, cioè per individuare i malati e soprattutto i loro contatti a rischio. E poi non c’è ancora l’uso esteso e mirato dei test. È vero, si fanno più tamponi ma non in tutte le Regioni, in questa attività bisogna crescere (Ricciardi era critico con il Veneto che faceva molti tamponindr). Sui Covid hospital richiesti dal ministro invece mi sembra che le Regioni siano avanti”.

tampone

Non tutti, quindi, hanno fatto i compiti a casa.

 

Infatti il Sole 24 Ore si è chiesto: l’Italia è attrezzata per tenere a bada il Covid? La risposta di Marzio Bartoloni, uno dei pochi giornalisti in Italia che segue il settore sanità da anni, è stata questa: “Sono quattro le armi messe in campo per sorvegliare il virus, ma alcune sono spuntate perché usate troppo poco o male — come i test sierologici o i tamponi a singhiozzo a seconda delle Regioni — altre invece proprio non ci sono, come la app per tracciare i positivi che si vedrà solo a fine maggio in piena Fase 2”.

Entriamo nei dettagli. Partiamo dai tamponi.

 

Dalla Protezione civile ne sono stati distribuiti 3,637 milioni alle Regioni che ne hanno fatti però 2,1 milioni (solo l’Asl può utilizzarli): quindi ci sono 1,5 milioni di tamponi nei magazzini. Nelle ultimissime settimane molte Regioni hanno aumentato la loro potenza di fuoco, ma non è stato sempre così come ricordano le tante denunce di ritardo nelle diagnosi, con differenze macroscopiche tra regioni, ha scritto il Sole 24 Ore. (Qui l’appello di tre prof. per tamponi di massa pubblicato sul Corriere della Sera).

TEST PER IL CORONAVIRUS

 

Passiamo ai test sierologici: “Potevano essere uno strumento prezioso per la Fase 2, ma non sarà così. Se da una parte il governo da ieri ha iniziato l’indagine epidemiologica per 150mila test con l’obiettivo di capire quanto si è diffuso il virus nel Paese, da giorni si è scatenata una corsa a questi test rapidi senza però indicazioni univoche”. (Qui l’approfondimento sul caos dei test in un approfondimento di Start)

 

La medicina territoriale va meglio? “Si procede a macchia di leopardo anche sul fronte delle cure a casa — ha scritto Huffington Post Italia in un approfondimento — Le “Usca”, Unità speciali istituite col decreto legge 14 del 9 marzo, dovevano essere attivate entro 10 giorni da tutte le Regioni per gestire la sorveglianza dei malati di Covid-19 in isolamento domiciliare. Tredici — Abruzzo, Basilicata, Emilia Romagna, Campania, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Valle d’Aosta, Sicilia, Toscana, Veneto e Lazio — le Regioni che le hanno attivate “anche se — spiega Massimo Maggi, della segreteria nazionale della Federazione dei Medici di medicina generale — tra quelle che le hanno già messe in campo si registrano molte differenze sulle modalità di gestione e sulle loro funzioni”. In Lazio, per esempio, sono state create delle unità mobili che vanno in giro a effettuare i controlli”.

TEST PER IL CORONAVIRUS

 

Andrà tutto ok sui Covid hospital, almeno, come ha detto Ricciardi. “Anche su questo fronte il piano è ancora incompiuto”, secondo l’inchiesta di Huffington Post Italia.

Conclusione: se qualcuno dei parametri (3 composti da sottoinsiemi, in tutto 21 parametri, come ha specificato ieri sera in tv il viceministro alla Salute, Pierpaolo Sileri) sballerà nei prossimi giorni, la colpa non potrà essere dei cittadini indisciplinati e refrattari alle regole.

E il prof. Luca Ricolfi ha scritto papale papale: “Caro Conte, non sarà colpa dei cittadini se l’epidemia rialzerà la testa”.

 

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