salvini di maio boeri

SILURI GRILLINI SU SALVINI/1 - NIENTE COMMISSARIO ALL'INPS: BOERI SARÀ PROROGATO IN BARBA ALLA LEGA. ''IL MINISTERO DEL LAVORO NON INTENDE PROCEDERE CON IL COMMISSARIAMENTO DELL' INPS E DELL'INAIL: LA NORMA CHE PREVEDE IL RITORNO AD UN CONSIGLIO D' AMMINISTRAZIONE NON PREVEDERÀ ALCUNA DECADENZA DEGLI ATTUALI VERTICI''. CAMBIARLI ORA NEL PIENO DI REDDITO DI CITTADINANZA E QUOTA 100 SAREBBE UN BORDELLO. E NELLA MAGGIORANZA NON C'È ACCORDO SUI NOMI…

 

Michele Di Branco per ''Il Messaggero''

 

TITO BOERI LUIGI DI MAIO

Il governo non lo ama. Ma per il momento, anche e soprattutto a causa di divergenze strategiche interne alla maggioranza, Tito Boeri resta al suo posto di presidente dell' Inps. «Il ministero del Lavoro, non intende procedere con il commissariamento dell' Inps e dell' Inail: la norma che prevede il ritorno ad un consiglio d' amministrazione non prevederà alcuna decadenza degli attuali vertici, le cui funzioni saranno riviste seguendo una logica di una gestione collegiale degli enti» ha fatto sapere ieri sera una nota il ministero del Lavoro.

 

IL PUNTO

Poche parole per smentire le voci, sempre più insistenti, di un ribaltone imminente, approfittando appunto del decreto su Reddito di Cittadinanza e Quota 100 che per Inail e Inps prevede la fine dell' era della guida monocratica con il ritorno a cda con 5 componenti ivi compreso il Presidente. Dunque il numero uno dell' Inps Tito Boeri (in scadenza a febbraio) e quello dell' Inail, Massimo De Felice (in scadenza a novembre 2020), restano in sella e salta così l' ipotesi di un decreto di nomina dei due nuovi commissari degli istituti.

 

TITO BOERI

Ma dietro le quinte si sta consumando uno scontro aspro tra M5S e Lega. Il Carroccio, i cui rapporti con Boeri sono ai minimi termini, punta deciso verso un rapido cambio della guardia.

 

E, in questo senso, è piuttosto chiara la posizione espressa da Claudio Durigon in una intervista rilasciata ieri a Il Messaggero.

«Io credo che in queste situazioni sia meglio accelerare il ricambio che ricorrere a delle proroghe», ha avvertito il sottosegretario al Lavoro.

DI MAIO SALVINI

 

Parole che suonano come un chiaro altolà nei confronti della posizione più sfumata assunta dagli alleati pentastellati che stanno proteggendo Boeri fino al punto di ipotizzare addirittura una proroga pro-tempore al termine del mandato. Si parla di 45 giorni: il massimo previsto dalle norme. Nonostante le continue frizioni con il governo, i 5Stelle hanno infatti stabilito discreti rapporti con il numero uno dell' Inps, al quale riconoscono leale collaborazione su dossier importanti come i vitalizi e le pensioni d' oro, temi particolarmente cari al Movimento.

 

FASE DELICATA

Inoltre, il leader Luigi Di Maio giudica pericoloso cambiare cavallo al vertice dell' Inps proprio nella delicata fase di avvio del Reddito di Cittadinanza, una misura dalla quale dipende gran parte dei destini futuri dei pentastellati.

 

MASSIMO DE FELICE PRESIDENTE INAIL

Tra l' altro, all' interno della maggioranza, non c' è convergenza sui possibili sostituti ai vertici di Inps e Inail. Per la più alta carica dell' Istituto di previdenza, i più accreditati sono Pasquale Tridico, professore di Economia del Lavoro a Roma Tre, consigliere del vicepremier Luigi di Maio e cervello del Reddito di cittadinanza, Marina Calderone, presidente del Consiglio nazionale dei consulenti del Lavoro e Enzo De Fusco, consulente del lavoro impegnato in alcune delle partite economiche più delicate.

DECRETO QUOTA 100 INPS INAIL

 

Sembra invece aver perso quota la candidatura di Alberto Brambilla, ex sottosegretario al Lavoro, consigliere della Lega e presidente del Centro studi Itinerari previdenziali.

Tra i tecnici ci potrebbe essere Mauro Nori, ex dg Inps e ora impegnato al Mef per la sua conoscenza della macchina dell' istituto. La situazione di stallo è fonte di malumori all' interno della Lega. In più di una circostanza il leader Salvini ha aspramente polemizzato con Boeri, reo di aver assunto una posizione fortemente critica nei confronti dello scardinamento della riforma Fornero.

durigon salvini

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