roberto maroni

MENO MALE CHE C'È IL PROFESSOR MARONI A TENERE OCCUPATO QUEL CHE RESTA DELLA SINISTRA: SALA, D'ALEMA, GENTILONI E BERSANI FARANNO DA GUEST STAR ALLE SUE LEZIONI UNIVERSITARIE - DAL CENTRODESTRA ARRIVANO ATTILIO FONTANA, GIANNI LETTA, LETIZIA MORATTI E GIULIO TREMONTI. UNICA GRILLINA, CHIARA APPENDINO. DI CHE PARLERANNO...

renzi agnese landini maroni

Alberto Mattioli per ''La Stampa''

 

Dieci parole, da «Ascolto» a «Valori», dieci politici di lungo corso, dieci studiosi di politica. Ed ecco a voi la «Scuola di pragmatica politica» di Roberto Maroni, già doppio ministro (del Lavoro e dell' Interno) ed ex presidente della Lombardia, oggi il disoccupato più impegnato della politica italiana.

 

È un progetto dell' Università di Pavia, al via il 28 settembre per venti partecipanti che abbiano adeguate disponibilità di soldi (l' iscrizione costa 3.500 euro) e di tempo (sono dieci fine settimana). Il venerdì pomeriggio, i politologi spiegano il significato delle parole; il sabato mattina, i politici raccontano come le hanno messe in pratica. Perché, dice Maroni, qui si vuole rivendicare il «rito ambrosiano» della politica, quello del fare, come direbbe invece Berlusconi, contrapposto al rito romano, «tutto vertici, controvertici, rinvii e dirette Facebook».

 

ROBERTO MARONI RENZI A CASA

Orgoglio lombardo a parte (però in zona, alla fine, chi ha amministrato meglio sono stati gli austriaci), è interessante la squadra messa insieme, che sembra un Maroni I bipartisan e centrista: a parte Chiara Appendino, unica grillina, ci sono vecchie glorie o attuali amministratori sul campo come Pier Luigi Bersani, Massimo D' Alema, Attilio Fontana, Paolo Gentiloni, Gianni Letta, Letizia Moratti, Irene Pivetti, Beppe Sala e Giulio Tremonti, più ovviamente lo stesso Maroni (per inciso, fra i dieci intellò è ben rappresentata «La Stampa» con due editorialisti, Giampiero Massolo e Sofia Ventura).

 

GIUSEPPE SALA LETIZIA MORATTI

«Certo, la lista dei docenti è legittimo leggerla anche così, come un ipotetico governo dei competenti - ammette Maroni -. Ma in realtà abbiamo semplicemente scelto dei politici che si sono distinti per concretezza». Infatti non c' è nessuno del governo in carica... «Sono impegnati a risolvere dei problemi. Se qualcuno ci riuscirà, lo inviteremo l' anno prossimo». Curioso, in ogni caso, rivendicare esperienza e competenza in un momento in cui per fare politica con successo il primo requisito sembra quello di non avere né l' una né l' altra. «Però io - chiosa Maroni - sono diventato ministro a 39 anni e prima avevo fatto soltanto l' assessore alla Viabilità a Varese. L' esperienza non è fondamentale».

 

dalema bersani

Stuzzicante anche l' abbinamento fra le parole e i politici. Su questo, si cerca di mantenere il riserbo. Ma alcune accoppiate si sono risapute e danno risultati un po' maliziosi. L' ex premier Gentiloni parlerà di «lobbying»; l' ex segretario Bersani di «generazioni»; l' eminenza grigia Letta di «negoziato»; la sindaca di Torino Appendino di «ascolto» e l' ex presidente della Camera Pivetti di «professione». La Pivetti, in verità, di politica non ne fa più da un pezzo. «Verrà appunto a spiegare come si fa a diventare presidente della Camera a trentun anni e a smettere a trentatré, e come rifarsi una vita professionale».

 

 

Quindi fra i dieci comandamenti della buona politica c' è anche quello di saperla lasciare. Colpisce il cast così bipartisan, quasi un appello a trovare soluzioni condivise invece che dividersi a prescindere. Maroni: «Beh, se siamo riusciti a portare a casa Expo è anche perché da governatore della Lombardia ho lavorato con il sindaco Sala, nonostante la differenza di fede politica e soprattutto calcistica, dato che lui è interista». Insomma, la concretezza chiama e la politica risponde (forse).

CHIARA APPENDINO

Ultimi Dagoreport

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - MPS, LA PARTITA È PIÙ APERTA CHE MAI - A MILANO SUSSURRANO UN’IPOTESI CHE AI PIÙ PARE PIUTTOSTO AZZARDATA: UN IMBUFALITO LOVAGLIO STAREBBE LAVORANDO PER PRESENTARE UNA SUA LISTA - I FONDI NON APPREZZEREBBERO POI L’ECCESSIVA “IMPRONTA” DI CALTAGIRONE SU FABRIZIO PALERMO, CHE POTREBBE ESSERE SUPERATO DA VIVALDI COME AD - NEMMENO LA CONFERMA DI MAIONE È COSÌ SCONTATA. E SI RAFFORZA L’IPOTESI, CALDEGGIATA DA MILLERI, DI CORRADO PASSERA COME PRESIDENTE - LOVAGLIO MOLTO INCAZZATO ANCHE CON GIORGETTI…

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….

crosetto meloni mantovano mattarella caravelli

DAGOREPORT - SUL CAOS DEL VIAGGIO DI CROSETTO A DUBAI, SOLO TRE QUESTIONI SONO CERTE: LA PRIMA È CHE NON SI DIMETTERÀ DA MINISTRO, PENA LA CADUTA DEL GOVERNO (CROSETTO HA INCASSATO ANCHE LA SOLIDARIETÀ DI MATTARELLA, CHE OGGI L’HA RICEVUTO AL QUIRINALE) – LA SECONDA È LA GRAVE IDIOSINCRASIA DELLO “SHREK” DI CUNEO PER LA SCORTA: COME A DUBAI, ANCHE QUANDO È A ROMA VA SPESSO IN GIRO DA SOLO. LA TERZA, LA PIÙ “SENSIBILE”, RIGUARDA LA NOSTRA INTELLIGENCE: GLI 007 DELL’AISE, INVECE DI TRASTULLARSI CON GLI SPYWARE E ASPETTARE DI ESSERE AVVISATI DA CIA E MOSSAD, AVREBBERO DOVUTO AVVERTIRE CROSETTO, E GLI ALTRI TURISTI ITALIANI NEGLI EMIRATI, CONSIGLIANDO DI NON SVACANZARE TRA I GRATTACIELI DI DUBAI. E INVECE NISBA: SUL SITO DELLA FARNESINA, NON ERANO SEGNALATI RISCHI...

giorgia meloni trump iran

DAGOREPORT – GLI ITALIANI NON SOPPORTANO PIÙ IL BULLISMO DI TRUMP E SONO TERRORIZZATI DALLE POSSIBILI RIPERCUSSIONI DELLA GUERRA NEL GOLFO, TRA AUMENTO DELL’ENERGIA E L’ALLARGAMENTO DEL CONFLITTO. QUESTA INSOFFERENZA PUÒ FARE MALE A GIORGIA MELONI, CHE DI TRUMP È LA CHEERLEADER NUMERO UNO IN EUROPA, GIÀ CON IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO – LA DUCETTA SOGNAVA UNA CAMPAGNA ELETTORALE NON POLITICIZZATA, MA NORDIO E MANTOVANO HANNO SBRACATO TRA “MERCATO DELLE VACCHE”, “SISTEMA PARA-MAFIOSO”, “CATTOLICI CHE VOTANO SÌ”. ORA È COSTRETTA A METTERCI LA FACCIA, MA CON MODERAZIONE: UN SOLO COMIZIO, IL 12 MARZO, AL TEATRO PARENTI DI MILANO…