giuseppe conte

SOGNO O SONDAGGIO? - CON L’ITALIA BARRICATA IN CASA, CRESCE ANCORA IL GRADIMENTO DI CONTE. MIGLIORA ANCHE LA FIDUCIA NEL GOVERNO - SECONDO LA RILEVAZIONE DI IXÈ PER “CARTABIANCA”, RESTANO STABILI I DUE PRINCIPALI PARTITI: LEGA (27%) E PD (22,5). FLESSIONE PER M5S (14,9%) E FDI (13%) - GLI ITALIANI SONO CONTRARI A UN GOVERNO DI UNITÀ NAZIONALE MA SAREBBERO PRONTI A NUOVE EVENTUALI RESTRIZIONI CONTRO L’EPIDEMIA…

Da www.repubblica.it

 

SONDAGGIO 17 MARZO 2020 - RESTRIZIONI E CORONAVIRUS

Nell'Italia chiusa in casa per il coronavirus, i sondaggi non registrano terremoti nel gradimento dei partiti. Almeno per quanto riguarda i due principali: Lega e Pd. Mentre qualcosa cambia nel gradimento dei leader. A partire dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte.

 

Partiamo dalla forze politiche. Nell'ultima settimana, secondo la rilevazione di Ixè per Cartabianca, la Lega si conferma primo partito, al 27 per cento: stabile. Nessuna variazione neppure per i dem: 22,5 per cento. Di sicuro, però, esaminando l'evoluzione delle ultime settimane, si nota che la distanza tra la prima forza di opposizione e la prima della maggioranza si è ridotta.

 

SONDAGGIO 17 MARZO 2020 - FIDUCIA NEI LEADER

In calo, invece, il Movimento 5 Stelle: dal 15,6 al 14,9 per cento. Flessione, ma più lieve, per Fratelli d'Italia: dal 13,4 al 13. Nell'area della maggioranza, scende ancora Italia Viva: dal 2,6 al 2,4. Mentre sale la Sinistra: dal 3,3 al 3,8. Nel centrodestra, si nota la crescita di Forza Italia: dal 6,1 al 6,6, complice forse l'atteggiamento di moderazione istituzionale adottato nell'emergenza coronavirus. Per il resto, +Europa cresce di un decimale (al 2,4 per cento); Europa Verde scende dall'1,9 all'1,6; Azione di Calenda dall'1,1 all'1 per cento; Cambiamo di Toti perde tre decimali e si ferma allo 0,7 per cento.

 

SONDAGGIO 17 MARZO 2020 - FIDUCIA NEL GOVERNO CONTE BIS

Da notare che cresce, in generale, la fiducia nei leader ma a goderne è soprattutto il premier, Giuseppe Conte, che passa dal 42 al 45 per cento e resta saldamente primo tra i personaggi politici.

 

Seconda è Meloni al 35 per cento (+1 rispetto alla settimana precedente), terzo Salvini al 32 (+1) Zingaretti al 30 (+1), Di Maio al 22 (stabile), Renzi al 13 (+1). In generale, dunque, in questo periodo di crisi gli italiani tendono a puntare di più sulla figura dei leader.

 

Osservando l'evoluzione del mese di marzo, si nota che è Conte il leader in maggior crescita in tutto il periodo. Insieme al presidente del Consiglio, aumenta anche il gradimento del governo: di tre punti, dal 40 al 43 per cento.

 

SONDAGGIO 17 MARZO 2020 - GRADIMENTO DEI LEADER

Infine, per quanto riguarda il coronavirus, gli italiani si confermano molto preoccupati. L'86 per cento si dice favorevole a nuove eventuali restrizioni. Il 50 per cento si aspetta che l'emergenza duri fino all'inizio dell'estate. Mentre per lo più non piace la prospettiva di un governo di unità nazionale: 43 per cento di no, contro il 37 per cento di sì (il 20 per cento non si pronuncia).

SONDAGGIO 17 MARZO 2020 - INTENZIONI DI VOTOSONDAGGIO 17 MARZO 2020

 

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…