giuseppe conte al g7

LA SOLITUDINE DEL NUMERO PRIMO - IL POLITOLOGO PASQUINO SU CONTE AL G7: ''PER NON FARE GAFFE, NON HA FATTO NULLA. È STATO ESCLUSO DAI LEADER E NON HA COLTO L'OCCASIONE PER INCONTRI INFORMALI, PASSEGGIATE, CHIACCHIERE, OVVERO LE UNICHE COSE CHE CONTANO QUALCOSA IN QUESTI MEETING DOVE GLI SHERPA DECIDONO TUTTO. PRIVO DI ESPERIENZA POLITICA, HA SOTTOVALUTATO L'IMPORTANZA DELL'OCCASIONE''

Conte al G7 lasciato indietro dagli altri compagni di classe

 

Gianfranco Pasquino per http://www.paradoxaforum.com/

 

merkel conte trump

Noi che non conosciamo personalmente i G(randi) 7 della Terra, ma abbiamo studiato la scienza politica e le relazioni internazionali, ci permettiamo di commentare da lontano l’esordio sul palcoscenico del mondo del Premier italiano Giuseppe Conte: la solitudine del numero primo. Le foto ce lo mostrano al tavolo degli incontri con le cuffie con le quali abitualmente si ascoltano le traduzioni, ma come mai né Angela Merkel né Christine Lagarde ‘indossano’ le cuffie?

 

Poiché il tanto dettagliato curriculum del Professor Conte indica la conoscenza di molte lingue, dobbiamo dedurne che stesse parlando il Premier giapponese la cui lingua sappiamo essere da tempo patrimonio comune delle donne politiche francesi e tedesche. Le foto ci mostrano il Primo ministro italiano altresì mentre cammina da solo in coda al gruppetto dei Grandi.

 

donald trump giuseppe conte

Eppure ci avevano insegnato che in questi incontri di vertice (splendida la traduzione spagnola: mitin de cupula), nelle riunioni plenarie si ratifica solo quanto previamente predisposto dagli sherpa, spesso ambasciatori e tecnici di lusso, e già approvato dai ministri competenti. Quello che conta di più e può fare la differenza sono gli incontri informali, le passeggiate a due o a tre, le chiacchierate rilassate, persino scherzose, direi al caminetto, anche se i pentastellati lo escluderebbero con sdegno, quando ci si prende sottobraccio, si scambiano impressioni personali, si diradano incomprensioni, si crea un rapporto umano (la politica dal volto umano, non professionale o, dio ne guardi, professorale).

 

donald trump giuseppe conte justin trudeau

Dov’è, inoltre, il Conte mentre Angela Merkel e Emmanuel Macron sotto gli occhi del Primo ministro giapponese sfidano Trump che si è messo sulla difensiva a braccia conserte spalleggiato dal noto falco John Bolton? Tutte queste immagini mandano messaggi chiari che nessuna dichiarazione di Trump su «Conte, un bravo ragazzo» e su un prossimo invito per photo opportunities sul prato ben curato della Casa Bianca sono in grado di rovesciare in positivo.

 

TRUMP E I LEADER DEL G7 CANADESE

No, non parlerò dell’ambigua posizione italiana sulle sanzioni alla Russia assunta dagli sponsor del ‘numero primo’, con Putin apprezzato da Salvini e certo non criticato da Di Maio al quale nessuno ha spiegato che gli autocrati fanno establishment a sé. Non dirò nulla sul fatto che l’Italia è abitualmente sottovalutata, ma allora bisogna chiedersi perché, e spesso snobbata negli incontri internazionali. Accetterò, invece, preventivamente la giustificazione: Conte era all’esordio in un consesso internazionale dove gli altri avevano già avuto molteplici occasioni di incontro (e di scontro), di espressione e di comprensione reciproca.

TRUMP E I LEADER DEL G7 CANADESE

 

È ingiusto pretendere di più di un comportamento ossequioso da colui che si trova catapultato nel bel mezzo di uno scontro su un tema importantissimo: libero mercato internazionale contro protezionismo e dazi più o meno selettivi, ma, comunque, in totale contraddizione con la logica della società aperta, con tutto quello che sappiamo sul libero commercio che pavimenta la strada della democratizzazione e che giova ai popoli.

 

Pare, tuttavia, possibile ipotizzare che il Primo Ministro Giuseppe Conte, poiché privo di qualsiasi precedente esperienza politica e forse a digiuno delle necessarie conoscenze sullo svolgimento dei vertici, fra formalità necessarie e informalità produttive, abbia semplicemente sottovalutato l’importanza dell’occasione. Non si sia preparato a sufficienza accorgendosi presto che era meglio tenersi al largo da eventuali gaffes. Rimandato. Come diciamo noi, che abbiamo studiato l’inglese e lo pratichiamo senza cuffie, another time another place.

TRUMP E I LEADER DEL G7 CANADESE

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