vincenzo de luca

“SONO PASSATI 10 ANNI, QUANTO MI MANCAVA!” – VINCENZO DE LUCA FESTEGGIA LA SUA QUINTA ELEZIONE A SINDACO DI SALERNO ANDANDO A RINCORRERE I PARCHEGGIATORI ABUSIVI. POI IL GIRO DEI CANTIERI CON BACCHETTATA AI DIRIGENTI COMUNALI PER LE OPERE BLOCCATE. UN’ONTA INSOPPORTABILE PER “DON VICIENZ” CHE DURANTE LA CAMPAGNA ELETTORALE HA PROMESSO: “FARÒ DI SALERNO LA MONTECARLO D’ITALIA” - UN PO’ PODESTÀ NOVECENTESCO, UN PO’ SINDACO-SCERIFFO, UN PO’ URBANISTA SOVRANO, DE LUCA E' TORNATO IN CITTA'. E SI PROFILANO NUOVI SCONTRI CON GLI AMBIENTALISTI...

 

Claudio Bozza per il "Corriere della Sera" - Estratti

 

VINCENZO DE LUCA METTE IN FUGA UN PARCHEGGIATORE ABUSIVO A SALERNO

Lo «Sceriffo» è tornato. Niente conferenze stampa in municipio, niente brindisi. Dismessi i panni più istituzionali da governatore, Vincenzo De Luca, di buon mattino, festeggia la sua quinta elezione a sindaco di Salerno andando a rincorrere i parcheggiatori abusivi. È un De Luca in purezza: «Sono passati 10 anni, quanto mi mancava!», dice soddisfatto dopo il blitz in giacca e cravatta, mentre il termometro segna già 33 gradi.

 

A ruota bacchetta sonoramente i dirigenti comunali per tutti i cantieri bloccati nel cuore della città. C’è da ricostruire pure un tratto di lungomare, inaugurato poco tempo fa ma già crollato.

 

Un’onta insopportabile per «Don Vicienz», che durante la campagna elettorale ha promesso: «Farò di Salerno la Montecarlo d’Italia». «A livello fiscale? Mi trasferisco subito», gli scrivono sui social. Ma De Luca intende la costruzione di nuovi hotel, piscine, residence, spazi commerciali.

vincenzo de luca 1

 

Perché oltre alla sicurezza, è l’urbanistica la sua fissazione, o meglio: ossessione. L’imponenza e l’altezza delle opere sono l’espressione massima del suo ego. Salerno come autoritratto.

 

Deve lasciare un segno, per sempre.

 

Come quando, inaugurando l’enorme colata di cemento del Crescent, progettato da Ricardo Bofill, sparò una delle sue: «Ho realizzato un obiettivo di vita. Mi piace immaginare l’urna con le mie ceneri posta al centro di questa piazza sul mare».

 

Quella grande muraglia bianca, inaugurata cinque anni fa, è però anche lo specchio di un fallimento: appartamenti di lusso sfitti, così come una sfilza di spazi commerciali.

 

VINCENZO DE LUCA CONTROLLA UN CANTIERE STRADALE A SALERNO

Per proseguire in questa grandeur «Montecarlo style», De Luca potrà contare su una spalla mica da poco: l’architetta Maria Maddalena Cantisani, sua compagna da vent’anni ma soprattutto storica dirigente dell’Urbanistica del Comune.

 

Perché c’è un filo che tiene insieme tutta la lunga parabola politica di Vincenzo De Luca: l’idea che il potere debba diventare paesaggio. Cemento, skyline, waterfront, rotatorie, piazze, fontane, hotel e piscine. La politica, per «Vincenzo quinto», non è mai stata soltanto amministrazione: è occupazione visiva dello spazio pubblico. Un segno fisico. Permanente. Monumentale.

 

(...)

 

Però adesso si riparte, bisogna rilanciare. La cifra di De Luca, del resto, è sempre stata quella del costruttore.

 

Un po’ podestà novecentesco, un po’ sindaco-sceriffo americano, un po’ urbanista sovrano. Non a caso il suo rapporto con gli ambientalisti è storicamente conflittuale: ogni grande opera è stata letta dai comitati come un’aggressione al paesaggio e un’impermeabilizzazione del territorio che puntualmente, purtroppo, si alluviona.

 

VINCENZO DE LUCA CONTROLLA I LAVORI A SALERNO

C’è infine il De Luca «micro-monumentale», quello delle opere disseminate ovunque. Le fontane (decine) realizzate con i primi fondi Ue, che gli valsero il soprannome di «Vicienz ’a funtan». E poi le rotatorie. Infinite, geometriche, scenografiche. Altro nomignolo: «Vicienz ’a rotonna». Elementi apparentemente minori, ma perfetti per capire la sua idea di governo: il cittadino deve vedere il cambiamento. Toccarlo. Anche una rotonda deve raccontare chi comanda.

 

Il suo modello? Con un’iperbole: Robert Moses, l’urbanista che «riscrisse» New York a colpi di autostrade e grandi opere, odiato dagli ambientalisti e venerato come modernizzatore.

vincenzo de luca 1

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