kikot

''LA STAMPA'' NON MOLLA L'OSSO DEI MILITARI RUSSI IN ITALIA - NEL CONTINGENTE C'È IL GENERALE KIKOT, VICECAPO DEL REPARTO CHIMICO E BATTERIOLOGICO, AL QUALE LA RUSSIA HA FATTO RICORSO IN DOSSIER DI ENORME RILEVANZA POLITICA. TIPO QUELLO SULLA (NEGAZIONE) DELL'USO DELLE ARMI CHIMICHE SUI CIVILI SIRIANI DA PARTE DI ASSAD - ALLA RICHIESTA DI QUANTI SOLDATI RUSSI CI SIANO IN ITALIA, È STATO RISPOSTO ''SONO INFO CLASSIFICATE''. MA NON È UNA MISSIONE UMANITARIA?

Jacopo Iacoboni e Paolo Mastrolilli per “la Stampa”

 

Ai 104 militari russi impegnati a Bergamo nella missione concordata da Giuseppe Conte e Vladimir Putin si sono aggiunti fin dall' inizio 50 italiani dell' Unità specialistica dell' Esercito italiano, il settimo reggimento CBRN (chimica, biologica, radiologica, nucleare). Il comandante italiano è un tenente colonnello, Dario De Masi; il comandante del contingente russo è un generale, Sergey Kikot, e ha una storia importante alle spalle.

IL GENERALE KIKOT

 

Kikot è il vicecapo del reparto chimico e batteriologico della Russia, sottoposto direttamente al Ministero della Difesa russo (è il numero due di Igor Kirillov), ed è un esperto chimico al quale la Russia ha fatto ricorso in dossier di enorme rilevanza politica. Il più celebre è forse quello sull' uso delle armi chimiche sulla popolazione civile in Siria, a Douma, da parte di Bashar Assad. L' 11 marzo del 2019, a L' Aja, toccò a Kikot sostenere la relazione dell' ambasciatore russo presso l' OPCW (l' Organismo per la prevenzione di armi chimiche e batteriologiche), Alexander Shulgin, che contestava tutte le accuse ad Assad e sosteneva che le prove dell' attacco chimico erano state "messe in scena".

 

«La Federazione Russa continua a insistere sul fatto che l' incidente di Douma e le prove a sostegno siano stati falsificati», concluse Kikot la sua relazione. Sputnik annunciò che non vi erano tracce di organofosforo e altre sostanze chimiche. Kikot mise in dubbio anche le analisi balistiche e la conta delle vittime, 43, più 500 feriti, dell' attacco avvenuto il 7 aprile 2018, conta che definì irrealistica e incongruente.

 

Non un medico qualunque Arriva insomma in Italia non un medico qualunque, ma un esperto chimico e batteriologico al quale la Russia ha affidato questioni di primaria rilevanza geopolitica per il Cremlino (il contro-dossier sulla Siria fu esposto all' OPCW in tandem, da Russia e Siria stessa), che hanno assai diviso la Russia dall' Unione europea e dalla comunità occidentale. Un' inchiesta indipendente commissionata dall' OPCW smontò poi quelle conclusioni russe, ma questa sarebbe un' altra storia. Di sicuro il curriculum di Kikot è ragguardevole e merita di essere conosciuto, il generale è stato per conto della Difesa, almeno dal 2009, nel board di società che si occupavano di produzione e riparazione di armi e di apparecchiature chimiche, radioattive e di protezione biologica.

il generale kikot insieme a militari russi e italiani

È un grande esperto nello smaltimento delle armi chimiche e nello stoccaggio di materiali pericolosi.

 

Fonti della struttura Onu impegnata nelle ispezioni sugli attacchi chimici in Siria confermano a La Stampa di averlo incontrato, e spiegano che veniva considerato come un diretto emissario del Cremlino, inviato per mettere in pratica le direttive di Mosca al massimo livello. Il suo in sostanza non era un incarico tecnico, per il quale c' era personale di livello più basso, ma politico. Una fonte operativa vicina alla comunità dell' intelligence americana riferisce questo: «Ogni volta che il Cremlino manda personale ufficiale in una missione diplomatica, è una regola ferrea che ci sono operativi dell' intelligence tra di loro.

 

MILITARI RUSSI IN ITALIA PER IL CORONAVIRUS

In questo caso, la mia valutazione è che la vasta maggioranza del personale inviato in Italia siano membri del GRU, il servizio di intelligence militare. Non c' è alcun dubbio che la Russia abbia approfittato di questo invito per condurre attività di intelligence».

La ricerca su Ebola Risultano interessanti anche altri profili, dei russi arrivati nella missione intitolata "Dalla Russia con amore". Il gruppo comprende anche il tenente colonnello Alexander Yumanov, il colonnello Alexei Smirnov, il tenente colonnello Gennady Eremin e il tenente colonnello Vyacheslav Kulish.

 

militari russi

Si tratta di ufficiali che hanno preso parte al progetto riguardante la ricerca sul vaccino per il virus Ebola, progetto che era in capo al 48esimo Central Research Institute e a Vector SE del ministero della difesa russo, la società che fin dai tempi dell' Unione sovietica era impegnata nello sviluppo di armi biologiche. Le comunicazioni ufficiali russe li presentano come membri dell' Accademia medica militare con sede a Kirov, anche se diverse tracce riportano poi al 48esimo Central Research Institute. Kirill Shamiev, un analista di cose militari non sospettabile di russofobia, ha scritto qualcosa su di loro: Eremin, colonnello, è esperto in guerra batteriologica e ha lavorato contro la febbre suina.

 

militari russi

Il colonnello Viacheslav Kulish è un esperto nello sviluppo di attrezzature protettive contro agenti biologici virali, ha lavorato anche lui nei programmi contro Ebola e la peste. Alexander Yumanov, ha lavorato in Guinea su Ebola. Il colonnello Alexej Smirnov, è epidemiologo esperto in prevenzione delle malattie infettive, e fu coinvolto nello sviluppo di vaccini contro Ebola.

 

Quando i primi grandi aerei Ilyushin sono arrivati a Pratica di mare, i comandanti della missione russa hanno chiesto che fossero gli italiani a pagare le cospicue spese di volo e carburante degli aerei, con l' Italia che si è dunque trovata in una posizione geopolitica non paritaria, come invece avviene di solito nelle relazioni tra alleati. Abbiamo infine chiesto alla parte italiana di questa storia con quali passaporti i militari russi siano entrati sul suolo italiano. Non riuscendo ad avere risposta da fonti governative, ci è stato infine detto dal Copasir che sono «info classificate». Inusuale, per una missione umanitaria.

mezzi militari russi nelle strade italiane 1mezzi militari russi nelle strade italiane 2MEDICI MILITARI RUSSI IN ITALIA

Ultimi Dagoreport

leonardo maria del vecchio fedez selvaggia lucarelli fedez

DAGOREPORT – DIETRO ALL’OPA (FALLITA) DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO SUL “FATTO QUOTIDIANO”, C’È FORSE LO ZAMPONE DI FEDEZ? – L’EX MARITO DI CHIARA FERRAGNI VEDE NEL QUOTIDIANO DI TRAVAGLIO, E NELLA FIRMA DI SELVAGGIA LUCARELLI, UN NEMICO DA ABBATTERE: SOGNA DI DIVENTARE UN MAGNATE DELL’EDITORIA (VUOLE TRASFORMARE IL SUO "PULP PODCAST" IN UNA TESTATA GIORNALISTICA) E CONTROLLARE LA “NARRAZIONE” SULLE SUE GESTA (DAGLI AFFARI ALLE RISSE IN DISCOTECA) – IL RAPPORTO CON "LENNY" DEL VECCHIO È CONSOLIDATO. E LA SOCIETÀ DI FEDEZ, “DOOM”, SAREBBE ANCHE DIETRO LO SBARCO DI LMDV SU “X” 

daniele piervincenzi paolo corsini

DAGO-“REPORT” FLASH! - A UNA SETTIMANA DALL'INIZIO DEL “REPORT” DE-RANUCCIZZATO, PARE CHE DANIELE PIERVINCENZI NON ABBIA ANCORA CAPITO CHE A LUI SPETTERÀ CONDURRE LA PARTE MENO CENTRALE, EX “LAB”, ORA “REPORT PLAY”, CON PREGEVOLI INCHIESTE SU TARTUFI E MICROPLASTICHE – GLI “ADDETTI AI LIVORI” DELLA REDAZIONE RACCONTANO CHE, DURANTE LE PROVE, L’EX RUGBISTA CHIEDE IN CONTINUAZIONE: "COME VADO?". PERCHÉ IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI RAI, PAOLO CORSINI, EX COMPAGNO DI SQUADRA DI PIERVINCENZI NELLA “PRIMAVERA RUGBY”, MOLTO PRESENTE NEGLI STUDI DURANTE LE REGISTRAZIONI, NON COMUNICA A DANIELONE IL SUO RUOLO EFFETTIVO?

elezioni israele isaac herzog netanyahu eisenkot

DAGOREPORT – IN ISRAELE, DOPO LE ELEZIONI, CI SONO SOLO TRE SCENARI PLAUSIBILI: UN GOVERNO DI UNITÀ NAZIONALE, UN ACCORDO DELL’OPPOSIZIONE CON GLI ARABI O NUOVE ELEZIONI – UNA GRANDE COALIZIONE È IL SOGNO DEL PRESIDENTE HERZOG E DEGLI STATI UNITI: PERMETTEREBBE DI RIMUOVERE QUEI MEZZI CRIMINALI ESTREMISTI DI BEN GVIR E SMOTRICH, CHE OSTACOLANO IL PIANO DI TRUMP PER GAZA E ROMPONO IL CAZZO IN CISGIORDANIA. MA EISENKOT ESIGE CHE “BIBI” NON SIA PREMIER, E PER ACCONTENTARLO, HERZOG DOVREBBE CONCEDERE LA GRAZIA AL PREMIER – L’ACCORDO CON LE LISTE ARABE È COMPLICATO: NESSUNO SI VUOLE ACCOLLARE IL RISCHIO DI GOVERNARE CON I MUSULMANI – UN RITORNO ALLE URNE SAREBBE UN REGALO PER “BIBI” – LA POSSIBILE NUOVA ESCALATION IN IRAN E LA PAURA DI EISENKOT DI FINIRE TRITURATO DA QUEL VECCHIO VOLPONE DI NETANYAHU, CHE HA GOVERNATO 19 DEGLI ULTIMI 30 ANNI...

marina pier silvio berlusconi soldi profitti denaro

FLASH – MARINA O “MARETTA”? SEMBRA CHE STIA MONTANDO UN PO' DI TENSIONE TRA I FRATELLI BERLUSCONI - MARINA, CHE IN QUANTO PRESIDENTE DI FININVEST È LA CAPA DI “PIER DUDI”, È PREOCCUPATA DAL FUTURO ECONOMICO DI MEDIASET. E NON SOLO PER L'IMPERO ITALIANO: TEME CHE L’ACQUISIZIONE DI PIER SILVIO DELLA TV TEDESCA PROSIEBENSAT SIA STATA UNA MOSSA  AZZARDATA E CHE POSSA METTERE A RISCHIO LA TENUTA DEI CONTI DEL BISCIONE - (A COLOGNO ANCORA SCOTTA IL RICORDO DEI 900 MILIONI DI EURO BUTTATI NEI DIRITTI TV E IL FLOP DI MEDIASET PREMIUM, CHE STAVANO PER FAR SCHIOPPARE L’AZIENDA...)

cateno de luca vannacci meloni

DAGOREPORT - “VANNACCI E’ IL GENERALE DELLE STRONZATE. OGNI COSA CHE DICE È UNA STRONZATA!”- VIDEO-BOOM! CATENO DE LUCA, NEO-ALLEATO DI GIORGIA MELONI, AVRÀ IL RUOLO DI BASTONARE VANNACCI PER CONTO DELLA DUCETTA: “AL SUO PARTITO DEI CAZZARI, OPPONGO IL PARTITO DEL PRAGMATISMO” - L’ACCORDO TRA LA MELONI E "SCATENO" E’ STATO CHIUSO DA LA RUSSA E DAL SUO FEDELISSIMO GAETANO GALVAGNO, PRESIDENTE DELL’ARS. GLI ESPONENTI SICILIANI DI FDI SONO SCONCERTATI, MA TACCIONO PER PAURA DI NON ESSERE RICANDIDATI: DE LUCA LI HA FATTI A PEZZI - QUANDO DE LUCA SI SCAGLIAVA CONTRO LA RAI: “È DIVENTATA TELE-MELONI, VESPA STABILISCE CHI È MAGGIORANZA E CHI È OPPOSIZIONE. È UN SISTEMA ASSERVITO A UN’OLIGARCHIA” – LA REPLICA DI VANNACCI A DE LUCA: “CONOSCO LE CATENE E LE CATENARIE, ALTRI CATENI NON NE CONOSCO. NON MI OCCUPO DI COSE DI POCO CONTO” - VIDEO 

leonardo maria del vecchio

FLASH! - SIAMO QUASI A NOVEMBRE E TUTTE LE SOCIETÀ, QUOTATE E NON, HANNO COMPILATO E RESO PUBBLICI I LORO BILANCI 2025 – SEBBENE IL CODICE CIVILE PREVEDA CHE SIANO PRESENTATI ENTRO 120/180 GIORNI DALLA CHIUSURA DELL’ESERCIZIO (31 DICEMBRE), LMDV CAPITAL DI LEONARDINO DEL VECCHIO, NON L’HA ANCORA RESO DISPONIBILE, PUR ESSENDO LA SUA HOLDING DI PARTECIPAZIONI (TWIGA, QN, IL GIORNALE, LEONE FILM GROUP, IMPREDO, ACQUA FIUGGI, ETC.) AL CENTRO DEL FAMILY-OFFICE DELL’EREDE LUXOTTICA – COME MAI TALE RITARDO? FORSE TROPPO IMPEGNATO A FARE LE PULCI AL “FATTO QUOTIDIANO”?