mattarella salvini grillo di maio

“STIAMO CALMI, E’ SOLO LA POLITICA”, GRILLO PLACA IL M5S E L' IMPEACHMENT DI MATTARELLA VIENE ACCANTONATO - LA NUOVA FASE DI DI MAIO CHE RITIRA LA MESSA IN STATO DI ACCUSA DEL CAPO DELLO STATO: "PRENDO ATTO CHE SALVINI CUOR DI LEONE NON LO VUOLE FARE…"

grillo

Alessandro Trocino per il Corriere della Sera

 

La deputata 5 Stelle ride: «Ma va, quale impeachment?

Manca la giunta per le autorizzazioni. Mancano i giudici aggregati della Consulta.

Manca tutto, non si può fare, è impossibile». Una processione di parlamentari conferma quel che Luigi Di Maio sarà costretto a confermare a sera, nel comizio di Napoli. E cioè che l' impeachment, la richiesta di messa in stato di accusa di Mattarella, non si farà. Perché? Ecco le ragioni ufficiali: «Prendo atto che Salvini non lo vuole fare e ne risponderà lui come cuor di leone. Purtroppo non è più sul tavolo perché Salvini non lo vuole fare e ci vuole la maggioranza».

 

GRILLO DI MAIO

Una sterzata improvvisa, l' ennesima. E questa volta su un tema decisamente sensibile, visto che riguarda il capo dello Stato e l' accusa più grave che gli si possa fare, alto tradimento e attentato alla Costituzione. Una marcia indietro che si può ricollegare all' improvvisa riapertura dei giochi per la formazione di un governo.

 

Anche perché Di Maio poi aggiunge l' improvvisa «disponibilità a collaborare con il presidente della Repubblica». La collaborazione con il «golpista», come ancora ieri lo chiamavano diversi parlamentari 5 Stelle, è una piroetta, forse non l' ultima, che nasce però anche da una serie di segnali interni. Ai piani alti è stato notato come i 5 Stelle stessero diventando la forza più estremista dell' arco parlamentare, scavalcando Salvini.

 

sergio mattarella carlo cottarelli

Il quale, snobbando l' impeachment, assumeva invece la posa di leader responsabile e attento alle istituzioni.

 

A dare il segnale decisivo, ci pensa poi Beppe Grillo. Con un articolo pubblicato sul Fatto Quotidiano nel quale, con i soliti toni sarcastici, invita tutti ad abbassare i toni. E dice: «L' establishment è riuscito a bloccarci? Ok, fa parte del gioco! Non siamo certo affetti dalla sindrome dell' adolescente ribelle che spera che, alla fine, il padre gli dia ragione». Che «l' adolescente ribelle» sia Di Maio? Comunque sia, Grillo dice «calma e gesso»: è la politica. E anche sul Quirinale frena, ben prima di Di Maio: «Mattarella ha intortato le cose oppure ha fatto lo sgambetto alla democrazia? Lo vedremo».

 

matteo salvini luigi di maio contratto

Comunque sia, restano gli annunci di mobilitazione, gli inviti a comprare il tricolore, la manifestazione indetta il 2 giugno. In questa continua oscillazione tra inviti alla ribellione contro il «colpo di Stato» e improvvisi ammorbidimento dei toni, l' imbarazzo e il disorientamento delle truppe è palese. La summa del doppio registro dei 5 Stelle sta nell' atteggiamento della vicepresidente della Camera, Maria Elena Spadoni, evidentemente avvertita del cambio di registro in corso: «Io andrò a tutte e due manifestazioni.

 

La mattina a quella ufficiale del 2 giugno. Il pomeriggio a quella di protesta. Ma non mi imbarazza perché non è una protesta contro il presidente Mattarella». Ah no? «No, è solo per chiedere spiegazioni».

luigi di maio matteo salvini giuseppe conte

 

E mentre si incita la folla, si pensa a corrodere dall' interno il «sistema». Facendo partire le commissioni e lavorando con i leghisti per incassare consensi sui temi bandiera. In attesa di capire se si andrà al voto o al governo.

GIULIA GRILLO TONINELLI LUIGI DI MAIO

 

sergio mattarella carlo cottarellisergio mattarella carlo cottarelli

 

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