legge elettorale giorgia meloni roberto vannacci

‘STO MELONELLUM E’ UN VERO PASTROCCHIO - CON I SONDAGGI CHE VEDONO VANNACCI VELEGGIARE OLTRE IL 7%, MELONI CORRE AI RIPARI SULLA LEGGE ELETTORALE E RISPOLVERA IL BALLOTTAGGIO - UN EVENTUALE DOPPIO TURNO CONSENTIREBBE DI TAGLIARE FUORI I PARTITI PIU’ ESTREMI (LEGGI FUTURO NAZIONALE) DALLA SFIDA ALL’ULTIMO VOTO TRA CENTRODESTRA E CAMPO LARGO - L’IDEA NON DISPIACEREBBE AL PD, CHE STA VALUTANDO UN EMENDAMENTO - LA DUCETTA NON VUOLE PIÙ INCIDENTI DI PERCORSO SULLA LEGGE ELETTORALE. PREPARATE I POP CORN: TRA POCO RIPARTONO I LAVORI PARLAMENTARI E NE VEDREMO DELLE BELLE...

1. RISCHIO NESSUN VINCITORE, RISPUNTA IL BALLOTTAGGIO 

Estratto dall’articolo di Emilia Patta per il “Sole 24 Ore” 

 

protesta dell opposizione alla camera contro la legge elettorale foto lapresse.

[...] Ma se alla fine l’effetto dello Stabilicum o Melonellum che dir si voglia fosse esattamente l’opposto di quello ricercato? «Il punto è che la soglia del 42% invece che del 40% è stata decisa per ragioni sia di opportunità costituzionale sia di opportunità politica prima che nascesse il partito di Roberto Vannacci - confida il plenipotenziario della premier Giovanni Donzelli - ma ora...». 

 

Ora, con Futuro nazionale stimato nei sondaggi al 7% e la Lega scesa sotto il 6%, il rischio è per il centrodestra non solo quello di consegnare su un piatto d’argento la vittoria agli avversari del campo largo, ma anche quello di ritornare pari pari alla Prima Repubblica del proporzionale puro se nessuno raggiunge la fatidica soglia del 42%. Altro che “mai più inciuci”. 

 

Numeri alla mano, prendendo come riferimento l’ultima supermedia di Youtrend di fine luglio, il centrosinistra è avanti con il 44,3% (considerando la somma di Pd, M5s, Avs, Italia Viva e Più Europa) mentre il centrodestra senza Vannacci è al 41,6%, sotto la soglia che farebbe scattare il premio. [...]

Giorgia Meloni Antonio Tajani Matteo Salvini 2

 

Tanto che tra i parlamentari ritrovatisi in questo agosto africano tra il Meeting di Rimini e le feste di partito lungo lo Stivale si è cominciato a ragionare, tra il serio e il faceto, sul futuro governo di larga coalizione (chi lo guiderebbe, quali partiti o pezzi di partiti potrebbero farne parte, che programma potrebbe avere...). 

 

Da qui, proprio ieri, l’uscita del viceministro degli Esteri Edmondo Cirielli, di Fratelli d’Italia: «Mi auguro che si possa governare insieme a Vannacci». Ma l’alleanza con Generale è almeno al momento esclusa da Giorgia Meloni, sia per ragioni di posizionamento internazionale sia per ragioni politiche, visto che potrebbe spingere fuori i voti di molti moderati.

Giorgia Meloni Antonio Tajani Matteo Salvini 3

 

E allora? Una soluzione in realtà ci sarebbe, ossia ripristinare nel Melonellum il ballottaggio nazionale tra i primi due inizialmente previsto e poi espunto per i dubbi di Forza Italia e Lega. [...] 

 

La modifica di cui si sta ragionando prevede una soglia al 48%, rendendo il doppio turno senza possibilità di apparentamenti quasi certo e neutralizzando così i partiti estremi fuori coalizione sia a destra sia a sinistra.

 

Un emendamento in tal senso (anzi due, uno con soglia al 48% e uno con soglia al 45%) si sta studiando anche in casa democratica da parte di Walter Verini, Sandra Zampa e Alfredo Bazoli e in casa renziana da parte del capogruppo a Palazzo Madama Enrico Borghi. Ma il tempo stringe: il termine per gli emendamenti in commissione è fissato per il primo settembre e il 15 è previsto il voto finale dell’Aula...

 

2. TORNA LA LEGGE ELETTORALE NELL’EMENDAMENTO CORRETTO TRE NOMI E QUOTE DI GENERE VIA LA NORMA TAGLIA-CESPUGLI 

Estratto dall’articolo di Virginia Piccolillo per il “Corriere della Sera” 

 

Antonio Tajani Giorgia Meloni Matteo Salvini 2

[...] Stavolta Giorgia Meloni non vuole incidenti di percorso. E l’idea che si fa avanti è che, stavolta, gli emendamenti non siano firmati più solo da FdI, come alla Camera, ma da tutti i capigruppo, come assunzione di responsabilità. 

 

Il primo scoglio riguarda le preferenze. L’ipotesi è ripresentare l’emendamento della Camera, che prevede capilista bloccati e fino a tre preferenze di candidature, da indicare con una croce sul cognome.

 

Ma corretto, per estendere la tutela delle quote di genere tra i candidati anche ai capilista. Nell’ultimo testo l’alternanza uomo-donna era garantita solo nel listino del premio di maggioranza, che però pescava i nomi delle candidature all’interno della coalizione, non dei singoli partiti. 

matteo salvini giorgia meloni antonio tajani foto lapresse

 

Sarà modificata la contestata norma di sbarramento, la cosiddetta "taglia-cespugli", secondo la quale i voti raccolti dalle liste collegate che non raggiungono il 3% (tranne il miglior perdente) non concorrono alla cifra elettorale nazionale di coalizione. 

 

Per sciogliere i nodi si cercano intese anche estendendo il perimetro della trattativa fra partiti della coalizione. Ieri circolava l’ipotesi, respinta ufficialmente, che nella discussione sia rientrato anche il ballottaggio e il terzo mandato dei sindaci.

 

Secondo quei boatos della partita complessiva tornerebbe la richiesta della Lega di Matteo Salvini di cambiare il Testo Unico degli enti locali per eliminare il vincolo del terzo mandato per i sindaci dei Comuni con più di 15 mila abitanti e quella di abolire il ballottaggio per i candidati che raggiungono più del 40% delle preferenze. [...]

FRANCHI TIRATORI EMENDAMENTO PREFERENZE CAMERA DEI DEPUTATI

 

Ma dopo il sì del Senato, abbastanza scontato, il ddl deve tornare alla Camera per il sì ai soli emendamenti. E lì sarà il braccio di ferro finale fra Meloni ed eventuali dissidenti segreti.

 

L’ipotesi è apporre la fiducia. E nel caso in cui la fiducia passasse ma la legge venisse bocciata, chiudere la legislatura. Ponendo i franchi tiratori di fronte al bivio: preferenze o vitalizio che scatta in primavera?

antonio tajani, giorgia meloni e matteo salvini in senato foto lapressemeloni salvini tajani

Ultimi Dagoreport

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - IL RISIKO S'INGROSSA! L’APERTURA DI ASSICURAZIONI GENERALI A VALUTARE L'OFFERTA” DI MPS PER L’ACQUISIZIONE DI BANCA GENERALI, È UN GRAN PASSO AVANTI PER IL PIANO DI LOVAGLIO PER DISINNESCARE L’OPAS SUL “MONTE” DI BANCA INTESA - SECONDO PIAZZA AFFARI, L’OPERAZIONE TRIESTE-SIENA POTREBBE AVERE DALLA SUA L’APPOGGIO DEI POTENTISSIMI FONDI DI INVESTIMENTO INTERNAZIONALI, TRA CUI BLACKROCK, CHE HA PERALTRO IMPORTANTI INTERESSI NELLE BANCHE ITALIANE, TRA CUI INTESA - ORA INIZIA UNA PARTITA APERTISSIMA DAL PUNTO DI VISTA FINANZIARIO, MA ANCHE DA QUELLO POLITICO: IL 26 OTTOBRE  L’ASSEMBLEA STRAORDINARIA DI MPS SARA' CHIAMATA AD APPROVARE L'ACQUISIZIONE E TUTTO PUO' SUCCEDERE...

mark zuckerberg proteste

HAI VOLUTO TRUMP? E ORA T’ATTACCHI ALLA SCORTA! – I LEADER DELLA SILICON VALLEY SONO OSSESSIONATI DALLA LORO SICUREZZA, E SPENDONO VAGONATE DI DOLLARI IN PROTEZIONE, GUARDIE DEL CORPO, BUNKER. COLPA DELLA SVOLTA TRUMPIANA E DELLA RIVOLUZIONE DELL’ACCELERAZIONE INCONTROLLABILE DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE, CHE RISCHIA DI PRODURRE FOLLE DI DISOCCUPATI INCAZZATI PRONTI AD ASSALTARE, OLTRE AI DATA CENTER, I VILLONI DEI PAPERONI – IL PIÙ PARANOICO DI TUTTI? MARK ZUCKERBERG! META SPENDE OLTRE 25 MILIONI DI DOLLARI ALL’ANNO ESCLUSIVAMENTE PER LA PROTEZIONE DEL SUO FONDATORE – L’OSSESSIONE DEI MILIARDARI PER BUNKER DI LUSSO, FORTEZZE SOTTERRANEE, RIFUGI IN NUOVA ZELANDA E HAWAII, CON INVESTIMENTI CHE OSCILLAVANO TRA I DIECI E I CINQUANTA MILIONI DI DOLLARI CIASCUNO...

vladimir putin donald trump volodymyr zelensky

FLASH! – QUANDO LE COSE GIRANO SUL PEGGIO, INTERVENGONO I SERVIZI SEGRETI - IL BENINFORMATO CAPO DELLA CIA, JOHN RATCLIFFE, SAREBBE VOLATO A MOSCA, SECONDO RUMORS DI WASHINGTON, PER CONSEGNARE UN DURO AVVERTIMENTO ALLA CRICCA DI PUTIN, FINITA IN UN CUL DE SAC NEL CONFLITTO UCRAINO – CARO VLADIMIR, UN'EVENTUALE ESCALATION CON USO DI ARMI NUCLEARI TATTICHE, CAPACI DI DISTRUGGERE KM DI TERRITORIO UCRAINO, È UNA LINEA ASSOLUTAMENTE DA NON OLTREPASSARE: GLI STATI UNITI NON STAREBBERO CON LE MANI IN MANO… 

kyriakou pier silvio berlusconi enrico mentana crippa fedele confalonieri mediaset urbano cairo marina

DAGOREPORT - RITORNA A CASA, LESSO! SI ACCAVALLANO LE VOCI CHE LA PROSSIMA DESTINAZIONE DI ENRICO MENTANA SIA QUELLA DI PADRONE SUPREMO DI TUTTA L’INFORMAZIONE MEDIASET - RUOLO CHE DAL 1998 RICOPRE IL FEDELISSIMO “FELDMARESCIALLO” DI FEDELE CONFALONIERI, MAURO CRIPPA, ARTEFICE MAGICO DEL “RETEQUATTRISMO” DEI DEL DEBBIO-PORRO-GIORDANO-SALLUSTI CHE HA APPARECCHIATO L’AVANZATA POPULISTA DI SALVINI E POI IL MELONISMO SENZA LIMITISMO - CHE PIER SILVIO (E LA SORELLA SUPERIORE MARINA) ABBIA LE PALLE IN SATURAZIONE DEL “CRIPPISMO ALLA FIAMMA” SI ERA BEN CAPITO DALLO SBARCO SU RETE4 DI BIANCA BERLINGUER, POI DI TOMMASO LABATE E INFINE DI MILO INFANTE CHE, OLTRE A CONDURRE DUE PROGRAMMI, E' NOMINATO CONDIRETTORE DELLA “STANZA DEI BOTTONI” DEL CRIPPA-PENSIERO, VIDEONEWS - L’IPOTESI MENTANA È STATA ACCOLTA DALLA CRICCA DI CRIPPA OVVIAMENTE MALE, MALISSIMO, CONOSCENDO ALTRESÌ BENE IL CARATTERINO DI CHICCO. E GIRANO A MEZZA VOCE BATTUTINE DEL TIPO: ‘’PIER SILVIO MANDA IN PENSIONE IL 67ENNE CRIPPA PER SOSTITUIRLO CON MENTANA, PENSIONATO DI 71 ANNI...’’

sigfrido ranucci valter lavitola giampaolo rossi

DAGOREPORT - MARTEDÌ PROSSIMO CALERÀ IL SIPARIO SU RANUCCI: A OTTOBRE, QUANDO RITORNERÀ IN ONDA “REPORT”, L’AMICO FRATERNO” DI WALTERINO LAVITOLA NON SARÀ PIÙ ALLA CONDUZIONE - IN SEGUITO ALLE VERIFICHE INTERNE (“AUDIT) SUL RISPETTO DEL CODICE ETICO DELLA RAI E IN ATTESA DELLE DECISIONI DEGLI INQUIRENTI E DEI MAGISTRATI SULLA MA-LAVITOLA ALLE VONGOLE SGUSCIATE, L'AMMINISTRATORE DELEGATO GIAMPAOLO ROSSI COMUNICHERÀ A RANUCCI IL CAMBIO DI CONDUZIONE (SOSTITUZIONE CHE È NEL PIENO DIRITTO DELLE PROCEDURE AZIENDALI) - QUINDI, A DISPETTO DI QUANTO PIÙ VOLTE SCRITTO, IL DIPENDENTE RAI RANUCCI SIGFRIDO NON VERRÀ ASSOLUTAMENTE “SOSPESO” DAL RUOLO DI VICE-DIRETTORE, IL SUO STIPENDIO CORRERÀ TRANQUILLO COME OGNI MESE, MA VERRÀ SPOSTATO DAL RESPONSABILE DEI PROGRAMMI DI APPROFONDIMENTO, PAOLO CORSINI, AD ALTRI IMPORTANTI INCARICHI - FINE DEL PRIMO TEMPO....