donald trump impeachment

STO ‘N’ATTIMO IMPEACHATO – PER LA PRIMA VOLTA NELLA STORIA, UN PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI VIENE MESSO IN STATO D’ACCUSA PER DUE VOLTE: A FAVORE ANCHE DIECI REPUBBLICANI, TRA CUI LIZ CHENEY, FIGLIA DELL’EX VICE DI BUSH – IL PARTITO È LACERATO E TRAUMATIZZATO DALL’ASSALTO AL CONGRESSO E CERCA DI RIPULIRSI, DOPO ANNI DI TOTALE APPECORAMENTO AL CIUFFONE-IN-CHIEF. L’INCOGNITA IVANKA E LA LOTTA PER LA SUCCESSIONE

 

 

 

nancy pelosi secondo impeachment per trump

1  – «Incitamento all'insurrezione» Trump, secondo impeachment

Giuseppe Sarcina per il "Corriere della Sera"

 

È un' altra giornata storica, ancora una in questa drammatica crisi americana.

Il presidente degli Stati Uniti viene messo sotto accusa per la seconda volta. Non era mai accaduto. Ieri, con una sola seduta, la Camera dei deputati ha approvato l' impeachment a carico di Donald Trump, con 232 «sì» e 197 «no». Si sono espressi a favore i democratici in blocco più dieci repubblicani. E altri quattro deputati conservatori hanno preferito non partecipare.

 

i dieci repubblicani che hanno votato la richiesta di impeachment

L' accusa è contenuta in un solo articolo, ma pesantissimo: «Incitamento all' insurrezione». A metà giornata, mentre il dibattito era in pieno svolgimento, il presidente in carica ha diffuso una nota conciliante: «Alla luce dei rapporti su altre dimostrazioni, lancio un pressante appello perché non ci siano violenze, violazioni della legge e vandalismi di alcun tipo. Io non mi batto per questo e non è per questo che si batte l' America. Chiedo a tutti gli americani di collaborare per ridurre le tensioni e calmare gli animi. Grazie».

 

donald trump autografa il muro con il messico ad alamo 2

Forse una mossa estrema per cercare un compromesso con i democratici. Oppure un tentativo per ricompattare i repubblicani. Nella serata Trump ha diffuso un video in cui non cita il voto della Camera, ma si limita a «condannare la violenza» e protestare per la sua espulsione dai social: «sbagliata e pericolosa, è un attacco senza precedenti alla libertà di parola».

 

jamie raskin liz cheney

Ma solo l' altro ieri, parlando ad Alamo, in Texas, Trump aveva detto che l' impeachment avrebbe prodotto «rabbia e pericolo per il Paese». Il problema è che nessuno appare in grado di decifrare quello che accade in una Casa Bianca allo sbando. Al momento il presidente in carica non avrebbe neanche formato il pool legale per difendersi al Senato, dove il 19 o il 20 gennaio dovrebbe iniziare la fase finale del processo, quella del verdetto.

Il dibattito alla Camera si è tenuto in un clima di assedio, con centinaia di militari della Guardia nazionale accampati nella Rotunda di Capitol Hill.

 

soldati dormono dentro il campidoglio usa

Il dibattito, trasmesso in diretta televisiva, ha mostrato quanto la divisione tra i repubblicani sia sempre più profonda. I conservatori hanno affidato il coordinamento al deputato Jim Jordan, protagonista all' inizio del 2020 del primo impeachment a carico del presidente per il caso Ucraina. L' 11 gennaio lo stesso Trump lo aveva ricompensato con la più alta onorificenza, la «Medal of Freedom», per «aver tenuto testa alla caccia alle streghe».

 

Per tutta la mattina Jordan ha provato a ripetere lo stesso schema, rinfacciando ai democratici di voler montare un' altra campagna pretestuosa, dopo aver tollerato per mesi «le violenze degli estremisti di sinistra durante le manifestazioni di Black Lives Matter.

Ma non ha convinto tutti i suoi colleghi. Persino il leader dei repubblicani, Kevin McCarthy, ha riconosciuto che Trump «ha delle responsabilità per il 6 gennaio».

richiesta di impeachment per trump

 

Tuttavia, ha aggiunto, l' impeachment servirebbe solo a riaccendere lo scontro, ad aizzare i violenti. Alcuni conservatori hanno proposto di sottoscrivere in modo bipartisan «una mozione di censura». Ma in dieci si sono schierati apertamente contro «Donald». Come Liz Cheney, la figlia dell' ex vice presidente Dick Cheney e numero tre nell' organigramma repubblicano della Camera: «Trump ha acceso le fiamme a Capitol Hill».

 

Il Partito democratico si è presentato compatto. Molti interventi sono stati rabbiosi. La Speaker Nancy Pelosi ha tracciato la linea: «Il presidente ha incitato all' insurrezione, non ha difeso la Costituzione e rappresenta ancora un chiaro pericolo per la Nazione. Se ne deve andare. Il Senato lo deve condannare».

 

la camera vota la seconda richiesta di impeachment per trump

E, tirando le conclusioni, il capogruppo Steny Hoyer ha paragonato, per gravità politica, il 6 gennaio agli attentati dell' 11 settembre 2001. Ora l' attenzione si sposta su Mitch McConnell, il numero uno dei repubblicani al Senato. Ieri ha confermato che la Camera Alta non si riunirà prima del 19 gennaio. Ma, in una lettera ai colleghi di partito ha scritto: «Non ho ancora preso una decisione su come voterò; intendo ascoltare le ragioni legali alla base dell' impeachment».

jim clyburn entra al congresso pieno di militari

 

2 – Nel futuro repubblicano 4 governatori e il nodo Ivanka

G.Sar. per il "Corriere della Sera"

 

donald trump impeachment

Quattro outsider, in realtà trumpiani ripuliti, per ripartire. Nel Partito repubblicano, diviso, traumatizzato dai tumulti del 6 gennaio, si prova a guardare avanti. Hanno suscitato grande attenzione le parole attribuite dal New York Times a Mitch McConnell, il leader dei conservatori al Senato. Di solito imperscrutabile, McConnell si sarebbe lasciato andare: «Sono contento che i democratici abbiano avviato l' impeachment; in questo modo potrebbe essere più facile spurgare il partito dalla presenza di Trump». Non ci sono conferme e vedremo se, al momento decisivo, McConnell voterà davvero per condannare il presidente in carica, quando il processo approderà nella Camera Alta.

 

nancy pelosi firma l articolo di impeachment

È vero, però, che nel partito «la questione Donald» si è aperta già all' indomani della vittoria di Joe Biden. Poi due mesi di campagna incendiaria e costruita sul nulla hanno portato alla sconfitta nei ballottaggi in Georgia, decisivi per il controllo del Senato. L' assalto a Capitol Hill, infine, ha accelerato e drammatizzato il confronto.

 

Spiega Grover Norquist, 64 anni, fondatore dell' Americans for tax reform, uno dei più importanti think tank di Washington, la sponda tecnica che ha messo a punto la riforma fiscale del 2017: «Il partito repubblicano non è una struttura personalistica, non è Forza Italia di Berlusconi. Stiamo entrando in una nuova fase. Si tornerà a guardare ai contenuti, a quello che succede sul territorio. I repubblicani hanno 27 governatori su 50. La nuova leadership potrebbe maturare da queste esperienze».

un manifestante con uno striscione per l impeachment a trump

 

Certo, il mondo conservatore deve fare i conti con il consenso, le risorse organizzative accumulate da Trump. La strategia, dunque, sarebbe quella di mantenere la continuità sui contenuti del trumpismo su tasse, imprese, immigrazione, «spurgati», come dice McConnell, da un leader impresentabile.

 

ivanka e melania trump by osho

A Washington da qualche settimana circola una lista inedita con quattro nomi per le primarie repubblicane del 2024. Sono, appunto, governatori: Ron DeSantis, 42 anni, Florida; Greg Abbott, 63 anni, Texas; Kristi Noem, 49 anni, South Dakota; Doug Ducey, 56 anni, Arizona. Sono tutti accesi sostenitori di Trump. O almeno lo sono stati fino a un minuto fa. Lo hanno sempre spalleggiato, anche nell' approccio alla pandemia. Abbott e DeSantis, in particolare, hanno a lungo sbeffeggiato la mascherina, pur di compiacere il boss della Casa Bianca.

gary cohn jared kushner ivanka trump

 

I quattro sarebbero degli esordienti sulla scena nazionale e andrebbero ad aggiungersi all' elenco di candidati finora più gettonato: il vicepresidente Mike Pence, il segretario di Stato, Mike Pompeo, l' ex ambasciatrice Onu Nikki Haley, i senatori Ted Cruz (Texas) e Josh Hawley (Missouri). Si potrebbe pensare che questo schema presupponga l' uscita di scena di Trump.

 

Magari perché condannato dal Congresso o perché incriminato dalla Procura generale di Washington per «incitamento all' insurrezione». In realtà la leadership del partito sarà in gioco anche se Trump dovesse rimanere in campo: i quattro governatori, dicono nella capitale, si candideranno comunque. Così come Haley, Cruz e Hawley.

 

il congresso usa dopo l'assalto

Resta, poi, l' incognita Ivanka. La figlia prediletta del presidente, 39 anni, cercherà di mantenere intatte le sue smisurate ambizioni. Ma ora con una deviazione. Nel '22 o nel '24 potrebbe candidarsi per un seggio al Senato, provando a capitalizzare quello che resta del patrimonio politico del padre. Poi si vedrà.

TRUMP COME RAMBOTRUMP LA CADUTAun supporter di trump di colore donald trump autografa il muro con il messico ad alamo 3 donald trump autografa il muro con il messico ad alamomanifestazioni pro trump a los angeles 1nancy pelosi Trump - assalto al Campidoglioil congresso usa dopo l'assalto

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni marina berlusconi matteo salvini antonio tajani roberto vannacci sergio mattarella

DAGOREPORT- SONDAGGIO DOPO SONDAGGIO, SONO MOLTI GLI ANALISTI CHE LO DANNO PER CERTO: L’IRRUZIONE SULLA SCENA POLITICA DI ROBERTO VANNACCI E DELLA SUA ‘’SPORCA DOZZINA”, ALTRIMENTI DETTA FUTURO NAZIONALE, NON È UN FUOCO DI PAGLIA, NON È UNA CARICATURA, NON È UN MERO FENOMENO DI PASSAGGIO DESTINATO A BALLARE UNA SOLA ESTATE - SE VA AVANTI COSÌ, GUADAGNANDO 1 PUNTO OGNI 15 GIORNI, A SETTEMBRE VANNACCI SOTTERRERÀ NON SOLO LA LEGA, SPROFONDATA AL 5/6%, MA ANCHE FORZA ITALIA, GALLEGGIANTE AL 7/8% - A QUEL PUNTO, CON I DUE ALLEATI IN STATO COMATOSO, RIUSCIRÀ GIORGIA MELONI, COL SUO 28%, AD OTTENERE IL 42% DEI CONSENSI, COME VUOLE LA NUOVA LEGGE ELETTORALE TARGATA CENTRODESTRA, SENZA IMBARCARE ANCHE L’ULTRA-DESTRA DI FUTURO NAZIONALE? - MA IN TAL CASO, L'USCITA DI FORZA ITALIA BY MARINA DALLA COALIZIONE, PER TOTALE INCOMPATIBILITÀ COL “MONDO AL CONTRARIO”, OMOFOBO E RAZZISTA, DI VANNACCI, VIENE DATA PIÙ CHE PROBABILE...

giorgia meloni roberto vannacci pedro sanchez paolo mieli donald trump

DAGOREPORT - ALLA SCAZZO COATTO, SEGUIRA' VENDETTA, TREMENDA VENDETTA DEL TRUMPONE? QUANTO RISCHIA "GIGIORGIA" PER AVER PRESO IN GIRO, CON SORRISI E PROMESSE, IL DISTURBATO MENTALE DELLA CASA BIANCA? – PAOLINO MIELI NE E' CERTO: “A MELONI VERRÀ PRESENTATO IL CONTO. FARANNO L’IMPOSSIBILE PER FARLE PERDERE LE ELEZIONI, PER SPUTTANARLA” – “USERANNO ANCHE VANNACCI. LO POSSONO ALIMENTARE, DA UNA PARTE GLI AMERICANI, DA UNA PARTE PUTIN. LO POSSONO GONFIARE, DANDOGLI AUTOREVOLEZZA” –  PER CAPIRE QUANTO È “VENDI-CATTIVO” TRUMP, BASTA GUARDARE COSA È SUCCESSO A PEDRO SANCHEZ: PRIMA È SBUCATO UN DOSSIER PER CORRUZIONE SUL SUO “PADRINO” ZAPATERO. POI È ARRIVATO IL RINVIO A GIUDIZIO PER LA MOGLIE DEL PREMIER SPAGNOLO… - VIDEO

domenico centrone leonarda alberizia giovanni caravelli meloni nordio bartolozzi almasri mantovano

DAGOREPORT – CHE CURIOSA COINCIDENZA: IERI LE AUTORITÀ LIBICHE HANNO LIBERATO IMPROVVISAMENTE I DUE ATTIVISTI DELLA FLOTILLA, LEONARDA ALBERIZIA E DOMENICO CENTRONE, INGABBIATI DA UN MESE - E CHI ERA ATTERRATO IN LIBIA NEI GIORNI SCORSI, UFFICIALMENTE PER UN INCONTRO “ISTITUZIONALE” CON IL PREMIER DI TRIPOLI, ABDULHAMID DABAIBA? GIOVANNI CARAVELLI, DIRETTORE DELL’AISE, I SERVIZI SEGRETI ESTERI ITALIANI, UNO DEI PROTAGONISTI DEL CASO ALMASRI, IL TORTURATORE LIBICO ARRESTATO IN ITALIA CHE, MALGRADO FOSSE INSEGUITO DA UN MANDATO DI CATTURA INTERNAZIONALE, FU COMODAMENTE RIACCOMPAGNATO A TRIPOLI A BORDO DI UN JET DELL'INTELLIGENCE – QUESTA VOLTA, LA MATASSA CHE CARAVELLI AVEVA DA SBROGLIARE IN LIBIA ERA LA SCARCERAZIONE DEI DUE FLOTILLEROS? - CONOSCENDO GLI USI E GLI ABUSI DELLE TRIBU' LIBICHE ("PAGARE MONETA, VEDERE CAMMELLO"), CHISSA' QUANTO SARA' COSTATO AL GOVERNO MELONI RIPORTARE A CASA I DUE ATTIVISTI... - VIDEO

nicole minetti giuseppe cipriani sigfrido ranucci carlo nordio giampaolo rossi francesco spadafora

DAGOREPORT – A TELE-MELONI HANNO TROVATO IL PRETESTO CHE CERCAVANO DA TEMPO PER METTERE IN GINOCCHIO SIGFRIDO RANUCCI E RAGGIUNGERE L’OBIETTIVO FINALE: ACCOMPAGNARLO ALL’USCITA DI VIALE MAZZINI – LA RAI GUIDATA DA GIAMPAOLO ROSSI HA INFATTI NEGATO LA TUTELA LEGALE AL CONDUTTORE DI "REPORT" PER LA QUERELA DA 2 MILIONI DI EURO DI GIUSEPPE CIPRIANI SUL CASO DELLA "GRAZIA" A NICOLE MINETTI - DURANTE UNA PUNTATA DI “È SEMPRE CARTABIANCA”, SU MEDIASET, SIGFRIDO SE N'E' USCITO CON L’IMPROVVIDA FRASE: “UNA FONTE CI HA DETTO DI AVER VISTO CARLO NORDIO IN URUGUAY NEL RANCH DI GIUSEPPE CIPRIANI. UNA PISTA CHE STIAMO VERIFICANDO” (FRASE DI CUI HA CHIESTO SCUSA A NORDIO) – LA MAIL DI FUOCO INVIATA DA RANUCCI A ROSSI: COME LA MELONI CON TRUMP, SCRIVE DI NON ESSERE “ABITUATO A IMPLORARE”, E CHE SI DIFENDERÀ DA SOLO, PRECISANDO CHE “I FATTI CHE MI VENGONO CONTESTATI, PUR DETTI IN ALTRA EMITTENTE, SONO STATI RIPORTATI NELLA MIA FUNZIONE DI CONDUTTORE DI ''REPORT''. E IN TALE FUNZIONE AVREI DIRITTO ALLA TUTELA LEGALE…” - VIDEO

elly schlein festa unita

DAGOREPORT - DRAG QUEEN, "POLPETTE DEMOCRATICHE" E IL PIPPARDONE SULL’ANTIFASCISMO: L'APPARIZIONE DI ELLY SCHLEIN ALLA FESTA DELL’UNITA’ DI ROMA E' UN ASSIST AI SUOI DETRATTORI -LA SEGRETARIA DEM RICICCIA I SOLITI TEMI MINORITARI E IDENTITARI (DIRITTI, ANTIFASCISMO E CONFORMISMI ASSORTITI): ANCHE STAVOLTA DIMENTICA ALCUN DEI TEMI CHE STANNO A PIÙ CUORE AGLI ITALIANI: LA SICUREZZA E IL CONTROLLO DELL'IMMIGRAZIONE - ELLY SI LAMENTA CHE UN PEZZO DI ESTABLISHMENT NON LA VUOLE A PALAZZO CHIGI MA SE CONTINUA COSI' SARA' L'INTERO PAESE A DARLE IL BENSERVITO - AVVISO AI NAVIGATI: DOPO TRE ANNI E MEZZO DI GESTIONE ELLY, IL PD NON SI SCHIODA DAL 21-22%...

bernardino zapponi libro dino risi dario argento federico fellini tinto brass

IL LIBRO DEI GIUSTI: L’INEGUAGLIABILE ZAPPONI - LETTORE E SCRITTORE INSTANCABILE, CAPACE DI DARE UN SENSO, PROFONDO, A COSE MOLTO DISTANTI: DAI FUMETTI ALLA STAMPA EROTICA, DALLE SCENEGGIATURE PER FELLINI, RISI, ARGENTO, BRASS, MONICELLI, CORBUCCI, SORDI AGLI SKETCH PER “CAROSELLO” E VARIETÀ TV  IN LIBRERIA VI ASPETTA “CARISSIMO BERNARDINO…”, A CURA DI ROCCO MOCCAGATTA E ALBERTO PEZZOTTA, UN LIBRONE DI OLTRE 500 PAGINE CHE, IN QUESTO TEMPO DI FREGNACCE E CORIANDOLI, APPARE NON UN GIOCO INTELLETTUALE, MA UN MODO DI INTENDERE IL PENSIERO COME TESSITORE DI FILI E DI VOGLIA DI CONTAMINAZIONE, FIGLIA DI CURIOSITÀ E PERSINO UMILTÀ, TIPICA DI UN’ITALIA MERAVIGLIOSA CHE CHISSÀ DOVE SARÀ FINITA...