LO STRATAGEMMA DI HOLLANDE PER RECUPERARE POPOLARITÀ: FAR APPROVARE IL “DIVORZIO LAMPO” - SE I CONIUGI SONO D’ACCORDO SU TUTTO NON SI PASSA NEANCHE DAL GIUDICE E SI RISPARMIA SUGLI AVVOCATI

Giampiero Martinotti per "la Repubblica"

Un divorzio lampo, senza nemmeno passare davanti a un giudice, a patto che i due coniugi siano d'accordo su tutte le conseguenze della rottura: è la proposta contenuta in un rapporto che sta per essere consegnato alla Guardasigilli, Christiane Taubira, e anticipato dal Figaro.

Già nel 2008 era stata avanzata l'idea di un divorzio consensuale davanti al notaio, ma l'opposizione degli avvocati fece indietreggiare Sarkozy e il suo governo. Oggi, ci riprova la sinistra: secondo la portavoce dell'esecutivo, la discussione è «aperta», la ministro della Famiglia si è già detta d'accordo.

Il rapporto firmato dal consigliere di Cassazione Pierre Delmas- Goyon mira in primo luogo ad alleggerire il carico dei magistrati: i contenziosi familiari occupano l'80 per cento del loro lavoro. Ecco allora un sistema semplice: quando i coniugi sono d'accordo su tutto, dalla pensione alimentare alla ripartizione del patrimonio alla custodia dei figli, non ci sarebbe più bisogno di passare davanti al giudice, basterebbe presentarsi dal cancelliere del tribunale per far registrare l'avvenuta rottura del rapporto coniugale.

Un atto che molti considerano ormai inutile, visto che la durata media di un'udienza di divorzio è di appena otto minuti. Questo sistema avrebbe inoltre il merito di velocizzare la fine di un matrimonio (oggi ci vuole circa un anno a causa proprio della massa di richieste), di renderla meno costosa e di prendere atto della realtà: Oltralpe, il 54 per cento dei divorzi avvengono con il consenso dei due coniugi. In questo modo, il matrimonio diventerebbe molto simile al Pacs, il patto civile di solidarietà, che può essere sciolto facilmente con una semplice comunicazione al tribunale

Le cose, tuttavia, sono più complicate e non solo perché i magistrati sono reticenti a disfarsi di una loro prerogativa e gli avvocati temono di veder ridotto il loro fatturato. Lo stesso rapporto non nasconde gli ostacoli: anche i divorzi consensuali hanno i loro strascichi e i litigi giudiziari successivi alla rottura del matrimonio sono numerosi, più di 50 mila all'anno.

Anche se si è d'accordo, il divorzio resta un trauma e può tradursi in infiniti contenziosi. Per questo, dice il rapporto, bisognerà assicurarsi che «l'accordo sia equilibrato, preservi gli interessi di ognuno e non sia la conseguenza di un abuso di posizione dominante. Bisogna verificare anche che la scelta di un divorzio consensuale sia frutto di una riflessione e traduca una vera volontà di trovare una soluzione amichevole con le conseguenze personali, genitoriali e patrimoniali del divorzio».

 

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