IL SUMMIT DEI PUZZONI XI, MODI E PUTIN PRODURRA’ UN PIANO DI SALVATAGGIO PER L’IRAN? AL TAVOLO ANNUALE DELL’ORGANIZZAZIONE PER LA COOPERAZIONE DI SHANGHAI (SCO) IN KIRGHIZISTAN, OLTRE A CINA, INDIA E RUSSIA ANCHE PAKISTAN, IRAN, BIELORUSSIA E LE REPUBBLICHE EX SOVIETICHE DELL’ASIA CENTRALE – SI DISCUTERA’ DI ENERGIA, NUOVE ROTTE COMMERCIALI E DELLA RISPOSTA ALL'OFFENSIVA DI TRUMP CONTRO I PARTNER COMMERCIALI DELL'IRAN. LE SANZIONI SEMBRANO AVVICINARE IL FRONTE “NON OCCIDENTALE” E FAVORIRE IL DISGELO TRA CINA E INDIA. IL LEADER DI PECHINO XI JINPING E' ATTESO IL 24 SETTEMBRE ALLA CASA BIANCA...
Lorenzo Lamperti per la Stampa - Estratti
Appuntamento a Bishkek. Xi Jinping, Vladimir Putin e Narendra Modi si ritrovano tutti insieme nella capitale del Kirghizistan, che lunedì 31 agosto e martedì 1° settembre ospita il summit annuale dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (SCO).
Bishkek diventa per una volta il centro politico dell'Eurasia e della risposta all'offensiva di Donald Trump contro i partner commerciali dell'Iran. Le sanzioni sembrano avvicinare il fronte «non occidentale», piuttosto che spaccarlo.
Al tavolo della SCO siedono Cina, Russia, India, Pakistan, Iran, Bielorussia e le repubbliche ex sovietiche dell’Asia centrale, eccetto il Turkmenistan. Le presenze di Xi Jinping, Putin e Modi amplificano il valore politico e simbolico dell'evento.
A Bishkek uno dei dossier principali sarà l’energia. Russia, Iran e Kazakistan sono grandi produttori di idrocarburi, mentre Cina e India rappresentano enormi mercati di sbocco. In mezzo si trova l’Asia centrale, attraversata da gasdotti, ferrovie, reti elettriche e corridoi che collegano lo Xinjiang, il Caspio, la Russia e il Medio Oriente. Il vertice dovrebbe approvare due dichiarazioni sulla cooperazione tra sistemi energetici e sull’efficienza.
La regione offre a Pechino forniture e rotte terrestri meno esposte alle crisi marittime, ma costituisce anche un’alternativa parziale alla centralità russa. La ferrovia Cina-Kirghizistan-Uzbekistan rafforza i collegamenti verso occidente senza attraversare la Russia. Sul fronte del gas, le risorse del Turkmenistan consentono inoltre a Xi di negoziare da una posizione più favorevole con Putin sul progetto Power of Siberia 2. Mosca e Teheran, dal canto loro, vendono spesso agli stessi clienti e devono fare i conti con il crescente peso contrattuale cinese.
L’altro tema decisivo riguarda la possibile Banca di sviluppo della SCO. Dopo l’impulso dato da Xi al summit di Tianjin del 2025, i negoziati sono entrati nella fase più difficile: capitale, quote, governance, sede e criteri di finanziamento. Le repubbliche centroasiatiche cercano risorse per infrastrutture, logistica e digitalizzazione. Russia e Iran sperano invece in nuovi canali meno vulnerabili alle restrizioni occidentali. Una maggiore unità finanziaria offrirebbe maggiori canali alternativi per schermarsi dalle sanzioni degli Stati Uniti, ma allo stesso tempo metterebbe a rischio l'accesso al dollaro americano, qualora la Casa Bianca andasse a fondo con le azioni minacciate col «D-Day economico» contro l'Iran.
Senz'altro ci saranno prese di posizione a livello politico contro le sanzioni e i dazi americani, ma non è detto che la banca prenda già corpo. In compenso, con ogni probabilità i Paesi membri ribadiranno di voler accelerare l'utilizzo delle monete nazionali negli scambi commerciali, nella lunga marcia verso una de-dollarizzazione che va letta soprattutto come la costruzione di circuiti alternativi più che come una sostituzione imminente.
La vera questione è quanta parte del rischio derivante dalle sanzioni i membri siano disposti a condividere. L’offensiva di Trump può accelerare questa discussione, ma difficilmente produrrà un piano di salvataggio di Teheran. La SCO ha già mostrato il proprio limite: solidarietà politica e condanna delle pressioni esterne, senza un sostegno militare o finanziario automatico.
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La pressione americana può però favorire indirettamente un altro processo: il disgelo tra Cina e India. La rivalità tra i due giganti asiatici è stata finora il maggiore ostacolo allo sviluppo sia della SCO sia dei BRICS. Potrebbe invece offrire ai loro partner un motivo in più per cooperare. O almeno per mostrare, nelle fotografie di Bishkek, di essere pronti a farlo.
Nel frattempo, Xi guarda già alla sua prossima visita negli Stati Uniti, dove mira ad arrivare con un capitale politico rafforzato dai summit di SCO e BRICS (in agenda il 12 e 13 settembre a Nuova Delhi). Secondo il South China Morning Post, Pechino sta ultimando i preparativi per il vertice del 24 settembre alla Casa Bianca. (...)
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xi jinping donald trump foto lapresse
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