mueller trump

TRUMP ALLO SPIEDO! SVOLTA NEL RUSSIAGATE, IL PROCURATORE INDAGA IL PRESIDENTE USA PER “OSTRUZIONE ALLA GIUSTIZIA” – LA NOTIZIA BOMBA E' STATA LANCIATA DAL "WASHINGTON POST", DURA LA REAZIONE DEL LEGALE DI "THE DONALD": "FUGA DI NOTIZIE SCANDALOSA, INGIUSTIFICABILE E ILLEGALE"

Alberto Flores D'Arcais per la Repubblica

 

TRUMPTRUMP

Donald Trump indagato per “ostruzione alla giustizia”. La notizia-bomba arriva poco dopo le sei del pomeriggio di Washington (mezzanotte passata in Italia), proprio nel giorno del compleanno di The Donald, che ieri ha festeggiato i suoi 71 anni. A lanciarla  - in quella che  negli ultimi mesi è diventata ‘l’ora dello scoop’ (forse per non turbare i mercati finanziari) -

 

è stato ancora una volta il Washington Post, il quotidiano della capitale di proprietà di Jeff Bezos (patron di Amazon). “Il procuratore speciale che sovrintende all'inchiesta sul ruolo della Russia nelle elezioni del 2016 interrogherà alti dirigenti dell'intelligence come parte di una più ampia indagine che ora include l’esame dell'ipotesi se il presidente abbia tentato di ostruire la giustizia”.

 

I FILONI DEL RUSSIAGATEI FILONI DEL RUSSIAGATE

Dietro una frase costruita in modo inattaccabile (ad evitare possibili accuse di ‘fake news’) il senso è chiaro, quello che la Casa Bianca temeva di più si sta avverando: il procuratore speciale sul Russiagate (l’ex Direttore del Fbi Robert Mueller III) sta indagando su Donald Trump per appurare se il presidente degli Stati Uniti è responsabile o meno di un reato (Obstruction of Justice) che nel codice americano (capitolo 18, sezione 1503) è considerato un crimine per cui è punibile anche il “Commander in Chief”. 

   

Una ‘breaking news’ che può cambiare le sorti dell’inchiesta sulle interferenze del Cremlino di Putin durante la campagna elettorale (e sugli incontri di uomini dello staff di The Donald con alti funzionari di Mosca) e che potrebbe arrivare fino allo Studio Ovale della Casa Bianca. Fino a ieri le varie indagini sul Russiagate (quattro commissioni di inchiesta del Congresso più quella del ‘procuratore speciale Mueller) si erano concentrate sulla campagna presidenziale e il ruolo della Russia, con gli agenti del Fbi anche alla ricerca di prove su possibili crimini finanziari commessi da uomini della cerchia stretta di Trump.

 

A gennaio il presidente aveva ricevuto assicurazioni (nel famoso incontro privato) da James Comey - il Direttore del Fbi licenziato in tronco, via Twitter, da The Donald nel maggio scorso - di non essere sotto inchiesta (come è invece il caso di stretti collaboratori del presidente: l’ex Consigliere per la Sicurezza Nazionale Flynn e il responsabile della campagna elettorale Manafort).

 

 

TRUMP, MELANIA TRUMP, MELANIA

 Ora la svolta. Secondo lo ‘scoop’ del Washington Post Mueller sta indagando sul possibile ruolo (in questo caso diretto) che potrebbe avare avuto il presidente Usa. Il ‘procuratore speciale’ che è stato scelto dal vice-ministro della Giustizia (il ministro Jeff Sessions si era auto-ricusato sulle questioni delle interferenze del Cremlino nelle elezioni 2016) - sentirà come testimoni diversi “senior intelligence officials”, alti funzionari dell’Intelligence all’inizio della settimana prossima.

 

Secondo ‘cinque fonti' diverse - che hanno parlato con il quotidiano della capitale a condizione di mantenere l’anonimato in quanto non sono stati autorizzati a discutere di questa vicenda pubblicamente - Daniel Coats, attuale Direttore della National Intelligence, Mike Rogers, capo della Nsa (National Security Agency) e Richard Ledgett (vice di Rogers) sarebbero tra i prossimi testimoni che verranno ascoltati, in quanto persone informate dei fatti.

melania e donaldmelania e donald

 

Coats, Rogers e Ledgett appariranno volontariamente ma non si sa se diranno tutto sulle loro conversazioni con Trump o se il presidente userà il suo ‘privilegio esecutivo’ per mantenerle segrete. Durante il Watergate la Corte Suprema aveva stabilito che i dirigenti di agenzie governative non possono usare tale privilegio per bloccare prove in indagini criminali.

 

Mueller potrebbe (ma il giornale non fa il suo nome) avere chiamato a testimoniare anche lo stesso Comey, che giovedì scorso ha testimoniato davanti alla Commissione Intelligence del Senato parlando (sotto giuramento)  di “bugie” della Casa Bianca. È infatti possibile che Trump finisca indagato per “ostruzione alla giustizia” proprio in merito al licenziamento di Comey, che sarebbe stato cacciato da Direttore del Fbi con cinque anni di anticipo sulla scadenza del mandato (2022) dopo che sia era rifiutato di “insabbiare” le indagini su Flynn.

 

Mueller non solo ha il potere di investigare sui crimini passati ma anche su quelli che potrebbero avvenire durante l'indagine stessa (ad esempio falsa testimonianza e ostruzione alla giustizia).

 

Dura e immediata la reazione alla notizia del Washington Post di Marc Kasowitz, l’avvocato (privato) che The Donald ha scelto come difensore nel Russiagate: “La fuga di notizie del Fbi riguardanti il presidente è scandalosa, ingiustificabile e illegale”, ha dichiarato Mark Corallo, portavoce dell’avvocato.

donald   trumpdonald trump

 

 

Ultimi Dagoreport

meloni buttafuoco fenice venezi colabianchi giuli brugnaro

FLASH! – DIETRO LA CACCIATA DI BEATRICE VENEZI C'E' UNA RAGIONE PIÙ “POLITICA” CHE MUSICALE: A FINE MAGGIO SI VOTA A VENEZIA PER IL NUOVO SINDACO CHE PRENDERA' IL POSTO DI BRUGNARO, GRAN SPONSOR DELLA “BACCHETTA NERA” (COME ANCHE IL MAL-DESTRO ZAIA) - QUANDO MELONI HA SBIRCIATO I SONDAGGI RISERVATI CHE VEDE IL CENTROSINISTRA AVANTI, SOSPINTO DALLO SCANDALOSO CASO-VENEZI (CHE STRAPPA ALLA DESTRA 4-5%), GLI OTOLITI SONO ANDATI IN TILT - E ALLA PRIMA OCCASIONE, CON LE IMPROVVIDE DICHIARAZIONI DI “BEATROCE” CONTRO L’ORCHESTRA, È STATA LICENZIATA - LO STESSO ''SENTIMENT'' VALE PER BUTTAFUOCO, MA IL PRESIDENTE DELLA BIENNALE, PIU' FURBO, NON OFFRE PER ORA IL FIANCO PER LIQUIDARLO - E SE VENISSE CACCIATO, A DIFFERENZA DI VENEZI, HA L'“INTELLIGHENZIA” DEI SINISTRATI CHE LODA L'INTELLETTUALITA' DEL FASCIO-MUSULMANO CHE APRE IL PADIGLIONE AI RUSSI....

giovanni malago giorgia meloni giancarlo giorgetti andrea abodi gianluca rocchi

DAGOREPORT - IL CASO ROCCHI E' ARRIVATO COME IL CACIO SUI MACCHERONI PER ABODI E GIORGETTI, PRETESTO PERFETTO PER COMMISSARIARE LA FIGC, SCONGIURANDO IL RISCHIO CHE COSI' POSSA CADERE NELLE MANI DELL'INAFFIDABILE MALAGO’ - LANCIATO DA DE LAURENTIIS, "MEGALO' SAREBBE IN LIEVE VANTAGGIO SUL FILO-GOVERNATIVO ABETE - A PARTE GIANNI LETTA, TUTTO IL GOVERNO, IN PRIMIS IL DUO ABODI-GIORGETTI, DETESTA L'IDEA DI MALAGO' E PUNTEREBBE A NOMINARE COMMISSARIO FIGC IL PRESIDENTE DI SPORT E SALUTE, MARCO MEZZAROMA, CARO ALLA FIAMMA MELONIANA…

donald trump benzinaio benzina petrolio greggio

DAGOREPORT – LE UNICHE POMPE CHE NON PIACCIONO A TRUMP SONO QUELLE DI BENZINA! È VERO CHE LE ESPORTAZIONI DI GREGGIO AMERICANE CRESCONO A RITMI RECORD, MA IL PREZZO AL GALLONE NEI DISTRIBUTORI AMERICANI RESTA AI MASSIMI: IL CAOS IN MEDIORIENTE È STATO UN BOOMERANG VISTO CHE LO SCOTTO PEGGIORE LO STANNO PAGANDO I CITTADINI (SI VENDICHERANNO ALLE MIDTERM?), CHE HANNO LA BENZINA ALLE STELLE MENTRE I PRODUTTORI FANNO PROFITTI RECORD – IL MINISTRO DEGLI ESTERI IRANIANO, ARAGHCHI, VOLA A MOSCA E TRATTA CON QATAR E SAUDITI (MA NON CON EMIRATI E BAHREIN, CHE HANNO FIRMATO GLI ACCORDI DI ABRAMO CON ISRAELE)

kyriakou repubblica radio capital tv8

DAGOREPORT - “LA REPUBBLICA” DI ATENE – THEODORE KYRIAKOU VUOLE CAPIRE CHE DIREZIONE DARE AL GRUPPO GEDI E SE C’È UNO SPAZIO POLITICO (E COMMERCIALE) PER DARE A “REPUBBLICA” UN ORIENTAMENTO PIÙ MARCATAMENTE DI SINISTRA. LA SVOLTA DEL QUOTIDIANO SI DOVREBBE ACCOMPAGNARE, NELLE INTENZIONI DELL’EDITORE GRECO, A UN INVESTIMENTO TELEVISIVO. LA SUA IDEA È QUELLA DI TRASFORMARE IN CANALE DIGITALE “RADIO CAPITAL TV”, GIÀ DI PROPRIETÀ DEL GRUPPO, MA NON È ESCLUSO (E DIPENDERÀ DAL PREZZO) L’ASSALTO A TV8 DEL GRUPPO SKY...

giorgia meloni giancarlo giorgetti daria perrotta

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI QUESTA VOLTA FA BENE A INCAZZARSI CON GIANCARLO GIORGETTI: IL PASTROCCHIO SUL DEFICIT AL 3,1% (L’ITALIA RESTERÀ SOTTO PROCEDURA D’INFRAZIONE PER LA MISERIA DI 600 MILIONI DI EURO) È TUTTA FARINA DEL SACCO DEL MEF, E DELLA RAGIONIERA DELLO STATO DARIA PERROTTA (CHE NON HA AVUTO IL CARISMA PER ENTRARE IN SINTONIA CON L'APPARATO CORPORATIVO DEL MINISTERO) – SE CI FOSSE STATO UN VECCHIO VOLPONE COME BIAGIO MAZZOTTA O UN ALTRO GRAND COMMIS DI QUELLI TANTO INVISI ALLA “FIAMMA MAGICA”, UNA SOLUZIONE SI SAREBBE TROVATA, E QUELLO 0,1% SAREBBE STATO ARROTONDATO - COLPA DELLA INFAUSTA GUERRA AL DEEP STATE INIZIATA DAL GOVERNO MELONI...

vladimir putin donald trump ue europa

DAGOREPORT - TRUMP E’ COSI’ INCAZZATO CON I PAESI EUROPEI PER IL MANCATO APPOGGIO ALLA GUERRA IN IRAN CHE MEDITA LA SUA VENDETTA - POTREBBE DISERTARE IL PROSSIMO VERTICE DEL G7 A EVIAN, IN FRANCIA, DAL 15 AL 17 GIUGNO - UN PRIMO, CHIARO, SEGNALE DI SMARCAMENTO: SE VOI NON CI SIETE PER ME, IO NON CI SARÒ PER VOI - POTREBBE FARE IL BIS AL VERTICE NATO PREVISTO AD ANKARA, IN TURCHIA, IL 7 E L’8 LUGLIO 2026 (E IL SEGRETARIO ALLA DIFESA PETE HEGSETH SPINGE PER RENDERE I VERTICI NATO A CADENZA BIENNALE E NON ANNUALE: UN ULTERIORE SGANCIAMENTO) - IL CEFFONE FINALE AI PAESI EUROPEI TRUMP CONTA DI DARLO AL G20 PREVISTO A MIAMI IL 14 E 15 DICEMBRE 2026: AL VERTICE VUOLE INVITARE PUTIN. UNA PRESENZA CHE CLAMOROSA E DEFLAGRANTE PER L’ASSE EURO-ATLANTICO: RITROVARSI AL TAVOLO PUTIN, SU CUI PENDE UN MANDATO DI CATTURA INTERNAZIONALE PER CRIMINI DI GUERRA IN UCRAINA, A UN CONSESSO NEGLI STATI UNITI (NON IN SUDAFRICA O IN BRASILE), E IN PRESENZA DI TUTTI GLI ALTRI LEADER EUROPEI, SAREBBE LO SPUTO NELL’OCCHIO DEFINITIVO…