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TERREMOTO A BERLINO – LA NETTA VITTORIA DI AFD NEL LAND DELLA SASSONIA-ANHALT FA TRABALLARE ANCORA DI PIÙ IL CANCELLIERE FRIDRICH MERZ. IL SUO PARTITO, LA CDU, È SPROFONDATO AL 16,9%, CON VOTI DIMEZZATI IN CINQUE ANNI. MA L’AFFERMAZIONE DEI NAZISTELLI È UN COLPO ANCHE AL PPE, PRINCIPALE FORMAZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO – LA VALANGA NERA PUÒ AVERE RIPERCUSSIONI A BRUXELLES. NELLE ISTITUZIONI COMUNITARIE È SCATTATA L’ALLERTA: “NELLE PROSSIME SETTIMANE SI POTREBBE APRIRE IL PROBLEMA MERZ” – ORA IL CANCELLIERE, NEL TENTATIVO DISPERATO DI RISOLLEVARSI, ALZERÀ IL TIRO SU MOLTI DOSSIER, A COMINCIARE DAL PROSSIMO BILANCIO PLURIENNALE. E AVERE BERLINO CONTRO, SIGNIFICA PARALIZZARE L'UE – GLI SCENARI IN CASO DI CRISI DEL GOVERNO MERZ…

1. UE IN ALLERTA, SI APRE IL CASO MERZ

Estratto dell’articolo di Claudio Tito per “la Repubblica”

 

alice weidel Ulrich Siegmund e Tino Chrupalla

«Nelle prossime settimane si potrebbe aprire il problema Merz». Ecco la vera preoccupazione che sta mettendo in allerta le Istituzioni europee e i principali governi dell'Unione. Perché la vittoria dell'Afd in Sassonia colpisce in primo luogo la cancelleria tedesca e il partito del Cancelliere, ossia la Cdu. E di conseguenza il Ppe, la principale formazione politica del Parlamento europeo.

 

[…]  Le paure sono tre. La prima è forse quella più immediata. La Germania alzerà il tiro su molti dei dossier in discussione a Bruxelles. A cominciare dal prossimo bilancio pluriennale. E avere Berlino contro, significa paralizzare l'Ue.

 

friedrich merz ursula von der leyen manfred weber

La seconda riguarda il possibile "processo" della Cdu e del Ppe al Cancelliere. Se si mettesse in discussione la sua ricandidatura nel 2029, la legislatura sarebbe di fatto finita. In Germania ma anche a Bruxelles. […]

 

La terza è quella esplosiva. Su cui si ragiona solo in alcuni degli uffici delle Istituzioni comunitarie. La crisi del gabinetto Merz. Un'ipotesi che viene considerata remota e altamente improbabile. Ma la sola circostanza che non si escluda una "caduta" equivale ad una piccola rivoluzione delle "abitudini" europee. Per questo al momento la parola d'ordine è non sbilanciarsi.

 

Friedrich Merz 22

Ma la tensione è palpabile. Basta ascoltare il premier polacco, il popolare Donald Tusk, per capire quanto la situazione sia problematica. «In Polonia – ha detto - soltanto gli idioti o i traditori possono gioire per il trionfo dell'Afd in Germania. Se ne sono raccolti parecchi in Confederacja e nel PiS».

 

Un clima confermato indirettamente dal francese Eric Zemmour, presidente di Reconquete, partito alleato di Afd al Parlamento europeo che ha ottenuto «il suo record storico. Si darà la colpa agli elettori.

 

I veri responsabili sono coloro che, per mezzo secolo, hanno trattato come un reato ciò che i popoli percepivano come un'evidenza: il desiderio di rimanere se stessi. Il cordone sanitario non ha mai protetto nessuno. Ha solo ritardato l'ora della verità. Quell'ora è arrivata. E suonerà ovunque». […]

 

2. MERZ RIUNISCE I VERTICI DELLA CDU SOTTO CHOC E QUALCUNO GIÀ CHIEDE: IL CANCELLIERE È FINITO?

Estratto dell’articolo di Mara Gergolet per il “Corriere della Sera”

 

risultati delle elezioni nel land sassonia Anhalt

Che tutto stesse andando male per la Cdu, che tutto stesse precipitando verso il disastro, si è cominciato a capire verso le 16 del pomeriggio. Al quartier generale allestito all’albergo Maritim di Magdeburgo, si è cominciato a parlare di «putsch» interno. Ma soprattutto a Berlino, alla stessa ora, si riuniva il Präsidium con il cancelliere Friedrich Merz.

 

[…]  La Cdu è crollata oltre ogni previsione. Il 18,5% è sotto la soglia psicologica del 20% e nessun sondaggio l’aveva predetto. Il partito è dimezzato, meglio umiliato. Quando il governatore uscente della Sassonia-Anhalt Sven Schulze sale sul palco, i volti del pubblico sono esterrefatti, paralizzati. Lui dice inespressivo: «Questo è un voto democratico, e io faccio i complimenti al vincitore, Ulrich Siegmund e all’AfD». […]

 

Il destino di Schulze è segnato, il partito è in rivolta. Il numero due Sepp Müller l’avrebbe aggredito verbalmente al chiuso di una stanza, sembra stia per prendere il suo posto. Ma a nessuno importa del ministro-presidente Sven, anche se ha contribuito con la sua figura scialba alla disfatta.

 

FRIEDRICH MERZ URSULA VON DER LEYEN

La posta in gioco è più alta: Friedrich Merz. E torna quell’altra, fondamentale domanda: come ha fatto la Cdu a perdersi tutto l’Est, l’Est a cui Helmut Kohl prometteva «paesaggi fioriti», che la Cdu aveva riunificato con mano ferma, che ha dominato dalla caduta della Ddr — e che è diventato una monocultura blu-AfD?

 

Merkel e Merz, Merz e Merkel, ancora una volta legati: stavolta in un’unione di colpe. Merkel perché avrebbe aperto ai rifugiati siriani nel 2015, cambiando per sempre la politica tedesca, Merz perché, profondamente Wessi , «non trasmette — scrive Politico — molto interesse personale per l’Est, se non come problema da tenere a bada».

Nelle raffinate analisi post-elettorali degli istituti demografici tedeschi, emerge già che una parte del voto AfD — e del mancato consenso per la Cdu — è attribuibile alla protesta contro Merz.

 

afd vince le elezioni in Sassonia Anhalt

Le conseguenze sono ovvie a tutti, a Berlino se ne parla da mesi. Può la Cdu ancora permettersi questo cancelliere, che non riesce a trovare sintonia con il proprio elettorato, men che meno con il resto della Germania? Merz ha il 15% di gradimento personale, la metà del già poco stimato ex cancelliere Olaf Scholz. In Sassonia-Anhalt la stessa Cdu non l’ha voluto ai comizi, è stato fischiato più volte, a Leuna l’hanno scortato fuori da una stanza gli uomini della sicurezza tra i «buu».

 

Il vicedirettore e firma di punta della Bild , Paul Ronzheimer, a caldo lo dice senza mezzi termini in tv: «Il problema è se Merz può ancora guidare la Cdu dopo questo disastro e in molti pensano di no». Quando lo chiedono alla portavoce cristiano-democratica, ripete che nulla cambia ma quasi non riesce a rispondere alle domande.

 

[…]

 

voto regionale in Sassonia-Anhalt - exit poll

La partita, però, è molto più grande della sorte personale del cancelliere. La Cdu si sta sgretolando davanti agli occhi di tutti, sotto la pressione dell’AfD. A livello nazionale è sotto di 6-7 punti rispetto all’ultradestra. E se si escludono i bavaresi della Csu, che difendono il loro 38% — sebbene l’AfD sia salita al 20% anche in Baviera —, se si scorpora il loro apporto, la Cdu a livello nazionale non arriva più neppure al 20 per cento.

 

Tanti deputati, si dovesse votare oggi, perderebbero il posto. Il più importante partito europeo, architrave di tutte le alleanze, ha smarrito la strada e deve decidere come reagire.

URSULA VON DER LEYEN - FRIEDRICH MERZfriedrich merz manfred weber. SASSONIA MANIFESTAZIONE CONTRO AFD

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