DA TOGLIATTI AL COCKTAIL BAR: IL BOTTEGONE DIVENTA UN GRAND HOTEL! AL POSTO DELL’UFFICIO DI BERLINGUER, UNA SUITE DA 4MILA EURO A NOTTE. IL CAMBIO DI DESTINAZIONE DELLA “CASA” DEL PCI A BOTTEGHE OSCURE DIVENTATA UN ALBERGO A 5 STELLE APPARTENENTE AL GRUPPO AMERICANO HYATT - IL TESORIERE UGO SPOSETTI, CHIAMATO A RISANARE UN DEBITO DA 138 MILIARDI DI VECCHIE LIRE, SPIEGA IL FEROCE CONTRAPPASSO DEL CAPITALISMO CHE SI PAPPA IL TEMPIO DEL COMUNISMO: “NON È COLPA MIA SE GLI EREDI DEL PCI HANNO ABBANDONATO LA LORO SEDE. LA STORIA ERA FINITA NEL 2000, QUANDO IL PARTITO LASCIÒ LA REGGIA E SI TRASFERÌ IN VIA PALERMO” – VELTRONI: “PROVO UNA GRAN TRISTEZZA… - VIDEO
La sede storica del #Pci ora albergo di lusso. Nell'androne ancora la testa di Gramsci, ma l'ufficio del segretario ora è la camera 207. Il #tg3 è andato a visitarlo con lo storico dirigente Ugo Sposetti. https://t.co/pa6AHap21C
— Tg3 (@Tg3web) November 1, 2026
Monica Guerzoni per il “Corriere della Sera” - Estratti
(...)«Da Togliatti al cocktail bar, il capitalismo si prende Botteghe Oscure». Il palazzo nel cuore di Roma, dove Palmiro Togliatti volle costruire la «casa» del Pci, è diventato un albergo a cinque stelle: 500 euro a notte e puoi comprarti il brivido del turismo politico.
Inaugurato da pochi giorni, 8.000 metri quadri e 69 stanze, il Thompson Rome del gruppo americano Hyatt ha riacceso simboli e icone e scatenato la memorialistica. Buongiorno, vorrei prenotare la suite che corrisponde all’ufficio del segretario Berlinguer. Salve, pensavo di regalare una notte nella stanza dove si amarono (di nascosto, ndr ) Togliatti e Nilde Iotti.
BOTTEGHE OSCURE ALBERGO 5 STELLE
Scusi, il ristorante Lyve dello chef Fioravanti sta davvero nello stanzone dove si riuniva la direzione? Il general manager Arturo Gomez annota telefonate di questo tenore e chissà che nel sito dell’albergo non spunti presto una pagina ad hoc : ricordi, fantasmi e relativi prezzi. La royal suite, non ancora aperta al pubblico, si comprerà per «tre o quattromila euro a notte», ma in fondo la storia non ha prezzo e la vista sul Vittoriano «è stupenda».
Via Botteghe Oscure, 4. Ieri nella hall si incontravano più reporter che clienti. Una coppia di americani, una famigliola cinese, solo sneakers griffate nell’androne di Giò Pomodoro tutelato dalla soprintendenza, quello con la bandiera rossa della Comune di Parigi, la stella sul pavimento e la falce e martello sulla parete-scultura in pietra di Trani. Ad accogliere i turisti è un busto di Antonio Gramsci in marmo nero.
Cosa direbbe ai giovani che riempiono le piazze il filosofo e politologo che del Pci fu segretario, prima di finire incarcerato dal regime fascista? «Direbbe “ragazzi studiate, leggete, leggetemi, riempitevi di cultura”». A parlare è Ugo Sposetti, ex parlamentare del Pci, Pds, Ds e Pd, il tesoriere chiamato a risanare un debito da 138 miliardi di vecchie lire.
In questi giorni di debutto, con Forbes che loda il «nuovo protagonista del segmento luxury» internazionale, è a Sposetti che tocca declinare sui giornali e in tv il feroce contrappasso del capitalismo che si pappa il tempio del comunismo: «Non è colpa mia se gli eredi del Pci hanno abbandonato la loro sede, come tutti i partiti italiani.
La storia era finita nel 2000, quando il partito lasciò la reggia e si trasferì a via Palermo».
botteghe oscure albergo a 5 stelle
Tanti soldi, tanti debiti. «Una delle cassaforti è ancora lassù al terzo piano», certifica Gomez mostrando la camera 207, «dove un tempo era l’ufficio del segretario». Bisogna prendere uno dei due ascensori un tempo riservati al leader e spalancare la finestra al secondo piano per rivivere il momento in cui, addì 1976, Berlinguer rompe il tabu del balcone e celebra il balzo del Pci al 34,4% : «Un italiano su tre vota comunista!».
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ENRICO BERLINGUER - VIA DELLE BOTTEGHE OSCURE
Gianni Cuperlo ci avrebbe fatto «un grande museo multimediale della sinistra italiana, il nostro Beaubourg».
Per le perfidie della storia (e della politica) il gruppo Tosinvest degli Angelucci, proprietari di Libero, Il Tempo e Il Giornale , ha preferito farci un albergo. E ora all’ex presidente del Pd non resta che sperare «che un miliardario trumpiano non si affacci dal balcone della suite al secondo piano». Walter Veltroni ci è salito con Aldo, Giovanni e Giacomo per un documentario, ma non vi ha trovato «nulla di riconoscibile, né lo stanzone della direzione, né la stanza che era stata di Berlinguer, Natta, Occhetto, D’Alema e poi mia», da segretario dei Ds.
Suggestioni? «Non mi orientavo e dal punto di vista emotivo ho provato una gran tristezza».
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Chi ha voglia di dimenticare può concedersi un cocktail nella «spectacular rooftop terrace», chi non è sazio di ricordi scenda con noi in garage. Per intercettare Ingrao o Napolitano bisognava respirare per ore i gas di scarico delle auto accese. Là sotto, come scrisse Francesco Verderami sul Corriere , potevi incrociare anche D’Alema, «che imprecava contro il mercato nero delle notizie».
Pronto? Grand Hotel Botteghe Oscure?
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Enrico Berlinguer parla alla folla dal balcone di Botteghe Oscure dopo i risultati delle elezioni del 1975
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SEDE PCI - VIA DELLE BOTTEGHE OSCURE


