VIETTI, SALVATAGGI PERFETTI? - IL VICEPRESIDENTE DEL CSM, ED EX ESPONENTE DELL’UDC, SULLA GRATICOLA: PERCHE’ ORSI PENSAVA DI POTERLO MANOVRARE? PER I LEGAMI DEL PARTITO DI CASINI CON FINMECCANICA? - IL RUOLO DI MANUELA ROMEI PASETTI NEL “CONTATTO” AD ALTA TENSIONE – VIETTI, IL PIERFURBINO DELLE GIRAVOLTE: DA PASDARAN DELLE LEGGI “AD PATONZAM” ALL’ORGANO DI AUTOGOVERNO DEI GIUDICI - PER DELL’UTRI INVOCO’ L’IMMUNITA’ PARLAMENTARE - SARA’ MINISTRO DEL GOVERNO MONTI/BERSANI?...

Antonella Mascali per il "Fatto quotidiano"

Una domanda circola fuori dal palazzo dei Marescialli, e dentro (sottovoce): come mai in Finmeccanica hanno pensato di poter manovrare il vicepresidente Michele Vietti? Perché Manuela Romei Pasetti, ex magistrato e membro del comitato di sorveglianza di Finmeccanica, in piena indagine della procura di Napoli, il 12 giugno 2012, parla con l'ad Giuseppe Orsi di un incontro da organizzare con Vietti? Il vicepresidente assicura che hanno fatto i classici conti senza l'oste. Ed è lui che ha appurato chi era l'uomo del Csm in contatto con Romei Pasetti: Alessio Orlando, assistente del consigliere togato Paolo Corder.

Forse, nella mente di Orsi e della sua "consulente" ha pesato la fama di Vietti politico mediatore. Approdato al Csm in quota Udc, è un politico vecchio stile (democristiano). Il suo nome circola come possibile ministro della Giustizia di un governo Monti-Bersani. Oggi, come il suo leader Pier Ferdinando Casini, è un montiano di ferro, ieri era un alleato di Berlusconi.

Ha fatto parte dei governi Berlusconi come sottosegretario alla Giustizia e all'Economia. É Vietti, insieme al collega Gaetano Pecorella, allora avvocato del Cavaliere, a promuovere la depenalizzazione del falso in bilancio, nel 2002. A Berlusconi, quella legge ha evitato una condanna ai processi All Iberian 2 e Consolidato Fininvest perché "il fatto non costituisce più reato".

Nel 2004, Vietti si schiera contro eventuali modifiche: "Farebbe sospettare che la legge sia stata fatta per salvare qualche imputato in particolare". L'11 dicembre 2004, nel giorno della condanna a Palermo di Marcello Dell'Utri per concorso esterno in associazione mafiosa, invoca il privilegio di casta: "Va ripristinata l'immunità parlamentare".

L'immunità, nel 2010, Vietti la progetta per Silvio Berlusconi. É lui l'ideatore del legittimo impedimento blocca-processi per il premier. Ma al momento del voto si astiene, come il resto dell'Udc, contro l'allargamento del privilegio ai ministri. Dopo la caduta di Berlusconi e l'arrivo di Mario Monti a palazzo Chigi, Vietti fa appassionati interventi per la modifica dei tempi di prescrizione dei reati, troppo brevi per colpa della legge ex Cirielli. L'estate scorsa, quando il Quirinale solleva il conflitto contro la procura di Palermo, Vietti, forse pensando anche a se stesso, indica una priorità al Parlamento: "Tutelare i soggetti terzi che vengono intercettati ma che si trovano fuori dal processo".

Quando il Pdl, due settimane fa, si straccia le vesti perché i giudici di Milano del processo d'appello Mediaset non hanno concesso il legittimo impedimento né all'imputato-candidato Silvio Berlusconi né ai difensori-candidati Piero Longo e Niccolò Ghedini, Vietti, il primo presidente e il procuratore generale di Cassazione, Ernesto Lupo e Gianfranco Ciani, componenti del comitato di presidenza del Csm, danno una strigliata ai giudici: "E'auspicabile che sia assicurato il clima più sereno per lo svolgimento della competizione elettorale, evitando nei limiti del possibile interferenze tra vicende processuali e vicende politiche".

É questa nota un'interferenza, si infuriano i consiglieri togati di Area. Vietti, ha accusato i pm di Trani, che hanno indagato su Monte Paschi, di inseguire "la notorietà". Avvocato civilista, di Lanzo torinese, nel Dna più che il diritto, ha la sanità. Sua zia, Annamaria Vietti, è stata assessore regionale alla sanità (Dc) anche se con interessi in cliniche piemontesi . Ed è della famiglia Vietti la casa di cura "Villa Ida".

 

0gus52 luigi vietti mich brunimonti casini GAETANO PECORELLA manuela romei pasetti Berlusconi e Ghedini

Ultimi Dagoreport

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - MPS, LA PARTITA È PIÙ APERTA CHE MAI - A MILANO SUSSURRANO UN’IPOTESI CHE AI PIÙ PARE PIUTTOSTO AZZARDATA: UN IMBUFALITO LOVAGLIO STAREBBE LAVORANDO PER PRESENTARE UNA SUA LISTA - I FONDI NON APPREZZEREBBERO POI L’ECCESSIVA “IMPRONTA” DI CALTAGIRONE SU FABRIZIO PALERMO, CHE POTREBBE ESSERE SUPERATO DA VIVALDI COME AD - NEMMENO LA CONFERMA DI MAIONE È COSÌ SCONTATA. E SI RAFFORZA L’IPOTESI, CALDEGGIATA DA MILLERI, DI CORRADO PASSERA COME PRESIDENTE - LOVAGLIO MOLTO INCAZZATO ANCHE CON GIORGETTI…

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….

crosetto meloni mantovano mattarella caravelli

DAGOREPORT - SUL CAOS DEL VIAGGIO DI CROSETTO A DUBAI, SOLO TRE QUESTIONI SONO CERTE: LA PRIMA È CHE NON SI DIMETTERÀ DA MINISTRO, PENA LA CADUTA DEL GOVERNO (CROSETTO HA INCASSATO ANCHE LA SOLIDARIETÀ DI MATTARELLA, CHE OGGI L’HA RICEVUTO AL QUIRINALE) – LA SECONDA È LA GRAVE IDIOSINCRASIA DELLO “SHREK” DI CUNEO PER LA SCORTA: COME A DUBAI, ANCHE QUANDO È A ROMA VA SPESSO IN GIRO DA SOLO. LA TERZA, LA PIÙ “SENSIBILE”, RIGUARDA LA NOSTRA INTELLIGENCE: GLI 007 DELL’AISE, INVECE DI TRASTULLARSI CON GLI SPYWARE E ASPETTARE DI ESSERE AVVISATI DA CIA E MOSSAD, AVREBBERO DOVUTO AVVERTIRE CROSETTO, E GLI ALTRI TURISTI ITALIANI NEGLI EMIRATI, CONSIGLIANDO DI NON SVACANZARE TRA I GRATTACIELI DI DUBAI. E INVECE NISBA: SUL SITO DELLA FARNESINA, NON ERANO SEGNALATI RISCHI...

giorgia meloni trump iran

DAGOREPORT – GLI ITALIANI NON SOPPORTANO PIÙ IL BULLISMO DI TRUMP E SONO TERRORIZZATI DALLE POSSIBILI RIPERCUSSIONI DELLA GUERRA NEL GOLFO, TRA AUMENTO DELL’ENERGIA E L’ALLARGAMENTO DEL CONFLITTO. QUESTA INSOFFERENZA PUÒ FARE MALE A GIORGIA MELONI, CHE DI TRUMP È LA CHEERLEADER NUMERO UNO IN EUROPA, GIÀ CON IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO – LA DUCETTA SOGNAVA UNA CAMPAGNA ELETTORALE NON POLITICIZZATA, MA NORDIO E MANTOVANO HANNO SBRACATO TRA “MERCATO DELLE VACCHE”, “SISTEMA PARA-MAFIOSO”, “CATTOLICI CHE VOTANO SÌ”. ORA È COSTRETTA A METTERCI LA FACCIA, MA CON MODERAZIONE: UN SOLO COMIZIO, IL 12 MARZO, AL TEATRO PARENTI DI MILANO…