renzi berlusconi

RITORNA IL “RENZUSCONI” – TRAVAGLIO: “QUELLA DI RENZI CHE RIABILITA UFFICIALMENTE BERLUSCONI, DOPO AVERLO AMMIRATO DI NASCOSTO E IMITATO PER CINQUE ANNI, NON È NÉ UNA GAFFE DI UN LEADER ALLA FRUTTA. È LA PREMESSA DI UN PROGETTO POLITICO CONDIVISO DA TUTTO L'ANCIEN RÉGIME, CHE STA LAVORANDO PER CONSERVARE IL POTERE IN BARBA ALLA MAGGIORANZA DEGLI ITALIANI”

Marco Travaglio per “il Fatto quotidiano”

 

marco travaglio

Quella di Renzi che riabilita ufficialmente B., dopo averlo ammirato di nascosto e imitato a cielo aperto per cinque anni, non è né una gaffe estemporanea né l' ultimo reflusso gastrico di un leader alla frutta, anzi al caffè (corretto grappa). È la premessa culturale (parlando con pardon) essenziale di un progetto politico condiviso da tutto l' Ancien Régime, che sta lavorando alacremente per conservare il potere in barba alla maggioranza degli italiani che il 4 marzo aveva deciso finalmente di levarglielo.

 

RENZI BERLUSCONI

Lo dimostra quotidianamente il gioco sporco dei suoi trombettieri sparsi nei giornaloni: quelli che dedicano due pagine al giorno a una minuscola impresa edile di Pomigliano solo perché appartiene al padre di Di Maio; quelli che riservano il primo titolo dei loro siti web a qualche capanno e quattro laterizi sequestrati da uno dei Comuni più abusivi del mondo; quelli che nascondono i veri scandali politici dietro quelli finti (confrontare gli spazi su Di Maio padre e su Salvini e la legge Pd che salvano Bossi).

 

BERLUSCONI BIBERON RENZI

È in cantiere, in vista delle elezioni europee e dell'auspicato ribaltone italiano, un'Union Sacrée dei vecchi poteri affaristico-politici per buttare fuori dal governo il primo partito che ha il torto di aver vinto le elezioni e sostituirlo con quelli che le hanno perse. Possibilmente in tempo utile per salvare i tre capisaldi del Paese del Gattopardo minacciati dai 5Stelle: la Santa Prescrizione, patrona dell'impunità per i colpevoli ricchi e potenti; le Grandi Opere con relativi grandi sprechi e grandi mazzette (dal Tav Torino-Lione in giù); e le Benedette Concessioni di beni pubblici ai privati (da Autostrade in giù).

 

berlusconi renzi

Mentre i gonzi vengono dirottati appresso a falsi obiettivi - il ritorno del fascismo, i contratti e i non contratti in casa Di Maio, le madamine in marcia a Torino, la procedura d'infrazione europea per un paio di decimali di deficit - chi bada al sodo sa dove guardare. E sa pure che, per quanto malconcio e rintronato, B. è decisivo per la Grande Ammucchiata, insieme al Pd renziano e alla Lega (o a una parte di essa).

 

Mentre ancora ci si balocca sull'antico asse destra-sinistra, o addirittura sul decrepito fascismo-antifascismo, lorsignori sanno benissimo che oggi la guerra è fra vecchio e nuovo. E naturalmente scelgono il vecchio. Nel 2013, complice il premio incostituzionale del Porcellum, bastò ammucchiare Pd, FI e centrini vari per tener lontano il nuovo: Napolitano si fece rieleggere apposta per garantire al sistema che nulla cambiasse (pussa via Rodotà), prima con Letta jr. e poi con Renzi. Stavolta Pd, FI e centrini vari non arrivano al 25%.

RENZI BERLUSCONI

 

Bisogna imbarcare anche un po' di Lega, che già nel "governo del cambiamento" si è assunta la preziosa missione di garantire il vecchio e fermare il nuovo. E naturalmente bisogna riabilitare B., che nel 2013 era ancora incensurato (8 prescrizioni, ma nessuna condanna definitiva), invece oggi è pregiudicato e ulteriormente sporcato - ove mai fosse possibile - dalla sentenza per mafia, che ha portato in galera Dell'Utri, e da quella sulla trattativa Stato-mafia, che indica il Caimano come il ricettore del ricatto di Cosa Nostra e il finanziatore della medesima anche da premier (sino alla fine del 1994).

 

GRILLO SALVINI RENZI BERLUSCONI

Renzi non è il solo a pensare che B. non fosse poi così male, e non è neppure il primo a dirlo. Il primo, dal centrosinistra, fu Eugenio Scalfari alla vigilia delle elezioni. Il secondo, con l'aria di dissentire mentre in realtà condivideva, fu De Benedetti. Ieri, intervistato dalla radio di Repubblica, è arrivato anche il bravo scrittore Sandro Veronesi: "Se mi chiedete di firmare per far tornare Berlusconi e il suo governo domani, io firmo, e firmo col sangue. Meglio lui di quelli di oggi, non c' è dubbio. Era arrogante, strafottente, con il conflitto di interessi, ma sapeva qualcosa del mondo. E sapeva che stava trasgredendo le etichette quando prendeva in giro la Merkel. Questi non sanno quello che fanno possono tirarci giù non solo economicamente ma anche filosoficamente, culturalmente".

 

BERLUSCONI RENZI

Nelle democrazie normali, gli intellettuali sono i custodi della memoria e gli stimoli al pensiero critico. In Italia sono più smemorati e più conformisti dell'uomo da bar sport. In fondo, a loro, B. che problema dava? Bastava parlar d'altro e si viveva felicissimi. Anzi, se eri di sinistra, B. era il nemico perfetto, lo spaventapasseri ideale per terrorizzare gli elettori e trascinarli, volenti o nolenti, a votare centrosinistra turandosi il naso.

 

matteo renzi e berlusconi 0aa87941

Che poi B. fosse un delinquente naturale, direttamente o indirettamente corruttore di giudici, di testimoni, di finanzieri, di politici, di senatori, di minorenni e di maggiorenni, che finanziasse la mafia, che l'avesse portata in casa sua e poi in casa nostra, chi se ne importava: meglio non pensarci, sennò poi ti scappava detto e finivi bandito dalle tv, dai giornali, dall' editoria, dal cinema e sepolto di cause civili per miliardi. Fateci caso: prima Renzi e poi Veronesi ricordano B. esattamente come lui vorrebbe essere ricordato, rimuovendo esattamente ciò che lui vorrebbe fosse rimosso.

 

renzi berlusconi

Un simpatico vecchietto (anzi "pischello", dice Renzi) che sì, avrà avuto dei conflitti d' nteressi, sarà stato un po' arrogantello e politicamente scorretto, si sarà fatto qualche leggina, ma ci sapeva fare, perbacco. Mica come "questi", che ci portano al disastro. Pazienza se, anziché fare decine di leggi contro la giustizia e il codice penale, "questi" ne han fatta una contro la corruzione e la prescrizione. Pazienza se, per superare i 550 miliardi di debito pubblico accumulati dai suoi tre governi, "questi" dovrebbero vivere dieci vite. Gaber temeva, "più che il Berlusconi in sé, il Berlusconi in me". Renzi, Veronesi e gli altri nostalgici dell' Ancien Régime ce l' hanno in sé da una vita. E non c' è esorcista che possa liberarli.

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