TRUMP E IL CLIMA “DA GUERRA CIVILE” NEGLI STATES - DOPO LE PRESSIONI DI OBAMA E CLINTON, IL GANGSTER DELLA CASA BIANCA HA ACCETTATO UN’INDAGINE FEDERALE SULL’UCCISIONE DI ALEX PRETTI DA PARTE DELL’ICE (LA POLIZIA ANTI-IMMIGRAZIONE) - L’ELETTORATO STATUNITENSE È IN INDIFFERENTE AGLI SHOW CUI SI ABBANDONA TRUMP IN POLITICA ESTERA, CHE TANTO PREOCCUPANO NOI EUROPEI. MA L’IDEA CHE LA POLIZIA POSSA APRIRE IL FUOCO CONTRO CITTADINI BIANCHI CHE PROTESTANO TOCCA UN NERVO MOLTO SENSIBILE. E TRUMP, SEPPURE CON RITARDO, SE NE È ACCORTO – ANCHE LA LOBBY DELLE ARMI E’ SUL PIEDE DI GUERRA CONTRO IL TYCOON: IL MOTIVO
Stefano Mannoni per Mf – Milano Finanza
Era ora. Il presidente Donald Trump ha accettato un’indagine seria sui gravissimi fatti di Minneapolis. Il comportamento da milizia paramilitare sudamericana della ormai famigerata Ice - la polizia anti-immigrazione - aveva provocato due reazioni dure e autorevoli.
DONALD TRUMP - COMIZIO IN IOWA
Gli ex presidenti Barack Obama e Bill Clinton avevano affermato sui social media che l’uccisione dell’infermiere Alex Pretti a Minneapolis esigesse un’indagine federale e che gli abusi dell’Ice, con tutta evidenza autorizzati dall’alto, violassero i valori americani e creassero, facevano capire Obama e Clinton, un clima da guerra civile.
È un peccato che al coro di protesta non si sia associato George W. Bush, il cui padre, George Bush, sarebbe inorridito di fronte agli eccessi di un presidente repubblicano che calpesta con disinvoltura lo Stato di diritto a cui si sono sempre attenuti da Eisenhower in poi (tranne Richard Nixon, che però ha pagato caro) gli inquilini della Casa Bianca appartenenti a quel partito.
Solo un pugno di deputati repubblicani di seconda linea aveva protestato, preoccupato dai sondaggi e dalle elezione di mid-term di novembre. Certo, si potrebbe replicare che eccessi da parte delle varie forze di polizia ve ne sono stati parecchi dal Dopoguerra. Ma si è trattato di incidenti sfuggiti di mano alle autorità o di pratiche, certamente illegali, come le intercettazioni dell’Fbi di Edgar Hoover, ma che non lastricavano le città di vittime bianche (questo dettaglio conta ancora parecchio negli Stati Uniti).
AGENTE ICE CON UNO STRAPPO SUI PANTALONI
Appare del tutto evidente che qui il caso è diverso. L’Ice segue nell’uso della forza un protocollo autorizzato dai superiori. Una milizia paramilitare, assistita dal senso di impunità, sguinzagliata per le strade americane, rischia di essere davvero troppo, tanto più che si parla addirittura di autorizzare questi pseudo-poliziotti a fare irruzione nelle case senza il mandato di un giudice.
L’uccisione dell’infermiere Alex Pretti inoltre è destinata a irritare la più potente e organizzata lobby degli Stati Uniti, ossia la Natonal Rifle Association, che ha sempre sostenuto il diritto di qualunque americano di portare legalmente un’arma. Alex Pretti era dotato di un’arma, autorizzata da regolare porto d’armi, e i video dimostrano che non l’ha estratta per minacciare gli agenti dell’Ice, i quali hanno invece sostenuto, contro ogni evidenza, il contrario.
ALEX PRETTI AGGREDITO DAGLI AGENTI DELL ICE. A MINNEAPOLIS
La Nra si ricorderà alle prossime elezioni che un cittadino titolare di un’arma legale può essere abbattuto da un agente federale per il solo fatto di possederla(…)nel dare carta bianca a questa polizia di secondo rango nel bel mezzo delle città americane egli abbia varcato una linea rossa di cui egli stesso si è alla fine reso conto.
L’elettorato statunitense è in larga misura indifferente agli show cui si abbandona Trump in politica estera, che tanto preoccupano noi europei. Ma l’idea che la polizia possa aprire il fuoco contro cittadini bianchi che protestano, siano anche armati con un porto occulto, tocca un nervo molto sensibile. Non è affatto eccessivo sostenere che questi eccessi creino un clima da guerra civile. Trump, seppure con ritardo, se ne è accorto.
alex pretti fermato dall ice a minneapolis
alex pretti, l uomo ammazzato dall ice a minneapolis 2
DONALD TRUMP