TRUMP È NEMICO DELL’ITALIA: QUANTO CI METTERÀ GIORGIA MELONI A CAPIRLO? – LA LEALTÀ DELLA DUCETTA ALL’ALLEATO AMERICANO È UNA FREGATURA: IL TYCOON È “TOSSICO”, SCACCIA GLI ELETTORI E LA FEDELTÀ AGLI USA SI TRADUCE IN ENERGIA PIÙ CARA E INSICUREZZA – “DOMANI”: “IL GOVERNO MELONI POTREBBE PRESTO NON RIUSCIRE PIÙ A SOSTENERE L’ALLEANZA CON TRUMP PER RAGIONI DI CONSENSO, OLTRE A DOVER SUBIRE LE PESANTI CONSEGUENZE ECONOMICHE DELLE GUERRE AMERICANE. SONO ELEMENTI CHE METTERANNO IN DISCUSSIONE LA STABILITÀ INTERNA ED ESTERA DELL’ITALIA NONCHÉ LA SUA COLLOCAZIONE INTERNAZIONALE…”
Estratto dell’articolo di Lorenzo Castellani per “Domani”
L’elefante nella stanza, per il governo Meloni, si chiama Donald Trump. La dichiarazione del presidente americano che prefigura la possibilità dell’uscita degli Stati Uniti dalla Nato è l’ennesima tappa della disintegrazione del rapporto transatlantico.
Dal 2024 l’Italia viene presentata come l’alleato più affidabile di Washington nel Mediterraneo, la punta avanzata del fronte occidentale in Europa. Eppure oggi questa lealtà si traduce in costi e insicurezza: energia più cara, Nato messa in discussione, ristrutturazione del bilancio dello Stato per sostenere il riarmo.
[…] Il risultato è la percezione di una alleanza “asimmetrica”: gli italiani sopportano sacrifici per sostenere obiettivi di politica estera che sono esclusivamente americani e non più euroatlantici. Il governo, fino a poche settimane fa, si è presentato come il “buon soldato” del campo occidentale senza riuscire a spiegare ai propri cittadini quale fosse il ritorno concreto di questa disciplina.
Meloni ora può cercare di smarcarsi sul piano diplomatico e comunicativo da Trump, ma non può fermare le conseguenze delle scelte americane.
A pagare il conto più salato di questa frattura sarà probabilmente il rapporto fra l’Italia, l’America e le giovani generazioni.
Per i loro nonni gli Stati Uniti furono il sinonimo di liberazione, ricostruzione, boom economico. Per i loro genitori, la terra delle opportunità accademiche e professionali.
Oggi, per una larga parte della Generazione Z italiana, l’America è un paese distante, violento, percepito come elitario, accessibile solo a chi appartiene a un ceto già privilegiato.
[…] La destra al governo si è illusa di poter coniugare retorica sovranista e sovrapposizione alla linea politica di Washington. Ma, se l’America non farà qualche passo per trasformare la lealtà atlantica in dividendo sociale, sarà proprio il consenso politico verso il paese egemone dell’Occidente a pagare il prezzo politico più alto.
La negazione dell’uso della base di Sigonella a fini bellici da parte del governo è il risultato della pressione dell’opinione pubblica contro la politica estera americana.
La sfida […] è capire che una geopolitica aggressiva, senza una legittimazione socio-politica nelle nazioni alleate, rischia di generare effetti avversi. L’asse Roma-Washington, per sostenersi ancora, dovrà passare per il portafoglio, ma anche per il visto sul passaporto di uno studente, per il laboratorio di una media impresa, per grandi progetti infrastrutturali. Se non saprà fare questo salto, l’America rischierà di perdere le nuove generazioni italiane e, in prospettiva, un alleato affidabile.
È infine noto a tutti che non si possa prescindere ancora dagli Stati Uniti in termini di potere militare e tecnologico e che la relazione transatlantica ha sempre sollevato contraddizioni e messo in difficoltà diversi governi italiani nella storia.
DONALD TRUMP - GIORGIA MELONI - MEME BY EDOARDO BARALDI
Il governo Meloni, tuttavia, potrebbe presto non riuscire più a sostenere l’alleanza con Trump per ragioni di consenso, oltre a dover subire le pesanti conseguenze economiche delle guerre americane. Sono elementi che, se non risolti, metteranno di nuovo in discussione la stabilità interna ed estera dell’Italia nonché la sua collocazione internazionale.




