TRUMP SI E’ “INGOLFATO” – IN IRAN È STALLO DOPO 6 MESI DI GUERRA (E PER FORTUNA CHE IL CALIGOLA DELLA CASA BIANCA AVEVA DETTO CHE IL CONFLITTO SAREBBE DURATO 4-5 SETTIMANE) – I NEGOZIATI SONO FERMI, NON SI VEDE UNA VIA DI USCITA IMMEDIATA DAL CONFLITTO, NON PRIMA COMUNQUE DELLE ELEZIONI DI MIDTERM CHE DIRANNO QUAL È LA SALUTE POLITICA DI TRUMP – GLI STATI UNITI PUNTANO A STRINGERE TEHERAN NELLA MORSA DELLE SANZIONI – IL SEGRETARIO AL TESORO USA BESSENT: “SCHIACCEREMO LA LORO FRAGILE ECONOMIA” – E HORMUZ? OGNI NOTTE TRA LE 20 E LE 30 NAVI CARICHE DI PETROLIO RIESCONO A PASSARE IL CANALE NAVIGANDO VICINO ALLE COSTE DELL'OMAN…
GA. COL. Per la Repubblica - Estratti
«Durerà tra 4 o 5 settimane», disse Trump a fine febbraio. Sono passati sei mesi e la guerra all'Iran si trascina. L'America non ha ottenuto nessuno dei suoi obiettivi — la caduta del regime e lo smantellamento del programma nucleare — anche se ha provocato enormi danni alle strutture militari e produttive del Paese.
La Repubblica islamica è sopravvissuta ma malconcia, certo non vincitrice. I negoziati sono fermi, a parte un tentativo finora abortito di trovare un accordo tra l'Iran e l'Oman per la riapertura di un corridoio almeno temporaneo per il passaggio delle navi nello stretto di Hormuz. Nessuna delle due parti vuole riprendere l'iniziativa militare, ma nessuna delle due può escluderla.
Lo stallo condiziona l'economia globale, logorata dall'inflazione e dell'aumento dei prezzi della benzina. Analisti e decisori politici non vedono una via di uscita immediata dal conflitto, non prima comunque delle elezioni di Midterm che diranno qual è la salute politica di Trump. Un fattore però è cambiato: il peso del tempo.
Prima dell'assedio navale ed economico, Teheran pensava di avere il tempo dalla sua parte, che i costi finanziari e politici di una guerra lunga sarebbero stati troppo alti per Trump. Nelle ultime settimane la situazione sembra essersi invertita, ora è l'America a non avere fretta. Lo Stretto di Hormuz «è aperto. La risposta iraniana è molto debole. Non vogliono che torniamo a colpirli. È questo il punto fondamentale. Il resto non conta», ha detto Trump al sito Axios.
Ogni notte, con i trasponder spenti e la protezione della Marina americana, tra le 20 e le 30 navi cariche di petrolio riescono a passare il canale navigando vicino alle coste dell'Oman, circa la metà rispetto ai livelli pre-guerra. La percentuale di quelle colpite dall'Iran è intorno al 2%. Il comandante del Centcom, Brad Cooper, ha affermato che «le rotte marittime riconosciute a livello internazionale nello Stretto sono libere dalle mine navali iraniane».
murale contro donald trump a teheran
Nel frattempo, il dipartimento del Tesoro continua a colpire con le sanzioni, ieri è toccato alle filiali della banca egiziana Banque Misr negli Emirati Arabi Uniti, escluse dal sistema del dollaro. «Il blocco e l'operazione di emarginazione economica schiacceranno la già fragile economia iraniana.
Gli Stati Uniti hanno spostato 130 milioni di barili di petrolio all'esterno negli ultimi 14 giorni», rivendica il segretario Bessent. La potenza americana è in grado di infliggere molto dolore all'Iran, ma questo non significa che il sistema sia vicino alla capitolazione, o al collasso. Se l'assedio durerà ancora a lungo, l'Iran potrebbe decidere di agire militarmente per tentare di spezzarlo e rompere la convinzione americana che questo stato di cose possa durare, che i prezzi del gas non siano più una preoccupazione.
DONALD TRUMP E LO STRETTO DI HORMUZ - VIGNETTA DI FABIO MAGNASCIUTTI PER DOMANI
TRUMP MOJTABA KHAMENEI USA IRAN
DONALD TRUMP - GUERRA ALL'IRAN
(...)

