trump diaz canel

QUEL GANGSTER DI TRUMP SI SENTE IL PADRONE DEL MONDO – DOPO IL VENEZUELA E L’IRAN, IL TYCOON MINACCIA DI PRENDERE CUBA, TRASCINATA ALLA MISERIA DAL BLOCCO PETROLIFERO AMERICANO, E MANDA UN ULTIMATUM A L’AVANA: "IL PRESIDENTE DIAZ CANEL ESCA DI SCENA" - IL “NEW YORK TIMES” RIVELA LE RICHIESTE AVANZATE DA WASHINGTON. LA RIMOZIONE DEL PRESIDENTE, SCELTO DA RAUL CASTRO E CONSIDERATO UN FALCO DELLA VECCHIA GUARDIA DEL REGIME, PERMETTEREBBE "CAMBIAMENTI ECONOMICI STRUTTURALI" – L’ASCESA DEL NIPOTE DI RAUL, NOTO COME "RAULITO", CHE STA CONDUCENDO I NEGOZIATI CON RUBIO E CHE POTREBBE CONTINUARE A TENERE LE REDINI DEL PAESE…

Da adnkronos.com

 

Ultimatum a L'Avana. La crisi di Cuba è profonda, gli Stati Uniti si preparano a 'prendere' l'isola e Donald Trump pone le condizioni. Il presidente americano, che già si dice "orgoglioso" per la svolta ritenuta inevitabile, a prescindere dall'iter che verrà scelto pone una condizione: l'uscita di scena dell'attuale presidente Miguel Diaz Canel.

donald trump

 

La mossa, quindi, favorirebbe un cambio al vertice del governo cubano, senza però un rovesciamento del regime comunista.

 

Come rivelano fonti informate sui colloqui citate dal New York Times, finora non sono state chieste azioni contro membri della famiglia Castro, che di fatto continua a tenere le redini del regime instaurato con la rivoluzione guidata nel 1959 da Fidel.

 

Insomma, l'amministrazione Trump punta a replicare a Cuba il modello Venezuela, dove, di fronte al rifiuto di Nicolas Maduro di cedere alle minacce e le pressioni e dimettersi, con un blitz delle forze speciali Usa del 3 gennaio e la cattura del presidente si è passati al governo della sua ex vice Delcy Rodriguez, ottenendo quindi la collaborazione e adesione piena all'agenda di Washington senza un cambio di regime.

 

miguel diaz canel

Secondo alcuni funzionari dell'amministrazione, la rimozione di Diaz Canel, considerato un falco della vecchia guardia, permetterebbe i richiesti cambiamenti economici strutturali.

 

E Trump, che ieri ha detto di poter "fare quello che voglio di una nazione indebolita" e ormai messa in ginocchio dal suo blocco energetico che sta portando al collasso il già fragilissimo sistema economico e sociale dell'isola, da decenni sottoposta all'embargo, potrebbe rivendicare con gli americani un'altra vittoria, affermando di aver fatto cadere un altro leader di sinistra che si opponeva agli Stati Uniti.

 

In questo quadro si inserisce l'annuncio, affidato a Oscar Perez Oliva Fraga, vicepremier e ministro dello sviluppo economico, della decisione del governo di permettere ai cubani all'estero, anche quelli della diaspora negli Stati Uniti, di investire con le proprie società nell'isola.

 

"Cuba è aperta ad avere una relazione commerciale fluida con le società americane, anche con i cubani residenti negli Usa e i loro discendenti", ha detto in un'intervista a Nbcnews.

 

trump diaz canel

L'enfasi dell'amministrazione Trump sui cambiamenti economici potrebbe però lasciare insoddisfatti alcuni esponenti della comunità cubana in esilio negli Usa, che da decenni sognano il rovesciamento del regime e potrebbero chiedere a Trump, e al segretario di Stato Marco Rubio, nato in una famiglia di esiliati in Florida, una maggiore azione politica.

 

Per rispondere alle loro richieste, i negoziatori Usa spingono per rimuovere anche altri esponenti della vecchia guardia, ancora fedeli ai principi della rivoluzione del 1959.

Raul Guillermo Rodriguez Castro

 

Ex vice presidente e funzionario regionale del partito comunista, Diaz Canel è diventato presidente nel 2018, dopo essere stato scelto da Raul Castro, che era succeduto al fratello Fidel nel 2008 quando il lider maximo, dopo 48 anni, aveva lasciato la guida del Paese per i motivi di salute che nel 2016 lo portarono alla morte.

 

Ora 94enne, Raul mantiene ancora l'effettiva influenza sulle scelte politiche e economiche di Cuba. E ha al suo fianco Raul Guillermo Rodriguez Castro, il nipote noto come Raulito, che sta effettivamente conducendo i negoziati con Rubio e che, secondo le fonti del Times, probabilmente continuerebbe a tenere le redini del Paese dopo l'eventuale uscita di scena di Diaz Canel.

 

RAUL CASTROTRUMP E CUBADONALD TRUMP CUBA CASTRO

 

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