TRUMP VUOLE LA FOGLIA DI FICO DEL PAPA PER IL SUO "BOARD OF PEACE" PER GAZA AL QUALE FINORA HANNO DETTO SI’ SOLO DITTATORELLI E AUTOCRATI – "THE DONALD" HA CHIESTO ANCHE AL PAPA DI ENTRARE NEL SUO ONU A PAGAMENTO (SERVE 1 MILIARDO) - IL SEGRETARIO DI STATO VATICANO PAROLIN, OSPITE DELL'"OSSERVATORIO FOR INDIPENDENT THINKING" BY CECCHERINI, PRENDE TEMPO: “NOI NON PARTECIPIAMO DA UN PUNTO DI VISTA ECONOMICO, NON SIAMO NEANCHE IN GRADO DI FARLO” – I TRE INFLUENTI PORPORATI USA (BLAISE CUPICH DI CHICAGO, ROBERT MCELROY DI WASHINGTON, JOSEPH WILLIAM TOBIN DI NEWARK) CHE HANNO APERTAMENTE CRITICATO LA POLITICA ESTERA AMERICANA E IL MESSAGGIO DI PAPA LEONE SUI DIRITTI CHE “VANNO RISPETTATI OVUNQUE” (A PUTIN E TRUMP SARANNO FISCHIATE LE ORECCHIE)
1 - DONALD VUOLE ANCHE IL PAPA MA IL VATICANO LO GELA: PERPLESSITÀ SUGLI INVITATI
Iacopo Scaramuzzi per “la Repubblica” - Estratti
donald trump in versione papale - immagine generata dall ia
Donald Trump vorrebbe imbarcare Leone XIV nel suo Board of peace per la ricostruzione di Gaza ma il primo Papa della storia nato negli Stati Uniti non sembra incline ad accettare l'invito e prende diplomaticamente tempo.
A rivelare la mossa del presidente Usa è stato il cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato vaticano, che ai giornalisti ha raccontato: «Anche noi abbiamo ricevuto questo invito, il Papa lo ha ricevuto, e stiamo vedendo cosa fare, stiamo approfondendo. Credo», ha detto il porporato a margine di un evento dell'Osservatorio for independent thinking, a Roma, «che sia una questione che esige un po' di tempo per essere considerata e per dare una risposta».
Se la Casa Bianca freme, il Palazzo apostolico ha i suoi tempi. Dalle parole prudenti di Parolin traspare la perplessità degli uomini di Prevost per un'iniziativa che attribuisce al tycoon un enorme potere discrezionale e rischia di indebolire le Nazioni Unite e quel multilateralismo che la Santa Sede vorrebbe invece rivitalizzare. In Vaticano, poi, non è passato inosservato che nel consiglio di pace trumpiano non sono stati inclusi rappresentanti palestinesi, anche per gli israeliani il progetto è stato problematico, e l'Italia è intenzionata a sfilarsi.
Di certo, se Trump ha domandato un miliardo di dollari a ciascun partecipante, «noi», ha precisato il cardinale, «non partecipiamo da un punto di vista economico, non siamo neanche in grado di farlo».
Parolin ha concluso le celebrazioni per il mezzo secolo di quello che un tempo si chiamava Osservatorio Permanente Giovani-Editori, e che da 25 anni promuove tra l'altro la lettura dei giornali nelle scuole con il progetto – di cui Repubblica è partner – "Il quotidiano in classe". Ad aprire gli eventi, nel novembre del 2024, era stato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Nell'era segnata dal diffondersi dell'intelligenza artificiale, l'opera dell'osservatorio, ha detto il presidente, Andrea Ceccherini, «è tesa, attraverso una serie di progetti innovativi e coinvolgenti, a scuotere la coscienza dei più giovani».
PAPA LEONE XIV CON MARIA CORINA MACHADO
Accolto al ritmo di Titanium di Sia da cori e applausi di circa 800 ragazzi delle scuole superiori di tutta Italia, neanche fosse una pop star, il cardinale non ha nascosto la sua idiosincrasia per la fretta dell'odierna società digitale («Ogni giorno siamo invasi da centinaia di mail, whattsap io non lo voglio perché già la vita è complicata»). Parolin ha risposto alle domande più disparate, dalla giornata del Segretario di Stato alla mediazione vaticana per la pace tra Argentina e Cile nei primi anni Ottanta, dall'impegno dei giovani in politica, che non è una cosa «sporca» ma «uno strumento efficace per cambiare il mondo», ai mass media, che dovrebbero «formare» oltre che «informare», evitando «polarizzazioni e demonizzazioni».
(...) Parolin ha rivolto lo sguardo alla politica estera, dal Venezuela, dove è stato nunzio apostolico all'epoca di Hugo Chavez, e dove oggi è necessario promuovere la «stabilizzazione» e la «riconciliazione» per poi arrivare a «elezioni democratiche».
Al Medio Oriente, dove per la Santa Sede la soluzione dei due Stati rimane l'unica «viabile», in teoria, ma in pratica, dopo «la progressiva invasione da parte dei coloni israeliani» è «sempre più difficile». Quanto alle tensioni tra Stati Uniti e Europa, andate in scena a Davos nelle stesse ore in cui parla con gli studenti, «non sono salutari e creano un clima che aggrava la situazione internazionale che è di per sé tesa», ha detto Parolin. A Trump non piace la direzione presa dall'Europa? «Cosa posso dire?», replica Parolin, «è un suo punto di vista, l'importante è rispettare il diritto internazionale».
DONALD E MELANIA TRUMP FUNERALE PAPA FRANCESCO
Il Board of peace può aspettare.
2 - QUELL’INVITO AL PAPA A STARE CON GLI AUTOCRATI
G.G. per “la Stampa” - Estrattu
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Ieri all'Osservatorio for independent thinking il cardinale Pietro Parolin ha approcciato diplomaticamente l'iniziativa della Casa Bianca: «Stiamo valutando cosa fare, servirà tempo per una risposta». Poche ore prima tre influenti porporati Usa (Blaise Cupich di Chicago, Robert McElroy di Washington, Joseph William Tobin di Newark) avevano apertamente criticato la politica estera americana dopo il blitz militare in Venezuela e le minacce alla Groenlandia.
Una denuncia netta: «Il ruolo morale degli Stati Uniti nell'affrontare il male nel mondo e nel costruire una pace giusta è ridotto a categorie partigiane che incoraggiano la polarizzazione e le politiche distruttive».
DONALD E MELANIA TRUMP FUNERALE PAPA FRANCESCO
Una pace «giusta, sostenibile, duratura» richiede il rispetto della libertà e della dignità umana. Agli ambasciatori Leone XIV aveva segnalato lo stesso pericolo-autocrazia. La legge del più forte torna a dominare il mondo a scapito di decenni di multilateralismo. I diritti vanno rispettati ovunque come viene ribadito dal Papa citando il De Civitate Dei.
Un messaggio proprio per quei leader che hanno deciso di bypassare il diritto internazionale, a partire da Putin e Trump: «A una diplomazia che promuove il dialogo e ricerca il consenso di tutti, si va sostituendo una diplomazia della forza, dei singoli o di gruppi di alleati». Così dunque è stato infranto il principio, stabilito dopo la Seconda Guerra Mondiale, che proibiva ai Paesi di usare la forza per violare i confini altrui.
La pace non è più dono e bene desiderabile in sé ma si degrada a obiettivo da conseguire con le armi e condizione per l'affermazione del proprio dominio. Ma ciò, avverte il Papa, compromette gravemente lo stato di diritto, che è alla base di ogni pacifica convivenza civile.
andrea ceccherini e pietro parolin all Osservatorio for independent thinking
La misericordia è dunque il punto focale dell'azione diplomatica di Leone come lo fu con Francesco: un criterio cardine della concezione geopolitica che porta a ispirare a questa regola suprema della vita cristiana anche il linguaggio dei rapporti internazionali.
La misericordia non cancella le esigenze della giustizia bensì le presuppone e le compie e, qualora una giustizia piena non sia possibile a causa di iniquità già compiute si apre alla richiesta di perdono. Oggi sono 184 gli Stati che intrattengono relazioni diplomatiche con la Santa Sede. La Chiesa non ha eserciti ma è «esperta in umanità» e già un papa di nome Leone ha fermato Attila.
La "moral suasion" vaticana risulta efficace nelle parole e nei gesti non quando difende le sue posizioni ma quando è libera e ancorata alla vera ricchezza che le viene da Dio. Dalla costituzione dogmatica Dei Verbum Leone XIV trae perciò lo stile nel rivolgersi agli uomini e alle donne del terzo millennio globalizzato in un atteggiamento di umiltà e di apertura alla missione e al mondo secondo una continua revisione. Per costruire la pace serve «uno sforzo continuo e paziente di costruzione e una continua vigilanza».
Osservatorio for independent thinking
Tale sforzo interpella tutti, «a cominciare dai Paesi che detengono arsenali nucleari». In particolare pensa all'importante seguito da dare al Trattato New Start, in scadenza il prossimo mese di febbraio. Il rischio è nella corsa a produrre nuove armi sempre più sofisticate, anche mediante il ricorso all'intelligenza artificiale. Le verità del Vangelo non vanno nascoste per ragioni politiche o ideologiche, specialmente quando difendono la dignità dei più deboli, dei rifugiati e dei migranti. Altrimenti dalla forza del diritto si precipita nel diritto della forza.
donald trump in versione papa leone xiv - meme creato con l'intelligenza artificiale
MARCO RUBIO PIETRO PAROLIN
papa leone al concistoro 11
papa leone al concistoro 10



