TUTTI A CENA DA LAVITOLA! – PAOLO MIELI A “IN ONDA” RACCONTA: “DOPO L’ATTENTATO, ERO A CENA IN QUELLA PESCHERIA CON RANUCCI E CON LAVITOLA, E HO POTUTO VEDERE CON MANO CHE SONO DUE AMICONI, SONO DUE PERSONE CHE SI FIDANO L'UNA DELL'ALTRA” – “LAVITOLA SI ERA MESSO IN MENTE DI FARE UN PARTITO POLITICO PORTANDO UN PERSONAGGIO AL DI LÀ DI OGNI COSA. IO NON AVEVO CAPITO CHE PENSAVA A RANUCCI COME LEADER E FACEVA SONDAGGI. NELL'IPOTESI, A CUI IO NON CREDO, CHE L'ATTENTATO L'ABBIA FATTO FARE LUI, LAVITOLA, È UN FINTO ATTENTATO D’AMORE. MA NON CREDO CHE SIA STATO LUI PERCHÉ…” - VIDEO
PAOLO MIELI RACCONTA DI QUANDO ANDO' A MANGIARE DA LAVITOLA
Trascrizione di un estratto dell’intervento di Paolo Mieli a “In Onda” – La7
Dopo quell'attentato, io ero a cena in quella pescheria con Ranucci e con Lavitola, che ho conosciuto recentemente, Ranucci lo conosco da 20 anni, Lavitola l'ho conosciuto un anno fa.
Mi ha portato in quel ristorante una mia carissima amica, una professionista di altissimo livello, a cui voglio un gran bene, di cui mi fido al 100%. Subito dopo l'attentato c'è stata questa cena a cui ho partecipato e ho potuto vedere con mano che sono due amiconi, sono due persone che si fidano l'una dell'altra, che sono amici da gran tempo.
Dopodiché, andando avanti e rivedendoli in tappe successive, ho capito una cosa, che Lavitola, Valter Lavitola… Sai, la politica è come l'eroina, quando tu hai fatto politica, lui l'ha fatta con Craxi, poi l'ha fatta con Berlusconi, è finito in prigione, alterne vicende, poi però torni sempre lì e quindi si era messo in mente di fare un partito politico portando un personaggio al di là di ogni cosa…
Io non avevo capito che pensava a Ranucci come leader e faceva sondaggi, faceva cose così. Nell'ipotesi, a cui io non credo, che l'attentato l'abbia fatto fare lui, Lavitola, è un attentato, un finto attentato d’amore, per accrescere la fama di Ranucci, e aiutarlo in questa impresa
Non credo che sia stato lui perché per quello che l'ho conosciuto io, non mi pare così fesso da prendere un cameriere, quattro disgraziati, fargli fare una cosa che è immediatamente rintracciabile, può darsi, tutto è possibile, però mi sembra una cosa da soliti ignoti, una cosa di uno sganghero assolutamente totale…. Però io sto a quello che dice la giustizia, non ci credo, ma è possibile. Poi oggi e vedrai soprattutto domani, diranno addirittura che Ranucci era d'accordo con Lavitola, che Ranucci era al corrente…
[...]
Scusa, per quel poco che ho potuto vedere io, è vero. E quindi, piuttosto che farlo venire fuori dopo, eh la verità, guarda, è sempre, per noi giornalisti è sempre meglio dirla prima, capisci? Se io non avessi cominciato dicendo ‘Io ho cenato lì con loro due’, così, domani trovavi qualcuno che diceva ‘Ma li ho visti in cena’ e passavo un guaio. Quindi, la verità è sempre meglio...”
valter lavitola e sigfrido ranucci a cena insieme al ristorante cefalu a roma
valter lavitola e sigfrido ranucci a cena insieme al ristorante cefalu a roma
PAOLO MIELI A IN ONDA
VALTER LAVITOLA

