giorgia meloni giovanna ianniello

ULTIME DA PALAZZO CHIGI - GIOVANNA IANNIELLO, STORICA PORTAVOCE DI GIORGIA MELONI, STA PER LASCIARE IL SUO INCARICO DI "COORDINATRICE DELLA COMUNICAZIONE ISTITUZIONALE" - GLI ADDETTI AI LIVORI RACCONTANO CHE DALLA SCORSA ESTATE, QUANDO HA AVUTO DUE FIGLI, IANNIELLO E' VOLUTA RIMANERE AI MARGINI DELLA COMUNICAZIONE DI PALAZZO CHIGI - PER LEI CI SAREBBE PRONTA LA POLTRONA DI VICE-DIRETTORE DEL GIORNALE "IL SECOLO D'ITALIA" O DI UN QUOTIDIANO DEL GRUPPO ANGELUCCI - SI AVANZA UN UOMO NUOVO DIETRO LA PROPAGANDA MELONIANA: IL DEPUTATO FRANCESCO FILINI, FIGURA CRUCIALE NELLA STRATEGIA COMUNICATIVA DI FDI (E MOLTO VICINO AL GRAN VISIR FAZZOLARI)

Articoli correlati

AVANZA UN UOMO NUOVO DIETRO LA PROPAGANDA MELONIANA : L\'ASCESA DI FRANCESCO FILINI, EREDE DI...

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Estratto dell'articolo di Lisa Di Giuseppe per “Domani”

 

GIORGIA MELONI GIOVANNA IANNIELLO

Un cambio di squadra nella comunicazione di palazzo Chigi, ma non con il tanto discusso ingresso di Gian Marco Chiocci. Il direttore del Tg1 – superato di nuovo negli ascolti dal Tg5 – resta al suo posto, almeno per il momento. Mentre per Giovanna Ianniello sembra terminato il periodo al fianco di Giorgia Meloni.

 

La presidente del Consiglio, nella sua autobiografia Io sono Giorgia, ricorda che la storica portavoce la seguiva, insieme alla segretaria Patrizia Scurti, «dai tempi di Azione giovani».

 

[…] Sembra però che ormai Ianniello non sia più al centro dell’ufficio della comunicazione di palazzo Chigi, complice il tempo dedicato alla maternità dopo che la portavoce, inquadrata nell’ufficio del presidente come “Coordinatore della comunicazione istituzionale”, a giugno 2024 ha avuto due figlie.

 

andrea giambruno giovanna ianniello

Da allora, raccontano, sarebbe rimasta (o voluta rimanere) «ai margini» della comunicazione della premier. Quasi che la sua stanza debba rimanere vuota per qualcun altro. Per Ianniello, ora, si potrebbe aprire la via di una vicedirezione in uno dei quotidiani d’area, il Secolo d’Italia o una testata del gruppo Angelucci.

 

La comunicazione di Meloni è da tempo in mano al sottosegretario Giovanbattista Fazzolari. Anche se, sospira qualcuno che conosce bene le dinamiche di palazzo Chigi, «ci vorrebbe qualcuno che abbia occhi solo per questo». Il desiderio che Meloni avrebbe confidato ai suoi è di affiancare agli ottimi consensi nei sondaggi anche un riconoscimento definitivo da parte dei grandi giornali, che ancora in parte langue.

 

Il A palazzo Chigi, quindi, potrebbero cambiare anche altre cose nei prossimi tempi. Anche perché le stelle polari nel firmamento della stampa di destra sembrano essere un po’ cambiate. Per avere una cartina di tornasole, è interessante sfogliare il programma di Fenix, il “cugino” di Atreju, organizzato sempre da Gioventù nazionale.

 

FAZZOLARI DIRETTORE DEL TG1 - MEME BY IL GIORNALONE - LA STAMPA

Ci sono giornalisti riconducibili a testate d’opposizione, come il direttore del Fatto Quotidiano, Marco Travaglio, e quello del Fatto Quotidiano online, Peter Gomez. Della partita sono anche David Parenzo di La7, il direttore del Centro e altro conduttore della squadra di Urbano Cairo, Luca Telese.

 

Poi c’è Massimo Martinelli, direttore del Messaggero il cui patron Francesco Gaetano Caltagirone ha potuto brindare poche settimane fa alla scalata riuscita di Mps a Mediobanca, ma anche Annalisa Chirico, voce di Radio 1, direttrice di Fortune Italia, e ben integrata e stimata negli ambienti di destra della Rai.

 

Sempre dalla zona della tv pubblica arrivano Gennaro Sangiuliano, mezzo corrispondente del servizio pubblico mezzo editorialista del Giornale, e Angelo Mellone, a sua volta da sempre grande protagonista delle feste della gioventù nera.

 

Il direttore del Day time, come racconta Alessandro Giuli ne Il passo delle oche, era infatti riuscito a «includere nel club» anche Federico Moccia, «pur di uscire dalle catacombe». Mellone aveva portato lo scrittore alla festa dei giovani di An nel 2007, con scarsi successi però. «Ma come, uno fa tanto per l’egemonia sul mondo giovanile ed ecco la risposta» è la riflessione che gli attribuisce l’odierno ministro della Cultura.

 

Giovanbattista fazzolari

[…] Della partita sarà invece Tommaso Cerno, astro più luminoso del cielo meloniano, lanciato in Rai e sempre circondato dalla voce di uno spostamento dalla direzione del Tempo a quella del Giornale. Immancabili, il direttore responsabile del giornale di partito Antonio Rapisarda e il suo direttore editoriale, Italo Bocchino. Possibili nuovi compagni di banco di Ianniello.

Ultimi Dagoreport

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...

giorgia meloni tajani nordio salvini delmastro bartolozzi conte schlein santanche la russa

DAGOREPORT - LA CADUTA DEI MELONI NEL VOTO (A PERDERE) - DOPO UNA SCONFITTA, PER UN LEADER SI APRONO DUE STRADE: O SI DIMETTE O RAFFORZA LA SUA LEADERSHIP - MELONI HA SCELTO DI RESTARE INCOLLATA ALLA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI, MA ANZICHÉ GUARDARSI ALLO SPECCHIO E AMMETTERE L’ARROGANTE BULIMIA DI POTERE DOMESTICO E IL VASSALLAGGIO ESTERO-TRUMPIANO, HA DECISO DI FAR PIAZZA PULITA DEGLI INDAGATI BARTOLOZZI, DELMASTRO, SANTANCHE’ - E METTENDO AL MURO LA PANTERATA MINISTRA DEL TURISMO, IL BERSAGLIO NON PUÒ ESCLUDERE IL VOLTO MEFISTOFELICO DEL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA, NONCHE' BOSS DELLA PRIMA REGIONE ITALIANA PER PIL, IL SICULO-LOMBARDO LA RUSSA (CHI SCEGLIERÀ NEL ’27 IL CANDIDATO A SINDACO DI MILANO, ‘GNAZIO O GIORGIA?) - AL TEMPO STESSO, IL VOTO DI LUNEDÌ FA RIALZARE LA CRESTA AI DUE GALLETTI DEL “CAMPOLARGO”, SCHLEIN E CONTE, CHE S’ILLUDONO CHE I “NO” INCASSATI AL REFERENDUM SI POSSANO TRASFERIRE IN BLOCCO SUL CENTROSINISTRA - MA IL DRAMMA È UN ALTRO: 'STA ELLY CON ESKIMO È IN POSSESSO DELLE CAPACITÀ DI FARE LA PREMIER? E COME VIENE PERCEPITA DALL’OPINIONE PUBBLICA UNA CHE GRIDA SLOGAN CICLOSTILATI NEGLI ANNI ’70 INVECE DI PROPORRE L’IDEA DI UN “PAESE NORMALE”?

piperno stefanelli sala

DAGOREPORT: L’IRAN E LE ANIME BELLE DELLA SINISTRA - UN TEMPO C’ERANO I GRANDI MAÎTRE À PENSER FILOARABI E PRO RIVOLUZIONE ISLAMICA. CINQUANT’ANNI DOPO ABBIAMO LE VARIE ALESSIA PIPERNO, CECILIA SALA, BARBARA STEFANELLI CHE CI INONDANO SU “CORRIERE” E “FOGLIO” DI ARTICOLI, LIBRI, POST E PODCAST SULLE RIVOLUZIONARIE RAGAZZE IRANIANE OPPRESSE DAL VELO E DAL REGIME, PRONTE ALLA RIVOLUZIONE…  SCOPPIA LA GUERRA E IN PIAZZA, A TEHERAN, CI SONO SOLO DONNE VELATE CHE INNEGGIANO AI GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE, BRUCIANO BANDIERE USA E DI ISRAELE E INNEGGIANO AI MARTIRI DELL’ISLAM - MA LE RAGAZZE IRANIANE DOVE SONO?

edmondo cirielli marta schifone gennaro sangiuliano

DAGOREPORT – LA PIU’ GRANDE BATOSTA PER FRATELLI D’ITALIA AL REFERENDUM E’ ARRIVATA IN CAMPANIA, DOVE IL “NO” E’ ARRIVATO AL 65,2% - UNA REGIONE NON “ROSSA” (IL CENTRODESTRA HA VINTO CON RASTRELLI E CALDORO) DOVE SPADRONEGGIANO EDMONDO CIRIELLI E GENNARO SANGIULIANO – I DUE, CONSIDERATI INTOCCABILI NONOSTANTE LE SCARSE PERFORMANCE ELETTORALI, FANNO GIRARE I CABASISI ALLA DESTRA NAPOLETANA CHE LI VEDE COME CORPI ESTRANEI (E INFATTI NON VA A VOTARE) – AI DUE SI E’ AGGIUNTA MARTA SCHIFONE, CARA AD ARIANNA MELONI, DIVENUTA COMMISSARIO PROVINCIALE DEL PARTITO...