VANNACCI, UNA BRUTTA GATTA DA PELARE PER GIORGIA MELONI! MENTRE IL GENERALE, DATO AL 4% NEI SONDAGGI, PROSEGUE IL SUO SHOPPING TRA I PARLAMENTARI DI LEGA E FORZA ITALIA, PRENDE CORPO IL NODO CRUCIALE PER LA DUCETTA E ALLEATI: CHE FARE DELL’EX PARÀ? TENERLO FUORI? COMPLICATO. CONVINCERLO AD AMMORBIDIRE LE POSIZIONI PIÙ URTICANTI? MOLTO COMPLICATO. FARLO ENTRARE COL RISCHIO DI CONFLITTO SIA CON FORZA ITALIA SIA CON LA LEGA? QUESTO È IL PROBLEMA – MARINA BERLUSCONI HA MINACCIATO DI ROMPERE L’ALLEANZA IN CASO DI INTESA CON VANNACCI. LA LEGA TACE. E FRATELLI D’ITALIA SOBBOLLE PERCHÉ INTUISCE IL RISCHIO DI UNA DESTRA PIÙ DESTRA, CHE…
Carlo Verdelli per il “Corriere della Sera”-Estratti
roberto vannacci - primo evento a roma di futuro nazionale - foto lapresse
(...) la variabile Vannacci, l’onda che non t’aspetti e che invece si gonfia minacciosa, settimana dopo settimana, di aderenti, finanziamenti, iscritti, piazze piene e sondaggi ubriacanti.
L’incursione del nuovo uomo forte è cominciata con l’imboscata che il generalissimo ha teso all’incauto Salvini, sedotto, abbandonato e adesso pure saccheggiato di parlamentari proprio dal suo fresco ex vicesegretario.
A seguire, il leader del neonato Futuro Nazionale ha cominciato a sparare a raffica messaggi imbarazzanti anche per il governo Meloni, come se gli importasse zero di essere comunque stato eletto all’Europarlamento proprio nelle fila dell’esecutivo in carica.
Quale futuro, dunque, per una coalizione che si ritrova in casa un leader che ha costruito la sua fulminante carriera post militare sul politicamente scorretto portato all’estremo?
La summa del suo credo, apparsa come una folgore ne Il mondo al contrario (agosto 2023), contiene un campionario di nemici da combattere: femminismo, ambientalismo, gay e lesbiche («normali non lo siete, fatevene una ragione»), più una curiosità, così la chiama lui, per le persone di colore («fingevo di perdere l’equilibrio nella metro per poggiare accidentalmente la mano sopra la loro e capire se quella pelle fosse al tatto più o meno rugosa della nostra»).
Alzando ancora il tiro, adesso Vannacci avanza spedito su tre fronti molto delicati: il disprezzo per l’Europa e per la sua «rinsecchita» Commissione; il sostegno fervente alla Russia di questo Putin, l’America di questo Trump, l’Israele di questo Netanyahu; e infine un salto quantico nel contrasto allo straniero. E qui entriamo davvero in un campo minato, con l’avanguardista Vannacci che salda la sua visione con quella delle destre internazionali più estreme, sfidando quelle all’italiana a seguirlo.
davide bergamini e roberto vannacci
La parola chiave di questa dichiarazione di guerra a ogni Carta sui Diritti dell’Uomo è «remigrazione».
(...)
Poniamo che la campagna acquisti di Vannacci continui con l’ingresso di altri colonnelli e marescialli in uscita dai partiti di governo, poniamo che la crescita dei consensi potenziali lo porti anche oltre il 5 per cento: come si comporteranno con lui i leader della coalizione dove giocoforza, almeno in principio, finirà per trovarsi?
Forza Italia, ormai in transito verso lidi più liberali, ha già fatto sapere che di remigrazione non se ne parla: «Il centrodestra è europeista e fonda tutto sui diritti della persona»(Giorgio Mulè, dirigente in forte ascesa).
roberto vannacci - primo evento a roma di futuro nazionale - foto lapresse
La Lega tace, visto il tradimento subito ma soprattutto per l’esigenza di smarcarsi su un terreno che invece da anni gli è proprio. Fratelli d’Italia sobbolle perché intuisce il rischio di una destra più destra, che può conquistare posizioni sottraendole al partito che governa. Così rapidamente prende corpo il nodo cruciale per Meloni e alleati:
che fare del Generale? Tenerlo fuori? Complicato. Convincerlo ad ammorbidire le posizioni più urticanti? Molto complicato. Farlo entrare col rischio di conflitto, per ragioni differenti, sia con Forza Italia sia con la Lega, e sbilanciarsi in un radicalismo suprematista che renderebbe l’Italia più piccola e sola? Questo è il problema, non per oggi ma neanche per troppo più in là.
In appena tre anni, con un libro autopubblicato, Roberto Vannacci è diventato un protagonista della scena politica italiana. Il fatto che sia un militare di lunga carriera e che abbia giurato di servire con fedeltà la nostra Costituzione, e i valori che la innervano, non sembra fare velo né alle sue ambizioni né tantomeno ai suoi propositi di rottamazione della democrazia. Sa lui come rimettere per il verso giusto il mondo, e dietro al pifferaio in stivaloni da parata militare la fila si allunga. Grandi manovre in corso. Confonderle con una rumorosa esercitazione muscolare sarebbe un errore.
(...)
roberto vannacci - primo evento a roma di futuro nazionale
giorgia meloni matteo salvini
roberto vannacci - primo evento a roma di futuro nazionale - foto lapresse
MATTEO SALVINI E ROBERTO VANNACCI - PONTIDA 2025
roberto vannacci - primo evento a roma di futuro nazionale

