benetton repubblica

DOPO IL DISASTRO DI GENOVA E LA FESTA A CORTINA, I BENETTON SI FANNO PUBBLICITÀ – DUE PAGINE SUL “CORRIERE” E DUE SU “REPUBBLICA” (CHE GUARDA CASO NEI GIORNI DOPO LA STRAGE NON NOMINAVANO MAI I MAGLIARI). I PROTAGONISTI SONO OVVIAMENTE MIGRANTI – BELPIETRO: “C’ERANO MOLTI MODI PER RISALIRE LA CHINA: HANNO SCELTO IL PEGGIORE. I PROFUGHI CHE SBARCANO NON SORRIDONO COME LI FA SORRIDERE TOSCANI. OLTRE AI MAGLIONI, MANCA LORO L’INSENSIBILITÀ, CHE ABBONDA DALLE PARTI DI PONZANO”

Maurizio Belpietro per “la Verità”

 

i meme sui benetton e il crollo del ponte di genova

Bisogna riconoscere che questi Benetton di coraggio ne hanno da vendere. Noi pensavamo che dopo il disastro delle scorse settimane, con i morti di Genova e la figuraccia della festa di Cortina, la famiglia si fosse andata a nascondere per farsi dimenticare, rinunciando alle provocazioni con cui ha costruito le proprie fortune.

 

Le accuse di scarsa manutenzione del ponte Morandi oltre che le polemiche per i lauti pedaggi incassati grazie alle concessioni governative, del resto, avrebbero indotto qualsiasi persona di buon senso a adottare un atteggiamento di basso profilo per un certo periodo, evitando di lasciare briglia sciolta ai creativi e anche ai manager del gruppo.

E invece no.

 

pubblicita' benetton corriere della sera

A inchiesta appena avviata, e a dolore per le vittime ancora caldo, quando non è ancor chiaro se ci sarà da parte del governo la revoca della concessione e nessuno sa dire chi ricostruirà il viadotto, che fanno i Benetton?

 

Si fanno pubblicità. Sì, proprio così. All' interno del Corriere della Sera e di Repubblica (guarda caso proprio le due testate che nei giorni dopo la strage sono state tra le più restie a fare il nome della famiglia di Ponzano Veneto come principale azionista di Autostrade), ecco spuntare ieri una pubblicità formato lenzuolo.

 

pubblicita' benetton repubblica

Due pagine due, con in bella vista il marchio United Colors of Benetton. Fin qui si potrebbe anche eccepire che dopo tanti titoli da prima pagina che hanno ammaccato il fascino luccicante del gruppo c' era bisogno di rifarsi un po' l' immagine, e dunque i pr si sono messi all' opera comprando inserzioni e mettendo mano al portafogli.

 

Ma il problema è che nella pubblicità non c' è solo il logo verde ormai molto famigliare dell' azienda di maglioni, ma ci sono fotografie che ritraggono alcuni ragazzi e ragazze rigorosamente stranieri.

 

crollo del ponte di genova il party dei benetton

Sì, per farsi pubblicità i Benetton i modelli sono andati a prenderli fuori. Su cinque giovanotti che ieri spiccavano dalle pagine dei due quotidiani, quattro erano di colore, mentre l' ultimo aveva l' aria di arrivare dall' America Latina.

 

Anche qui qualcuno potrebbe obiettare che in fondo, pur essendo veneti, i Benetton sono una multinazionale e i loro maglioni non li vendono solo fra Milano e Roma, dunque è giusto rivolgersi all' estero. Osservazione che però non tiene conto di come sono vestiti i ragazzi nella pubblicità.

 

La sorridente fanciulla che ieri si affacciava tra le notizie del Corriere, qualche pagina dopo quelle riguardanti il ponte Morandi, ha sulle spalle una coperta termica usata per scaldare i naufraghi e al braccio porta un giubbotto di salvataggio arancio di quelli che indossano i profughi arrivati sui barconi.

 

TOSCANI BENETTON

L' altra giovane che le fa compagnia sullo stesso quotidiano, oltre ad avere in mano un rosario musulmano (un altro lo ha al collo), ha in testa quello che sembra un passaporto libico. Su Repubblica i soggetti cambiano ma il concetto rimane lo stesso.

 

Ci sono due ragazzi di colore con le borse di plastica dei migranti e vari strati di vestiti, poi arriva un terzo soggetto che, come detto, pare latinoamericano. Il messaggio di quest' ultimo è il più chiaro, perché il giovane non solo ha una valigia in mano, un giubbotto di salvataggio al collo e le corde da marinaio intorno alla vita per tener su i pantaloni (oltre a un plaid sulle spalle), ma ha pure delle rose in mano, proprio come i tanti venditori ambulanti che affollano le spiagge (uno dei quali, bengalese, incidentalmente l' altro giorno a Rimini ha violentato una turista).

 

Toscani autostrade benetton

Insomma, la pubblicità della famiglia dei maglioni è un inno all' immigrazione. Gli extracomunitari sono belli e sorridenti, e si dimostrano contenti di essere arrivati, al punto che uno - quello delle rose - ha già un cappello in testa con la scritta Italia. Eh, già, la pacchia comincia.

 

Che i Benetton sfruttino la polemica del momento, quella sui migranti, ovviamente non stupisce. Sono anni che l' art director della casa gioca a dare pugni nello stomaco.

 

Dai malati di Aids ai condannati alla sedia elettrica, per finire alle ragazze devastate dall' anoressia, tutto è passato sotto la macchina fotografica di Oliviero Toscani per essere trasformato in spot, anzi, in business. Figurarsi dunque se il creativo poteva lasciarsi sfuggire l' occasione di acchiappare il grande tema dell' immigrazione.

gilberto benetton

 

Del resto, l' uomo a cui Luciano Benetton ha affidato il compito di rilanciare l' immagine dei suoi maglioni è colui che molto elegantemente qualche giorno fa ha definito il ministro dell' Interno Matteo Salvini «una scoreggia». Che eleganza. Che talento. Che coraggio.

 

luciano benetton e oliviero toscani

C' erano molti modi per risalire la china dopo essere sprofondati nel baratro di una strage in cui hanno perso la vita 43 persone: la famiglia di Ponzano ha scelto il peggiore, dimostrando di essere pronta a sfruttare per affari anche un fenomeno doloroso come quello dell' immigrazione.

 

I profughi che sbarcano possono piacere o no, ma non sorridono come li fa sorridere Toscani. Non sono né allegri né festosi, ma soprattutto non indossano i capi dei Benetton.

Oltre ai maglioni, ai naufraghi manca anche l' insensibilità, che invece pare abbondi dalle parti di Ponzano Veneto.

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