berlusconi vezzali

“PRESIDENTE, DA LEI MI FAREI VERAMENTE...TOCCARE!” – LA STREPITOSA GAFFE DI VALENTINA VEZZALI, NEOSOTTOSEGRETARIO ALLO SPORT, CON BERLUSCONI NEL 2008 E LA BATTUTA DI VESPA: “TOCCARE IN SENSO TECNICO...” – CECCARELLI: "VEZZALI E’ LA SCELTA POP DEL GOVERNO DEI MIGLIORI MA PORTA IN DOTE “UN BEL CARATTERINO” - QUANDO NEL 2015 RENZI STAVA PER PROMUOVERE VEZZALI A MINISTRO DELLO SPORT, DA QUEL MONDO SI REGISTRÒ LA CLASSICA LEVATA DI SCUDI. RIVENNE FUORI ANCHE IL… - VIDEO

 

Filippo Ceccarelli per “la Repubblica”

 

valentina vezzali e silvio berlusconi a porta a porta

Oggi Valentina Vezzali sarà nominata sottosegretario allo sport, unica casella lasciata libera, per complicate ragioni che mettono in causa la vita stessa dell' intero comparto.

 

L' idea, un pochino ingenua, sarebbe che in un governo mezzo "tecnico" e "dei migliori" la più grande campionessa di scherma di tutti i tempi, la più medagliata (16 ori mondiali, 13 europei, 3 alle Olimpiadi), la più riconosciuta all' estero e in patria dove fino a ieri ha fatto tante cose buone (l' ultima mettersi a disposizione per il progetto "Legend" di Sport e Salute), ecco, l' idea sarebbe di farla passare come una scelta appunto "tecnica", aggettivo che più ambiguo non ce n' è.

 

valentina vezzali e silvio berlusconi a porta a porta

Così, pur con la quasi certezza che difficilmente si rimpiangeranno i predecessori di partito Lotti e Spadafora, la scelta sembra rientrare piuttosto nel novero pop, per il format dei migliori. E qui la faccenda si fa doppiamente delicata perché da un lato l' odierna politica è, rispetto allo sport, tanto rapinosa quanto parassitaria; mentre dall' altro ecco che Vezzali, proprio perché grandissima campionessa, reca in dote quel che con sorriso, o un sospiro, o un' alzata di occhi, comunque si definisce "un bel caratterino".

VALENTINA VEZZALI FRANCO GABRIELLI

 

Accortezze e buon senso sconsigliano di calcare sul fattore femminile. Per quanto sconquassato, lo sport abbonda di campioni maschi scemi, bulli, viziati. Ma negli organismi collettivi la figura della Prima Donna è per sua natura problematica, divisiva. Per cui ci si limita a ricordare che quando nell' estate del 2015 Matteo Renzi (che quanto a tornaconti pop sapeva il fatto suo) era lì lì per promuovere Vezzali a ministro dello Sport, da quel mondo si registrò la classica levata di scudi con polemiche, lettere aperte e raccolte di firme.

 

valentina vezzali

Le si rimproverava - e non è mai bello - di aver espresso opinioni sul matrimonio e la famiglia naturale, uomo e donna, tralasciando altre opzioni. Ma rivenne fuori anche il peccato di cui lei per prima, come ammise poi, avrebbe potuto fare a meno, specie perché non ne aveva bisogno. Il video di Porta a porta , settembre 2008, ancora fa ridere, ma anche un po' tristezza, più per come era stato allestito il siparietto che per la sua gravità.

valentina vezzali e silvio berlusconi a porta a porta

 

Nel quadro dei frequenti omaggi servili al Berlusconi vincitore (ma già in fregola galante) la si vede regalargli un fioretto con incisa una dedica. Si scherza e infine Vezzali esagera: «Presidente, da lei mi farei veramente toccare! ». Euforia maschile in studio mentre Vespa dilata l' infelice battuta: «In senso tecnico...».

 

Non si ricorda qui l' immensa gloria sportiva del personaggio, la disciplina, le stoccate, la fragilità prima, un misto di angoscia e scaramanzia, e la ferocia vincente poi. A quei livelli, dopo tutte le emozioni regalate al pubblico, ci si può permettere tutto: portarsi il figlio sul podio, mettersi il cappellino con lo sponsor personale, sfilare in costume da bagno con tricolore, mettere all' asta la tuta olimpica, ballare sotto le stelle. Purché si continui a vincere, ed è così.

valentina vezzali mario monti

 

Nel 2013 il professor Monti, l' uomo che ha incarnato l' alternativa a Berlusconi, fa pure lui la scelta pop e candida Vezzali che diventa onorevole di Scelta civica; ma lei rimane lei, cui ogni cosa è consentita, anche di rivelare che Monti è strasicuro di diventare presidente della Repubblica, che invece sarebbe la classica cosa da tenersi per sé. A Montecitorio c' è e non c' è, però propone l' inno in aula prima di ogni seduta, «dobbiamo essere più nazionalisti» spiega candida; ma soprattutto vince un altro oro. Quando appende il fioretto al muro ha molte strade davanti. Chi l' ha chiamata al governo deve sapere che le idee facili spesso sono difficili.

MARIO DRAGHI

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