mario draghi olaf scholz emmanuel macron volodymyr zelensky

IL VIAGGIO DI DRAGHI, MACRON E SCHOLZ A KIEV È UN MESSAGGIO A BIDEN – I TRE LEADER DOMANI INCONTRERANNO ZELENSKY: UN MODO PER FAR CREDERE AGLI AMERICANI CHE L’EUROPA SI MUOVE COMPATTA CON UNA LINEA COMUNE SULLA GUERRA. TUTTI SANNO CHE NON È COSÌ: I TEDESCHI DALL’INIZIO SONO SCETTICI SUGLI AIUTI A ZELENSKY, E IN MOLTI INIZIANO A PENSARE CHE IL PRESIDENTE UCRAINO STIA TIRANDO TROPPO LA CORDA. FINO A QUANDO L’EUROPA POTRÀ SOSTENERE LA LINEA DI COMPLETA INTRANSIGENZA DELL’EX COMICO?

Adalberto Signore per “il Giornale”

 

mario draghi naftali bennett

Dalla suite antimissile dell'hotel King David di Gerusalemme, al lungo viaggio che tra volo di Stato e treno dovrebbe portarlo da Roma fino a Kiev. Tutto in 48 ore o poco più, con un Mario Draghi che è sempre più impegnato sul fronte della politica estera. La priorità, ovviamente, è il conflitto tra Mosca e Ucraina. Con sullo sfondo il complesso equilibrio necessario ad avvicinare due interlocutori ancora distanti, Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky.

 

emmanuel macron olaf scholz

Proprio sul primo, peraltro, può avere un canale privilegiato il premier israeliano Naftali Bennett, non solo in nome degli storici rapporti tra Russia e Israele ma anche grazie al suo rapporto diretto con il leader del Cremlino.

 

Mentre sul secondo si muoveranno più o meno di concerto Emmanuel Macron, Olaf Scholz e Draghi, attesi domani a Kiev per una visita che è destinata a restare nella storia. Per la prima volta, infatti, tre leader europei saranno insieme in un teatro di guerra, per dare una solidarietà che è politica e anche di comunicazione.

 

mario draghi allo yad vashem 4

Un messaggio di decisa vicinanza dell'Europa a chi è stato inopinatamente aggredito, ma anche un segnale di solidità dell'Ue nella sua interlocuzione verso l'esterno. Contro Putin l'aggressore, certo. Per rendere più solida la resistenza ucraina (e europea) all'invasione. Ma anche nei confronti della Germania, sulla quale non ha caso si è molto lavorato affinché fosse presente a Kiev.

 

Con l'auspicio che Berlino comprenda che anche le sue posizioni e le sue necessità (in primis quelle energetiche) devono fare i conti con l'interesse comune).

 

vladimir putin emmanuel macron.

Ma il segnale è anche verso gli Stati Uniti, perché è evidente che il summit di domani sarà un modo per dire che l'Europa ha e riesce ad esprimere una sua linea comune.

Insomma, una scelta di campo netta.

 

Proprio in un momento in cui in molti Paesi europei iniziano a raffreddarsi gli entusiasmi filo ucraini. D'altra parte, una trasferta del genere con Macron, Scholz e Draghi nello stesso posto insieme a Zelensky richiede uno sforzo organizzativo e di intelligence gigantesco: una tratta in treno fino ai confini dell'Ucraina o appena dopo e poi centinaia di chilometri di treno. Per una visita che dovrebbe durare una decina di ore.

 

PUTIN ZELENSKY

Quello su cui si stanno interrogando le diplomazie occidentali in queste ore, però, è il messaggio che i tre leader dovranno portare domani a Zelensky in vista di una possibile trattativa con la Russia. Fino a che punto, infatti, l'Europa è disposta a sostenere una linea di completa intransigenza e quanto invece inizia a pensare che qualche concessione Kiev sarà comunque costretta a farla?

 

Da Palazzo Chigi nessuno lo conferma, ma è plausibile pensare che il tema sia stato oggetto di confronto durante l'incontro di ieri tra Draghi e Bennett. «Ringrazio il governo israeliano per il suo sforzo di mediazione in questa crisi», spiega l'ex numero uno della Bce durante la conferenza stampa congiunta. E aggiunge: «L'Italia continua a lavorare perché si giunga ad un cessate il fuoco e a negoziati di pace, nei termini che l'Ucraina riterrà accettabili».

volodymyr zelensky

 

Altro capitolo decisivo sul fronte guerra è il dossier del grano. Che, secondo alcuni auspici, potrebbe fare qualche passo avanti grazie all'ingresso in campo della Romania. Domani, infatti, a Kiev è atteso anche il presidente rumeno Klaus Iohannis. Ed è previsto partecipi a tutti gli appuntamenti congiunti e pubblici in programma per Macron, Scholz, Draghi e Zelensky. L'idea di allargare il formato a tre a un Paese dell'Est è stata dell'inquilino dell'Eliseo, ma chissà che non possa essere il primo passo verso un'intesa sul grano che invece di puntare ai porti sfrutti la fitta rete di canali del Delta del Danubio.

 

emmanuel macron olaf scholz

La soluzione, però, non sembra al momento vicina. Tanto che proprio nel giorno in cui il governo di Kiev fa sapere che «resterà fuori dal mercato del frumento per almeno tre stagioni», Draghi torna a chiedere al più presto «corridoi sicuri per il grano».

 

Questione anche questa discussa con Bennet, nella convinzione che il tempo sia ormai «pochissimo» visto che «tra poche settimane il nuovo raccolto sarà pronto e sarà impossibile conservarlo». Un faccia a faccia, quello con il premier israeliano, che per circa un'ora è proseguito in solitudine e senza sherpa. E che Bennet chiude con un elogio. «Ora che Angela Merkel è andata via ha detto l'Europa ha bisogno di una leadership forte e responsabile. E io ammiro la tua di leadership».

mario draghi allo yad vashem

 

Il primo viaggio in Israele da premier, però, è anche l'occasione per visitare lo Yad Vashem. «Il silenzio di questo luogo ci aiuti ad affrontare la violenza dei nostri tempi», dice Draghi al memoriale della Shoa. Nel primo pomeriggio, invece, l'incontro a Ramallah con il primo ministro palestinese Mohammed Shtayyeh. Una visita che sugella sei accordi di sviluppo con la Palestina per un totale di 17 milioni di euro.

macron putinolaf scholz emmanuel macron

Ultimi Dagoreport

tilman fertitta yacht boardwalk

FERTITTA, CARO CI COSTI! – L’AMBASCIATORE DI TRUMP IN ITALIA CONTINUA IL SUO GIRO DEL MEDITERRANEO IN YACHT, CHE COSTEREBBE ALLO STATO ITALIANO LA SOMMETTA DI 115MILA EURO AL GIORNO, PER SCORTA E SICUREZZA, PER UN TOTALE DI OLTRE 5 MILIONI (IL TOUR INIZIATO IL 13 GIUGNO A CIVITAVECCHIA SI CONCLUDERA’ IN SARDEGNA A META’ AGOSTO) – NELLE SCORSE SETTIMANE IL FIGLIO DELL'AMBASCIATORE, PATRICK FERTITTA, AVREBBE INIZIATO A STUDIARE IL "DOSSIER LAZIO" IN VISTA DI UNA PROPOSTA DI ACQUISIZIONE DEL CLUB DI LOTITO - L'EMISSARIO DI TRUMP, TEXANO CON ANTENATI SICILIANI, È TRA I BUSINESSMEN PIÙ RICCHI D'AMERICA: 11 MILIARDI DI PATRIMONIO, CONTROLLA UN COLOSSO DELLA RISTORAZIONE E CASINÒ, È PROPRIETARIO DEGLI HOUSTON ROCKETS, FRANCHIGIA DI BASKET NBA, ACQUISITI PER 2,2 MILIARDI....

sara soldati leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - A LEONARDINO DEL VECCHIO NON BASTAVANO GLI INFINITI SCAZZI FAMILIARI, NÉ IL RINVIO A GIUDIZIO PER IL DOSSIERAGGIO DEI CYBER-SPIONI DI ‘’EQUALIZE’’. ORA, PER LA SERIE “ANCHE I RICCHI PIANGONO”, SI RITROVA SULLA CAPOCCIA UNA QUERELA PER ‘’VIOLENZA PRIVATA’’ E UNA DENUNCIA PER ‘’SOTTRAZIONE DI MINORE’’, PRESENTATA DALLA MODELLA E INFLUENCER SARA SOLDATI, MADRE DI BIANCA, LA BAMBINA DI UN ANNO NATA DALLA LORO RELAZIONE - MALGRADO UN DOVIZIOSO ASSEGNO MENSILE (50MILA EURO?) ALLA SOLDATI, CHE LA TRISTE ISTORIA SAREBBE FINITA A PESCI IN FACCIA ERA FACILMENTE PREVEDIBILE, ALMENO DA UN MESE, DA QUANDO LEONARDINO GLI AVEVA BLOCCATO LE CARTE DI CREDITO - ESSENDO LE DISGRAZIE COME LE CILIEGIE, UNA TIRA L’ALTRA, IL LEGALE DELLA MODELLA E’ L’IMMANCABILE ANNAMARIA BERNARDINI DE PACE, UN “MASTINO CON LA TOGA” CHE DI SICURO FARÀ VEDERE I SORCI VERDI A LEONARDINO…

roberto vannacci giorgia meloni

DAGOREPORT - L’ESPLOSIVA DISCESA IN CAMPO DI ROBERTO VANNACCI STA FOTTENDO L’ARMATA BRANCA-MELONI – SENZA FUTURO NAZIONALE, IL CENTRODESTRA NON SOLO RISCHIA DI PERDERE PALAZZO CHIGI MA DEVE DIRE ADDIO AL SOGNO DI ESPUGNARE ROMA E MILANO ALLE COMUNALI DELLA PRIMAVERA 2027 - I DATI DEGLI ULTIMI SONDAGGI RISERVATI REGISTRANO QUANTO VANNACCI STIA PRENDENDO PIEDE, A SPESE DI FDI, A MILANO (7/8%) E A ROMA (6,8%) – SENTITA PUZZA DI SCONFITTA, LA RUSSA, DA QUEL POLITICO SCALTRO ED ESPERTO CHE È, HA SCARICATO LUPI E BALILLA, MOLLANDO LA PATATA BOLLENTE DELLA SCELTA DEL CANDIDATO NELLE MANINE DELLE SORELLE MELONI – A ROMA LA SCELTA DELLO SFIDANTE DI GUALTIERI SARÀ SVELATA SOLO ALL’INDOMANI DEL RITIRO DELL’INDIGESTA AUTO-CANDIDATURA DI FABIO RAMPELLI. L’ARDUO INCARICO DI FAR TORNARE SUI SUOI PASSI L’INGOMBRANTE EX TUTOR DI GRAN PARTE DEI MELONIANI OGGI AL POTERE, È STATO AFFIDATO A FRANCESCO LOLLOBRIGIDA, TORNATO IN GRAN SPOLVERO…

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?