“PIAZZAPULITA” BECCA LO SPIONE GIUSEPPE DEL DEO, L’EX NUMERO 2 DELL’AISI E DEL DIS, MISTERIOSAMENTE CACCIATO SU DUE PIEDI DALLA FIAMMA MAGICA E POI FINITO INDAGATO PER PECULATO E ACCESSO ABUSIVO A BANCHE DATI ISTITUZIONALI NELL’INCHIESTA SULLA FAMIGERATA "SQUADRA FIORE" – DA UNO COME DEL DEO, CHE HA GESTITO L’INTELLIGENCE ECONOMICO-FINANZIARIA (MA SOPRATTUTTO POLITICA) DEL PAESE, INTERCETTANDO LA QUALUNQUE, CHE PUOI ASPETTARTI CHE DICA? L'INTERCEPTOR DE' NOANTRI LO SA BENISSIMO CHE MENO PARLA E PIU' FA PAURA - A PROPOSITO DELLO SCANDALOSO E MAI VISTO BABY-PENSIONAMENTO A 51 ANNI, SI PERMETTE UNA CRIPTICA FRECCIATA IN DIREZIONE DI PALAZZO CHIGI: “HO DECISO DI USCIRE MENTRE ERO IN UN RUOLO NON OPERATIVO, IN UN MOMENTO IN CUI IL GOVERNO AVEVA SCELTO ALTRO RISPETTO A QUELLA CHE ERA LA MIA POSSIBILITÀ” (MA CHE VOR DI'?) – A CHI IPOTIZZA IN SALVINI, MANTOVANO E NEL VICE DELL'AISI DE DONNO, LA CAUSA DELLA SUA CADUTA, LO SPIONE GETTA LA PALLA IN TRIBUNA: “È PURA RICOSTRUZIONE, PERCHÉ NON PENSO CHE IL GOVERNO SI FACCIA CONDIZIONARE, FA DELLE SCELTE POLITICHE” – SULL'OPPORTUNITA' DI COLLOCARSI 7 GIORNI DOPO L'USCITA DALL'AISI ALLA PRESIDENZA DI CERVED SPA, L'AZIENDA DEL "MILIARDARIO OSCURO" PIGNATARO SPECIALIZZATA NEL FORNIRE "DATI SENSIBILI" A BANCHE E IMPRESE, FA IL PESCE IN BARILE: “LE INTERCETTAZIONI PREVENTIVE DURANO IL TEMPO NECESSARIO ALLA CONCLUSIONE DI UN'OPERAZIONE. DOPO, NON HANNO PIÙ VALORE...” (CIAO CORE!) – VIDEO
SERVIZIO DI PIAZZAPULITA CON INTERVISTA A GIUSEPPE DEL DEO
Trascrizione del servizio di Carlo Marsilli per “Piazzapulita” – La7
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Corrado Formigli: Vediamo, seconda parte dell'inchiesta, la versione di Giuseppe Del Deo e, naturalmente, i misteri, perché entra in entra in campo adesso proprio la politica e poi c'è la cosa che a me colpisce di più, il fatto che il Del Deo esce, ma entra nel settore privato con le sue immense conoscenze della situazione bancaria, finanziaria italiana. Vediamo.
Carlo Marsilli: Nell'inchiesta su Giuseppe Del Deo, l'ex potentissimo vice direttore dei servizi segreti, le accuse nei suoi confronti di peculato e ammanchi milionari si intrecciano con i sospetti di presunte attività clandestine di spionaggio, le stesse attribuite alla cosiddetta squadra Fiore, un presunto gruppo di ex agenti dei servizi e delle forze dell'ordine. Una nostra fonte ricostruisce un quadro anche politico di quanto starebbe accadendo.
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Fonte: C'è questa presunta squadra Fiore, in cui spuntano figure che hanno lavorato coi servizi. C'è la maxi inchiesta su Equalize, la presunta centrale di dossieraggio milanese in mano a Pazzalli e all'ex super poliziotto Carmine Gallo, tra l'altro morto improvvisamente prima di consegnare il suo memoriale, che parlava di contatti coi servizi italiani.
E infine ci sono i sospetti su Del Deo, sull'utilizzo che lui o i suoi sodali avrebbero fatto delle banche dati in uso ai servizi, tutti ancora da dimostrare. La sensazione è che qualcuno stia mettendo ordine nel mondo delle centrali di spionaggio parallele, vere o presunte che siano.
Non dimenticarti che tra un anno si vota, c'è un governo da rieleggere e nessuno vuole che spuntino sorprese all'ultimo momento. Ad esempio, dettagli su una vicenda come quella di Paragon, su cui ci sono ancora indagini in corso, ma che il governo continua a silenziare.
Carlo Marsilli: In questa storia di intrighi e misteri ci sono dei punti fermi. Il primo è politico. Nel luglio 2023, Giorgia Meloni decide di scommettere su Del Deo e lo nomina vice direttore dei servizi segreti interni, uno dei ruoli più delicati dell'intera architettura istituzionale.
ALFREDO MANTOVANO E GIORGIA MELONI - FOTO LAPRESSE
Giovanni Tizian: Nel 2023 scopriamo due fatti che poi sono destinati a pesare sul finale di carriera di Del Deo.
Carlo Marsilli: Il primo è la scoperta di due soggetti che stavano armeggiando sotto vicino l'auto dell'ex compagno di Giorgia Meloni, Andrea Giambruno.
Giovanni Tizian: Inizialmente vengono identificati due agenti dei servizi segreti. Poi la versione cambia e ad essere accusati restano due ricettatori della mala romana. La seconda riguarda sempre l'AISI e la Presidente del Consiglio, cioè scopriamo che il capo di gabinetto della Presidente del Consiglio è stato monitorato e spiato dall'AISI, sulla base di voci arrivate su presunti suoi rapporti con un lobbista, ma anche con coinvolti in affari un poco chiari.
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Carlo Marsilli: E qui, invece, parliamo di Gaetano Caputi, capo di gabinetto della Premier, il suo braccio destro amministrativo.
Giovanni Tizian: E ci rendiamo conto che probabilmente la Presidente del Consiglio, diciamo, di questa vicenda qui non ne sapeva nulla.
Carlo Marsilli: Queste vicende pongono, una questione importante, cioè il primo ministro ha il controllo dei servizi segreti o in qualche modo, come ogni tanto si dipinge anche lei, è vittima di complotti veri o presunti?
Giovanni Tizian: Mah, la sindrome dell'accerchiamento deriva proprio probabilmente dal fatto che in alcuni casi e per alcune vicende non ha avuto il controllo. Certo, è grave che comunque la filiera ancora una volta ci porti sempre da Giuseppe Del Deo, perché poi testimonianze degli agenti che hanno seguito queste verifiche su Caputi indicano Del Deo come quello che ha chiesto queste verifiche.
Carlo Marsilli: È dopo queste vicende che nel silenzio del Ferragosto 2024, Del Deo viene improvvisamente trasferito alla vice direzione del DIS, il dipartimento per le informazioni della sicurezza. È la fine della sua carriera operativa ed è il segno che Del Deo e i suoi sostenitori avrebbero perso la partita politica. Passano 6 mesi e Salvini, nel pieno dello scandalo Paragon, pronuncia questa frase.
SALVINI CON LA MAGLIA DI PUTIN
Matteo Salvini: Sicuramente un momento di chiarezza in quelli che paiono regolamenti di conti interni all'interno dei servizi di intelligence che svolgono un ruolo fondamentale per la stabilità, la sicurezza e la democrazia del paese è fondamentale.
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Fonte: Del Deo era il candidato del governo alla direzione dell'AISI, su questo non c'è dubbio. Sarebbe stato però Salvini a bloccare l'operazione, memore delle notizie uscite sugli incontri tra lui e l'ambasciatore russo in Italia, dopo lo scoppio della guerra in Ucraina, avvenuti all'oscuro del premier Draghi.
ALFREDO MANTOVANO E GIORGIA MELONI - FOTO LAPRESSE
Carlo Marsilli: E qui, attenti, perché state per ascoltare la lotta politica che si sarebbe scatenata in quei mesi. Da una parte, a sostegno di Del Deo, Giorgia Meloni e Guido Crosetto. Dall'altra, oltre a Salvini, anche il potente sottosegretario Mantovano e l'altro vice direttore dell'Intelligence, il generale Carlo De Donno.
Fonte: A convincere Meloni a scartare Del Deo, il candidato che lei e Crosetto sostenevano, si sarebbero poi schierati anche il sottosegretario Mantovano e Carlo De Donno, l'altro vice direttore dell'AISI, considerato molto vicino a Salvini e amico di Mantovano tramite il fratello, il procuratore di Brindisi Antonio De Donno.
GIORGIA MELONI PATRIZIA SCURTI ANDREA GIAMBRUNO
Carlo Marsilli: Quindi, quando Salvini parla dei regolamenti di conti interni, è a questo che si riferisce?
Fonte: È possibile. Sicuramente le vicende Gianbruno e Caputi hanno pesato nel rapporto di fiducia tra Meloni e Del Deo e immagino che qualcuno abbia avvisato il governo che la procura si stava muovendo, che circolavano voci compromettenti su Del Deo. Quel che è certo è che si è fatto dei nemici potenti e che qualcuno nei servizi non ha ancora chiuso i conti con lui.
Carlo Marsilli: Tra le ville delle ambasciate capitoline, all'ombra di cedri del Libano e pini marittimi, si trova la casa dove Del Deo ha abitato nei suoi ultimi anni all'AISI.
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Carlo Marsilli: Il misterioso pensionamento di Del Deo arriva il 7 aprile 2025 con un apposito decreto presidenziale secretato. Prima di essere approvato, viene scrutinato dal Copasir (Comitato Parlamentare della Sicurezza), quello preposto al controllo dei servizi segreti.
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Lorenzo Guerini (Copasir): Abbiamo espresso un parere, sulla base delle motivazioni che il governo ha portato alla nostra attenzione, abbiamo ritenuto di dare un parere positivo. C'è stata l'unanimità? Eh, diciamo, non potrei, non posso dirlo, diciamo che non direi che c'è stata l'unanimità.
Carlo Marsilli: Scopriamo, quindi, che su quel pensionamento ad hoc non tutti erano d'accordo. Peccato che il Copasir non avesse il potere di valutare anche la norma apposita con cui il governo ha consentito a Del Deo di passare subito nel ricco mondo delle imprese private.
Fonte: Il problema non è tanto la pensione anticipata, a cui devi aggiungere la cosiddetta ''cravatta'', l'indennità fuori busta destinata a direttori e vice direttori, ma il fatto che uno che sa tutti i cazzi delle aziende italiane ottiene il permesso per farsi assumere subito nel privato.... Nel suo caso alla Cerved, una delle aziende della galassia in mano ad Andrea Pignataro, uno degli uomini più ricchi al mondo.
Carlo Marsilli: Andrea Pignataro è secondo Forbes, il 47° uomo più ricco al mondo, con un patrimonio personale di 42 miliardi di dollari. È a capo del gruppo Ion, multinazionale lussemburghese con enormi interessi nel nostro paese, dal campo creditizio a quello immobiliare e bancario.
Tra i suoi gioielli c'è anche la Cerved, di cui Del Deo diventa presidente esecutivo una settimana dopo il suo prepensionamento, nell'aprile 2025. Per Pignataro, quell'anno si rivela sicuramente importante.
Un'altra sua azienda, la Cedacri, vince una complessa battaglia amministrativa contro lo Stato italiano, relativa a fatti precedenti l'arrivo di Del Deo nel gruppo di Pignataro, che poi chiude un contenzioso personale con il fisco italiano da 1 miliardo e 2, pagando 280 milioni di euro.
In queste vicende non vi è alcuna evidenza di interventi da parte di Del Deo. Dopo la rivelazione delle indagini che lo riguardano, Del Deo si è autosospeso dal suo ruolo in Cerved.
guido crosetto lorenzo guerini foto lapresse.
Fonte: È già capitato in passato che un vertice dei servizi andasse nel privato, ma nel caso di Del Deo, noi oggi sappiamo che prima del suo pensionamento stavano raccogliendo materiale su un suo presunto coinvolgimento in peculato, sparizioni di fondi e forse addirittura accessi abusivi. Marco Mancini, l'agente dei servizi che incontrò Renzi all'Autogrill, venne messo alla porta senza tanti cerimoniali. Che carte aveva Del Deo per ottenere un trattamento del genere?
Carlo Marsilli: E ora abbiamo finalmente l'occasione di sentire direttamente da Del Deo come sarebbero andate le cose.
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Dottor Del Deo? Buon pomeriggio. Salve. Sono interessato, come dire, approfondire con lei il suo pensionamento, no?
Giuseppe Del Deo: È stato un po' costruito ad arte mediaticamente, per il semplice motivo che io stavo a un anno e due mesi dai 40 anni di servizio, che per noi è il massimo.
Carlo Marsilli: A 51 anni?
Sì, perché io sono entrato in accademia a 18 anni e noi facciamo 35 anni più 5 anni, quindi a me mancava solo un anno per il massimo.
renzi e mancini incontro all autogrill di fiano romano
Carlo Marsilli: È strano perché veniva dalla nomina a vice direttore, una carriera che l'avrebbe vista arrivare direttore, insomma, questo, diciamo, era quello che poteva essere nelle corde.
Giuseppe Del Deo: Sì, poteva essere nelle corde.
Carlo Marsilli: A un certo punto tutto questo si interrompe, viene spostato al DIS che ha un ruolo non operativo, no?
Giuseppe Del Deo: Sì, stare per me in un ruolo non operativo, in un momento in cui il governo aveva scelto altro rispetto a quella che era la mia possibilità, l'età era giusta per poter entrare in un mercato privato e poi concordemente con quella che era la mia dirigenza dell'epoca, si è deciso di uscire, quindi è stato anche una cosa concordata.
Carlo Marsilli: Cioè, lei ha fatto domanda di andarsene? Aveva già preso contatti con Cerved in questo senso con Pignataro?
Giuseppe Del Deo: Da lì a qualche mese, comunque, potevo guardarmi in giro. Cerved non era l'unica soluzione che avevo, ne avevo altre plausibili.
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Carlo Marsilli: Immagino. Però lei ha trovato, come dire, opportuno andare con il suo passato, no? Nel nucleo economico finanziario, entrare subito nel mondo del privato. Aveva in mano anche le intercettazioni preventive, no, su questo?
Giuseppe Del Deo: Sì, anche se le intercettazioni preventive durano il tempo che quell'intercettazione ha una validità, cioè quando si agisce sui mercati, quando i mercati hanno concluso un'operazione, quell'informazione non ha più valore.
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Carlo Marsilli: E vabbè, però sa, ad esempio, sul rischio bancario, come si sono mossi, Caltagirone, Orcel, no? Faccio un esempio e quello comunque è un patrimonio informativo sul mercato.
Giuseppe Del Deo: Ma adesso è in Cerved.
Carlo Marsilli: Ma insomma, Pignataro, voglio dire, le sue azioni, no, lo so, azioni delle banche comunque ce le ha, quindi ciò potrebbe utilizzarlo.
Giuseppe Del Deo: Non ci sono investimenti in Italia, ve lo posso assicurare, non c'ho proprio investimenti in banche di sistema.
Carlo Marsilli: Senta, mi hanno detto, mi hanno detto che il lo stipendio a Cerved sarebbe arriverebbe a 1 milione e 2 all'anno.
Giuseppe Del Deo: Magari a Dio, eh. Quindi l'ho anche perso perché mi sono dovuto dimettere, quindi.
Carlo Marsilli: L'altra informazione che ho, una fonte mi ha riferito che avrebbe ricevuto anche una fuoriuscita dall'amministrazione.
Giuseppe Del Deo: Essendo andato in pensione, ho avuto il TFR, come tutti i dipendenti pubblici.
Carlo Marsilli: Mi conferma la pensione sui €10.000 al mese?
Giuseppe Del Deo: No, io confermo che la mia pensione in questo momento è €4.800 al mese.
Carlo Marsilli: Lei si è ritrovato contro Salvini, Mantovano e De Donno?
Giuseppe Del Deo: Secondo me è pura ricostruzione, perché non penso che il governo si faccia condizionare da da da scelte, il governo fa delle scelte politiche.
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Carlo Marsilli: E non c'era un tema politico, diciamo, civile. Lei dice di no. Ma se davvero era tutto così semplice, perché il governo su questa vicenda non ha mai voluto dire una parola?







