VOTO A PERDERE! GHISLERI: UNA BUONA MAGGIORANZA DEGLI ITALIANI, QUASI 2 SU 3 NON DESIDERA OGGI ELEZIONI ANTICIPATE (NON SOLO TRA GLI ELETTORI DEI PARTITI DI MAGGIORANZA MA ANCHE TRA LE OPPOSIZIONI) - ALLE PRIMARIE DEL CAMPO LARGO SCHLEIN BATTE CONTE SOLO IN UNA GARA A DUE. IL LEADER M5S È DAVANTI IN UNA CORSA CON PIÙ CANDIDATI, ELLY HA MAGGIORI CONSENSI TRASVERSALI FRA I PARTITI DELLA COALIZIONE. NON CONVINCE L’IPOTESI DEL FEDERATORE…
Alessandra Ghisleri per la Stampa - Estratti
GIORGIA MELONI - Mohamed bin Salman Al Saud
Una buona maggioranza degli italiani, quasi 2 su 3 (61,9%), non desidera oggi elezioni anticipate. Tra le file della maggioranza questa indicazione registra forti polarizzazioni, soprattutto in Forza Italia (90,2%) e Fratelli d'Italia (92,7%), dove la percentuale supera il tetto del 90%. Anche tra le opposizioni emerge una certa reticenza ad "andare alle urne", come si dice in gergo, non così marcata come tra i partiti di governo ma comunque significativa.
Sulle barricate del centro sinistra è come se convivessero due spinte opposte: da un lato il desiderio di replicare al più presto il sapore della vittoria appena assaggiato con il risultato referendario, dall'altro il timore di cadere in un possibile tranello elettorale.
Solo il partito di Giuseppe Conte esce allo scoperto su possibili elezioni anticipate, differenziandosi dagli altri con 1 elettore su 2 (52%) che desidererebbe esprimere propria partecipazione politica al più presto. Un dato interessante riguarda anche coloro che vengono classificati tra gli "indecisi", dove il 23,8% di chi oggi non esprime un orientamento politico si dichiara pronto a tornare alle urne, forse galvanizzato proprio dal voto referendario e dalla sua capacità di mobilitazione.
A questo punto, il centrosinistra è chiamato a sciogliere il nodo della leadership. L'ipotesi di un "federatore" esterno ai partiti viene chiaramente accantonata (23%), mentre prevale nettamente - con il 62,6% delle preferenze - l'idea di individuare un leader interno alla coalizione.
Se oggi si votasse per le primarie, con tutti i leader in campo, gli elettori del centrosinistra indicherebbero Giuseppe Conte come candidato premier del "campo largo" con il 30,3% dei consensi, seguito da Elly Schlein al 28%.
GIORGIA MELONI - FOTO LAPRESSE
Tuttavia, in un ipotetico ballottaggio tra i due, sarebbe Schlein a prevalere, ottenendo il 40% delle preferenze tra l'insieme degli elettori delle opposizioni.
Nel dettaglio, le scelte convergerebbero sulla segretaria del Partito democratico grazie al sostegno del 58% degli elettori del suo partito e di Italia Viva, a cui si aggiungerebbe circa un elettore su quattro di Alleanza Verdi e Sinistra.
Conte, invece, oltre al consenso del proprio partito, raccoglierebbe la quota maggioritaria proprio dell'elettorato di Alleanza Verdi e Sinistra.
Si tratta, naturalmente, di una fotografia del momento, destinata a mutare rapidamente. Le variabili sono molte tra cui possiamo elencare l'errore - forse di tempistica - di aver aperto troppo presto il dibattito sulle primarie, quando ancora si consolidava la vittoria del No al referendum. A ciò si aggiungono la difficoltà di costruire un programma realmente condiviso tra gli alleati del cosiddetto "campo largo" e, soprattutto, la necessità di intercettare quel consenso fluido e trasversale rappresentato da chi ha votato No senza riconoscersi - almeno per ora - pienamente in un partito.
schlein fratoianni bonelli conte
ANGELO BONELLI - GIUSEPPE CONTE - NICOLA FRATOIANNI - ELLY SCHLEIN - FESTEGGIANO LA VITTORIA DEL NO AL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA
