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ZELENSKY SBERTUCCIA GLI EUROPEI MA È L’AMERICA A TRADIRLO – L’AMMINISTRAZIONE TRUMP HA FATTO SAPERE CHE LE GARANZIE DI SICUREZZA AMERICANE SONO SUBORDINATE AL SÌ DI KIEV ALLA CESSIONE DEL DONBASS. MA IL PRESIDENTE UCRAINO NON PUÒ ACCONSENTIRE SENZA UN REFERENDUM (PERDERE LE AREE NON OCCUPATE DA MOSCA SIGNIFICHEREBBE LASCIARE CAMPO LIBERO AI RUSSI PER DILAGARE NEL RESTO DEL PAESE) – LA CENA “TRA AMICI” E L’INTERPRETE “LEGGENDA”: COME L’INVIATO DI TRUMP, STEVE WITKOFF, S’È FATTO MANIPOLARE DA PUTIN...

vladimir putin donald trump anchorage, alaska foto lapresse

FT, GARANZIE DI SICUREZZA USA SUBORDINATE AL SÌ DI KIEV A CESSIONE DEL DONBASS

(ANSA) - L'amministrazione Trump ha fatto sapere all'Ucraina che le garanzie di sicurezza degli Stati Uniti sono subordinate al fatto che Kiev concordi prima un accordo di pace che probabilmente comporterebbe la cessione della regione del Donbass alla Russia. Lo scrive il Financial Times in esclusiva.

   

Washington ha anche lasciato intendere che prometterebbe all'Ucraina più armamenti per rafforzare il suo esercito in tempo di pace se, come prezzo della pace con la Russia, accettasse di ritirare le sue forze dalle parti della regione orientale che controlla.

 

JARED KUSHNER CON STEVE WITKOFF A DAVOS - FOTO LAPRESSE

Volodymyr Zelensky spera di firmare documenti sulle garanzie di sicurezza e un "piano di prosperità" postbellico con gli Stati Uniti già questo mese, dando a Kiev una leva nei futuri colloqui con Mosca.   

 

Ma Washington sta ora segnalando che gli impegni di sicurezza degli Stati Uniti dipendono dal raggiungimento di un accordo con la Russia.  

 

Funzionari ucraini ed europei hanno descritto la posizione degli Stati Uniti come un tentativo di indurre Kiev a fare le dolorose concessioni territoriali che Mosca ha sempre richiesto in qualsiasi accordo.  

 

vladimir putin steve witkoff jared kushner incontro a mosca 22 gennaio 2026

Gli Stati Uniti non hanno ancora dato la loro approvazione definitiva a nessuno dei due accordi, nonostante Zelensky abbia affermato che i testi delle garanzie di sicurezza, discussi con il presidente Donald Trump a Davos la scorsa settimana, erano "pronti al 100 per cento".

 

LA CENA FRA AMICI E L'INTERPRETE “LEGGENDA”. COME I RUSSI SI PAPPANO WITKOFF

Estratto dell’articolo di Micol Flammini per “il Foglio”

 

Al termine del trilaterale ad Abu Dhabi, gli ucraini hanno detto che si è trattato di un incontro con molte criticità, ma sono pronti ad andare avanti. Il presidente Volodymyr Zelensky ha annunciato che presto potrebbe essere firmato il documento sulle garanzie di sicurezza con gli alleati europei e americani, ma le posizioni sulle concessioni territoriali non cambiano.

 

Alexander Zorin

I russi hanno fatto sapere che potrebbero esserci presto nuovi appuntamenti, ma non sono intenzionati a muoversi rispetto alla loro “formula di Anchorage”: si riferiscono agli accordi che secondo Mosca sono stati raggiunti in Alaska, quando il capo del Cremlino Vladimir Putin ha incontrato il presidente americano Donald Trump.

 

Parole di grande ottimismo sono arrivate invece dalla parte americana. Funzionari degli Stati Uniti hanno rilasciato dichiarazioni alla stampa, sostenendo che l’incontro trilaterale potrebbe presto condurre a un vertice fra i due presidenti, Putin e Zelensky.

 

putin e trump ad anchorage, alaska. foto lapresse

Una fonte americana ha detto alla testata Axios che durante l’incontro fra gli emissari del presidente Trump, Putin ha assicurato di voler raggiungere una soluzione diplomatica. Sempre in forma anonima, i funzionari americani si sono spinti oltre nel lodare l’incontro. Hanno detto che “nessuno si è lasciato scoraggiare.

 

Non abbiamo tralasciato nessun argomento. Abbiamo visto molto rispetto nella sala perché cercavamo davvero soluzioni”. Un’altra fonte ha voluto addirittura descrivere l’atmosfera: “C’è stato un momento in cui tutti sembravano quasi amici. Ho avuto un senso di speranza. E’ andato tutto bene, come ci aspettavamo. Siamo soddisfatti della situazione attuale”.

 

MEME SU KYRILO BUDANOV IN VIAGGIO VERSO ABU DHABI

Alcuni osservatori esperti  dell’Amministrazione americana, contando quali e quanti fossero i funzionari presenti ad Abu Dhabi, hanno tentato di capire chi potessero essere le fonti tanto ottimiste, e i più hanno attribuito la frase sulle due squadre  negoziali che sedute   per cena sembravano “quasi amiche” a Steve Witkoff, l’inviato speciale di Trump per il medio oriente che si occupa anche della soluzione della guerra in Ucraina.

 

La frase è sembrata talmente fuori luogo  che anche uno dei massimi propagandisti russi, Aleksandr  Kots, l’ha definita “la cosa più assurda che abbia mai letto sui colloqui di Abu Dhabi”. Gli ucraini non hanno commentato, qualcuno si è limitato a meravigliarsi. Al tavolo c’era Kyrylo Budanov, il capo dell’Ufficio presidenziale di Kyiv  che i russi hanno tentato più volte di eliminare e che Kots definisce “estremista e terrorista”.

 

Era un ritrovo fra nemici, fra persone che si odiano e la delegazione russa comprendeva alcuni degli uomini che hanno reso possibile la guerra di Putin.

 

yuri ushakov, steve witkoff, kirill dmitriev, jared kushner, josh gruenbaum incontro a mosca 22 gennaio 2026

Seduto davanti a Budanov, c’era Alexander Zorin, alto ufficiale dell’intelligence militare Gru […]  Il capo della delegazione era il direttore del Gru, Igor Kostyukov, ma Zorin è un personaggio forse più rilevante: era in quella stanza perché gli americani lo conoscono già.

 

Nel 2016, venne mandato da Putin a negoziare a Ginevra per la creazione di un meccanismo diplomatico congiunto di americani e russi per rispondere alle violazioni del cessate il fuoco fra il regime di Bashar el Assad e l’opposizione in Siria.

 

Venne poi mandato a Damasco, e si occupò di stabilizzare la capitale per mantenere in vita il dittatore siriano. Fu così bravo che Putin gli conferì la medaglia di Eroe della Federazione russa, un’onorificenza molto importante.

 

kirill dmitriev 2

Zorin, come il capo del Fondo sovrano russo, Kirill Dmitriev, come il consigliere del Cremlino per la politica estera, Yuri Ushakov, fa parte della cerchia di personaggi che in virtù della loro passata esperienza con gli americani, sanno come prenderli e farli sentire a loro agio. Con Witkoff il lavoro sembra particolarmente semplice.

 

Il Primo canale della televisione russa nel fine settimana ha mandato in onda un servizio per raccontare un fatto  particolare della serata in cui Putin ha accolto al Cremlino i tre emissari del presidente americano: Steve Witkoff, il genero di Trump,    Jared Kushner e l’avvocato Josh Gruenbaum.

 

Prima dell’ingresso di Putin nella grande stanza, durante i convenevoli, Witkoff ha visto arrivare l’interprete del capo del Cremlino, Aleksei Sadykov. Lo ha indicato, accogliendolo con un festoso: “Eccolo, la leggenda!”.

 

Igor Kostyukov,

Poi gli è andato incontro per stringergli la mano, ammettendo: “Ora posso riconoscere la tua voce meglio di qualsiasi altra voce sulla terra”. Sadykov ha ringraziato. L’emissario di Trump ha attestato la sua simpatia  nei confronti dell’interprete della parte avversaria, dimostrando di non capire l’importanza del suo ruolo in colloqui così delicati: in passato si era fatto fornire un interprete dal Cremlino.

 

A ogni dichiarazione, Witkoff manifesta una grande fiducia nei confronti della parte russa, scambia il silenzio diplomatico di una cena fra spie come un cenno di amicizia e si lascia dedicare un servizio sulla televisione di stato russa mandato in onda soltanto per mostrare che Mosca sa come mangiarsi Washington.    

vladimir putin steve witkoff incontro a mosca 22 gennaio 2026kirill dmitriev 1steve witkoff, yuri ushakov, kirill dmitriev, jared kushner incontro a mosca 22 gennaio 2026 la stretta di mano tra putin e trump ad anchorage, alaska. foto lapresse

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