zingaretti

ZINGARETTI HA SMESSO DI TRAMARE E HA INIZIATO A TREMARE – SENALDI FA IL TAMPONE AL SEGRETARIO PD: “VORREBBE LIBERARSI DI CONTE, MA NON VUOL PIÙ VOTARE PERCHÉ, MENTRE IL PREMIER HA UN PIANO B - FARSI IL SUO PARTITO -, IN CASO DI ELEZIONI NON SAPREBBE CHE PESCI PIGLIARE. TEME CHIUNQUE ABBIA IDEE E RESTA SCHIACCIATO TRA UE, GRILLINI E CGIL” - IL SONDAGGIO: LA LEGA IN RISALITA AL 27%, IL PD CALA AL 19%

 

Pietro Senaldi per “Libero Quotidiano”

 

nicola zingaretti

I sogni del Pd muoiono all'alba della ripresa. Nel pieno della pandemia la Lega era scesa nei sondaggi sotto il 25% e i dem erano riusciti a rivedere quota 22, altitudine ormai da vertigine per loro. Zingaretti e compagni pregustavano il sorpasso, ed erano così convinti che avevano pure cominciato a dirlo in giro. È bastato il primo accenno di riapertura per far crollare ogni illusione.

 

La rilevazione condotta per il tg di Mentana su La7 da parte di Swg, agenzia da sempre più sinistra che destra, dà la Lega in robusta risalita, oltre il 27%, e la banda democratica a un modesto 19%, molto più vicina al 14,5% della Meloni che al Carroccio. Non c'è molto di cui stupirsi. Gli italiani, rinchiusi in casa, erano filogovernativi per terrore e rincoglioniti dalla verbosità del presidente del Consiglio. Conte prometteva aiuti per centinaia di miliardi e i poveretti, prigionieri del divano, ci credevano. Siccome il premier non aveva ancora un partito e i grillini erano zavorrati da Azzolina, Bonafede e Di Maio, a giovarsi della situazione erano i dem.

 

nicola zingaretti giuseppe conte

Poi però i soldi non sono arrivati e i cittadini, appena hanno potuto mettere il naso fuori casa, hanno iniziato a presentare il conto. L'economia è tornata a dettare l'agenda e le forze della maggioranza hanno iniziato a scontare il fatto di non aver preparato la ripartenza, non aver aiutato gli italiani e aver cercato di prolungare la clausura. Viceversa il centrodestra, non appena è potuto tornare a far politica, ha riguadagnato consensi. D'altronde, quando uno riapre gli occhi e torna nel mondo, che motivo ha di votare Pd? Il partito è schifato perfino dai suoi ex segretari, che ne hanno preso tutti le distanze. Veltroni è tornato a fare il giornalista, D'Alema scrive libri per elogiare la Cina di Mao, Bersani è tornato comunista e fa l'imbonitore televisivo, Renzi detesta la ditta, ricambiato.

 

GIOCO DELLA SEDIA

sondaggio swg la7 del 9 giugno 2020

Calenda, quello bravo che nessuno si fila perché dice cose intelligenti ma sgradevoli, è resistito con la tessera dem solo qualche mese. Letta è fuggito in Francia. L'unico che resta è Franceschini, e sarebbe proprio quello che dovrebbe andarsene, visto che passa il tempo a parlare male dei compagni al Quirinale. La segreteria Pd è un gioco della sedia al contrario. Nessuno che conti davvero la vuole. Perde quello a cui tocca accomodarsi. Lo sfigato di turno è Zingaretti, fratello del più noto commissario Montalbano. All'inizio ha provato a contare, poi i colleghi gli hanno fatto capire che è una comparsa anche nel partito e non solo in famiglia. Il segretario per un po' ha tramato. L'estate scorsa accarezzava il sogno di andare al voto grazie a Salvini e guidare il partito a una sconfitta poco onorevole ma che gli avrebbe consentito di avere una rappresentanza parlamentare di fiducia; quella che gli manca oggi, visto che Renzi gli ha svuotato la squadra e a menare le danze interne sono Orlando e Franceschini.

 

SENZA PIANO B

NICOLA ZINGARETTI E MATTEO RENZI

Siccome, anche se non è un duro, è di coccio, Zingaretti ha continuato a tramare tutto l'inverno, fino ad ammalarsi di Covid-19 allo spritz milanese. Sarà che gli elettori dem hanno uno spirito da crocerossina, la pandemia gli ha portato consensi. Tuttavia, una volta guarito lui, sono guariti anche gli altri, e hanno smesso di apprezzarlo. Ecco che allora il segretario è passato dal tramare al tremare.

 

Vorrebbe liberarsi di Conte, ma non vuol più votare perché, mentre il premier ha un piano B - farsi il suo partito -, in caso di elezioni il segretario non saprebbe che pesci pigliare. I vecchi dem si frammenterebbero in 4-5 partiti (Pd, Leu, Italia Viva, Azione, Con-te) e lui rischierebbe di portare a casa il peggior risultato della storia della sinistra. Roba da ritirarsi in convento.

 

giuseppe conte dario franceschini

Sogna un governo tecnico, ma siccome a settembre si vota per le regionali e il referendum, sa che è impossibile, perché se Conte cade si va dritti alle urne. Più per necessità che per convinzione, Zingaretti si è convertito. È diventato un governista. Lunedì ha detto che questa maggioranza ha in mano il futuro di svariate generazioni. Pessima notizia. Tra due giorni partono i pomposi Stati Generali.

 

NICOLA ZINGARETTI AL TERMOSCANNER

Tema, le 102 proposte del commissario straordinario Colao per cambiare l'Italia. Il guaio è che Zingaretti non sa che vestito mettersi per l'occasione. La maggioranza ha scomodato un plotone di cervelloni da cui farsi suggerire ma ora che questi hanno lavorato nessuno vuole dirgli che sono bravi, anche se hanno rispettato le quote rosa. Ovvio, Colao consiglia cambiamenti e guarda alle imprese. Dem e M5S non vogliono cambiare nulla e pensano a sussidiare gli ex lavoratori non a come farli uscire dalla cassa integrazione perenne.

 

ALTRA MUSICA

giuseppe conte meme 1

Zingaretti e il Pd non hanno idee e temono chiunque ce le abbia. Sono andati al governo scansando rigorosamente tutti i ministeri chiave, tranne quello all'Economia, che però è più che altro un dicastero all'attuazione delle comande della Ue. Il partito non ha una sola ricetta per far ripartire il Paese. Anzi, una ce l'ha, il bonus biciclette, idea del ministro delle Infrastrutture, che anziché di ponti e ferrovie si occupa di velocipedi. Un po' poco, francamente per guarire l'Italia. È come puntare tutto sulle olive quando si organizza il pranzo di Natale. Il Pd resta schiacciato tra Ue, grillini e Cgil e non batte chiodo. Giustizia, immigrazione, istruzione, burocrazia, imprese: è solo una ripetizione di slogan stantii. Solo che adesso gli italiani sono usciti da sotto le coperte, hanno problemi seri e anelano musica diversa. riproduzione riservata.

GIUSEPPE CONTE E IL BONUS MONOPATTINO

 

giuseppe conte meme 1giuseppe conte meme 2giuseppe conte meme 2giuseppe conte memegiuseppe conte meme leghista

 

Ultimi Dagoreport

rai via teulada paolo corsini giulia innocenzi presutti daniele piervincenzi danilo procaccianti report sigfrido ranucci

DAGOREPORT – RIUNIONE INTERLOCUTORIA MA CON QUALCHE PICCOLA APERTURA TRA IL DIRETTORE DELL'APPROFONDIMENTO RAI, PAOLO CORSINI, E I MEMBRI DELLA SQUADRA DI “REPORT”: I GIORNALISTI HANNO RIBADITO IL “NO” ALLA CONDUZIONE DI GIULIA PRESUTTI E DANIELE PIERVINCENZI, MA SU QUEST’ULTIMO LA POSIZIONE SAREBBE PIÙ MORBIDA: POTREBBE AVERE UN VIA LIBERA MAGARI COME CONDUTTORE DEL “REPORT LAB”, CON LA CONDUZIONE VERA E PROPRIA DA AFFIDARE A DUE “STORICI” (CHE DIVENTEREBBERO TRE NEL CASO DI UN REINTEGRO DI RANUCCI DA PARTE DEL TRIBUNALE).  SULLA PRESUTTI IL MURO RESTA GRANITICO – PALAZZO CHIGI, INVECE, SAREBBE IRREMOVIBILE SUI DUE NOMI – EPISODIO PITTORESCO NEL MEZZO DELLA RIUNIONE: UN GIORNALISTA DI UNA PRESTIGIOSA TESTATA DELLA RAI SAREBBE STATO BECCATO A ORIGLIARE DA UN BAGNO VICINO ALLA SALA…

trump modi xi jinping putin

DAGOREPORT – GRAZIE A TRUMP, IL DOLLARO RISCHIA DI DIVENTARE CARTA STRACCIA – IL PIATTO FORTE AL SUMMIT IN KIRGHIZISTAN DI XI JINPING, VLADIMIR PUTIN E NARENDRA MODI, HA FATTO STRA-INCAZZARE IL CALIGOLA DELLA CASA BIANCA: SUL TAVOLO, IL PROGETTO DEI ''BRICS'' (BRASILE, RUSSIA, INDIA, CINA, SUDAFRICA) DI DAR VITA A UNA “MONETA UNICA'', PER FAR FUORI IL DOLLARO NEGLI SCAMBI INTERNAZIONALI - CON UN DEBITO PUBBLICO MONSTRE DI 40MILA MILIARDI, LA DE-DOLLARIZZAZIONE SAREBBE LA FINE DELL'IMPERO AMERICANO: IL VERDONE" VIENE UTILIZZATO IN OLTRE L'80% DELLE TRANSAZIONI COMMERCIALI E IN PIÙ DELLA METÀ DEI PAGAMENTI INTERNAZIONALI DELLE MATERIE PRIME, COME IL PETROLIO - LA DECISIONE E' NELLE MANI DELLA CINA: RINUNCERA' ALLO MONETA NAZIONALE, LO YUAN, PER DIVENTARE LA LOCOMOTIVA DEI ''BRICS''? - SUL MAGGIORE IMPEGNO A FAVORE DELL’IRAN, PESANO I DUBBI DI MODI (GLI USA SONO IL PRIMO PARTNER COMMERCIALE DELL’INDIA) - PROSSIMO ROUND: IL VERTICE DI XI JIN PING DEL 24 SETTEMBRE CON IL "DERAGLIATO MENTALE" DELLA CASA BIANCA...

giuseppe conte elly schlein franceschini bonaccini nardella

DAGOREPORT - ELLY, ASCOLTA GLI AMICI! I CAPOCCIONI E LE MEZZECALZE DEL PD, CHE SONO SCESI COSÌ PESANTEMENTE IN CAMPO PER SCONGIURARE LA JATTURA DELLE PRIMARIE, NON CE L'HANNO CON TE, LO FANNO SOLO PER IL TUO BENE - CERTO, TEMONO (A RAGIONE) ANCHE PER LA LORO SOPRAVVIVENZA PARLAMENTARE: SE ELLY, COME PROBABILE, PERDESSE AI GAZEBO IL DUELLO CON CONTE, TRASCINEREBBE IL PARTITO NEL BARATRO - È PER QUESTO CHE DA QUALCHE SETTIMANA SONO PARTITI GLI AVVERTIMENTI VIA STAMPA, ANCHE DI ESPONENTI PD NON OSTILI ALLA SCHLEIN COME DARIO NARDELLA, DI FARE UN PASSO INDIETRO – LA TRAGEDIA È CHE L’AMBIZIOSA DUCETTA DEL NAZARENO, NONOSTANTE I SONDAGGI HORROR, SI VEDE GIÀ A PALAZZO CHIGI, VALUTANDOLI COME ATTACCHI ALLA SUA LEADERSHIP: “LE INTERVISTE SULLE PRIMARIE? SONO SOLO ESERCIZI INTELLETTUALI, ALLA FESTA DELL’UNITA’ PARLO IO” - SE ELLY CONTINUA COSÌ, RISCHIA CHE LA SUA PROSSIMA OCCUPAZIONE SARA' DI BALLARE SUI CARRI DEL GAY PRIDE...

fedorov musk thiel zelensky crosetto

DAGOREPORT - A QUALCUNO NON PIACE 'STO FEDOROV - PIU' CHE A INDIGNARE I NEURONI ALLA VODKA DI VANNACCI E DI TRAVAGLIO, L’INGAGGIO DEL GOVERNO ITALIANO DELL'EX MINISTRO DELLA DIFESA UCRAINO FA INCAZZARE ZELENSKY E METTE IN ALLARME LE AGENZIE DI INTELLIGENCE EUROPEE - IL DINAMISMO DEL NOVELLO CONSULENTE DEL MINISTRO CROSETTO NON POTEVA NON FINIRE "ATTENZIONATO", VISTO E CONFERMATO IL RAPPORTO STRETTISSIMO CON L'EMINENZA GRIGIA DELLA TECNO-DESTRA PETER THIEL E CON IL CAVALIERE NERO DELLA GALASSIA MAGA, ELON MUSK - È STATO FEDOROV A OTTENERE LO SBLOCCO DEL SISTEMA STARLINK E A COLTIVARE RAPPORTI CON PALANTIR, CHE FORNISCE A KIEV I SOFTWARE PER LA DIFESA - CHE STA COMBINANDO IN QUESTI GIORNI FEDOROV NEGLI STATI UNITI? COSA VOGLIONO MUSK E THIEL DA LUI? LE ELEZIONI A KIEV, MAGARI PER SOSTITUIRE ZELENSKY E ARRIVARE A QUALUNQUE ‘PACE’”?

ranucci presutti cianfoni floridia

DAGOREPORT - MA QUALE "EPISODIO"! GIULIA PRESUTTI ERA UN HABITUÈ DEL “CEFALÙ BISTRÒ” DOVE PIÙ VOLTE È STATA VISTA INSIEME ALL’AMICA LAURA CIANFONI, CHE A SUA VOLTA È LEGATISSIMA A RANUCCI E CARISSIMA A LAVITOLA (COME È TESTIMONIATO DALLE FOTO DI DAGOSPIA IN OCCASIONE DEL PREMIO COLALUCCI, SETTEMBRE 2020) - NELLA DECISIONE DI SCEGLIERE GIULIA PRESUTTI, ACCREDITATA COME ESPRESSIONE DI M5S E AVS, PER DARE UN CONTENTINO ALL’OPPOSIZIONE, SAREBBE AVVENUTA UNA INTERLOCUZIONE TRA L’AD RAI, GIAMPAOLO ROSSI, E L’EX PRESIDENTE DELLA VIGILANZA RAI, LA GRILLINA BARBARA FLORIDIA, CHE AVREBBE DATO IL SUO PLACET - ANCHE SULLA SCELTA DI PIERVINCENZI ALLA CONDUZIONE DI "REPORT", CHE VA A BILANCIARE LA PRESUTTI DI SINISTRA, SI ADDENSANO ALCUNE DOMANDINE: A PARTIRE DALLA PASSIONE PER IL RUGBY…