“L'ACCORDO CON L’IRAN? PER TRUMP E’ UN COMPROMESSO NECESSARIO MA TEHERAN NE ESCE PIÙ FORTE” - IL POLITOLOGO VALI NASR, UNO DEI MASSIMI ESPERTI DI MEDIORIENTE: “GLI USA NON HANNO RAGGIUNTO I LORO OBIETTIVI. DOPO QUESTA GUERRA, LO STRETTO DI HORMUZ È DI FATTO PASSATO SOTTO IL CONTROLLO DI TEHERAN CHE RIVENDICHERÀ IL DIRITTO DI IMPORRE UN PEDAGGIO – IL GOVERNO ISRAELIANO È INSODDISFATTO PER QUESTO ACCORDO, PERCHÉ SPERAVA CHE GLI USA AVREBBERO ROVESCIATO LA REPUBBLICA ISLAMICA. NETANYAHU HA DUE STRADE PER OPPORSI ALL’INTESA. LA PRIMA È FARE LEVA SULLA CONSIDEREVOLE INFLUENZA CHE HA SUI POLITICI DI WASHINGTON. LA SECONDA STRADA È DISTURBARE, SE NON IMPEDIRE, IL CESSATE IL FUOCO IN LIBANO CHE È PARTE INTEGRANTE DEL MEMORANDUM APPENA FIRMATO…”
Estratto dell’articolo di Giuseppe Sarcina per il “Corriere della Sera”
L’accordo è «un compromesso necessario, ma per Donald Trump rappresenta una pesante battuta d’arresto». Quanto agli europei, «se vogliono sminare Hormuz, devono prima accordarsi con i Pasdaran». Sono i giudizi molto netti di Vali Nasr, 65 anni, politologo americano di origini iraniane, uno dei massimi esperti di Medio Oriente.
Docente universitario a Washington, è stato consigliere al Dipartimento di Stato tra il 2009 e il 2011, con Barack Obama alla Casa Bianca.
Questa prima intesa rafforza la posizione negoziale dell’Iran?
BENJAMIN NETANYAHU BURATTINAIO DI DONALD TRUMP
«Certo […]è evidente che gli Stati Uniti non sono stati in grado di raggiungere gli obiettivi che si erano posti. Hanno dovuto accettare non un buon compromesso, ma un compromesso necessario, visto i contraccolpi di questa guerra sull’economia globale.
In queste condizioni sarebbe stato impensabile per Trump allargare il conflitto».
Il presidente Usa rivendica la riapertura dello Stretto di Hormuz. Ma davvero si tornerà alla navigazione libera e sicura? O Hormuz è diventata una leva geopolitica nelle mani dei Pasdaran?
«Dopo questa guerra, lo Stretto è di fatto passato sotto il controllo di Teheran. Vero, il Memorandum consentirà la riapertura di Hormuz. Nel concreto ciò significa che aumenteranno le navi in transito. Ora ne passano 10-20. Si potrà arrivare a 120-140. Più o meno come prima della guerra. Ma ciò non significa ripristinare lo status giuridico originario. L’Iran rivendicherà il diritto di imporre un pedaggio. Gli Stati Uniti potranno evitarlo solo se saranno in grado di raggiungere un accordo complessivo molto ampio, concedendo altre contropartite».
BENJAMIN NETANYAHU DONALD TRUMP
Alcuni Paesi europei, tra i quali l’Italia, sono pronti a partecipare a una missione per sminare il Golfo. Ma possono presentarsi nelle acque di Hormuz senza discuterne con i Pasdaran?
«Assolutamente no. Capisco che gli europei stiano cercando di avere un ruolo rilevante in questa vicenda. Ma non basta firmare una dichiarazione di intenti per garantire il successo di una missione militare. Dovranno cercare di farsi invitare esplicitamente dagli iraniani. Quindi i Paesi europei dovrebbero mettere in campo un’iniziativa politico diplomatica. Altrimenti le loro navi saranno attaccate dai Pasdaran […]».
Netanyahu cercherà di sabotare il negoziato tra Usa e Iran?
benjamin netanyahu donald trump mar a lago.
«Il governo israeliano è certamente insoddisfatto per questo accordo, perché sperava che gli Usa sarebbero andati fino in fondo, rovesciando la Repubblica Islamica. Netanyahu non è interessato a stringere alcun patto finché a Teheran resta questo regime. A questo punto Israele ha due strade per opporsi all’intesa.
La prima è fare leva sulla considerevole influenza che ha sui politici di Washington. […] La seconda strada è disturbare, se non impedire, il cessate il fuoco in Libano che è parte integrante del Memorandum appena firmato».
TRUMP E NETANYAHU GUIDANO UN BOMBARDIERE B-2 - VIDEO REALIZZATO CON L INTELLIGENZA ARTIFICIALE
In ogni caso sarebbe un problema per Trump...
«[…] Trump è entrato in guerra seguendo la strategia di Netanyahu. Il conflitto ora si conclude con un insuccesso americano. Ma la responsabilità è anche del governo israeliano che aveva prospettato agli americani un’operazione più facile […]».
