vladimir putin mosca internet blackout

PUTIN RIALZA LA CORTINA DI FERRO DIGITALE – “MAD VLAD”, IN PIENA CRISI DI POPOLARITÀ (IL SUO TASSO DI APPROVAZIONE È DEL 67%, IL PIÙ BASSO DALL’INIZIO DELLA GUERRA IN UCRAINA), TENTA LA MOSSA DISPERATA: INTERROMPE LE CONNESSIONI INTERNET E CERCA DI CONFINARE GLI UTENTI RUSSI IN UN GHETTO “BONIFICATO” DA PIATTAFORME E SERVIZI OCCIDENTALI – INTERI QUARTIERI DI MOSCA NON HANNO UNA CONNESSIONE STABILE, MENTRE ZONE PERIFERICHE HANNO REGISTRATO GIORNI INTERI DI SHUTDOWN – LA STRETTA DEL CREMLINO FA INCAZZARE LE IMPRESE RUSSE E PERSINO L’AUTORE PUTINIANO IVAN OKHLOBYSTIN: “È UN TENTATIVO DI TORNARE ALL’URSS”

Estratto dell’articolo di Paolo Valentino per il “Corriere della Sera”

 

Putin internet

La macchina del tempo è in piena azione nella Russia di Vladimir Putin, nostalgico del totalitarismo sovietico. Ma di tutti i segnali di un ritorno al passato, il più bizzarro lo ha dato Mikhail Oseevsky, boiardo di Stato e gran capo di Rostelekom, gigante dei servizi digitali e telecomunicazioni: «Tornate alle linee fisse. Come un estintore ce ne dovrebbe essere una in ogni casa», è stato il suo consiglio urbi et orbi di fronte alle continue interruzioni della rete, frutto del giro di vite lanciato dal regime per bloccare l’accesso non filtrato della popolazione a Internet.

 

[…]  Da qualche mese però, il disincanto scanzonato dei russi si è trasformato in collera. E da dicembre lo Zar ha perso ben 11 punti di popolarità, scendendo a un tasso d’approvazione del 67%, il più basso dall’inizio della guerra in Ucraina nel 2022.

 

ROSKOMNADZOR

Putin internet

il servizio federale che sorveglia le telecomunicazioni, è infatti ormai entrato a gamba tesa nella vita quotidiana dei russi. […] Si sono di recente moltiplicati, diventando regolari e frequenti, gli improvvisi vuoti di copertura e oscuramenti di WhatsApp, Facebook e Telegram, ufficialmente proibiti ma accessibili grazie a centinaia di migliaia di vpn usate per aggirare il divieto.

 

Putin internet

A Mosca, in marzo, interi quartieri non avevano una connessione Internet stabile, mentre zone periferiche come Murmansk e la Penisola di Kola hanno registrato giorni interi di shutdown. Perfino i deputati alla Duma si sono trovati in più occasioni privi di Wi-Fi. Ma in un’economia altamente digitalizzata come quella russa, le disfunzioni impattano anche sulle aziende che conducono le loro attività online. All’inizio di aprile, una misteriosa panne ha bloccato tutte le applicazioni e i servizi di decine di banche.

 

Ce n’era abbastanza da spingere Aleksandr Shokhin, presidente dell’Unione degli industriali, a farsi coraggio e ricordare allo stesso Putin, in un incontro avvenuto il 26 marzo, che il 40% delle imprese russe non può funzionare senza la tecnologia mobile e quindi «occorre una soluzione equilibrata». Ieri, lo Zar per la prima volta ha ammesso l’esistenza del problema dei malfunzionamenti della rete, ribadendo però che «la sicurezza delle persone avrà sempre la priorità». […]

 

Putin internet

IL RITORNO AL KGB

 Sul fondo, la bulimia repressiva contro ogni spazio di libera comunicazione è in pieno swing , tanto più all’avvicinarsi delle elezioni di settembre per la Duma: in febbraio, Putin ha firmato un decreto che dà al Fsb, l’intelligence interna, il potere di spegnere tutte le comunicazioni in qualsiasi momento e a tempo indeterminato.

 

Secondo Sarkis Darbynian, dell’Associazione di difesa dei diritti digitali (Rks) il Cremlino vuole confinare gli internauti in un ghetto «bonificato» da piattaforme e servizi occidentali e dove esistano solo network o applicazioni russe controllabili dal potere.

 

Una di questa è Max, messaggeria 100% russa, che non utilizza nessuna crittografia end-to-end, viene installata d’ufficio su tutti i nuovi smartphone in vendita ed è obbligatoria in scuole e servizi sociali. «È un errore enorme», ha detto perfino l’attore Ivan Okhlobystin, considerato vicino a Putin, denunciando «un tentativo di tornare all’Urss», quando tutte le comunicazioni erano controllate dal Kgb.

 

Putin internet

[…] La guerra in Ucraina non ha reso i russi più orgogliosi e fieri, come aveva promesso Putin, ma più poveri, alle prese con inflazione, tagli alla spesa sociale e un clima generale di incertezza. «Ve l’ho detto già molte volte, l’economia sta per crollare, se non prendete misure urgenti, in autunno avremo la stessa situazione del 1917», ha detto alla Duma il leader del partito comunista, Gennady Zyuganov, formalmente all’opposizione, in realtà parte del kabuki putiniano. […]

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