serena grandi

AMORI, DOLORI E BOLLORI DI SERENA GRANDI - "AGNELLI MI CHIAMAVA ALLE SEI DEL MATTINO. STAVA DIVENTANDO PESANTE. MA SAREI STATA UN NUMERO PER LUI" – LE STORIE CON PANATTA (“MI REGALAVA LE PALLINE PER I MIEI CANI”) E CHINAGLIA (“QUANDO BEVEVA SI TRASFORMAVA”) - "TINTO BRASS DISSE CHE SE FOSSE SUCCESSO QUALCOSA AL MIO CULO SAREBBERO INTERVENUTE LE BELLE ARTI. UN UOMO PER CONQUISTARMI USO’ UN SOTTOMARINO. ERA UN TRUFFATORE NAPOLETANO" - IL PRIMO BACIO IN CHIESA, LA COCA, LE CORNA DEL MARITO, LA POLEMICA CON SORRENTINO, IL FIGLIO GAY, L’AMICA LESBICA E I 4 ANNI SENZA SESSO: “STO BENISSIMO" – VIDEO

Valerio Cappelli per corriere.it

 

serena grandi rimini rimini

Serena Grandi, la «leggendaria» Miranda, le gambe più belle del cinema italiano. Lo dicevano tutti nel mondo del cinema. Tanto che l’allora suo marito (Beppe Ercole, scomparso nel 2010) le fece assicurare per miliardi di lire. «Ma sai, lavoravo di continuo, negli Anni 80 ho girato 15 film in tre anni…». Tanti uomini l’hanno vista come un trofeo da esibire. Lei non ha mai perso il suo sorriso. Serena avida di vita, generosa nelle forme e generosa nel raccontarsi ora. È anche spiritosa: «Sono un donnone di 1 metro e 70, sono una donna curvy. Vanno di moda, no?».

gianni agnelli

 

Lei è una delle attrici che non rinnegano Tinto Brass.

«Perché dovrei rinnegarlo? Mi ha fatto diventare una new entry del cinema, mi ha consacrato come una delle star erotiche del cinema italiano, mi ha insegnato a parlare, a recitare davanti a una troupe di 50 persone, a vestirmi».

 

E a svestirsi.

«Sì, anche quello. Tinto è stata la mia Accademia. Cosa diceva dei miei glutei? Che se mi fosse successo qualcosa sarebbero intervenute le Belle Arti. Il provino era una scena di Miranda, con la cinepresa che mi inquadrava ovunque. Il vero Tinto Brass era Tinta, sua moglie. Fu lei, con un colpo geniale, che per fare pubblicità al film mi spinse a dire che avevo fatto l’amore con due pugili sul ring. Realizzarono un servizio fotografico, uno dei due era pescivendolo».

paolo villaggio serena grandi rimini rimini

 

Suo figlio Edoardo vide Miranda?

«Glielo proibii fino ai 18 anni, ne ha appena compiuti 32. Mi disse che è attualissimo, che non si era vergognato nel vedere sua madre nuda. Andammo via da Roma perché era bullizzato. Edoardo è gay, ricordo le scritte sotto casa. Una sofferenza continua. Tornai nel buen retiro della mia terra, a Rimini».

 

Perché lei decise di rivelarlo in tv, al Grande fratello Vip?

adriano panatta a quelli che

«Quel programma è un esperimento antropologico, ti vengono fuori cose che non gestisci razionalmente. A dire il vero mi scappò detto che è gay mentre parlavo con Cristiano Malgioglio. Ho fatto coming out al suo posto. Edoardo ne fu felice, si sentì liberato. È molto maschile ma ha un’anima femminile, mi consiglia su un paio di scarpe, un acquisto».

 

E Beppe Ercole che padre è stato?

«Pessimo. Era impegnato nel suo lavoro a costruire e arredare case, per quello era un genio. Ci amavamo molto. Mi faceva ridere. Come dice la commedia di Natalia Ginzburg? Ti ho sposato per allegria. Quando uscì Miranda mi regalò una borsa d’oro tempestata di brillanti. Uno dei suoi tanti regali. Una volta a casa mia sotto il letto vide le palle da tennis di un mio ex fidanzato, un atleta famoso».

SERENA GRANDI 13

Adriano Panatta?

«Sì, mi dava tutte quelle palle per far giocare i miei cani. Poi c’è stato Chinaglia, il giocatore della Lazio, si ubriacava e si trasformava, figuriamoci, io sono astemia. Beppe… Sapevo di avere sposato un playboy, ma avevo 23 anni, vai a capire. Tutti quei suoi tradimenti… Nelle interviste mi chiedono sempre: come si faceva a tradire una come me? Posso dirlo? Ero bella come il sole. Ci pensarono gli avvocati a rovinare il rapporto tra di noi, dopo la separazione. Avrei preferito non avere gli alimenti ma che fosse più presente come padre. Edoardo l’ho tirato su da sola, lo portavo con me sui set».

 

chinaglia lazio '74

Serena, che effetto le fa rivedersi nei film?

«Non lo so perché non mi rivedo mai, alcuni non li ho nemmeno mai visti. Ho un forte senso autocritico, faccio fatica. Nella mia vita sconclusionata e disordinata ho un solo punto fermo: la professionalità nel mio lavoro».

 

Paolo Sorrentino la volle ne «La grande bellezza».

giorgio chinaglia

«Ruolo drasticamente tagliato. C’era una bella complicità fino a quando sono cominciate le riprese. Poi mi ha tagliato fuori. Voleva essere capito con una parola. Girava di notte le scene diurne. Ma il film è un capolavoro, come lo è “È stata la mano di Dio”. Vorrei reincontrarlo, vorrei che mi abbracciasse dicendomi soltanto ciao Serena. Nel trailer dell’Oscar appaio io. L’ho anche tatuato, l’Oscar».

Ha solo quel tatuaggio?

«No, ho la E di mio figlio Edoardo, la corona del rosario e tre mesi fa mi sono fatta mettere un cuoricino con la gioia di vivere».

 

Come ha vissuto il cambiamento del suo fisico?

SERENA GRANDI 11

«Dopo la separazione ho cominciato a mangiare e a mangiare. Ma è una storia di malasanità. Non ero a conoscenza di essere geneticamente ipotiroidea (la mia tiroide non funziona da vent’anni). Poi, dei chirurghi estetici mi hanno spinto a fare una riduzione del seno, che a me piaceva. Tinto Brass dice che i seni spanti sono più eccitanti di qualsiasi protesi. Hanno cominciato a fare degli interventi senza accorgersi che sotto c’era un carcinoma di 5 centimetri. Ho preso chili. Non potevo uscire di casa, i fotografi erano appostati, speravano che uscissi con un maglione largo per urlare: ecco com’è diventata. Non sapevano che avevo un cancro. Ecco perché ho scritto il libro “Serena a tutti i costi”. Sono lettere mai inviate a tante persone importanti (e alcune meno importanti) della mia vita».

serena grandi l'iniziazione

 

Il libro l’ha dedicato alle donne che hanno provato dolori e violenze.

«Ne ho raccontata una. Ho tanti bei muscoli sulle gambe e da ragazza, chiudendole, sono riuscita a difendermi da un tentativo di stupro. Ci hanno provato con violenza in parecchi. Ora, dopo una relazione con una forte attrazione, sono quattro anni che non faccio sesso e sto benissimo. Durante il lockdown poi mi è successa una cosa che non ho mai svelato. Ho cominciato a sentire una mia vecchia amica. Passavamo un sacco di tempo al telefono, ci raccontavamo tutto, era diventata una cosa morbosa. Non riuscivo a farne a meno. Sapevo che era omosessuale. È venuta a trovarmi e non ce l’ho fatta, mi sono detta: Serena, ma a te piacciono gli uomini. Lei ha capito, è una donna intelligente».

paolo sorrentino

 

Gli uomini avranno fatto follie per lei...

«Uno aveva un sottomarino, mi invitò lì, ci portava le donne per fare colpo. Un giorno mi regalò una Ferrari bianca. Era un truffatore napoletano che faceva l’assicuratore. Poi sì, tanti gioielli».

SERENA GRANDI

 

È vero che Agnelli la corteggiava?

«Mi chiamava alle sei del mattino. La cosa stava diventando pesante, non volevo essere maleducata. Sarei stata un numero per lui. Erano gli anni con mio marito di cui ero pazzamente innamorata. Ci sono anche tanti uomini che hanno avuto paura di me».

 

Com’era da adolescente?

«Ero formosa già a 12 anni, fumavo, mi sentivo grande, portavo il reggicalze, pensavo solo a truccarmi. A scuola ero una frana, mi chiamavano la svampitella perché già allora non ricordavo mai nulla. Ho sempre la testa nei sogni, e una vita interiore importante. Ma il primo bacio non lo dimentico: lo diedi in una chiesa».

 

Perché il suo ristorante «La locanda di Miranda» ha fallito?

serena grandi l’iniziazione

«Perché la gente è ingrata e ladra, perché quando arriva una persona nota che vuol ricostruirsi una vita, dalla gente del posto a una specie di socia, mi sono saltati tutti addosso. Mi hanno presa in giro e fatto ammalare. Come puoi avere tu un ristorante quando l’ex sindaco ne ha cinque accanto al tuo? Ho puntato sul rosso ed è uscito il nero. Ho voluto fallire».

 

serena grandi 2

Adesso la sua casa andrà all’asta?

«Gli avvocati stanno trattando. La banca ha fatto di tutta l’erba un fascio, intende prendere la casa ma non si sa come finirà questa vicenda».

Agli arresti domiciliari nel 2004.

«La colpa era di essere famosa. La cocaina, figuriamoci. L’ho presa una volta e non mi è piaciuta, chi non l’ha provata nei locali degli Anni 90 a Roma? Vennero a perquisirmi a casa, pensavo di stare su Scherzi a parte. Ai carabinieri ho detto: se volete trovare i tortellini sono in frigo, non c’è altro. A un certo punto ho temuto di fare mio malgrado la fine di Laura Antonelli. La mia droga è la cioccolata, mi sono punita mangiando. Lo Stato mi ha risarcita con 100 mila euro. Avrebbe dovuto darmi 10 milioni per tutto il fango mediatico che mi hanno rovesciato addosso».

 

serena grandi 4

Come passa le giornate?

«Mi chiamano come opinionista da Barbara D’Urso e in altri programmi. Mi ha chiamato Pupi Avati per fare la madre di Vittorio e Elisabetta Sgarbi nel suo film, ho appena girato un corto con Eros Pagni. In genere sto nella mia bolla. Sono una cinefila, come lo era mia madre, Mina, che da ragazza lavorava alla gelateria della stazione di Rimini. Bella, maggiorata, sorridente.

 

serena grandi 1

Capitò un signore che con la scusa di un gelato, per diversi giorni, prese a fissarla a lungo. Le disse: signorina, non deve temere nulla, sono Pietro Germi, il regista. Vorrei che diventasse protagonista del mio prossimo film, «Il ferroviere». La invitò al provino. I genitori di mamma, i miei nonni, glielo proibirono. Peccato, quell’incontro avrebbe potuto cambiare la sua vita. L’amore per il cinema me l’ha trasmesso lei».

 

Lei cosa fa d’altro, a parte vedere film?

«Non ho bisogno di nessuno. Mi piace l’idea di fare la scrittrice. Mi metto in pigiama davanti al computer e scrivo. È liberatorio. Vivo con una pappagalla (Luisita, è brasiliana), Mia che è un bassotto e un chihuahua che ho chiamato Leone. Sto cercando casa a Milano. Non ho più voglia di stare davanti al mare di Rimini».

serena grandi sul set de la grande bellezza

 

Lei ha molto vissuto.

«I gatti vivono sette vite, io ne ho vissute dieci. In molti hanno sfruttato il mio nome, sono stata un’ingenua. Ma io ne ho combinate più di Carlo in Francia. Ho un’abilità nel mettermi nei guai e nel salvarmi all’ultimo minuto. Sono Ariete, testarda, tocco il baratro e risalgo. L’Araba Fenice. Si accende una lucina dentro di me e rinasco».

Rimpianti?

«Manco uno. Sa cosa diceva Henry Miller? Siamo tutti colpevoli di un crimine: quello di non vivere appieno la vita. Ma siamo tutti potenzialmente liberi. Possiamo smettere di pensare a cosa non abbiamo fatto e fare quello che è in nostro potere».

il libro di serena grandiserena grandi 3serena grandi in una sconfinata giovinezzaserena grandi le foto di gioia serena grandi ai telegatti del 1990serena grandi le foto di gioia excelsior serena grandiserena grandi roba da ricchiserena grandi roba da ricchi serena grandi my italy serena grandi tranquille donne di campagna serena grandi desiderando giulia serena grandi desiderando giulia 7serena grandi paolo villaggio rimini riminipaolo villaggio serena grandi rimini rimini serena grandi desiderando giulia 0serena grandi in teresa serena grandi desiderando giulia9luca barbareschi serena grandi teresaserena grandi teresa SERENA GRANDI E IL FIGLIO EDOARDO ERCOLE serena grandi luca barbareschi teresaSERENA GRANDISERENA GRANDISERENA GRANDI E TINTO BRASSSERENA GRANDIserena grandi luca barbareschi serena grandi teresa. SERENA GRANDI LA GRANDE BELLEZZAserena grandiSerena Grandiserena grandi desiderando giulia 3serena grandi in teresa 1SERENA GRANDIserena grandi nel 1990

 

Ultimi Dagoreport

marina berlusconi silvio mario orfeo repubblica

DAGOREPORT - LA GUERRA È FINITA, ANDATE IN PACE… - DOPO AVER VISSUTO 20 ANNI DI ANTI-BERLUSCONISMO SENZA LIMITISMO, MARIO ORFEO DIMENTICA LA STORIA E L’IDENTITÀ DI "REPUBBLICA" E SPARA IN PRIMA PAGINA UNA LETTERA DI MARINA BERLUSCONI (+ FOTO) CHE FA UN'INSOSTENIBILE PROPAGANDA AL REFERENDUM CONTRO LA MAGISTRATURA: ‘’SE DOVESSE VINCERE IL SÌ, NON SI TRATTERÀ DI UNA VITTORIA DEL GOVERNO O DI FORZA ITALIA, NÉ DI UNA VITTORIA POSTUMA DI MIO PADRE. IO PENSO SEMPLICEMENTE CHE SARÀ UNA GRANDE VITTORIA DEGLI ITALIANI’’ – MENO SPAZIO (E NIENTE FOTO) PER LA REPLICA DEL VICEDIRETTORE CARLO BONINI, AUTORE CON D'AVANZO DI MILLE INCHIESTE CONTRO IL MARCIO DEL BERLUSCONISMO, ALLA "PADRONA" DI FORZA ITALIA CHE AL "CORRIERE DELLA SERA" DELLO SCORSO 10 FEBBRAIO AFFERMÒ, TRONFIA: "SE VINCE LA MELONI, VINCE IL PAESE" – DOPO L’INCHINO REVERENZIALE, SEMPRE IN PRIMA, ALLA MELONI (“REFERENDUM, NON È VOTO SUL GOVERNO”), L’"ORFEO NERO" OGGI DÀ IL SUO BENVENUTO AL NUOVO PROPRIETARIO DI “REPUBBLICA”, IL MAGNATE GRECO THEO KYRIAKOU - SEMPRE CON IL SOLITO GIOCHETTO PARAGURU DI CHI DÀ UN COLPO ALLA BOTTE E UNO AL CERCHIO, DI CHI METTE TUTTI SULLO STESSO PIANO, IL SOLITO VIZIO PILATESCO DI LAVARSI LE MANI CON "EQUIDISTANZA" (MA, SI SA, L’IMPORTANTE È MANTENERE LA POLTRONA SOTTO IL SEDERE…)

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - MPS, LA PARTITA È PIÙ APERTA CHE MAI - A MILANO SUSSURRANO UN’IPOTESI CHE AI PIÙ PARE PIUTTOSTO AZZARDATA: UN IMBUFALITO LOVAGLIO STAREBBE LAVORANDO PER PRESENTARE UNA SUA LISTA - I FONDI NON APPREZZEREBBERO POI L’ECCESSIVA “IMPRONTA” DI CALTAGIRONE SU FABRIZIO PALERMO, CHE POTREBBE ESSERE SUPERATO DA VIVALDI COME AD - NEMMENO LA CONFERMA DI MAIONE È COSÌ SCONTATA. E SI RAFFORZA L’IPOTESI, CALDEGGIATA DA MILLERI, DI CORRADO PASSERA COME PRESIDENTE - LOVAGLIO MOLTO INCAZZATO ANCHE CON GIORGETTI…

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….

crosetto meloni mantovano mattarella caravelli

DAGOREPORT - SUL CAOS DEL VIAGGIO DI CROSETTO A DUBAI, SOLO TRE QUESTIONI SONO CERTE: LA PRIMA È CHE NON SI DIMETTERÀ DA MINISTRO, PENA LA CADUTA DEL GOVERNO (CROSETTO HA INCASSATO ANCHE LA SOLIDARIETÀ DI MATTARELLA, CHE OGGI L’HA RICEVUTO AL QUIRINALE) – LA SECONDA È LA GRAVE IDIOSINCRASIA DELLO “SHREK” DI CUNEO PER LA SCORTA: COME A DUBAI, ANCHE QUANDO È A ROMA VA SPESSO IN GIRO DA SOLO. LA TERZA, LA PIÙ “SENSIBILE”, RIGUARDA LA NOSTRA INTELLIGENCE: GLI 007 DELL’AISE, INVECE DI TRASTULLARSI CON GLI SPYWARE E ASPETTARE DI ESSERE AVVISATI DA CIA E MOSSAD, AVREBBERO DOVUTO AVVERTIRE CROSETTO, E GLI ALTRI TURISTI ITALIANI NEGLI EMIRATI, CONSIGLIANDO DI NON SVACANZARE TRA I GRATTACIELI DI DUBAI. E INVECE NISBA: SUL SITO DELLA FARNESINA, NON ERANO SEGNALATI RISCHI...

giorgia meloni trump iran

DAGOREPORT – GLI ITALIANI NON SOPPORTANO PIÙ IL BULLISMO DI TRUMP E SONO TERRORIZZATI DALLE POSSIBILI RIPERCUSSIONI DELLA GUERRA NEL GOLFO, TRA AUMENTO DELL’ENERGIA E L’ALLARGAMENTO DEL CONFLITTO. QUESTA INSOFFERENZA PUÒ FARE MALE A GIORGIA MELONI, CHE DI TRUMP È LA CHEERLEADER NUMERO UNO IN EUROPA, GIÀ CON IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO – LA DUCETTA SOGNAVA UNA CAMPAGNA ELETTORALE NON POLITICIZZATA, MA NORDIO E MANTOVANO HANNO SBRACATO TRA “MERCATO DELLE VACCHE”, “SISTEMA PARA-MAFIOSO”, “CATTOLICI CHE VOTANO SÌ”. ORA È COSTRETTA A METTERCI LA FACCIA, MA CON MODERAZIONE: UN SOLO COMIZIO, IL 12 MARZO, AL TEATRO PARENTI DI MILANO…