IL CINEMA DEI GIUSTI - SE CATERINA CARONE PER IL SUO “FRAULEIN” NON AVESSE SCELTO LUCIA MASCINO E CHRISTIAN DE SICA, FORSE IL FILM SAREBBE STATO SCELTO DA UN FESTIVAL IMPORTANTE - MA HA VOLUTO UN FILM FIABESCO INTERPRETATO DA VOLTI NOTI E QUESTO COMPORTA QUALCHE PUNIZIONE

Perché questa operina, questa fiaba delle montagne che vede l’incontro tra due solitudini, la nascita di un’amicizia e poco più mentre una tempesta elettrica si scatena nella montagna provocando non si sa bene quali stravaganze nella testa degli abitanti del posto, è un piccolo film delizioso... -

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Marco Giusti per Dagospia

 

DE SICA IN FRAULEIN DE SICA IN FRAULEIN

Una donna scontrosa che vive da sola, scorbutica, in un vecchio hotel nelle montagne e un viaggiatore sperduto nella neve, e forse nella sua follia, con tanto di trolley. Ah, se Caterina Carone, per la sua opera prima, Fräulein – Una fiaba d’inverno, prodotto dal Carlo Cresto-Dina già responsabile di Le meraviglie di Alice Rohrwacher, non avesse voluto due nomi popolari come protagonisti, la Lucia Mascino nota in tv per la sit com Mamma per caso e addirittura Christian De Sica in un raro ruolo non comicarolo, ma due sconosciuti, magari stranieri, avrebbe potuto forse vedere il suo film d’esordio scelto da un festival importante, Cannes, Venezia, Locarno.

DE SICA IN FRAULEIN DE SICA IN FRAULEIN

 

Ma ha voluto costruire un film fiabesco interpretato da volti noti, e questo, per il folle mercato non solo italiano, comporta una qualche punizione. E’ assurdo, ma è così. Perché questa operina, questa fiaba delle montagne che vede l’incontro tra due solitudini, la nascita di un’amicizia e poco più mentre una tempesta elettrica si scatena nella montagna provocando non si sa bene quali stravaganze nella testa degli abitanti del posto, è un piccolo film assolutamente delizioso e particolare all’interno del nostro cinema.

DE SICA IN FRAULEIN DE SICA IN FRAULEIN

 

Sia perché la Carone non sceglie nessuno dei modelli più in voga del cinema d’autore internazionale, vedi il dardennismo a tutti i costi con la macchina da presa attaccata alla nuca dei protagonisti, il realismo o neo-neo-realismo, ma sceglie un cast tecnico di esordienti, quasi tutte ragazze, e prova delle musiche, di Giorgio Giampà, assolutamente non tradizionali, ma veramente interssanti.

 

LUCIA MASCINO IN FRAULEIN LUCIA MASCINO IN FRAULEIN

Caterina Carone costruisce così il racconto con toni, se vogliamo alla Wes Anderson, ma soprattutto da fiaba personale, un po’ controcorrente rispetto a quel che il mercato di cinema d’arte propone nelle nostre sale.

 

E, invece, la sceneggiatura funziona, la mano femminile della messa in scena, pure, non si sente la solita povertà da opera prima, è come se tutte le persone coinvolte ci credessero fortemente all’operazione, e anche Christian De Sica e Lucia Mascino sono adorabili e perfetti nell’assecondarla su questa strada. Soprattutto per Christian è una bella prova di coraggio muoversi su terreni diversi dai soliti suoi, adattarsi alla regia di una esordiente con voglia di rischiare. Da non perdere. Già in sala.

DE SICA IN FRAULEIN DE SICA IN FRAULEIN

 

DE SICA E LUCIA MASCINO IN FRAULEIN DE SICA E LUCIA MASCINO IN FRAULEIN

 

 

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