pierluigi diaco

DIACO A MISURA D’OMO: “NOI GAY DOVREMMO ESSERE UN PO' PIÙ SOBRI” – DIFENDE LA MELONI SBERTUCCIATA DA CALENDA ("LA VERSIONE BURINA DEL KU KLUX KLAN") PER IL SUO SOSTEGNO AL CONGRESSO DELLE FAMIGLIE DI VERONA: “E’ UN DIBATTITO PRIVATO, SBAGLIA CHI LO ATTACCA A PRIORI. NON VEDO RISCHI DI OMOFOBIA IN ITALIA: GLI STESSI MELONI E SALVINI MI HANNO FATTO GLI AUGURI QUANDO MI SONO UNITO CIVILMENTE COL MIO COMPAGNO”

Gianluca Veneziani per “Libero quotidiano”

 

diaco orsingher

Quando gli altri esasperano i toni, lui prova a ricondurre il dibattito a un confronto pacato e civile. Quando gli altri ingigantiscono le questioni, lui restituisce loro il giusto peso e spazio. In quest' arte si distingue Pierluigi Diaco, giornalista, co-conduttore di "Non Stop News" su Rtl 102.5 e co-autore del Maurizio Costanzo Show. Durante il programma radiofonico da lui condotto, ieri Diaco, omosessuale e da un anno unito civilmente col suo compagno, ha preso le difese della leader di FdI, Giorgia Meloni, attaccata perché "rea" di aver manifestato il suo sostegno al Congresso delle Famiglie di Verona (dal 29 al 31 marzo).

 

Diaco, i veri intolleranti sono i paladini gay friendly che vogliono mettere il bavaglio ai sostenitori della famiglia?

«Guardi, io credo che su questo congresso si sia concentrata un' attenzione mediatica smodata. Stiamo parlando di un convegno, non di una discussione parlamentare né di un confronto pubblico sul diritto di famiglia e le unioni civili. Pertanto è un errore dare un peso politico a un' iniziativa che altro non è che un dibattito privato. Ed è giusto che chi parteciperà a quel congresso abbia la libertà di esprimere la propria opinione.

DIACO

 

D' altronde né da Salvini, né dal ministro Fontana, né da Meloni ho sentito evocare la necessità di mettere in discussione la legge sulle unioni civili. Anche per quanto riguarda il patrocinio dato dalla presidenza del Consiglio, se è stato ritenuto giusto concederlo come capita per tanti altri convegni, non vedo dove sia il problema. Insomma, chi ha manifestato la sua contrarietà al congresso non ha fatto altro che fargli una grande pubblicità».

 

Calenda ha definito la Meloni, per le sue posizioni sul Congresso, «la versione burina del Ku Klux Klan». Come giudica queste frasi?

«Il compito di chi svolge un ruolo pubblico dovrebbe essere quello di comprendere e rispettare le opinioni altrui. E invece spesso, in questi casi, il vocabolario usato per contrastare l' avversario scade nella volgarità e nell' offesa. Ritengo pertanto che dovremmo darci tutti una sana calmata».

 

Lo scorso anno lei disse testualmente: «La dittatura gay ha rotto le palle». Vale lo stesso anche in questo caso?

pierluigi diaco

«Io penso che, dalla fine degli anni '60, l' associazionismo gay abbia contribuito notevolmente a un dibattito pubblico in materia e aiutato moltissimi ragazzi e ragazze a scoprire se stessi e sentirsi parte di una comunità. E aggiungo che negli ultimi 20 anni sono stati fatti passi notevoli nella conquista di nuovi diritti. Ora però il vero diritto a cui dovrebbe ambire la comunità gay è quello alla normalità e alla sobrietà. Sono convinto ad esempio che la sessualità non sia una patente di identità e che il genere non sia discriminante nella definizione di una persona. Ogni essere umano è molto più articolato, non giudicabile solo a partire dal proprio orientamento. E, anche a questo proposito, forse dovremmo concentrarci più sul sentimento, sulla capacità di amare, che sulla mera attività sessuale. Così la finiremmo di guardare dal buco della serratura e il dibattito smetterebbe di essere volgare».

meloni

 

E a chi evoca un rischio omofobia in Italia cosa risponde?

«Anche se ci sono stati alcuni episodi molto gravi e di conseguenza condannabili, non penso che esista un allarme di questo tipo: gli italiani in buona parte sono persone civili e rispettose dell' altro. Gli stessi Meloni e Salvini mi hanno fatto gli auguri quando mi sono unito civilmente col mio compagno, e anche il ministro Fontana, dopo alcune mie osservazioni critiche nei confronti di alcune sue dichiarazioni sui matrimoni gay, mi ha convocato nel suo studio per chiarire il suo punto di vista: ho trovato una persona molto ragionevole e rispettosa».

 

Chi dice insomma che a Verona ci sarà un convegno di integralisti anti-gay mette in giro una fake news?

pierluigi diaco rtl 102.5

«Alcuni relatori sono stati contestati perché esporrebbero tesi medievali. Io suggerisco: ascoltiamo cosa dicono e poi giudicheremo. Se avranno posizioni offensive verso chi ha orientamenti sessuali diversi dai loro, spero che qualcuno prenda le distanze.

PIERLUIGI DIACO

Ma personalmente, se mi fosse stato inoltrato l' invito a partecipare, ci sarei andato, avrei ascoltato e poi raccontato il mio amore e il mio modo di vivere la famiglia. Sono convinto infatti che non esista un modello universale di famiglia, ma esistano politiche per la famiglia che non esulano dal riconoscere i diritti e i doveri di chi si ama».

 

A livello politico, fanno bene i due partiti di governo a dividersi sul Congresso?

carlo calenda (2)

«Mi sembra che i 5 Stelle critichino il convegno per motivazioni di semplice calcolo politico. E Salvini, dal suo canto, ha accompagnato un processo culturale dentro la Lega che ha fatto sì che la famiglia diventasse un tema centrale della narrazione. Detto questo, all' interno del suo partito non c' è una visione unilaterale sulla questione, ma si moltiplicano i punti di vista. Il che conferma che, anche nel centrodestra, ci sono sensibilità diverse a riguardo. Ragion per cui, a mio avviso, non si dovrebbe cercare il consenso elettorale su questi argomenti».

pierluigi diaco pierluigi diaco pierluigi diaco veltronipierluigi diaco 2003DIACO FLASH MOB CAMPIDOGLIO ANTI RAGGIpierluigi diacopierluigi diaco aristonpierluigi diaco pierluigi diaco pierluigi diaco boncompagnipierluigi diaco gasparripierluigi diaco maurizio costanzo pierluigi diaco isola famosipierluigi diaco piero fassinopierluigi diaco radioraipierluigi diaco skypierluigi diacopierluigi diacoPIERLUIGI DIACO

Ultimi Dagoreport

sallusti cerno

FLASH! - ALLA NOTIZIA DELLA NOMINA DI ALESSANDRO SALLUSTI A DIRETTORE DI “LIBERO”, TOMMASO CERNO HA INIZIATO A SMANIARE: E’ ANDATO IN CRISI DI ATTENZIONI – PER OSCURARE IL RITORNO DI SALLUSTI, E RIMETTERE SE STESSO AL CENTRO DEL VILLAGGIO, QUELLA REGINA PAZZA DI CERNO HA DATO DISPOSIZIONI ALLA REDAZIONE DI "SCHIERARE" DOMANI IN PRIMA PAGINA TUTTE LE FIRME PIU’ IMPORTANTI DE "IL GIORNALE" – STRANO, PER UN DIRETTORE CHE IN REDAZIONE SI VEDE POCO E HA VIA VIA OSCURATO GLI EDITORIALI ALTRUI LASCIANDO SPAZIO SOLO A SE STESSO…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH! - CARI FRATELLINI D’ITALIA, SMETTETELA DI CORTEGGIARE CARLETTO CALENDA: CON L’ARMATA BRANCA-MELONI, NON ANDRÀ MAI E POI MAI - CALENDA CI HA INVIATO LA SEGUENTE PRECISAZIONE: “CARO DAGO, NON HO NESSUNA INTENZIONE DI CANDIDARMI A FARE IL SINDACO DI ROMA. NON HO MAI AVUTO CONTATTI CON LA DESTRA A QUESTO PROPOSITO E SE ME LO CHIEDESSERO RISPONDEREI “NO GRAZIE”. IL LAVORO IN CUI SONO TOTALMENTE IMPEGNATO È GUIDARE AZIONE ALLE PROSSIME ELEZIONI POLITICHE” – COME SI DICE ALLA GARBATELLA: “ 'A GIO', SE VEDEMO…”

il messaggero francesco gaetano caltagirone giorgia meloni villa galleria borghese crosetto

FLASH! – DOPO LA BATOSTA BANCARIA DI MPS, L’IDILLIACO RAPPORTO TRA I FRATELLI DI MELONI E CALTAGIRONE MINACCIA DI INCRINARSI? - SBIRCIANDO “IL MESSAGGERO” DI OGGI SPICCANO DUE ARTICOLI CHE NON AVRANNO FATTO ALCUN PIACERE ALLA FIAMMA MAGICA – IL PRIMO È ADDIRITTURA UNO SCOOP, ESSENDO L’UNICO GIORNALE A RIVELARE UNA “LITE FURIBONDA A PALAZZO CHIGI” TRA LA DUCETTA E CROSETTO (CHE HA SMENTITO) – IL SECONDO È UNA PAGINATA DEDICATA ALL’AMPLIAMENTO DELLA GALLERIA BORGHESE, CARO A CALTA-RUTELLI-CHICCOTESTA, CHE IL “TIMES” DI LONDRA, IN COMPAGNIA DI FDI (FABIO RAMPELLI), HA DEFINITO “BLASFEMO”…

manfredi lefebvre d'ovidio dovidio aponte, palenzona bisignani porro scaroni cimbri costamagna brachetti peretti, caltagirone nagel jes staley nicole junkerman stella li mara carfagna

ALTA SOCIETÀ, BASSA MAREA - NON AVENDO UN CAZZO DA FARE (O MOLTI AFFARI DA CONCLUDERE), 700 PERSONAGGI ILLUSTRI SONO SALITI A BORDO DELLA "CRYSTAL SYMPHONY" PER LA ZUPPA DI NOZZE DELL’ARMATORE ITALO-MONEGASCO MANFREDI LEFEBVRE D'OVIDIO – 5-GIORNI-5 DI UN’INDICIBILE CROCIERA DA CIVITAVECCHIA A MALTA CHE HA VISTO LA PARTECIPAZIONE DI APONTE, PALENZONA, BISIGNANI, NICOLA PORRO, SCARONI, CIMBRI, COSTAMAGNA, BRACHETTI PERETTI, BERNABÈ, PASSERA, DOMPÉ, MARA CARFAGNA, MARCO CARRAI; CILIEGINA SULLA TORTA: LA GLACIALE STRETTA DI MANO TRA CALTAGIRONE E NAGEL - PIÙ PICCANTE LA PRESENZA A BORDO DI DUE PERSONAGGI CHE HANNO AVUTO A CHE FARE CON JEFFREY EPSTEIN: L'EX CEO DEL COLOSSO BANCARIO BRITANNICO "BARCLAYS", JAMES STALEY, CHE GESTIVA PERSONALMENTE IL PATRIMONIO MULTIMILIONARIO DEL FINANZIERE PORCONE. E LA SPLENDIDA NICOLE JUNKERMAN, NONCHÉ CONTESSA BRACHETTI PERETTI, CHE PER 20 LUNGHI ANNI E' STATA AMICA DEL DEFUNTO DEPRAVATO...

rocco basilico - nicoletta zampillo - leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - FERMI TUTTI! COLPO DI SCENA NELLA TRIBOLATISSIMA “SUCCESSION” DEGLI EREDI DEL VECCHIO – DAGOSPIA PUÒ RIVELARE CHE NICOLETTA ZAMPILLO, VEDOVA DEL VECCHIO, CON UNA LETTERA AL BOARD DI DELFIN, HA DECISO DI DISCONOSCERE LA CESSIONE DEL 12,5% DELLE QUOTE DELLA HOLDING AL FIGLIO ROCCO BASILICO, AVUTO DAL MATRIMONIO COL BANCHIERE PAOLO BASILICO, APPOGGIANDO L’ALTRO FIGLIO LEONARDO, AVUTO DALLE SUCCESSIVE NOZZE COL PATRIARCA DI LUXOTTICA: “L’ATTO È STATO DA ME STIPULATO A SOLI TRE GIORNI DALLA MORTE DEL MIO COMPIANTO MARITO, ERA UN MOMENTO NEL QUALE, ANCORA DEVASTATA DAL DOLORE, NON ERO IN GRADO DI VALUTARE LA PORTATA E LE CONSEGUENZE” – LA MOSSA DELLA ZAMPILLO ARRIVA DOPO CHE ROCCO BASILICO HA FATTO RICORSO ALLA CORTE DEL LUSSEMBURGO PER BLOCCARE L’OPERAZIONE CON CUI LEONARDINO HA OTTENUTO L’OK PER PRENDERSI IL 25% DELLE QUOTE DI DELFIN DAI FRATELLI LUCA E PAOLA – NELLA LETTERA LA ZAMPILLO AGGIUNGE: “CON L’AUSILIO DEI MIEI CONSULENTI HO APPRESO CHE LA VALIDITÀ GIURIDICA DI QUELL’ATTO È FORTEMENTE DUBBIA…”