ennio morricone verdone

“CON UN FISCHIO MORRICONE RESE PERFETTO IL MIO DEBUTTO” – VERDONE RACCONTA IL SUO PRIMO INCONTRO CON IL MUSICISTA PER LE MUSICHE DI 'UN SACCO BELLO' QUANDO LEONE, CHE ERA SUO PRODUTTORE, LI FECE CONOSCERE: "LUI E SERGIO ERANO UNA STESSA ANIMA. DUE GRANDI ROMANI DIVERSISSIMI, MA IMPOSSIBILI DA PENSARE SCISSI" - "RIFIUTÒ DI TRASFERIRSI A HOLLYWOOD, LA CALIFORNIA NON LO AVREBBE ISPIRATO COME ROMA" – VIDEO

 

Da Il Messaggero

 

morricone verdone

Abbiamo perso un grandissimo artista, un grande musicista, forse l'italiano più popolare nel mondo. Di certo con Fellini quello che nel mondo del cinema tutti conoscono e apprezzano. Perché a dire il vero io, frequentando giurie e festival, anche Hollywood talvolta, non ho mai sentito qualcuno non dirsi estasiato per il talento espresso dal Maestro.

 

A differenza di Fellini, però, la capacità di attrarre a sé le sensibilità più raffinate del rock, del rap lo ha reso più popolare tra i giovani di tutto il pianeta. Io ho perso l'artista che ha reso il mio debutto nel cinema perfetto, un battesimo che potevo solo sognare e che Sergio Leone, ha reso possibile: con quel fischio un po' malinconico, poetico di Leo che sale via Garibaldi a Trastevere, la sua Trastevere Un sacco bello si chiudeva nel modo più giusto, perfetto.

verdone un sacco bello

 

La statura di questo Grande Romano, però, sta nella serietà con cui ha cominciato il suo viaggio per la nostra città: gli studi a Santa Cecilia, la tromba. Non uno che si improvvisa sulla scia di un altro grande compositore, ma la strada più lunga: allievo di Goffredo Petrassi e tra i creatori di un gruppo come la Nuova Consonanza. Musica per pochi eletti, che ha sempre amato e ha sempre rivendicato, per uno diventato poi una grande icona pop.

 

Cercava la sua originalità e finiva per trovarla sempre e soprattutto nella sua Roma: preparazione e aria dei quartieri che ha frequentato, delle case che ha vissuto. La sua grande preparazione ha fatto sì che il Maestro avesse il grande talento di lavorare a 360 gradi, una tale sicurezza e competenza dal punto di vista dell'arrangiamento musicale che lo portava ad aiutare a diventare mito canzoni come quelle di Mina (Se Telefonando) o Edoardo Vianello (Abbronzatissima) o Morandi. Con un grande eclettismo cui ha dato sfogo soprattutto quando dai tempi mitici della Rca, grande ritrovo della musica leggera italiana degli anni Sessanta e Settanta, fece il grande salto a Cinecittà.

sergio leone ennio morricone

 

E qui, ritrovando l'amico di sempre, dei giorni insieme da bambini, Sergio Leone ha dato sfogo a tutta la sua creatività: innanzitutto con la Trilogia del dollaro. Lui e Sergio Leone erano una stessa anima divisa sottilmente in due. Due grandi romani diversissimi, ma per me impossibili da pensare scissi: Ennio senza Sergio o Sergio senza Ennio. Ognuno ha esaltato il lavoro dell'altro. Morricone ha dato grandezza, potenza e soprattutto ironia ai film di Leone; Leone ha dato le immagini giuste per evocare quei temi al musicista amico.

 

Ci sono temi come quello del Cimitero ne Il Buono, il Brutto e il Cattivo, che sono assoluti nella storia del cinema mondiale. E l'introduzione di strumenti musicali come lo scacciapensieri e il fischio divenuto marchio di fabbrica. Un'intuizione tutt' altro che banale, quella, che utilizzò con me: rendeva perfettamente la solitudine del personaggio centrale del film.

 

sergio leone ennio morricone

Nella Trilogia di Leone era la solitudine di Clint Eastwood; è la solitudine di Leo, del Bullo nel mio film. Il fischio è anche scanzonato, come quelli che ascoltavano lui e Leone a Trastevere nei loro anni giovanili. Nei miei film un tema entrato nel cuore della gente, regalando la poesia e malinconia di un'estate solitaria. Ha esaltato i miei film.

 

Ennio Morricone è stato molto ispirato da Ottorino Respighi, ce lo disse proprio in quella intervista fatta al Messaggero un anno fa: la trilogia romana del compositore è il disco italiano più venduto in America. Quell'orchestrazione imponente ha suggestionato molti compositori dei grandi film hollywoodiani, come Miklos Rosza, il grande compositore ungherese dei temi di Ben Hur; come lui anche Bernard Herman compositore di Hitchcock e John Williams. Molti di loro in Morricone hanno trovato un seguace ispirato di questo modo di comporre. C'è ancora un altro romano dietro il grande romano che ora piangiamo.

morricone

 

IL NOSTRO INCONTRO Io con lui ho avuto un impatto pazzesco: Leone mi dice un giorno che andavamo a cercare l'ultimo componente della troupe. Entriamo nella sua villa all'Eur e lui mi dice: andiamo da quello che ha la dichiarazione dei redditi numero 3 d'Italia, una battuta che ho inserito poi in Compagni di scuola. Mi trovo Morricone davanti e provo a spiegargli il film, i tre personaggi, lui chiede il copione. Il giorno dopo mi convoca e mi dice: «Ho colto molta poesia nei tuoi personaggi: c'è molta solitudine».

 

E Leone irrompe: «Ma fammi una cosa poetica, non depressiva». «No, Sergio, saremo ironici». Allo studio Trafalgar di piazzale Clodio, a fine riprese ascoltavo l'orchestrazione e dissi tra me e me: «Ha reso perfetto il film». Con una musica che doveva essere secondo Leone «scepliniana» con quella pronuncia romana accentuata del regista.

morricone

 

LA MUSICA SI FA A ROMA Lui rifiutò di trasferirsi a Hollywood, lui doveva tutto a Roma, alla sua poesia. In California non avrebbe avuto la stessa ispirazione. E qui l'ho molto ammirato: coraggioso, saggio, rigoroso con se stesso. Come ammiro, questo suo essere un romano non facilone in nulla, è stato un enorme professionista che ha capito che la preparazione è tutto. Sarà difficile trovare un compositore amato così tanto nel mondo: lui è entrato nel cuore del mondo.

 

ennio morricone sergio leone

Resterà immortale come Respighi, anche di più. A lui, lo remixano anche in discoteca, è nelle suonerie dei cellulati con l'urlo indiano ah ee ah ee ah. Roma la viveva con molto rigore. «Roma non è più quella di Un sacco bello», gli dicevo io. E lui un po' meno duro di me con i nostri vizi mi diceva: «Io la guardo dall'alto, non la trovo cambiata. Ma a me basta stare in alto, per questo scelgo gli attici. Che poi l'ispirazione mi arriva». Hollywood poi gli ha restituito qualcosa, non il pianto per l'ingiustizia di Mission senza l'Oscar.

IL NECROLOGIO DI ENNIO MORRICONE SCRITTO DA ENNIO MORRICONEennio morricone in concerto foto di bacco (2)morriconeennio morricone e sergio leone a scuola insieme

 

morricone leonemorriconeennio morriconeennio morricone in concerto foto di bacco (4)

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…