antonio padellaro piero fassino

“OGNI MATTINA SQUILLAVA IL TELEFONO: ‘TI PASSO FASSINO’” – ANTONIO PADELLARO RICORDA QUANDO, DA CONDIRETTORE DE “L’UNITÀ”, RICEVEVA I RIMBROTTI DEL SEGRETARIO DEI DS "OGNI QUALVOLTA TRAVAGLIO SCRIVEVA CONTRO BERLUSCONI": “MI SOTTOPONEVO A PENOSE CONVERSAZIONI IN CUI IL LEADER DELLA SINISTRA ITALIANA DICEVA LE COSE PIÙ SGRADEVOLI SULLA MIA DIREZIONE. POI, APPRESI CHE FASSINO SOFFRIVA DI PRESSIONE BASSA” – “IL GIOCHINO NON HA RETTO PIÙ FINCHÉ UN FASSINO CON LA PRESSIONE REGOLARE MI ORDINÒ SENZA TANTI PREAMBOLI: ‘DEVI CACCIARE TRAVAGLIO’. REPLICAI CON…” - IL CONGEDO "TRAMITE INTERVISTA AL CORRIERE" DI VELTRONI, CHE AVEVA GIÀ SCELTO CONCITA DE GREGORIO

Estratto da “Solo la verità, lo giuro – giornalisti artisti pagliacci”, di Antonio Padellaro (ed. Piemme)

 

ANTONIO PADELLARO - SOLO LA VERITA LO GIURO

[…] All'Unità, i miei contrasti con la dirigenza dei Ds, o meglio, con Piero Fassino, che era il segretario del tempo, nascevano inevitabilmente dalla rubrica quotidiana di Marco Travaglio, «Bananas», dedicata alle gesta dell'arrembante Silvio Berlusconi.

 

Ogni qualvolta Travaglio scriveva qualcosa contro Berlusconi, non in linea con qualche inciucio della sinistra, il mattino successivo, cascasse il mondo, squillava il telefono e un'apprensiva voce femminile scandiva il mio incombente destino: «Ti passo Fassino».

 

All'inizio, non conoscendo il metabolismo fassiniano, mi sottoponevo a penose conversazioni nel corso delle quali il leader della sinistra italiana diceva le cose più sgradevoli sulla mia direzione.

 

Schiacciato dal peso della colpa che mi ero assunto nei confronti delle masse lavoratrici e dei ceti più deboli, non proferivo parola. Poi, appresi che Fassino soffriva di pressione bassa. Quindi, appena risvegliatosi dal sonno del giusto, egli univa all'umor nero da ipotensione mattutina l'incazzatura per le ribalderie di Marco. Miscela esplosiva di cui facevo io le spese.

 

PIERO FASSINO - MEME BY 50 SFUMATURE DI CATTIVERIA

Escogitai un banale stratagemma. Ogni qualvolta il Fassino furioso si appalesava, comunicavo che al momento non potevo rispondere e che lo avrei richiamato. Infatti, era ciò che facevo nel pomeriggio inoltrato quando ero sicuro che la pressione si fosse ristabilita su valori accettabili.

 

In genere, Piero rispondeva dimentico del motivo che lo aveva scatenato di buon mattino. Manifestava, anzi, una certa cordialità e alle volte si informava perfino sul mio stato di salute. Ricordava il milionario di Luci della città che di notte, ubriaco, abbracciava il vagabondo Charlot e di giorno, ritornato sobrio, lo maltrattava.

 

ANTONIO PADELLARO MARCO TRAVAGLIO FURIO COLOMBO

Dai e dai, però, il giochino non ha retto più finché un Fassino con la pressione regolare mi ordinò senza tanti preamboli: «Devi cacciare Travaglio». Replicai con una delle poche frasi di cui vado orgoglioso: «Fai una cosa più semplice, caccia me, così nomini un altro direttore che poi caccia Travaglio».

 

E nel mentre lo dicevo sogghignavo: col cavolo che ti faccio 'sto favore. Infatti, consapevole del casino che ne sarebbe nato non ci provò più.

 

Sono stato allevato, come papa Bergoglio e Mario Draghi, da quei figli di buona donna dei padri gesuiti. Che in materia battono tre a zero i salesiani da cui Fassino era stato allevato (ma pure Travaglio). Del resto, non sono pochi quelli di sinistra che sono andati a scuola dai preti. La sinistra è stata incubata dai preti (ho detto incubata, eh).

 

massimo d alema - forum internazionale della democrazia a pechino

A eccezione di Massimo D'Alema, cresciuto in qualche gulag siberiano. Pure lui detestava Travaglio ma non ha mai telefonato per protestare. Forse perché quando Marco era invitato alle feste dell'Unità riscuoteva grande successo e riempiva i tendoni. I militanti lo adoravano proprio per i suoi interventi caustici, irriverenti. Al contrario del ceto politico che non ne voleva sapere. Smisero di chiamarlo quando scrisse che la sinistra era entrata a Palazzo Chigi con le pezze al culo e ne era uscita indossando calzature di pregio.

 

Nel mio caso era diverso. Come direttore dell'Unità invito alle feste era quasi obbligatorio. Poi, un giorno, in un'intervista confessai che non avevo mai Votato per gli eredi del Pci. La cosa creò un certo scompiglio ma per fortuna nessuno approfondi, altrimenti sarebbe uscito fuori che il mio voto lo avevo dato a quel semolino sciapo del fronte laico.

 

FURIO COLOMBO ANTONIO PADELLARO

Ai repubblicani e, una volta, perfino al Garofano di Betti no Craxi. Questo me lo tenni per me altrimenti mi avrebbero cacciato su due piedi.

 

Mi cacciarono lo stesso, tempo un annetto. Dopo aver cacciato Furio Colombo che aveva risollevato le sorti di un giornale fallito e senza più lettori. […] Fu cacciato da una proprietà insofferente per la troppa libertà che si era preso rispetto a una sinistra bigotta e trinariciuta. Presi il suo posto ma dopo nemmeno un paio d'anni arrivò un nuovo editore: Renato Soru, il creatore di Tiscali, l'uomo che aveva portato internet in Italia in una dimensione industriale, colui che aveva sbancato la Borsa.

 

concita de gregorio l'unita'

Era stato Walter Veltroni, all'apice del successo come demiurgo del Pd, a chiedergli di mettere un bel po' di quattrini per sanare i bilanci della testata che, malgrado il successo nelle edicole, erano appesantiti dal debito pregresso. Sarà l'ex sindaco di Roma a congedarmi tramite intervista al Corriere della Sera: annunciava che avrebbe visto di buon occhio alla direzione dell'Unità una donna (casualmente aveva già scelto Concita De Gregorio).

 

walter veltroni foto di bacco (3)

Poiché non avevo intenzione di cambiare sesso, preparai gli scatoloni. Soru venne a trovarmi perché, così disse, voleva conoscermi di persona. In realtà per cacciarmi meglio. Lui è il classico sardo muto che alterna lunghe pause a profondi silenzi. Voleva accompagnarmi alla porta ma non trovava le parole giuste per farlo. Tergiversava illustrando faraonici progetti di rilancio nei quali, giurava, avrei avuto un ruolo strategico fondamentale. Andammo a prendere un caffè al bar di fronte, seduti a un tavolino tutto diventò più semplice. Gli dissi che consideravo concluso il mio tempo all'Unità e che stavo lavorando a un nuovo progetto. Ritrovò miracolosamente la favella e, come sollevato dal nuraghe che gli pesava sullo stomaco, mancò poco che mi stringesse in un abbraccio riconoscente. […]

antonio padellaro foto di bacco

Arturo Parisi con Pierluigi Castagnetti Romano Prodi Walter Veltroni Mauro Zani

j'odore meme su piero fassino by rolli il giornalone la stampa

concita de gregorio l'unita' 3concita de gregorio l'unita' 1

GUARDIE E LADRI - MEME SU PIERO FASSINO BY MACONDO PIERO FASSINO MEMEprofumo di danno meme by carli il giornalone la stampameme su piero fassino e il profumo al duty free di fiumicino 3meme su piero fassino e il profumo al duty free di fiumicino meme su piero fassino e il profumo al duty free di fiumicino 2PIERO FASSINO E GIANFRANCO FINI - MEME BY OSHOfragranza di reato - memeMEME SU PIERO FASSINOcall of duty free - meme su piero fassinoIL SERVIZIO DI STRISCIA LA NOTIZIA SU PIERO FASSINO LA CARD DELLA PAGINA DI ATREJU SU PIERO FASSINO

Ultimi Dagoreport

aska simionato

FLASH! - SCONTRI PER ASKATASUNA: QUANDO MELONI S’INDIGNA CONTRO I MAGISTRATI CHE NON HANNO ACCUSATO DI TENTATO OMICIDIO IL 22ENNE INCENSURATO GROSSETANO FRANCESCO SIMIONATO, FA SOLO BIECA PROPAGANDA ELETTORALE PER IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA – È BEN VISIBILE DALL’ESAME DELLE FOTO CHE NON È LUI IL CRIMINALE CHE HA PRESO A MARTELLATE IL POLIZIOTTO – UNA VOLTA IDENTIFICATO, GRAZIE AL FATTO CHE ERA L’UNICO A VOLTO SCOPERTO NEL GRUPPO CHE HA AGGREDITO IL POLIZIOTTO, I MAGISTRATI NON POTEVANO FARE ALTRO CHE ACCUSARLO PER CONCORSO IN LESIONI A PUBBLICO UFFICIALE…

ecce homo di antonello da messina

DAGOREPORT - IN ATTESA DEL PONTE DI MESSINA (O, FORSE, CONFONDENDOSI) LO STATO SI SAREBBE ASSICURATO UN ASSAI BRUTTINO ANTONELLO DA MESSINA, GRANDE POCO PIÙ UN FRANCOBOLLO, MA VALUTATO TRA 10 E 15 MILIONI DI DOLLARI - PER UN MINISTERO CHE NON HA I SOLDI PER METTERE LA BENZINA NELLE AUTO DEI FUNZIONARI C’È DA AUGURARSI CHE IL QUADRO POSSA ESSERE UN MUNIFICO REGALO DI UN IMPRENDITORE IN CERCA DI AGEVOLAZIONI – QUESTO PICCOLO ANTONELLO NON ERA NECESSARIO PER LE PATRIE COLLEZIONI: DI QUADRI NE ABBIAMO MA NON ABBIAMO I SOLDI NEMMENO PER SPOLVERARE LE CORNICI. E SPERIAMO CHE SIA ANTONELLO, PERCHÉ…

giorgia meloni polizia agenti

DAGOREPORT – IL NUOVO STROMBAZZATO DECRETO SICUREZZA È SOLO FUMO NEGLI OCCHI DEGLI ALLOCCHI: SE IL GOVERNO MELONI AVESSE DAVVERO A CUORE IL TEMA, INVECE DI FANTOMATICI “FERMI PREVENTIVI” E “SCUDI PENALI”, SI OCCUPEREBBE DI ASSUNZIONI E STIPENDI DELLA POLIZIA – A DISPETTO DEGLI ANNUNCI, INFATTI, LE FORZE DELL’ORDINE DA ANNI SONO SOTTO ORGANICO, E GLI AUMENTI DI SALARIO PREVISTI DAL CONTRATTO NAZIONALE TRA 2022 E 2024 (+5,67) SONO STATI ANNULLATI DALL’INFLAZIONE, CHE CUMULATA HA RAGGIUNTO QUASI IL 15%...

olimpiadi milano cortina

A PROPOSITO DI…MILANO-OLIMPICA - CHISSÀ SE NEI LORO VOLI OLIMPICI LE ALI DEGLI EDITORIALISTI DEL “CORRIERE DELLA SERA” SI SIANO SPEZZATE PER LA SALIVA ACCUMULATA NEL MAGNIFICARE I VANTAGGI (CON FALSI RICAVI INDOTTI) DI UNA MANIFESTAZIONE DA OLTRE SETTE MILIARDI DI EURO, CHE DA GIORNI HA FATTO DI MILANO UNA CITTÀ FANTASMA – BLOCCATI, O RITARDATI, TUTTI I RIFORNIMENTI PER NEGOZI, SUPERMERCATI, FARMACIE. SI SEGNALANO CHIUSURE SERALI DI RISTORANTI E BAR: “NON ABBIAMO PRENOTAZIONI”. UFFICI E STUDI PRIVATI HANNO LASCIATO LIBERTÀ AI PROPRI DIPENDENTI. GLI ALBERGHI LAMENTANO SOLO DISDETTE. ALTRO CHE TUTTO ESAURITO…

matteo salvini giorgia meloni roberto vannacci vladimir putin mario draghi

DAGOREPORT – A COLORO CHE SI DOMANDANO ANCORA SE C’È LO ZAMPONE DELL’ORSO RUSSO DIETRO LE MOSSE DI VANNACCI, RICORDIAMO CIO' CHE DISSE MARIO DRAGHI AI PARTITI CHE AVEVANO SFANCULATO IL SUO GOVERNO: “LA DEMOCRAZIA ITALIANA NON SI FA BATTERE DAI NEMICI ESTERNI E DAI LORO PUPAZZI PREZZOLATI. È CHIARO CHE NEGLI ULTIMI ANNI LA RUSSIA HA EFFETTUATO UN'OPERA SISTEMATICA DI CORRUZIONE IN TANTI SETTORI, DALLA POLITICA ALLA STAMPA, IN EUROPA E NEGLI STATI UNITI” - VANNACCI DEVE RIUSCIRE NEL COMPITO IN CUI HA FALLITO SALVINI: DIVENTARE UN COLLETTORE DI FORZE FILO-RUSSE DEL MONDO FASCIO-GRILLINO - MOSCA GIA' GODE NEL VEDERE IL GOVERNO FILO-UCRAINO DI MELONI SBANDARE PER NON PERDERE LO ZOCCOLO DURO DI VECCHI FASCI INCAZZATI PER LA SUA DERIVA DEMOCRISTIANA, COME DIMOSTRA LA DERIVA SECURITARIA DEI GIORNI SCORSI – VIDEO: QUANDO DRAGHI PARLÒ DI “PUPAZZI PREZZOLATI” DEL CREMLINO...

il dito medio di laura pausini

LAURA PAUSINI VUOLE ESSERE L'UNICA DIVA DI SANREMO - DIETRO LE QUINTE DELL’ARISTON, SI RINCORRONO LE VOCI DELLE BIZZE DELLA CANTANTE CHE NON VUOLE CHE CI SIANO SUL PALCO ALTRE BELLEZZE CHE POSSANO OFFUSCARLA - VORRÀ AVERE IL CONTROLLO SU TUTTO, FORSE ANCHE SULLA REGIA? INTANTO LA CANONICA FOTO DEL CAST DEL FESTIVAL NON È STATA ANCORA FATTA. COME MAI? LAURETTANON VUOLE FARSI FOTOGRAFARE? E LA RAI CHE NE PENSA? - LE POLEMICHE QUANDO LA PAUSINI SI RIFIUTÒ DI CANTARE “BELLA CIAO” PERCHÉ “DIVISIVA”, LA SUA USCITA SULL’EUROVISION “A CUI PARTECIPEREBBE ANCHE SE C’È ISRAELE” E LA MAREA DI CRITICHE SUI SOCIAL - VIDEO