PALAHNIUK: UN ELOGIO DI ''ROSEMARY’S BABY'' - CON IL LIBRO DI IRA LEVIN L’HORROR DIVENTA COMICO. IL MALE NON SBOCCIA PIU’ NEI CASTELLI GOTICI MA NEI PALAZZI DI MANHATTAN: I MOSTRI RESTANO MOSTRI. MA ALMENO FANNO RIDERE... -

Il romanzo di Levin (che ora riesce) cambiò nel ’67 l’anima dell’horror. Prima di Rosemary' s Baby il nemico era la natura, sotto forma di fantasmi e morte e decomposizione. Con il classico dell' horror urbano di Levin, il nemico era chiunque - E per favore, non dimentichiamo la politica. Nel 1967 tutto era politica... -

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Testo di Chuck Palahniuk estratto da "Rosemary's Baby" di Ira Levin pubblicato da “la Stampa”

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Prima di Ira Levin, l' orrore accadeva sempre altrove. Persone comuni e ordinarie erano costrette a fare i bagagli e lasciare i cani al canile per sobbarcarsi viaggi apparentemente infiniti alla volta della Transilvania, di Manderlay, della casa Usher, della Hill House o del Bates Motel.

 

Lo spostamento era sempre giustificato da un nuovo lavoro, come governante di una tenuta di campagna in Henry James, mettiamo, o come partecipante a una ricerca sul campo di parapsicologia in Shirley Jackson (oh, il matrimonio di scienza e superstizione), oppure, in Dauphne du Maurier, si trattava di qualche assurda commissione come consegnare una coppia di inseparabili.

 

Qualunque fosse la ragione del viaggio, andava sempre a finire male. Tutta quella strada solo per farsi terrorizzare e, il più delle volte, massacrare. Tuttavia, era di conforto sapere che l' orrore vero e potenzialmente letale non accadeva mai a casa propria. Bisognava essere attirati molto, molto lontano.

 

Per il secolo precedente al 1967 i veri orrori erano stati da qualche altra parte nel mondo, sempre fuori dai confini di Inghilterra e Stati Uniti. Se uno restava a casa allora era al sicuro, ma se si avventurava fuori, in cerca di guai - in Irlanda del Nord, mettiamo, o in Vietnam - beh, allora si meritava di tutto. La propria casa costituiva una piccola isola sicura dove le donne potevano crescere i figli nell' agio domestico.
 

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Sì, nella vita quotidiana andava tutto benissimo, finché Ira Levin non ha trasferito l' indispensabile castello infestato nell' Upper West Side di Manhattan. Che gran colpo di genio: trasportare tutti i cliché cigolanti e sferraglianti dei film di mostri in mezzo a newyorkesi sofisticati e pretenziosi. Alla luce abbagliante del giorno i mostri fanno ridere - Minnie Castevet, ad esempio - ma restano mostri. E leggendo i primi due terzi di questo libro non si sa se ridere o essere turbati.

 

Ammettere di aver paura significherebbe perdere la faccia e rischiare di essere bollato come provinciale superstizioso. Rosemary Woodhouse è di Omaha, Nebraska; la maggior parte delle persone che leggono questo libro verranno da posti come Omaha o Great Falls o Tacoma o Shreveport, e nessuno di loro vorrà sembrare un idiota, specialmente di fronte a cittadini raffinati e blasé. Perciò, non importa quanto ovvio e incombente diventi il pericolo, nessuno riconoscerà il vero maleficio finché non è troppo tardi.
 

ROSEMARY LEVIN ROSEMARY LEVIN

È provato che la storia di Rosemary' s Baby è basata su quella di Anton LaVey e la sua Chiesa di Satana, ma nel 1967 il mondo intero si stava rapidamente spaccando in sette di vario tipo: la Weather Underground, l'Esercito di Liberazione Simbionese, i terroristi del National Republican Army, le Pantere Nere, la famiglia Manson e i club di Playboy, e sembrava che le società segrete fossero diventate la norma.

 

Grazie a Levin adesso la Casa degli Usher era in Central Park West, e tutti avevano una tale voglia di andarci ad abitare da riuscire a ignorare la sua storia irrisolta di cannibalismo, culti satanici, suicidi e infanticidi. No, le persone vivevano nell' era moderna, libere dalle stupide cautele del passato. La religione non contava. La religione era una barzelletta, una reliquia, una seccatura.

 

ROSEMARY POLANSKI ROSEMARY POLANSKI

La scienza aveva sconfitto Dio; si veda la copertina della rivista con il vistoso titolo «Dio è morto?» nella sala d' attesa dell' ostetrico. Invece di fidarsi dei preti, i newyorkesi moderni seguivano ciecamente i consigli dei dottori, specialmente i dottori di Park Avenue che andavano in televisione e curavano ricchi esponenti dell' alta società, anche quando i consigli causavano dolori intollerabili e sembravano in conflitto con ogni altra autorità medica. Anche quando quei dottori avevano un odore terribile.
 

Solo che, no, era il 1967 e il mondo intero era impazzito. La follia era atterrata nel bel mezzo delle nostre vite, e con questo libro Ira Levin sottolineava il cambiamento. Prima, se uno abbandonava la società era in pericolo.

 

Chuck Palahniuk Chuck Palahniuk

Adesso, se restava inserito in questa civiltà squilibrata e corrotta, correva un rischio ancora più grande. In ironico contrasto con il modello gotico consolidato, l' unica parentesi di sicurezza Rosemary la vive quando abbandona la sua vita di città e fugge in una casetta isolata nei boschi, mangiando chili in scatola e in preda alla collera per il comportamento bizzarro del marito.

 

Quel luogo isolato e remoto dove nelle narrazioni del passato avrebbe incontrato un vampiro o un assassino con l' ascia, nel nuovo racconto gotico urbano di Levin è diventato un rifugio.
 

Prima di Rosemary' s Baby il nemico era la natura, sotto forma di fantasmi e morte e decomposizione. È vero, c' erano stati un paio dei primi romanzi horror ambientati nella buona società, Dottor Jekyll e Mr Hyde e Il ritratto di Dorian Gray, ma quasi sempre il nemico era un singolo squilibrato. Adesso con il classico dell' horror urbano di Levin, il nemico era chiunque.
 

PALAHNIUK PALAHNIUK

Levin prende tutti i topoi dell' horror gotico - il castello, la fanciulla, le allusioni al cattolicesimo e alla prigionia e alla tortura, i mostri - e li rende moderni e plausibili, così credibili che decenni più tardi ci sono ancora comunità che vanno in subbuglio per dicerie su società segrete e violenze rituali sataniche, e anche se non si trova nessuna prova concreta, decine di persone vengono regolarmente processate e condannate al carcere.

 

E per favore, non dimentichiamo la politica. Nel 1967 tutto era politica, e quest' aspetto del romanzo lo rendeva moderno e innovativo.

 

Ogni cosa fatta a Rosemary è un atto politico, un piano rivoluzionario per spodestare Dio. Questa non è l' aggressione irrazionale di un pazzo ai danni di una singola vittima. Preda e predatore. Questo è un complotto per far tornare un leader potente dall' esilio e promuovere un vasto cambiamento nella politica mondiale.

 

Ci sono libri che documentano la cultura e libri che la creano , e Rosemary' s Baby fa entrambe le cose. Levin offriva ai lettori orrore, politica, religione e commedia, il tutto ambientato nel posto in cui viviamo, ma raccoglierne l' eredità non era facile. Già nel 1973, Burnt Offerings di Robert Marasco torna a situare il castello infestato nel profondo dei boschi, senza vicini di casa.

 

Nel 1977, Shining di Stephen King spinge il castello ancora più lontano, arroccato sulle Montagne Rocciose isolate dalla neve. Dopo il 1967, nessun libro ha insidiato il classico che avete fra le mani. (traduzione di Fabio Zantomio) 

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