peppe vessicchio

VESSICCHIO, L'ULTIMO SEX SYMBOL DELLA MUSICA: ''LA MIA PASSIONE E' NATA GRAZIE A MIO FRATELLO, SUONAVA ED ERA SEMPRE AL CENTRO DELL'ATTENZIONE, SOPRATTUTTO DELLE RAGAZZE. NON MI SONO MAI SENTITO SEXY, MA SUONARE LA CHITARRA NEI FALO' IN SPIAGGIA HA FAVORITO MOLTI INCONTRI... - LA PRIMA VOLTA A SANREMO FU NEL 1986, ACCOMPAGNAVO ZUCCHERO. MAI VISTA UN'ARTISTA COME MIA MARTINI. LITIGI CON CANTANTI? UNA VOLTA, ECCO COSA ACCADDE..." - I RACCONTI NOTTURNI AI LUNATICI DI RADIO2

 

Da I Lunatici Radio2 https://www.raiplayradio.it/programmi/ilunatici/

 

Il Maestro Beppe Vessicchio è intervenuto ai microfoni di Rai Radio2 nel corso del format "I Lunatici", condotto da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio, in diretta dal lunedì al venerdì notte, dalla mezzanotte alle sei del mattino.

 

BEPPE VESSICCHIO MIRKO SETARO

Vessicchio ha parlato un po' di se: "Come è nata la mia passione per la musica? Sono nato in una famiglia in cui la musica era presente, grazie a mio fratello, che era un compulsivo dal punto di vista dell'attività musicale. Suonava la chitarra, la fisarmonica, aveva una grande capacità di destreggiarsi tra più strumenti. Siccome era sempre al centro dell'attenzione, soprattutto tra le ragazze del quartiere, è nato in me lo spirito d'emulazione. E' stato capace di trasferirmi il piacere della musica. In famiglia inizialmente la mia carriera è stata ostacolata.

 

PEPPE VESSICCHIO

Avevo imparato a suonare la chitarra classica, però quando ci fu il momento della scelta del liceo da fare, mia sorella mi spingeva verso il classico, mio fratello voleva andassi al conservatorio. Ma non esisteva il diploma, davano solo un attestato. Mio padre davanti all'ipotesi che avrei studiato anni senza avere un diploma, alla fine decise di orientarmi verso il liceo. Scelsi lo scientifico. Poi ho fatto architettura. Senza mai lasciare la musica, ovviamente". 

vessicchio

 

Sul festival di Sanremo: "Il primo Festival? Risale agli anni in cui non c'era l'orchestra. Era il 1986. Accompagnai Zucchero che tentava per l'ennesima volta una sua esibizione sperando in un successo, con 'Canzone triste'. Noi eravamo degli accompagnatori. C'era la neve quell'anno a Sanremo. Ricordo che la prima volta che vidi quella giostra fui impressionato. L'orchestra a Sanremo è arrivata nel '90. Per la prima volta lì mi sono trovato davanti all'orchestra del Festival. Ho avuto la grande fortuna di avere da accompagnare due grandissimi, Mia Martini e Mango. Quindi per me quella è stata una esperienza pazzesca. La prima volta al Festival come direttore, un battesimo esaltante".

 

peppe vessicchio alba parietti

Qualche aneddoto sulla sua carriera: "Mia Martini aveva una forza nel canto che non ho trovato in nessun altro interprete. Lei con la voce riusciva a guidarti. E sembra assurdo, perché il direttore ero io. L'orchestra non doveva far altro che accordarsi a lei. Ho un ricordo bellissimo anche di Mango: nei giorni del Festival, dopo le prove, una sera si mise a cantare pezzi della canzone napoletana in albergo. Si formò una tribunetta di persone a guadarlo. La mia popolarità? Quando c'è stata la standing ovation per me al festival ero emozionato ma anche imbarazzato.

 

La mia figura per quanto possa essere importante per l'esecuzione è diversa rispetto a quella del cantante. Sul palco c'era Patty Pravo e io infatti continuavo ad indicare lei, per dire al pubblico che era lei quella che doveva essere applaudita. Mi sono voltato e ho visto che anche lei mi stava applaudendo. Il pubblico mi vuole bene perché sono diventato una figura familiare. L'anno in cui non sono andato al festival, poi, mi hanno dedicato una valanga di meme, mi sono ritrovato in un gioco mediatico Un cantante che mi ha fatto perdere le staffe? Molti mi raccontano, io tendo a dimenticare certe cose, di un diverbio feroce che ho avuto sul palco con un cantante straniero, Demis Roussos, leader degli Aphrodite's child.  Si rivolse a me in modo molto sgarbato, era un programma natalizio del 2002".

BEPPE VESSICCHIO IN GIGGI IL BULLO

 

Sul suo successo con le donne: "C'è stato un periodo in cui suonare la chitarra nei falò in spiaggia ha favorito molti incontri. Mia moglie non è gelosa, adesso si è abituata. Le donne percepiscono quando l'uomo gradisce l'interesse per certe cose. Io sono molto sereno, molto tranquillo, vivo bene la vita che ho. Non mi sono mai sentito sexy. Faccio un uso ancora antico del telefono, limito molto i contatti di un certo tipo".

Sulla musica italiana: "In questo periodo vanno tutti verso la stessa direzione, come le pecore. E' il momento del rap? Tutti fanno rap. E la discografia non aiuta. C'è poco coraggio. Anzi l'unico coraggio che c'è è quello di pubblicare cose poco armoniche anche nel messaggio che viene mandato".

 

fazio beppe vessicchio littizzetto

Vessicchio ha parlato anche della campagna Unicef contro la malnutrizione dei bambini, di cui è uno degli ambasciatori: "Bisogna tenere a mente certe cose anche in momenti tragici come quelli che stiamo vivendo. Ho lavorato con l'Unicef quattro anni fa per un programma dove in effetti cercavamo di valorizzare il talento coltivato di musicisti e ballerini. Parlo di ragazzi che studiano varie ore al giorno. In quella circostanza ho avuto contatti con l'Unicef che poi mi ha proposto di andare in missione in Brasile e in Venezuela per constatare come la musica in alcuni Paesi più degradati del nostro dal punto di vista sociale possa essere di grande aiuto, soprattutto ai giovanissimi.

 

Sia in Brasile che in Venezuela ho visto una tale voglia di imparare il linguaggio della musica, che sono rimasto colpito. La situazione che stiamo vivendo col Covid dovrebbe farci capire quanto è precaria la nostra esistenza. Per tanti bambini la precarietà è iniziata molto prima del Covid. Direi alle persone di fare un piccolo sforzo. Basta il costo di un caffè e possiamo dare una mano. Mandate un messaggio al 45525 per fare una donazione".

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