angelo becciu bergoglio papa francesco

BERGOGLIO NEL TRITACARNE - AL PROCESSO IN VATICANO SULLO SCANDALO LEGATO ALLA COMPRAVENDITA DEL PALAZZO A LONDRA, GLI AVVOCATI DEL CARDINALE BECCIU INSINUANO CHE IL PAPA SIA STATO ASCOLTATO COME TESTIMONE PUR NON ESISTENDO ALCUNA TRACCIA DEL VERBALE (COSA CHE RENDEREBBE NULLA LA CITAZIONE IN GIUDIZIO) - DURANTE L'INTERROGATORIO A MONSIGNOR PERLASCA, IL PROMOTORE DI GIUSTIZIA DICE: "QUESTO CHE DICE NON C'ENTRA NIENTE. NOI SIAMO ANDATI DAL SANTO PADRE E GLI ABBIAMO CHIESTO CIO' CHE E' ACCADUTO"

Ca.Mar. per il "Sole 24 Ore"

 

giovanni angelo becciu papa francesco bergoglio

Ad un certo punto, nel processo in Vaticano sullo scandalo finanziario legato alla compravendita del palazzo londinese di Sloane Avenue – che tra l’altro è prossimo alla vendita, con maxi-perdita – spunta addirittura una “versione del Papa”. Nel corso della quarta udienza del processo (la prossima il 1° dicembre) – inchiodato su questioni procedurali e contestazioni della difesa dei sei imputati, dai dieci iniziali (resta il cardinale Angelo Becciu), sugli omissis del materiale depositato – un avvocato afferma che il Papa sarebbe stato ascoltato dai pm come testimone.

 

stabile di sloane avenue londra

Una convinzione che il legale ha maturato sulla base dell’audio-video di monsignor Alberto Perlasca, il “pentito” del processo. Il pm ha subito smentito che il Papa sia stato mai sentito, spiegando che le cose dette da Francesco e riferite nella fase istruttoria erano tratte da una sua dichiarazione pubblica in aereo nel 2019. Ma l’avvocato della difesa non ci sta: «Rivedete il video». Insomma, per l’avvio del dibattimento tempi ancora lunghi.

 

CASO BECCIU: «SENZA VERBALE DEL PAPA PROCESSO NULLO»

Serena Sartini per "il Giornale"

 

La difesa batte come un martello pneumatico: «Gli audio video depositati sono stati tagliati, oscurati, mutilati, sbianchettati, falcidiati». Le citazioni a giudizio sono nulle. Quarto atto del processo sugli immobili di Londra che vede coinvolto, tra gli altri, il cardinale Angelo Becciu. Non decolla il processo davanti al Tribunale Vaticano, si allungano i tempi, l'udienza viene aggiornata al primo dicembre, la difesa torna a chiedere la nullità del procedimento.

 

PANORAMA - Il mistero del video fantasma

Ma c'è una novità, emersa nell'udienza di ieri, la quarta appunto, che ha visto presente in Aula - tra gli imputati - solo il cardinale Becciu. Ed è «giallo». Perché viene menzionata una deposizione del Papa in persona che, secondo gli avvocati di Becciu, sarebbe stato ascoltato. Tuttavia non si ha traccia del verbale della deposizione.

 

É stato l'avvocato Carlo Panella, difensore del finanziere Enrico Crasso, a far ascoltare un passaggio della registrazione di monsignor Alberto Perlasca, relativa all'interrogatorio del 29 aprile 2020, mentre si parlava della presunta estorsione di 15 milioni di euro alla Santa Sede sull'acquisto del palazzo di Sloane Avenue a Londra.

 

A un certo punto il promotore di giustizia interrompe il teste dicendo: «Monsignore, questo che dice non c'entra niente. Noi siamo andati dal Santo Padre e gli abbiamo chiesto ciò che è accaduto». Panella ne deduce che «hanno sentito come testimone il Santo Padre», e denuncia: «Di questo non abbiamo nessun verbale».

 

stabile di sloane avenue londra

La mancanza di un verbale della presunta deposizione del Pontefice, per l'avvocato Panella, configurerebbe la nullità della citazione a giudizio, così come gli «omissis» posti su numerose parti delle registrazioni, le «criticità» riscontrate sulla durata delle registrazioni e la presunta mancanza di parti consistenti, l'incompletezza dei verbali cartacei, e il tempo ridotto per esaminare l'ingente materiale.

 

Diddi ribatte: «Questo ufficio non ha mai sentito a verbale il Santo Padre. Perlasca stava raccontando delle cose, ma soprattutto di quello che il Papa aveva detto in tempi non sospetti» cioè quanto affermato da Bergoglio durante la conferenza stampa in aereo il 26 novembre 2019, nel volo dalla Thailandia al Giappone, quando spiegò che aveva autorizzato le perquisizioni perché «sebbene ci sia la presunzione di innocenza, ci sono capitali che non sono amministrati bene, anche con corruzione».

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…