milo infante denise pipitone

“SONO STATO QUERELATO PER DIFFAMAZIONE DAI PM” – LA RABBIA DI MILO INFANTE CHE E' STATO INFILZATO DAI MAGISTRATI DI CALTANISETTA DOPO CHE HA CRITICATO LA GESTIONE DEL CASO DI DENISE PIPITONE: “SE LA DIFFAMAZIONE CONSISTE NEL CRITICARE DELLE INDAGINI APERTE E CHIUSE A TEMPO DI RECORD, ALLORA SONO COLPEVOLE. IN ITALIA C’È IL REATO DI LESA MAESTÀ, MA IL CASO DI DENISE PIPITONE È UNO DEI PIÙ GRANDI FALLIMENTI DELLA GIUSTIZIA ITALIANA…”

Renato Franco per www.corriere.it

 

milo infante ore14

«I pm di Marsala hanno presentato una querela per diffamazione aggravata non solo nei miei confronti, ma anche nei confronti di altri colleghi. Penso che sia lecito domandarsi se non farebbero meglio a utilizzare il loro tempo diversamente». L’umore di Milo Infante è tra l’amaraeggiato, il sorpreso e l’indignato. La presunta diffamazione riguarda il caso di Denise Pipitone, la bambina di quattro anni di Mazara del Vallo sparita il primo settembre del 2004, una vicenda su cui il giornalista ha sempre tenuto i fari accesi (nei mesi scorsi ha condotto anche uno speciale in tre puntate su Rai2).

 

denise pipitone

Per competenza territoriale quando ci sono dei magistrati tra le parti offese o tra gli indagati ad occuparsene è un’altra Procura. In questo caso quella di Caltanissetta. Per questo la Procura di Marsala nega...

«Infatti non ho mai detto di essere indagato dalla Procura di Marsala (Trapani), come ha scritto qualcuno. Io sono stato raggiunto da un avviso di garanzia dalla Procura di Caltanissetta con l’accusa di diffamazione, per giunta aggravata. Quindi, da Marsala non può essere arrivata nessuna smentita, perché io non ho mai detto di essere indagato da quella Procura».

 

Al netto dei cavilli, cosa è successo?

MILO INFANTE

«Al momento sto aspettando che mi arrivino le carte. Sono sereno e tranquillo di non aver detto niente di diffamatorio; se la diffamazione consiste nel criticare delle indagini aperte e chiuse a tempo di record, allora sono colpevole. Ma lo direi di nuovo».

 

Perché l’hanno querelata?

«Perché in Italia c’è il reato di lesa maestà. Quando mi rinvieranno a giudizio — e con la querela di un magistrato il rinvio a giudizio è scontato —, quando leggerò le carte, scoprirò cosa ho detto di così diffamatorio nei confronti della procura di Marsala. I giornalisti sono i cani da guardia del potere e la magistratura rappresenta un potere dello Stato. Se volete i giornalisti adoranti e che battono le mani ogni volta che arrestate qualcuno fate pure... Io penso che quando lo Stato fallisce non potete chiederci di dirvi che siete stati bravi».

 

Lei accusa chi ha indagato...

DENISE PIPITONE

«È un dato di fatto: le indagini sono state fatte male nel corso degli anni. Gli errori più gravi sono stati commessi nelle prime due settimane. Non tutti sanno che, appena scomparsa Denise, intorno a Mazzara non hanno fatto i posti di blocco per sei giorni: invece di chiudere il paese lo hanno lasciato aperto, poteva entrare e uscire chiunque».

 

La recente archiviazione disposta dal gip su richiesta della Procura di Marsala invece che significato ha?

«Questa archiviazione significa che lo Stato si è fermato, che Denise è sparita e amen, dobbiamo farcene una ragione. Il caso di Denise Pipitone è uno dei piu grandi fallimenti della giustizia italiana, per 17 anni e mezzo hanno fatto finta o cercato male una bambina che è stata rapita. E ora la tua preoccupazione è querelare i giornalisti? Questa è la mia amarezza. Non è così che si cerca Denise».

milo infante

 

Lei a ricevuto la solidarietà di Piera Maggio, la mamma di Denise.

«La sua forte sensazione è che ci sia la volontà di far cadere nuovamente tutto nell’oblio. “Coloro che cercano la verità su Denise pare che in qualche modo vengano ostacolati. Mi fanno terra bruciata intorno”, ha detto. E la capisco».

 

Tra i tanti casi di cronaca, perché ha scelto di occuparsi a fondo di questo?

«Ho seguito questa vicenda fin dal primo giorno, ero in diretta con l’Italia sul 2 e per 17 anni sono stato accanto a Piera Maggio e Piero Pulizzi in questo calvario, in questo ergastolo di dolore in cui sono stati condannati. Denise non è un caso mediatico, è una bambina che è scomparsa. È meglio perdere un figlio e morire di dolore perché tuo figlio non c’è più piuttosto che vivere nel costante pensiero quotidiano della domanda: dove è mia figlia?».

denise pipitone

 

Con Piera Maggio si è creato un legame speciale...

«Nei giorno dello scorso Natale abbiamo pranzato tutti insieme, con le nostre famiglie, c’era anche Kevin, il fratello di Denise. È una vicenda intima che racconto ora solo per far capire il legame che c’è con loro. Pierà è vittima di un’ingiustizia, di uno dei reati più odiosi: andare a letto con il pensiero fiso di non sapere dove è Denise è un dolore che non si attutisce mai.. Ma lo Stato italiano non si sente in debito nei confronti di Piera Maggio?».

Milo Infante

 

E ora che farà?

«Io mi occuperò del caso di Denise più di prima. È adesso che si sono spenti i riflettori che Piera Maggio e Piero Pulizzi hanno ancora più bisogno che qalcuno se ne occupi. Perché oggi Denise non la cerca nessuno».

denise pipitoneDENISE PIPITONE PIERA MAGGIO 2

milo infante

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