ucraini in fuga

VUOI SCAPPARE? PAGA IL PIZZO - GLI UCRAINI COSTRETTI A SGANCIARE FINO A 10MILA EURO PER LASCIARE IL PAESE. COME SE NON BASTASSERO GIA’ LE BOMBE, ARRIVA ANCHE IL RICATTO DEI TRAFFICANTI: I MASCHI SENZA DENARO VENGONO FERMATI ALLA FRONTIERA - GLI AUTISTI ABUSIVI CHIEDONO 300/400 EURO PER UN TRASPORTO PRIVATO FINO IN MOLDAVIA – E I MILITARI UCRAINI CONTROLLANO CHE NON CI SIANO TENTATIVI DI DISERZIONE…

UCRAINI IN FUGA 5

Daniele Dell'Orco per “Libero quotidiano”

 

Il passo di frontiera a sud della Moldavia, a Palanca, è quello da dove arriva il maggior flusso di rifugiati ucraini di tutta la Bessarabia. Le persone in fuga da Odessa e Mykolaiv formano file immense di automobili. Che passano di rado, visto che il grosso del peregrinare è composto da traffico pedonale.

 

 Donne, anziani e bambini che sfidano temperature sotto zero aspettano ore da un lato del confine e altrettante ore in territorio moldavo. In attesa che arrivino le navette messe a disposizione gratuitamente dal governo moldavo per trasportare tutti a Chisinau.

 

E da lì un po' ovunque in Europa. Le corse non sono così frequenti e i pulmini sono a dir poco desueti, ecco perché i tempi di attesa si allungano parecchio, ma uno dei Paesi più poveri d'Europa sta cercando di tamponare l'emergenza come può. Gli uomini tra la folla non ci sono. O meglio non ci sono più.

 

UCRAINI IN FUGA 2

Fino a tre giorni fa molti di loro guidavano fino alla capitale moldava o fino al territorio rumeno, poi tornavano in Ucraina per combattere i russi o difendere la loro vita, la loro casa, la loro bottega. Quelli che desideravano farlo, s' intende. Ora invece il passaggio non è più consentito. A nessun uomo. Se hai un'età compresa tra i 16 e i 60 anni, e sei in grado di imbracciare una delle armi che il Ministero della Difesa mette a disposizione, devi restare e arruolarti.

 

TARIFFARIO Alla frontiera i militari ucraini controllano che non ci siano tentativi di diserzione. Ma la meticolosità non è poi così di casa visto che nella stessa Palanca, ma ancor più nella vicina Otaci o a Giurgiulesti, dove si entra praticamente subito in Romania e le file in alcune ore della giornata non sono così irreali, si può trattare la propria libertà. Non esiste un vero tariffario per aggirare il blocco e fuggire, ma gli uomini che vogliono farlo possono allungare qualche banconota.

 

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Molte banconote. Alcuni di quelli in coda dicono che gli è stato chiesto di pagare 3mila euro. Uno di loro è rimasto con poche decine di euro in tasca e dovrà raggiungere la Grecia ma non ha idea di dove arriverà prima di restare al verde. Ma gli è andata di lusso. Un altro sostiene che la richiesta nel corso delle ore sia diventata standard: 10mila euro.

 

Questa economia parallela è nata da entrambi i lati dei confini. In territorio moldavo ci sono posti di blocco a un paio di chilometri da ogni frontiera con gli agenti che si sincerano che chiunque voglia passare o ne abbia diritto, o sia un volontario, o sia un soccorritore. Tutto per tentare di arrestare il fenomeno degli autisti abusivi che chiedono 300/400 euro per un trasporto privato fino a Chisinau.

 

rifugiati ucraini 9

Stesso dicasi per i tassisti, veri o improvvisati, che in Ucraina chiedono una cifra molto simile per portare persone da Odessa al confine. Ecco allora che le storie di fuga e di migrazione iniziano a coprire casistiche infinite. Durante il viaggio di Libero tra i varchi rumeni e moldavi del confine meridionale, alcuni ci hanno raccontato di essere sulla via del ritorno dopo aver messo al sicuro i propri cari, altri di voler cercare di salvare il salvabile con le proprie attività commerciali e lavorative, altri ancora di voler combattere per la salvezza della loro terra.

 

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SOLA ANDATA Poi ci sono le donne, che sarebbero salve, ma se ne incrociano comunque in direzione ucraina. «Dove andate?», chiediamo, «i nostri figli sono in salvo, i nostri mariti non potevano guidare fino a qui e ora torniamo ad aiutarli». Specie da città pesantemente bombardate come Mykolaiv, però, di norma il viaggio è di sola andata. Quantomeno per chi ha contatti in giro per l'Europa o risorse per potersi stabilire altrove in attesa di decifrare il futuro.

 

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Chi non ha soldi neanche per pagare il taxi (figuriamoci la "tassa" alla frontiera), e nelle regioni di Odessa e Mykolaiv non sono in pochi, non ha scelta. Se necessario, deve combattere volente o nolente. Oltre a questa "golden visa" speciale, i soldi ai confini servono per far passare un po' qualsiasi cosa: valanghe di contanti, benzina da contrabbandare (per chi rientra, visto che in Ucraina ormai è un lusso), persino lingotti d'oro. E chissà cos' altro.

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