giovani disoccupati

L'IMPIEGO? TE LO SPIEGO - VIDEO: GABANELLI E I CENTRI CHE DOVREBBERO DISTRIBUIRE IL REDDITO DI CITTADINANZA. OGGI DEI 5 MILIONI DI DISOCCUPATI, IL 70% NON PUÒ LAVORARE. IL GOVERNO HA ANNUNCIATO 4.000 NUOVI ASSUNTI (LE REGIONI NE AVEVANO CHIESTI 8.000), MA È DIFFICILE CHE SI RIESCA A FARLE ENTRO APRILE. CHE SUCCEDERÀ QUANDO…

VIDEO - MILENA GABANELLI: ''DATAROOM'' DEL ''CORRIERE'' SUI CENTRI PER L'IMPIEGO

 

https://www.corriere.it/dataroom-milena-gabanelli/reddito-cittadinanza-centri-impiego-lavoro-2-anni-farlo-funzionare-perche/ab7ab46c-fbeb-11e8-b5c8-9e33310709fc-va.shtml?refresh_ce-cp

 

 

CENTRI PER L' IMPIEGO: PERCHÉ NON FUNZIONANO

Milena Gabanelli e Rita Querzè per “il Corriere della Sera

 

Il reddito di cittadinanza erogherà fino a 780 euro al mese a chi non ha lavoro, e le offerte transiteranno dai centri per l' impiego presso i quali tutti gli aventi diritto devono registrarsi. La manovra vale 7,1 miliardi l' anno. L' efficienza di questi centri è dunque cruciale, per scongiurare il rischio che l' operazione non sia una forma di assistenzialismo. Il sistema oggi è mal messo, e per capire cosa serve per farlo marciare abbiamo visitato i centri per l' impiego che funzionano. Non c' è bisogno di andare nello Stato del Mississippi (da cui arriva il consulente del ministero del Lavoro, Mimmo Parisi), perché ce ne sono alcuni anche in Italia, pochi, ma ci sono: a Milano e Treviso, per esempio. Ecco dieci cose necessarie subito.

gabanelli lavoro nero 4

 

 

Una banca dati unica. Le offerte di lavoro di Trieste devono essere visibili anche da Reggio Calabria. Oggi, invece, c' è un Sistema Informativo Unitario composto da un livello nazionale gestito dall' Agenzia nazionale per le politiche attive (Anpal) e da 21 sistemi locali (uno per Regione più la Provincia di Bolzano). Il fatto è che il meccanismo è talmente farraginoso che i dati non circolano: in teoria ogni Regione dovrebbe mandare le sue offerte sul sito Anpal, dove ogni Cpi dovrebbe andare a vedere quello che viene messo in comune.

 

In realtà pochi lo fanno. In Lombardia dove i Cpi sono rimasti in capo alle Province, succede che il disoccupato di Varese non sa che posti ci sono a Como. Servirebbe una banca dati unica, ma ci vuole una legge e l' assenso delle Regioni. Su questo si litiga da 25 anni, dai tempi del Sistema informativo lavoro e della Borsa lavoro. Difficile immaginare che si possa fare entro aprile.

 

Fare dialogare la banca dati dei Cpi con Inps, Agenzia delle entrate e Miur. Se vuoi aiutare davvero qualcuno devi sapere che titolo di studio ha, dove ha lavorato prima, in che ruolo, con quale anzianità di servizio, quanto gli manca alla pensione. Oggi i Cpi non dialogano con nessuno di questi enti, ma è il diretto interessato a fornire tutte le informazioni del caso. Si perde tempo e non sempre le informazioni sono complete. Esempio: spesso chi possiede una laurea, e si adatterebbe a un lavoro manuale, non dichiara il titolo di studio per timore di perdere l' impiego.

gabanelli lavoro nero 3

 

Precludendosi così delle possibilità future.

Fornire un servizio vero alle imprese. Oggi poche imprese segnalano le loro ricerche ai centri per l' impiego. A Treviso, per esempio, gli addetti del Cpi segnalano che le offerte sono insufficienti. D' altra parte le aziende dicono di non rivolgersi ai Cpi perché le risposte arrivano dopo mesi, se non anni. Prendiamo un' azienda che cerca un saldatore. Se i centri in un paio di settimane fornissero una preselezione con una decina di curriculum adatti, scommettiamo che le imprese cambierebbero idea in fretta?

 

Stop alle incombenze burocratiche. Oggi il 50% del tempo dei dipendenti dei Cpi non è dedicato alla ricerca di un lavoro per chi non ce l' ha, ma a un giro di carte e timbri, per esempio l' emissione di certificati di disoccupazione. Li chiedono alcuni supermercati per garantire lo sconto sulla spesa, gli enti case popolari, le farmacie per ridurre il ticket sanitario. Poi c' è la Dichiarazione di immediata disponibilità, che deve essere fatta per avere l' indennità di disoccupazione.

 

Mandare ai Cpi solo chi cerca davvero lavoro. Anpal Servizi stima che dei quasi 5 milioni di poveri aspiranti al reddito di cittadinanza, solo il 25-30% sia in condizioni di lavorare.

matteo salvini luigi di maio

Purtroppo tra i poveri ci sono tossicodipendenti, alcolisti, anziani, persone sole con figli piccoli da accudire o con disabili a carico: prima del centro per l' impiego avrebbero bisogno dei servizi sociali.

 

Le persone vengono prima delle app. Suggestiva l' idea di fare tutto tramite app, ma spesso chi cerca lavoro non ha dimestichezza con le pratiche online. Al Cpi di Milano spiegano che sono meno del 10% coloro che prendono appuntamento con l' app per fare la dichiarazione di disponibilità al lavoro.

 

Evitare che i Cpi diventino un assumificio fine a se stesso. Il governo ha annunciato 4.000 nuovi assunti (le Regioni ne avevano chiesti 8.000), ma se l' organizzazione non viene contestualmente risanata il rischio è che continui a non portare risultati. Il governo Gentiloni aveva già deliberato 1.600 assunzioni a tempo determinato fino al 2020 con i soldi del Fondo sociale europeo. Le assunzioni però devono passare dai bandi pubblici delle Regioni, e nessuna ancora li ha fatti.

 

Difficile quindi pensare che le 4.000 assunzioni possano essere fatte entro aprile. Fondi solo alle Regioni che fanno funzionare i servizi. Con la precedente finanziaria sono stati assegnati 235 milioni per il 2018 e altrettanti per il 2019 ai centri per l' impiego. Sono anche stati fissati dei livelli essenziali delle prestazioni, e definito che chi non li rispetta non riceverà la seconda tranche dei soldi l' anno successivo. In pratica vieni commissariato, ma da chi, sapendo che si rischiano ricorsi delle Regioni?

LUIGI DI MAIO

 

Il meccanismo andrebbe rafforzato. La legge dice che entro 60 giorni dalla tua dichiarazione di disponibilità al lavoro dovresti essere richiamato dal Cpi. In troppi centri si va ben oltre. Nel Lazio si sfiorano i due anni.

 

Naspi più lavoro nero: il circolo vizioso da interrompere. Dal 2015 se ricevi l' indennità di disoccupazione ma non ti presenti alla chiamata del Cpi o rifiuti un' offerta «congrua» l' assegno viene progressivamente ridotto fino a perderlo. Per ora è successo solo a Trento. Quest' anno è stato offerto a 28 mila persone un bonus aggiuntivo all' indennità di disoccupazione da spendere per orientamento e servizi all' impiego. Hanno risposto in 2.800. È facile dedurre che gli altri 25.200 non abbiano interesse perché un lavoro ce l' hanno già (in nero).

 

Concorrenza pubblico-privato. La Lombardia ha messo in concorrenza agenzie private e pubbliche nel cercare lavoro ai disoccupati. In pratica la Regione, grazie anche a fondi europei, garantisce un compenso a Cpi o privati che riqualificano un disoccupato e gli trovano un impiego. Il risultato è che il Cpi di Lecco nel 2017 ha «sistemato» il 50% dei suoi contatti. Mentre quello di Afol Milano è primo in classifica per capacità di collocare disoccupati «difficili».

disoccupazione calo

 

Per finire, il governo ha appena dichiarato che per mandare a regime i centri per l' impiego bastano tre mesi. Solo per mettere in piedi una effettiva collaborazione fra i diversi attori coinvolti, dalle Regioni all' Anpal, partendo subito, servono almeno un paio d' anni. A meno che il «navigator» annunciato dal ministro di Maio faccia miracoli.

Ultimi Dagoreport

sigfrido ranucci valter lavitola giampaolo rossi

DAGOREPORT - MARTEDÌ PROSSIMO CALERÀ IL SIPARIO SU RANUCCI: A OTTOBRE, QUANDO RITORNERÀ IN ONDA “REPORT”, L’AMICO FRATERNO” DI WALTERINO LAVITOLA NON SARÀ PIÙ ALLA CONDUZIONE - IN SEGUITO ALLE VERIFICHE INTERNE (“AUDIT) SUL RISPETTO DEL CODICE ETICO DELLA RAI E IN ATTESA DELLE DECISIONI DEGLI INQUIRENTI E DEI MAGISTRATI SULLA MA-LAVITOLA ALLE VONGOLE SGUSCIATE, L'AMMINISTRATORE DELEGATO GIAMPAOLO ROSSI COMUNICHERÀ A RANUCCI IL CAMBIO DI CONDUZIONE (SOSTITUZIONE CHE È NEL PIENO DIRITTO DELLE PROCEDURE AZIENDALI) - QUINDI, A DISPETTO DI QUANTO PIÙ VOLTE SCRITTO, IL DIPENDENTE RAI RANUCCI SIGFRIDO NON VERRÀ ASSOLUTAMENTE “SOSPESO” DAL RUOLO DI VICE-DIRETTORE DI RAI3, IL SUO STIPENDIO CORRERÀ TRANQUILLO COME OGNI MESE, MA VERRÀ SPOSTATO DAL RESPONSABILE DEI PROGRAMMI DI APPROFONDIMENTO, PAOLO CORSINI, AD ALTRI IMPORTANTI INCARICHI - FINE DEL PRIMO TEMPO....

giorgia meloni e primo ministro etiope abiy ahmed sem fabrizi

DAGOREPORT – COME SI È ARRIVATI AL CLAMOROSO SCAZZO DIPLOMATICO CON L’ETIOPIA? BISOGNA TORNARE AL 2024, QUANDO IL PREMIER DI ADDIS ABEBA, ABIY AHMED, AIUTA GIORGIA MELONI A CONVINCERE L’UNIONE AFRICANA A FIRMARE IL PIANO MATTEI. GLI ALTRI LEADER DEL CONTINENTE NERO ERANO SCETTICI (EUFEMISMO) E AHMED TIRA FUORI DAL CILINDRO IL COINVOLGIMENTO DELL’UE – SOLO CHE IL GOVERNO ETIOPE SI ASPETTAVA QUALCHE “VANTAGGIO” CHE, EVIDENTEMENTE, NON È ARRIVATO. RISULTATO? LA “RITORSIONE” CONTRO SEM FABRIZI, OTTIMO AMBASCIATORE, CHE DOPO DIECI MESI È STATO RICHIAMATO IN ITALIA PER EVITARE L’UMILIAZIONE DI ESSERE DICHIARATO “PERSONA NON GRATA"

ceuta migranti spagna francia pedro sanchez giorgia meloni emmanuel macron

FLASH – IN POCHI SOTTOLINEANO QUALI SONO GLI UNICI DUE GRANDI PAESI DELL’UE A NON ACCODARSI AI “RESPINGIMENTI” DEI DUBLINANTI VERSO L’ITALIA: FRANCIA E SPAGNA – MACRON E SANCHEZ SE LA RIDONO DI FRONTE ALLE DIFFICOLTÀ DI GIORGIA MELONI, E MOSTRANO ORGOGLIOSAMENTE MA SENZA PUBBLICIZZARLA LA LORO POSIZIONE: NOI SIAMO PER L’ACCOGLIENZA, NON RIMANDIAMO INDIETRO NESSUNO, ANCHE SE POTREMMO. UNA MOSSA POLITICA CHE MANDA FUORI GIRI GLI OTOLITI DELLA “SIRENETTA DEL COLLE OPPIO”

giorgia meloni antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – I FRANCHI-TIRATORI PER IL “MELONELLUM” INIZIANO A ESSERE TANTI, FORSE TROPPI – SE LA LEGA VA DRITTA VERSO LA RESA DEI CONTI, ANCHE FORZA ITALIA È IN TUMULTO - DOPO LA “FRONDA” DELLE DONNE, GUIDATE DALLA BERLUSCHINA DEBORAH BERGAMINI, SU PREFERENZE E PARITÀ DI GENERE, ORA È IL MINISTRO DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, PAOLO ZANGRILLO, A INCAZZARSI CON TAJANI PER IL MANCATO COINVOLGIMENTO NELL’INIZIATIVA ANTI-BUROCRAZIA DEL PARTITO – IL GUAIO PIÙ GROSSO PER LA DUCETTA, PERÒ, RESTA QUEL CARTOCCIO DEL CARROCCIO: CON IL 6% CHE GLI ATTRIBUISCONO I SONDAGGI (DI CUI QUASI LA METÀ “CONTROLLATO” DAI GOVERNATORI DEL NORD), LE TRUPPE DEL PARTITO DI SALVINI SI SGONFIERANNO. DEGLI ATTUALI 95 TRA DEPUTATI E SENATORI, E SARÀ UN MIRACOLO SE RESTERANNO UNA TRENTINA - IN CASO DI VITTORIA DEL CENTROSINISTRA, LA SITUAZIONE POTREBBE ESSERE ANCORA PEGGIORE: DUE LEGHISTI SU TRE RISCHIANO DI NON ESSERE RIELETTI - CHISSA' COSA SUCCEDERA' A SETTEMBRE, QUANDO ALLA CAMERA I DEPUTATI DI LEGA E DI FORZA ITALIA (MA ANCHE FRANGE DI FDI) SARANNO CHIAMATI A VOTARE (CON SCRUTINIO SEGRETO) LA NUOVA LEGGE ELETTORALE, UNICA RIFORMA RIMASTA IN PIEDI DEL GOVERNO MELONI....

meloni schlein lovaglio messina donnet

DAGOREPORT – A FERRAGOSTO UN COLPO DI “SOLE” CI STA. FIRMATO DAL DIRETTORE DEL QUOTIDIANO DELLA CONFINDUSTRIA, FABIO TAMBURINI ANNUNCIA CHE PER CONTRASTARE L’OPAS DI INTESA SU MPS NELLA MENTE DI LUIGI LOVAGLIO FRULLEREBBERO NON UNA, MA ADDIRITTURA DUE OPS (OFFERTA PUBBLICA DI SCAMBIO). UNA PER PRENDERE IL CONTROLLO SUL BANCO BPM E L’ALTRA PER ACQUISIRE BANCA GENERALI – NON FINISCE QUI: IN BALLO CI SAREBBE ANCHE LA POSSIBILE VENDITA DEL 13,2% DI GENERALI POSSEDUTO DA MEDIOBANCA, VERO OBIETTIVO DEL RISIKONE BANCARIO – A INGARBUGLIARE LA PARTITA, SI È AGGIUNTA LA PRESA DI DISTANZA DALL’OPAS DI INTESA, LA “BANCA DI SISTEMA” GUIDATA DA CARLO MESSINA, DA PARTE DEL POTERE POLITICO AL COMPLETO, CON MELONI E SCHLEIN PER UNA VOLTA SULLO STESSO FRONTE – ‘STA MEGA-OPERAZIONE DELL’IRRIDUCIBILE LOVAGLIO, CHE DOVREBBE ESSERE ANNUNCIATA NEL CDA DI MPS CONVOCATO PER DOMANI, PUÒ AVERE TANTI VARIABILI DA SCHEDINA: 1-2-X – IN TALE LABIRINTO DI SPECCHI, C’È UN ‘’CONVITATO DI PIETRA’’ CHE TUTTI NOTANO MA CHE NESSUNO NOMINA: IL CEO DI GENERALI, PHILIPPE DONNET, CHE OVVIAMENTE NON FA SALTI DI GIOIA AL PENSIERO DELLA POSSIBILE ACQUISIZIONE VIA OPAS SU MPS DI BANCA INTESA DEL 13,2% DEL COLOSSO ASSICURATIVO…

classifica universita shanghai ranking consultancy politecnico milano torino corgnati donatella sciuto

DAGOREPORT – LE LUSINGHE ALLA CINA NON RI-PAGANO – LE UNIVERSITA’ ITALIANE, IN PARTICOLARE I POLITECNICI DI MILANO E TORINO, HANNO STRETTO DA ANNI CONVENZIONI CON GLI ATENEI CINESI PER SCAMBI DI STUDENTI (PIUTTOSTO ASINI) E DOCENTI, CON APERTURE DI SEDI E PROGRAMMI DI RICERCA COMUNI (TANTO GLI STIPENDI LI PAGA LO STATO) – MA LA CINA NON RICAMBIA TANTO AFFETTO: NELLA CLASSIFICA DELLE UNIVERSITA’ PIU’ PRESTIGIOSE PUBBLICATA DALL’ORGANIZZAZIONE “SHANGHAI RANKING CONSULTANCY” I NOSTRI ATENEI LI VEDI CON IL BINOCOLO! PER IL POLITECNICO DI MILANO, IL PIU’ ATTIVO CON LA CINA, DEVI ARRIVARE AL TRECENTESIMO POSTO...