salvini di maio

L'UNICA COSA CHE UNISCE ''LIBERO'' E ''REPUBBLICA''? LA MANOVRA! ''PER AIUTARE I POVERI, IMPOVERISCONO TUTTI''. IL PROBLEMA NON È IL PARLAMENTO "UMILIATO" DI CUI SI LAMENTA TANTO IL PD, CHE ORA MINACCIA DI RICORRERE ALLA CORTE COSTITUZIONALE. VOTI DI FIDUCIA, TESTI BLINDATI E APPROVAZIONI NOTTURNE SONO UNA COSTANTE. IL PROBLEMA È IL CONTENUTO, E IL FATTO CHE NON SARANNO COLPITE SOLO LE PENSIONI D'ORO, MA IL 58% DEL TOTALE

1. PER AIUTARE I POVERI IMPOVERISCONO TUTTI

Fausto Carioti per ''Libero Quotidiano''

 

Il problema non è il parlamento "umiliato" di cui si lamenta tanto il Pd, che ora minaccia di ricorrere alla Corte Costituzionale (auguri). Voti di fiducia, testi blindati e approvazioni notturne sono stati una costante degli ultimi decenni. Chi era all' opposizione ha sempre gridato alla fine della democrazia, per poi usare lo stesso metodo una volta andato al governo.

MATTEO SALVINI LUIGI DI MAIO GIUSEPPE CONTE

 

Il problema della legge di bilancio sono i suoi contenuti. Le cose concrete: le tasse, le pensioni. L' abisso che separa ciò che era stato promesso da quello che finirà sulla Gazzetta ufficiale. A giochi ormai fatti, è giusto ricordare certi impegni presi in pubblico.

 

Tipo quello di Matteo Salvini sulla «pace fiscale», nome politicamente corretto dietro al quale doveva esserci un nuovo condono. Moralmente discutibile quanto si vuole, ma efficace. Comunque, sempre meglio di un aumento delle imposte. «Può fare incassare più di 20 miliardi di euro», disse il leader della Lega. Era l' 11 settembre, non prima del voto. Non ci sarà niente del genere: la versione del "saldo e stralcio" delle cartelle messa in manovra, legata all' Isee (il "riccometro"), esclude tutti i contribuenti dalla soglia dei 20mila euro in su. Pare fatta apposta per chi ha un prestanome cui intestare i propri beni, di sicuro la useranno in pochissimi, tanto che da essa non è atteso alcun gettito.

 

Scomparsa pure la flat tax, almeno nei termini rivoluzionari in cui era stata promessa: ce ne sarà una versione minimalista, destinata ad alcune partite Iva. Per tutti gli altri contribuenti se ne parla nei prossimi anni, bene che vada. E poi c' è Luigi Di Maio, il traditore seriale di promesse. I Cinque Stelle avevano annunciato «il taglio delle pensioni sopra i cinquemila euro non giustificate dai contributi versati».

 

matteo salvini guarda la partita del milan

È andata a finire che per fare cassa colpiranno pure quelle sopra ai 1.500 euro, tramite il «raffreddamento dell' indicizzazione». E le pensioni sopra ai 100.000 euro lordi figlie del sistema misto retributivo-contributivo saranno decurtate al pari di quelle costruite con il solo retributivo: non ci sarà alcuna distinzione tra la parte "buona" dell' assegno e quella "cattiva".

 

Ancora ieri, il vicepremier grillino continuava a dire che l' Iva «non aumenterà neanche nei prossimi anni».

Intanto, però, nel testo che ha fatto votare in Parlamento c' è scritto l' esatto contrario. Il resto, il governo lo lascia fare a regioni ed enti locali, che dopo tre anni di blocco avranno la possibilità di alzare Irap, Imu-Tasi e addizionali Irpef: per famiglie e imprese si annuncia un conto da un miliardo di euro l' anno.

 

Tutto questo, come il taglio degli investimenti pubblici, sarà fatto allo scopo principale di distribuire il reddito di cittadinanza su cinque o sei milioni di italiani. Per loro, a regime, la manovra stanzia 8,3 miliardi di euro l' anno. Che spalmati sulla platea prevista consentiranno di dare a ogni beneficiato un assegno medio mensile pari ad appena 126 euro. Ci metteranno un po' a capirlo, ma tra i traditi dal governo ci sono anche loro, i veri e finti poveri illusi da Di Maio.

 

 

2. DALLE PENSIONI D’ORO SOLO 76 MILIONI PER I POVERI, A PAGARE SARANNO I REDDITI MEDI

Estratto dall'articolo di Marco Ruffolo per ''la Repubblica''

https://rep.repubblica.it/pwa/generale/2018/12/23/news/dalle_pensioni_d_oro_solo_76_milioni_per_i_poveri_a_pagare_saranno_i_redditi_medi-214994235/?ref=RHPPLF-BH-I0-C8-P2-S4.2-T1

 

Chi pensava che con i soldi dei pensionati più ricchi avremmo finanziato quelli più poveri, ora ha nei numeri della manovra la prova evidente che non sarà così. E che invece le risorse arriveranno, almeno in parte, dai tagli a un vasto numero di pensioni che non si possono certamente definire "d'oro" e neppure "di platino", come le chiama il maxi-emendamento appena approvato dal Senato.

tria zzzzz

 

Dai 24.287 pensionati con oltre 100 mila euro lordi l'anno (circa 4.500 euro netti al mese), il governo si aspetta nel 2019 un contributo di appena 76 milioni. Che nei prossimi tre anni diventano 239, e 415 in un quinquennio. Non di più.

 

Invece, dal ridotto adeguamento all'inflazione degli assegni sopra 1.522 euro (quelli oltre tre volte il trattamento pensionistico minimo), arriverà un risparmio di 2,2 miliardi nel prossimo triennio e 4,7 miliardi in cinque anni. Si tratta di una misura che riguarda una grossa fetta del monte pensioni complessivo: il 58 per cento.

 

La situazione è dunque assai diversa da quella prospettata alla fine del 2017 da Luigi Di Maio: a Radio anch'io disse che dalle cosiddette "pensioni d'oro" (quelle sopra i 5 mila euro netti mensili) si sarebbero potuti ricavare 12 miliardi. In pratica, se fosse stato così, si sarebbe potuto finanziare non solo un aumento dei trattamenti minimi ma anche gran parte di quota 100, ossia del pensionamento anticipato. (…)

 

 

3. LA LEGA A 5 STELLE TRADISCE CHI LAVORA

Renato Farina per ''Libero Quotidiano''

 

matteo salvini caffe

Non ci importa un fico secco delle procedure che umiliano Emma Bonino e indignano Giorgio Napolitano. E neppure che ai senatori sia toccato di fare quello che fanno sempre: incassare lo stipendio e pigiare i bottoni a loro insaputa. Sono cose che ci commuovono, ma reggeremo il colpo. Occupiamoci piuttosto di che cosa ci è caduto in testa. Sconcerie! In italiano si dovrebbe dire sconcezze, boiate, canagliate, ma ci pare simbolica questa parola della neo-lingua che ha adoperato il senatore brianzolo Massimiliano Romeo della Lega, per dire che non è vero, che tutto è uno zuccherino. Una panzana da terroni. Chi siete diventati, amici della Lega? Vi siete impastati della grammatica del Movimento 5 Stelle. Del resto si diventa chi si frequenta, e voi li frequentaste troppo.

 

D' accordo, il problema degli immigrati è roba grossa. Salvini sul tema è bravo. Ma non si vive solo di barconi da respingere. C' è da campare in modo decente, godendo di una pensione meritata per cui si è sudato 40 anni; essere liberi di lavorare senza essere puniti anche se si hanno 70 anni; fare impresa non essendo costretti a fatture elettroniche colpendo i piccoli e gli artigiani uccidendone la santa pazienza; persino soccorrere i milioni di italiani alla canna del gas con opere di carità, ambulatori gratis evitando tasse supplementari; consentire agli istituti di ricerca di trovare rimedi e soluzioni per combattere il cancro e le malattie dei bambini senza lacci fiscali ulteriori.

tria cerca le coperture

 

NON SOLO EUROPA

E - consentiteci, anche se c' è un conflitto di interessi, ma la cosa riguarda voi che ci state leggendo - continuare a pubblicare giornali che non sono giornaloni, e saranno per volontà del M5S e complicità vergognosa della Lega privati delle provvidenze (una parola che ci piace molto, anche per la carica manzoniana che esprime) per l' editoria. Niente da fare.

 

Colpa dell' Europa? L' Europa fa schifo. Non ce lo deve spiegare nessuno. Abbiamo plaudito l' idea britannica di referendum proponendo di lasciar praticare lo stesso esercizio di democrazia anche agli italiani per liberarci della tirannide di Bruxelles. Sono certo crudeli come due diavoli di malebolge il lituano Dombrovskis e il francese Moscovici, i quali costringono il povero angioletto italiano Conte a tagliare quattro decimali di deficit. La cosa ci fa spremere alquante lacrime. Il problema però è la qualità di questo deficit, sia esso del 2,4 o del 2,04. Un conto è spendere per investire, ristrutturare, rendere più facile la produzione di ricchezza.

mario monti saluta giovanni tria

 

E abbiamo sempre saputo che il primo punto del programma, decisivo per meritare i voti del Nord al centrodestra, è stata la flat tax. Aliquota unica, al 23 per cento. La Lega esagerava dicendo che era poca roba e puntava al 15. Sparita, rimandata alle calende della Magna Grecia dove comanda com' è noto Luigino Di Maio e ai cui diktat si è piegato Matteo Salvini.

 

TORNA A CASA

L' Italia, paese che si trova già agli ultimi posti in Europa per investimenti in ricerca e sviluppo e per produttività del fattore lavoro, dopo questa manovra si ritroverà incredibilmente con altri tagli agli investimenti per 4,5 miliardi di euro e con più tasse. Tutto questo per cosa? Per finanziare misure assistenzialiste come il reddito di cittadinanza e la quota 100, che non creeranno nemmeno un euro in più di crescita del Pil. Si taglia la spesa per investimenti per aumentare la spesa corrente.

 

Senza considerare il salasso in termini di maggiori tasse che gli italiani dovranno pagare nei prossimi tre anni, per effetto delle clausole di salvaguardia dell' Iva, che costeranno circa 80 miliardi di euro agli italiani (circa 1.200 euro all' anno per ogni famiglia) e altri 2 miliardi di euro di clausole di salvaguardia salva deficit che scatteranno nel caso il deficit previsto dal governo non dovesse essere rispettato.

 

Ma tutto questo è forse troppo tecnico, e non c' è bisogno di ingolfarci di troppi numeri. Basti questo: colpiscono gli enti di carità e quelli di ricerca, i quotidiani liberi, e pensionati da mille e cento euro per finanziare dei fannulloni. Che vergogna.

Straccia il contratto, torna a casa Matteo.

PENSIONATI IN FUGA DALL ITALIA

 

 

Ultimi Dagoreport

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)

beatrice venezi

DAGOREPORT! UNA NOTTE CON "BEATROCE" VENEZI: LA "FU BACCHETTA NERA" RICICCIA NEL RUOLO DI PRESENTATRICE DEL PROGRAMMA DI ''SKY ARTE", “RINASCIMENTI SEGRETI” - NON STIAMO SCHERZANDO, MEGLIO DI UNA DILETTA LEOTTA, LA VENEZI, CHIODO DI PELLE NERA E PANTA ADERENTI, RIPRESA PIÙ DA DIETRO CHE DA DAVANTI, HA VOCE SUADENTE, LEGGE IL GOBBO CON CAPACITÀ E GUARDA IL TELESPETTATORE CON UNA CERTA INNATA MALIZIA - ALLA VENEZI ANDREBBE AFFIDATO UN PROGRAMMA PER LA DIVULGAZIONE DELLA MUSICA CLASSICA, NON LA FENICE! SAREBBE DI AIUTO PER LA SOLITA TIRITERA DI “AVVICINARE I GIOVANI ALLA MUSICA CLASSICA”. L’AMICHETTISMO FA SCHIFO, MA SE INOLTRE GLI AMICI LI METTI FUORI POSTO, DALLA BACCHETTA AL PENNELLO… - VIDEO

buttafuoco giuli arianna giorgia meloni emanuele merlino elena proietti fazzolari

DAGOREPORT - UTERINO COM'È, GIULI NON HA RETTO ALL'ELEVAZIONE DI BUTTAFUOCO A NUOVO IDOLO DELLA SINISTRA LIBERALE E DELLA DESTRA RADICALE: VUOLE ANCHE LUI DIVENTARE LO ‘’STUPOR MUNDI’’ E PIETRA DELLO SCANDALO. E PER DIMOSTRARE DI ESSERE LIBERO DAL ‘’CENTRO DI SMISTAMENTO DI PALAZZO CHIGI’’, HA SFANCULATO IL SUO “MINISTRO-OMBRA”, IL FAZZO-BOY MERLINO – IL CASO GIULI NON È SOLO L’ENNESIMO ATTO DEL CREPUSCOLO DEL MELONISMO-AFTER-REFERENDUM: È IL RISULTATO DEL FALLIMENTO DI RIMPIAZZARE LA MANCANZA DI UNA CLASSE DIRIGENTE CAPACE CON LA FEDELTÀ DEI CAMERATI, FINO A TOCCARE IL CLIMAX DEL FAMILISMO METTENDO A CAPO DEL PARTITO LA SORELLINA ARIANNA, LA CUI GESTIONE IN VIA DELLA SCROFA HA SGRANATO UN ROSARIO DI DISASTRI, GAFFE, RIPICCHE, NON AZZECCANDO MAI UNA NOMINA (MICHETTI, TAGLIAFERRI, GHIGLIA,  SANGIULIANO, CACCIAMANI, DI FOGGIA, MESSINA, ETC) - FINIRÀ COSI': L'ALESSANDRO MIGNON DELL'EGEMONIA CULTURALE SCRIVERÀ UN ALTRO LIBRO: DOPO “IL PASSO DELLE OCHE”, ‘’IL PASSO DEI CAPPONI’’ (UN POLLAIO DI CUI FA PARTE...)

nigel farage keir starmer elly schlein giuseppe conte

DAGOREPORT – “TAFAZZISMO” BRITISH”! A LONDRA, COME A ROMA, LA SINISTRA È CAPACE SOLO DI DARSI LE MARTELLATE SULLE PALLE: A FAR PROSPERARE QUEL DISTURBATO MENTALE DI FARAGE  È LA SPACCATURA DELLE FORZE “DI SISTEMA”, CHE NON RIESCONO A FARE ASSE E FERMARE I SOVRANISTI “FISH AND CHIPS” - È MORTO E SEPOLTO IL BIPARTITISMO DI IERI E LA FRAMMENTAZIONE È TOTALE, TRA VERDI, LIB-LAB, LABOUR, TORY E CORNUTI DI NUOVO E VECCHIO CONIO – IL CASO MELONI INSEGNA: NEL 2022, LA DUCETTA VINSE SOLO PERCHÉ IL CENTROSINISTRA SI PRESENTÒ DIVISO, PER MERITO DI QUEI GENI DI ENRICO LETTA E DI GIUSEPPE CONTE – APPUNTI PER FRANCIA E GERMANIA, DOVE SI SCALDANO LE PEN E AFD (E L’EUROPA TREMA…)