donald trump nancy pelosi

I DEMOCRATICI SONO FANTASTICI: MENTRE TUTTI RICONOSCONO LA MOMENTANEA VITTORIA DI TRUMP SULL'IRAN, LORO SI OCCUPANO DI PASSARE UNA RISOLUZIONE CHE LIMITA I SUOI POTERI DI GUERRA. OVVIAMENTE INUTILE, VISTO CHE DOVREBBE ESSERE APPROVATA DAL SENATO A MAGGIORANZA REPUBBLICANA - ''SI INDIGNINO PER I CRIMINI DI SOLEIMANI, NON PER LA SUA MORTE'', DICE IL PUZZONE, CHE GIÀ TENDE LA MANO AGLI AYATOLLAH SCOTTATI DALL'UMILIAZIONE MILITARE

 

  1. IRAN: CAMERA USA APPROVA LIMITI POTERI GUERRA DI TRUMP

DONALD TRUMP CON MELANIA TRA I SOLDATI AMERICANI

 (ANSA) - La Camera a maggioranza democratica approva la risoluzione che limita i poteri di guerra di Donald Trump. Il provvedimento impedisce qualsiasi azione contro l'Iran senza l'autorizzazione del Congresso. Si tratta comunque di un via libera simbolico: la misura infatti non è vincolante ed è difficile che superi l'esame del Senato.

 

La misura è stata approvata con 224 voti a favore e 194 contrari. Tre repubblicani hanno votato a favore della risoluzione: sono Thomas Massie, Francis Rooney e Matt Gaets. Otto democratici hanno invece votato contro. I democratici l'hanno introdotta dopo la morte del generale iraniano Qassem Soleimani, temendo una escalation. Pur trattandosi di una misura simbolica in quanto non vincolante, il provvedimento è un messaggio che i democratici vogliono inviare a Trump.

 

  1. IRAN: CASA BIANCA, RISOLUZIONE CAMERA RIDICOLA

 (ANSA) - La risoluzione della Camera per limitare i poteri di guerra di Donald Trump è "ridicola, è solo un'altra mossa politica". Lo afferma la Casa Bianca, commentando il via libera dei deputati al provvedimento che impedisce qualsiasi azione contro l'Iran senza un via libera del Congresso. "Il presidente ha il diritto e il dovere di proteggere il Paese e i cittadini dal terrorismo", aggiunge la Casa Bianca, precisando che la decisione di Trump di attaccare il generale Qassem Soleimani è stata "giusta".

donald trump offre la pace all'iran

 

  1. IRAN: TRUMP,DEM SI INDIGNINO PER CRIMINI SOLEIMANI,NON MORTE

 (ANSA) - I democratici dovrebbero essere indignati dai crimini commessi dal generale iraniano Qassem Soleimani, non dalla sua morte. Lo afferma il presidente americano Donald Trump nel corso del suo primo comizio dell'anno a Toledo, in Ohio.

 

  1. IRAN: TRUMP, IN MIRINO SOLEIMANI ANCHE ALTRE AMBASCIATE USA

 (ANSA) - Il generale iraniano Qassem Soleimani non aveva nel mirino solo l'ambasciata a Baghdad ma anche altre ambasciate Usa. Lo ha fatto capire il presidente americano Donald Trump nel corso di un comizio a Toledo, in Ohio. Gli Stati Uniti hanno messo fine alla "furia" di Soleimani "non solo in quella parte del mondo" ma anche in "altre parti", mette in evidenza Trump.

 

  1. TRUMP, ERAVAMO PRONTI CONTRO IRAN MA NON SIAMO ANDATI

 (ANSA) - L'Iran non avrà l'arma nucleare. Lo afferma Donald Trump nel corso di un comizio a Toledo, in Ohio. "Quando mi hanno detto 16 missili" lanciati contro due basi in Iraq "eravamo pronti ad andare" e rispondere all'Iran: "ho chiesto quanti morti e feriti ci fossero, mi hanno detto nessuno. E così non siamo andati, ma eravamo pronti, non che io lo volessi", mette in evidenza Trump.

donald trump offre la pace all'iran 4

 

 

 

  1. «VOLEVANO ATTACCARCI A BAGDAD» MA TRUMP ALL'ONU TENDE LA MANO

Giuseppe Sarcina per il “Corriere della Sera

 

I sospetti sull' aereo ucraino precipitato a Teheran stanno complicando le manovre americane per disinnescare la crisi con l' Iran.

Donald Trump dice di «condividere» i dubbi, ma non forza le conclusioni e soprattutto evita di accusare direttamente gli ayatollah: «Forse qualcuno ha fatto un errore».

 

funerali qassem soleimani a kerman 4

A Washington è evidente lo sforzo di riportare lo scontro con Teheran sul piano politico e diplomatico. L' ambasciatrice Usa all' Onu, Kelly Craft, ha inviato una lettera al Consiglio di sicurezza e ad António Guterres, segretario generale delle Nazioni Unite. «Siamo pronti a impegnarci in negoziati seri e senza precondizioni con l' Iran, con l' obiettivo di evitare ulteriori pericoli per la pace e la sicurezza internazionale e di fermare un' escalation da parte del regime di Teheran».

 

Secca e immediata la risposta della delegazione iraniana al Palazzo di Vetro: «Impensabile dialogare con le sanzioni americane in vigore». Poco prima Trump aveva annunciato: «Abbiamo già rafforzato le restrizioni economiche.

Erano già molto dure e incisive, ora lo saranno ancora di più». Così, accantonati droni e missili, la situazione resta bloccata.

funerali qassem soleimani a kerman 6

 

L'«eliminazione» di Soleimani continua ad avvelenare ogni tentativo di mediazione.

Trump, parlando con i giornalisti, ha rivendicato «la necessità» dell' operazione, rivelando pubblicamente ciò che il segretario di Stato Mike Pompeo e la direttrice della Cia, Gina Haspel, avevano taciuto mercoledì scorso nei briefing con i deputati e i senatori, sollevando aspre polemiche.

 

ayatollah in lacrime per soleimani

«Soleimani stava cercando di far esplodere la nostra ambasciata a Bagdad. Le sue milizie avrebbero potuto prendere ostaggi e uccidere molte persone, se non avessimo agito rapidamente. Abbiamo evitato che Bagdad diventasse un' altra Bengasi», ha detto il presidente riferendosi all' assalto contro la sede diplomatica nella città libica, nel settembre del 2012, dove venne ucciso l' ambasciatore statunitense Chris Stevens.

 

qassem soleimani 1

A New York la stessa Craft prova a dare una veste legale alle parole di Trump, scrivendo nel messaggio a Guterres: «Abbiamo agito (contro Soleimani, ndr ) in conformità dell' articolo 51 della Carta Onu, che ammette misure di auto difesa. Siamo pronti a prendere altre iniziative nella regione se dovremo proteggere il nostro personale e i nostri interessi».

 

Ma per l' amministrazione Trump ora il problema è come spezzare l' isolamento internazionale. Il vice presidente Mike Pence ha detto in un' intervista a Fox News che «nei prossimi giorni il presidente chiamerà gli alleati e chiederà loro di ritirarsi dal disastroso accordo sul nucleare con l' Iran e di premere su Teheran perché abbandoni la sua lunga storia di sostegno al terrorismo, abbandoni le sue ambizioni atomiche e si riunisca alla famiglia delle nazioni».

 

L' appello è rivolto ai governi di Gran Bretagna, Germania e Francia che però sono stati tagliati fuori nel momento decisivo del blitz contro Soleimani. Per gli americani sarà ancora più difficile trovare una sponda nella Russia e nella Cina, gli altri firmatari dell' intesa con Teheran del 2015.

 

l'auto distrutta di Soleimani

Per il momento Trump incassa solo la «disponibilità» del Segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg: «Ho parlato con il presidente che ci ha chiesto un maggior coinvolgimento nel Medio Oriente. La Nato ha il potenziale per contribuire maggiormente alla stabilità regionale. Stiamo esaminando che cosa fare di più».

 

C' è poi il fronte interno. Ieri la Camera dei Rappresentanti ha messo ai voti una risoluzione per limitare i poteri di guerra del presidente nei confronti dell' Iran. Il provvedimento, però, con tutta probabilità, verrà affossato al Senato, dove i repubblicani hanno la maggioranza. La Speaker Nancy Pelosi ha di nuovo criticato duramente la Casa Bianca: «Impedire la guerra è la nostra principale priorità.

Trump ha messo a rischio l' America. Prego per la pace».

Il presidente ha risposto via Twitter, definendo «folle» la mozione dei democratici.

proteste in iran contro gli usa 2

Ultimi Dagoreport

vecchione renzi ranucci sgrena mancini draghi conte gabrielli carlo parolisi

TRA LE PIEGHE DELL’AFFAIRE LAVITOLA-RANUCCI, RICICCIA UNO DEI TANTI MISTERI ALL’ITALIANA: IL FAMOSO SERVIZIO DI ‘’REPORT’’ DEL MAGGIO 2021 SULL’INCONTRO IN AUTOGRILL TRA MATTEO RENZI E MARCO MANCINI, UNO DELLE FIGURE PIÙ CONTROVERSE DELL’INTELLIGENCE ITALIANA - ALL’ORIGINE DEL RENDEZ-VOUS AUTOSTRADALE, FORSE C’ENTRA DI PIÙ IL FATTO CHE STAVA CADENDO IL SECONDO GOVERNO CONTE, A CAUSA DEL RITIRO DALL'ESECUTIVO DI ITALIA VIVA. QUALCUNO DEVE AVER SCOMMESSO SULLE DOTI AFFABULATORIE DI NEGOZIATORE DI MANCINI PER CONVINCERE RENZI A TROVARE UNA QUADRA PER MANTENERE IN PIEDI CONTE – UNA VOLTA CHE LA MISSIONE E' ANDATA A VUOTO, PERCHE' RANUCCI MANDO' IN ONDA IL SERVIZIO RENZI-MANCINI BEN CINQUE MESI DOPO LA SEPOLTURA DEL GOVERNO CONTE II? A CHI GIOVAVA? - BEN SAPENDO DI QUANTO MANCINI SIA DETESTATO DAI SUOI COLLEGHI, RENZI DEFINI' LO SCOOP UN "REGOLAMENTO DI CONTI INTERNO AI SERVIZI SEGRETI" – GLI ''ADDETTI AI LIVORI'' AGGIUNGONO ALTRE DUE IPOTESI: CHI PARTENDO DAL BURRASCOSO RAPPORTO TRA RENZI E RANUCCI, CHI CONSIDERANDO LA VOGLIA DI CONTE DI REGOLARE I CONTI CON COLUI CHE SI VANTA DI AVERLO SLOGGIATO DA PALAZZO CHIGI E DI AVER CONVINTO DRAGHI A PRENDERE IL SUO POSTO… 

meloni salvini tajani

DAGOREPORT – CON UN PARTITO IN DISCESA LIBERA E SEMPRE PIU' SPAPPOLATO DAI "LEGHISTI DEL NORD", NESSUNO, NEMMENO IL SUO "IDEOLOGO" E FUTURO SUOCERO DENIS VERDINI, RIESCE A FAR RAGIONARE MATTEO SALVINI - L’ULTIMA DELLE TANTE USCITE FUORI DI SINAPSI DEL "BOLLITO LOMBARDO'' SAREBBE AVVENUTA NEI GIORNI SCORSI, L'IPOTESI DI FDI DI VOTO CON BALLOTTAGGIO, L'AVREBBE TALMENTE "ALTERATO" DA CHIAMARE GIORGIA MELONI, SBRAITANDO: “TOLGO LA FIDUCIA AL GOVERNO!” - E DOMENICA 20 SETTEMBRE, A PONTIDA, POTREBBE SUCCEDERE DI TUTTO, SE SALVINI NON TROVA UN ACCORDO CON LA FRONDA CAPEGGIATA DA FONTANA E ROMEO – ALLA LEGA DEL CAOS, LA ''PREMIER DURACELL'' DEVE AGGIUNGERE LO STATO DI GUERRIGLIA IN FORZA ITALIA, DOVE IL “MAGGIORDOMO DI CASA MELONI", ANTONIO TAJANI , GIACE NEL TRITACARNE DEGLI OCCHIUTO, ZANGRILLO, MULÈ, ETC. – MA SE LA DUCETTA RICOMPATTA GLI ALLEATI E SFANGA LA LEGGE ELETTORALE, POTREBBE ARRIVARE LA DISCESA: L’ITALIA HA OTTIME PROBABILITÀ DI USCIRE DALLO STATO DI INFRAZIONE DEL 3%. E CON UNO SPOSTAMENTO DI BILANCIO NELLA FINANZIARIA, GIORGIA SI TRAVESTIRÀ DA BEFANA E CI INONDERÀ DI BALOCCHI E PROFUMI...

mattarella renzi conte schlein bonelli fratoianni

DAGOREPORT - DAJE E RIDAJE, I GALLETTI DEL CAMPOLARGO HANNO FINALMENTE DECISO DI SMETTERE DI BECCARSI MASOCHISTICAMENTE TRA LORO E DI FARE SQUADRA CONTRO L'ARMATA BRANCA-MELONI - IL NODO POLITICO PIÙ DIFFICILE DA SCIOGLIERE, LA PRESENZA DELL'INFIDO RENZI NELLA ALLEANZA, SI E' DISSOLTO IN UN INCONTRO A QUATTR'OCCHI SCHLEIN-CONTE: LA DUCETTA DEL NAZARENO, CHE HA UN PATTO CON MATTEONZO CHE SI CHIAMA CASA RIFORMISTA, HA TIRATO FUORI GLI ATTRIBUTI E A CONTE NON E' RIMASTO CHE SIBILARE: ELLY LO VUOLE ED IO NON POSSO FARCI NIENTE... (SEMPRE CHE RENZI RIESCA A MANTENERE LA PROMESSA DI FARE UN PASSO INDIETRO) – LA PIPPA DELLE PRIMARIE SI FARA', MA COME L'INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER SUL PROGRAMMA ELETTORALE, NON SERVIRA' A UN CAZZO: A DECIDERE IL PREMIER SARÀ, COME SEMPRE, SERGIO MATTARELLA – PER RISOLVERE L'ETERNO SCAZZO SULLA POLITICA ESTERA, E SULL'UCRAINA IN PARTICOLARE, A ELLY E CONTE BASTA UNA SUPERCAZZOLA LINGUISTICA, CHE SI PUÒ RIASSUMERE CON LO SLOGAN: "NO AL RIARMO NAZIONALE, SÌ ALLA DIFESA EUROPEA"...

leonardo del vecchio giorno

FLASH! - COSA FRULLA NELLA TESTA DI LEONARDINO? - DEL VECCHIO JR HA CAPITO CHE, ALL'OMBRA DELLA MADUNINA, IL MERCATO EDITORIALE È SATURO: POSSEDERE DUE TESTATE MILANESI, COME "IL GIORNALE" (DI CUI HA IL 30%) E "IL GIORNO" NON SERVE GRANCHÈ - PER DIVERSIFICARE, LEONARDINO HA INTENZIONE DI TRASFORMARE "IL GIORNO" IN UN QUOTIDIANO FINANZIARIO, MOLTO PIÙ UTILE PER I SUOI AFFARI, IN GRADO DI FARE CONCORRENZA A "SOLE 24 ORE" E "MILANO FINANZA" - DEL VECCHIO, CHE HA RIANIMATO IL MERCATO DEI GIORNALISTI, UN SETTORE CHE SEMBRAVA ORMAI MORTO E SEPOLTO, DOVREBBE CONFERMARE AGNESE PINI ALLA DIREZIONE DI "QUOTIDIANO NAZIONALE" (LA TESTATA CHE RIUNISCE "LA NAZIONE", "IL RESTO DEL CARLINO" E "IL GIORNO")

bettini ruffini gabrielli schlein renzi conte onorato

DAGOREPORT – CON SALVINI ALLE CORDE, TAJANI ALLO SBANDO, VANNACCI IN AGGUATO, BASTEREBBE UNA SPINTARELLA TUTTI INSIEME E, PLUF!, L'ARMATA BRANCA-MELONI NON CI SAREBBE PIU' - INVECE, IL CAMPO LARGO E' SEMPRE AL PUNTO ZERO DEL "VAFFA": PRIMARIE SÌ O NO? SCHLEIN O CONTE? E COME TENERE INSIEME I GRILLINI CON L'INFIDO RENZI? - QUALCOSA NEI PROSSIMI GIORNI POTREBBE MUOVERSI: ERNESTO MARIA RUFFINI DOVREBBE FORMALIZZARE LA TRASFORMAZIONE DEL SUO MOVIMENTO “PIÙ UNO”, FORMATO DA UNA RETE DI GRUPPI CATTOLICI, IN UN PARTITO - AD AFFIANCARE RUFFINI, SAREBBE PRONTO FRANCO GABRIELLI, GIOVANILE DEMOCRISTIANA, COMPAGNO DI SCUOLA DI ENRICO LETTA, EX CAPO DELLA POLIZIA E DEI SERVIZI, GIA' SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DRAGHI - L’OBIETTIVO? DIVENTARE I FRONTMAN “ISTITUZIONALI” DI CASA RIFORMISTA, CON RENZI DEFILATO E IL VOLTO AUTOREVOLE E SECURITARIO DI GABRIELLI A GUIDARE IL CENTRONE - COME LA PRENDERA' IL ''CONTE TRAVAGLIO'' LA PRESENZA DEL DRAGHIANO GABRIELLI? E COME REAGIRA' LA DUCETTA DEL NAZARENO ALL'ANNUNCIO DELL'"ONORATO BETTINI DI PRESENTARSI ALLE PRIMARIE? AH, SAPERLO...

conservative political action conference cpac donald trump giorgia meloni arianna francesco giubilei emanuele merlino sara kelany susanna ceccardi

AMERICÀ, FACCE TARZAN! – IL CONSERVATORISMO TRUMPIANO SBARCA A ROMA E DIVENTA SUBITO ROBA DA NANDO MERICONI INTERPRETATO DA SORDI – NEMMENO IL TEMPO DI APPARECCHIARE I TAVOLI DELLA CENA DELLA “CONSERVATIVE POLITICAL ACTION CONFERENCE” (CPAC), CHE SUBITO DEFLAGRANO GLI SCAZZI NELLA DESTRA CACIO E PEPE – CI SONO ARIANNA MELONI, SARA KELANY, LA LEGHISTA SUSANNA CECCARDI E IL PREZZEMOLINO FRANCESCO GIUBILEI. MA NON GLI ATTESI LUCA CIRIANI, ITALO BOCCHINO ED EMANUELE MERLINO – IL CLIMA È TESO SULLE TESTE DEI MAL-DESTRI DE' NOANTRI: TRUMP È CONSIDERATO POLITICAMENTE TOSSICO E IL CPAC “ITALIANO” DEL 2027 VIENE CONSIDERATO UN POTENZIALE INTRALCIO, FONTE DI POLEMICHE E IMBARAZZI NELL’ANNO DELLE ELEZIONI…